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Maria Rosaria De Lumè

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Spongano  Come avvicinare i cittadini alla vita amministrativa rendendoli attivamente partecipi dell’amministrazione della città? È la domanda che si è posta la neo eletta Giunta di Spongano, guidata dal Sindaco Luigi Rizzello. È nata così una proposta: far vivere una giornata da assessori ai giovani (studenti della secondaria di primo e secondo grado) e, in generale, a quanti tra i cittadini ne faranno richiesta. Sarà “un modo coinvolgente di essere cittadini attivi, consentendo anche una tangibile e consapevole presa d’atto di quelli che sono gli impegni quotidiani, le responsabilità e i doveri di un amministratore comunale”, dichiarano gli organizzatori.

Domande anche online – Chi desidera diventare assessore per un giorno, potrà fare domanda sia online, sia rivolgendosi agli uffici comunali. La giornata scelta per permettere quest’esperienza agli “aspiranti assessori” sarà il lunedì, giorno della settimana in cui gli uffici sono aperti anche di pomeriggio.

Avviso pubblico a sportello – “L’avviso pubblico – dice il Sindaco Rizzello, eletto a capo della lista civica “Progetto Spongano” nelle amministrative dello scorso 10 giugno – non prevede data di scadenza, è a sportello“. Questo significa che l’iniziativa andrà avanti finché ci saranno cittadini interessati. “L’assessore per un giorno – continua il Sindaco – comincerà a conoscere gli uffici comunali, apprenderà la differenza tra determina e delibera, e tutto ciò che serve per capire come funziona la macchina amministrativa. Potrà scegliere il ‘suo’ assessorato di riferimento, assecondando la predisposizione a occuparsi di un settore più vicino ai propri interessi. Possiamo farlo partecipare alla simulazione di una riunione di Giunta e ascolteremo le sue proposte”.

Collaborazione con le scuole – Entusiasta dell’iniziativa l’assessore alle politiche giovanili Giancarlo Marti (in foto): “La proposta – dice – in questi giorni sta facendo il giro dei social incontrando molti consensi. Useremo anche i mezzi di comunicazione tradizionali. Chiediamo collaborazione alle scuole perché questo progetto ha una valenza formativa, è un’occasione di formazione della coscienza civica dei ragazzi e si pone come sostegno al ‘loro’ Consiglio comunale, che c’è già”. Come si procederà praticamente? “Una volta ricevute le domande, ci sarà una selezione in ordine di adesione. Si potranno formare anche gruppi omogenei, e scegliere di utilizzare la mattina o il pomeriggio del lunedì, oppure l’intera giornata. Ascolteremo le proposte e i suggerimenti degli aspiranti assessori per un giorno”.

 

Giulietta Masina

Maglie Palmariggi – Nel vecchio percorso Maglie-Otranto non ci si poteva sbagliare: superata la salita e la curva dopo Palmariggi, appariva sulla sinistra la colonna sormontata dalla statua della Madonna (foto) e si era subito sulla strada che attraverso la campagna prima, e la pineta poi, approdava al Santuario di Montevergine, meta di pellegrinaggi dai paesi vicini tutto l’anno, ma soprattutto nel mese di maggio. La nuova strada a quattro corsie andando verso Otranto non permette l’accesso rapido come prima, ma comunque il santuario ci si arriva ugualmente.

La leggenda del pastorello Come faranno domenica, 14 ottobre, quelli della Scatola di latta, che arricchiranno l’archivio dei ricordi con una escursione prima a Montevergine e poi a Palmariggi in occasione del Paniri te le site. Appuntamento intorno alle 16.15 presso il santuario di Montevergine, là dove ancora la sacralità del luogo racconta l’apparizione della Madonna nel 1595: un pastorello, che stava intagliando un ramoscello d’ulivo, aveva perduto il temperino tra i rovi. Mentre disperato lo cercava tra i cespugli, vide una luce e una Signora che glielo porgeva e lo invitava a tornare a Palmariggi e chiedere al parroco e ai fedeli di tornare il quel luogo. Cosa che il pastorello fece: parroco e abitanti del paese tornarono presso i rovi e scavarono finché in una grotta trovarono un affresco raffigurante la Madonna col Bambino.

La zona era chiamata “U munte”, quindi la Madonna del Monte e poi Montevergine. Sulla grotta fu edificata una cappella che successivamente fu distrutta; nel 1703 iniziarono i lavori di riedificazione e ristrutturazione che si conclusero nel 1707 anno in cui il santuario venne dedicato alla Vergine Maria Assunta che conserva l’affresco della Madonna in stile bizantino. Negli ultimi anni i numerosi fedeli hanno costretto ad ampliare il tempio, è stato creato un secondo ingresso, ma la struttura originaria è rimasta identica all’originale.

Quando arrivò a Montevergine Federico Fellini Augusto Benemeglio in Cultura salentina del 22 giugno 2015 racconta che negli anni Sessanta il grande regista fu invitato a Gallipoli. Ma non vi arrivò mai, si fermò, dietro le insistenze della moglie Giulietta Masina, molto devota, al santuario di Montevergine. La Masina entrò dentro a pregare, Fellini si fermò nella pineta a guardare le cicale morte, “scoppiate” a migliaia ai piedi degli alberi, tra gli aghi dei pini. Questo e altri racconti vecchi e nuovi, insieme a detti popolari e poesie, costituiranno nuovo materiale da custodire nella “scatola di latta” virtuale.

Lu paniri te le site Dal santuario in auto fino al centro di Palmariggi dove per le stradine del centro si possono ammirare Palazzo Modoni del 1811, la Cappella della Madonna della Palma del 1755, costruita sui resti di un edificio rituale greco (la cappella sorge nel punto in cui, secondo la tradizione popolare, la Madonna con la palma apparve per liberare il paese dai turchi, evento che segnò la storia del paese e quella del suo nome: Palmariggi infatti significa “Colei che regge la palma”), il Castello aragonese. Nel borgo in questo fine settimana si tiene la festa d’autunno tradizionale “Lu paniri te le site” legata alla melagrana e ai suoi valori reali e simbolici. Da sempre ritenuto simbolo di prosperità, il melograno negli ultimi anni si è diffuso a macchia d’olio nel Salento, tanto che alcuni pensano alla sua coltivazione in sostituzione dell’ulivo saccheggiato dalla Xylella. L’escursione è organizzata da La Scatola di Latta e Pro loco Montevergine Palmariggi. Info: scatoladilatta2014@gmail.com – cell. 339 5920051.

Serra di Supersano – L’arte contemporanea e il paesaggio rurale in simbiosi e da godere nella XIV Giornata del Contemporaneo, sabato 13 ottobre nel Parco dei Paduli, tra Supersano, Nociglia, San Cassiano, Sanarica, Giuggianello, Scorrano. L’Amaci, l’associazione dei Musei d’arte contemporanea, dal 2005 dedica una giornata all’arte contemporanea. I Musei che aderiscono all’associazione promuovono eventi, mostre, conferenze laboratori per fare conoscere apprezzare la ricchezza dell’arte contemporanea. Il Lua, Laboratorio urbano aperto, e l’associazione Abitare i Paduli per  l’occasione lanciano due iniziative gratuite.

Ore 10, si pedala nel parco tra le opere d’arte  L’appuntamento è per le 10 presso Centro servizi Parco Paduli, via della Vittoria n.151, a San Cassiano. Tutti in bici nel Parco tra le installazioni artistiche tra le quali  le sculture di Cyop& Kaf, omaggio a Vittorio Bodini, e l’edicola realizzata da Fabrizio Bellomo dedicata a  San Rocco nell’ambito del progetto “La Terra Matta”. Il percorso continuerà nell’Uliveto pubblico per ammirare i Nidi d’artista nati dal progetto “Nidificare i Paduli” e la scultura Niodemo dell’artista Dem. La partecipazione è gratuita, ma occorre prenotarsi (tel. 3775341053 o mail servizi@parcopaduli.it. Per chi non possiede una bici, c’è la possibilità di prenotarne una.  (nella foto di Francesco Buccarelli)

Pomeriggio al Museo  Nel pomeriggio, dalle 16 alle 19, visita gratuita al Miab, Museo iconografico dell’arte  bizantina, in via Monticelli, sempre a San Cassiano, per visitare la mostra  “Solidi. Il bizantinismo ai tempi del mediaevo – 10 sculture di Cyop&Kaf” (i due artisti napoletani che con i loro graffiti hanno messo in rilievo la bellezza dei quartieri spagnoli di Napoli e del centro storico di Taranto tracciando percorsi di inedita bellezza). La mostra “indaga, con il linguaggio dell’arte contemporanea, l’essenza dell’uomo del ‘mediaevo’ e il suo vivere nella società accelerata del ventunesimo secolo”.  L’installazione artistica cerca di indagare sul filo che lega l’uomo del  Medioevo a quello del Mediaevo.

Il Miab, nato da un’idea del Comune di San Cassiano in collaborazione con il Laboratorio Urbano e Abitare i Paduli, è un museo in divenire e insieme archivio fotografico che cataloga, documenta e rende consultabile il patrimonio iconografico delle numerose chiese, rupestri e non, presenti nel territorio dei Comuni del Parco dei Paduli e del Sac, Sistema ambientale e culturale delle Serre salentine.  Info: 377 5341053.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Maglie Poggiardo – Il Centro per l’impiego di Maglie di via Gallipoli è un porto di mare. Un viavai continuo di giovani, ma anche di uomini e donne di mezza età ad attendere pazientemente che uno sportello si liberi per essere ascoltati. C’è un’impiegata sollecita che si alza dalla sua postazione e si avvicina a chi sta attendendo, chiede qualcosa, indirizza e poi ritorna al suo tavolo. Tutti in attesa di qualcosa che cambi la prospettiva di vita o quantomeno di un aiuto. Ed anche qui, come a Gallipoli, manca personale, i computer sono obsoleti, le connessioni lente. Mentre incalzano compiti che richiedono impegno e tempo: per esempio, i patti personali di servizio, per ogni interessato prevedono un colloquio di un’ora per definire il profilo di chi cerca occupazione e la compilazione di un questionario.

Vent’anni di faticose speranze I Centri per l’impiego hanno sostituito gli Uffici di collocamento dal 1997. I Cpi svolgono anche altre attività: iscrizione alle liste per trovare lavoro, mobilità ed elenchi delle categorie protette, trasformazioni e cessazioni dei rapporti di lavoro, certificati di disoccupazione ed altro.  Gestiti fino a poco tempo fa dalle Province, dal 30 giugno scorso sono passati in carico alle Regioni. Con uno dei decreti attuativi del Jobs Act è stata istituita l’Anpal, l’Agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro, con il compito di coordinare la rete dei servizi dell’impiego. L’Agenzia però è nata all’interno di un assetto istituzionale diverso, quello della riforma della Costituzione bocciata il 4 dicembre (prevedeva l’assistenza nella ricerca di un’occupazione competenza esclusiva dello Stato). Bocciato il referendum, le Regioni continuano ad avere competenze concorrenti e tutto procede lentamente. In questo contesto si inserisce l’attuale progetto del governo noto come reddito di cittadinanza.

Faro puntato sui Cpi Il punto centrale del progetto che prevede le misure antipovertà e il reddito di cittadinanza, è la presenza sul territorio nazionale di 550 sportelli dei Cpi che contano circa 9mila dipendenti . I Centri per l’impiego devono farsi carico dell’inserimento nel mondo del lavoro grazie anche a “una struttura informativa centralizzata” cioè un Sistema informatizzato unico sul lavoro, a cui l’Anpal sta lavorando. L’investimento previsto è di 2,1 miliardi di euro per il potenziamento del personale e l’ammodernamento delle strutture. Davanti a tutti questi compiti i Centri per l’impiego, soprattutto al Sud, sono finiti sotto pressione con un’ondata di proteste pubbliche. Carrozzoni inutili, soldi pubblici dilapidati, operatori incompetenti, superati e vecchi: questi i giudizi che si sentono anche negli stessi Cpi da parte degli utenti spesso piuttosto arrabbiati. Ma Silvio Astore, direttore dei Cpi di Maglie e Poggiardo li smonta uno ad uno.

Nella sede di Poggiardo in tre per 14 Comuni Se il Cpi di Maglie è un porto di mare, il suo direttore è un fiume in piena «Difendo con i denti – dice – il lavoro degli operatori che lavorano con generosità e competenza. Le critiche che in questi giorni si stanno riversando sui Centri per l’impiego sono ingiuste e non tengono conto delle condizioni in cui siamo costretti a lavorare». In realtà l’organico nei due centri è carente: a Maglie (che serve i comuni di Bagnolo del Salento, Cannole, Castrignano dei Greci, Corigliano d’Otranto, Cursi, Giurdignano, Melpignano, Muro Leccese, Otranto, Palmariggi, Scorrano) lavorano in undici; a Poggiardo con i comuni di competenza (Andrano, Botrugno, Castro, Diso, Giuggianello, Minervino di Lecce, Nociglia, Ortelle, Sanarica, San Cassiano, Santa Cesarea Terme, Spongano, Surano, Uggiano La Chiesa) sono appena in tre. «Se consideriamo i compiti che i Cpi sono chiamati a svolgere, servirebbero per Maglie ancora tre o quattro unità, a Poggiardo dieci». Per avere l’idea del carico di lavoro, basta citare i cosiddetti patti di servizio: serve un’ora per fare il profilo per ogni disoccupato che ha bisogno gli sia riconosciuto lo stato di disoccupazione e quindi la relativa indennità (Naspi, Nuova assicurazione sociale per l’impiego)”.

Appello allo Stato “Non serve prendersela con la Regione – incalza Astore – che solo da giugno ha in carico i Cpi: sarebbe davvero ingeneroso; il governo centrale trovi le risorse necessarie senza le quali non si può andare avanti”. Il nucleo del problema anche qui è che “manca la materia prima che è il lavoro” su cui dovrebbero incrociarsi domanda e offerta. «La politica si attivi per creare i presupposti che favoriscano il lavoro e fornisca ai Cpi gli strumenti adatti», vale a dire computer moderni, connessioni veloci, una rete nazionale dell’utenza”. Sugli addetti il direttore di Maglie-Poggiardo mette la mano sul fuoco: “I nostri operatori, anche se sono sprovvisti del titolo accademico come qualcuno vorrebbe, hanno esperienza e professionalità da vendere».

Le tensioni, la sicurezza nei Cpi Con l’aumento delle tensioni sociali e delle pressioni sugli impiegati, emerge infine un altro problema: la sicurezza. «Intanto si attivi subito la mobilità interna permettendo il contributo di personale ‘parcheggiato’ in altri uffici», conclude Astore che aggiunge anche un suggerimento che ormai riguarda tutti i Cpi: l’ordine pubblico. «Gli ex agenti di polizia provinciale, passati alla Regione, vengano utilizzati per garantire l’ordine pubblico nei Cpi». Le difficoltà di trovare accesso al mondo del lavoro, le attese, i tentativi andati a vuoto possono anche esasperare gli animi fino ad incrinare le regole della convivenza civile e del rispetto.

 

 

 

 

 

 

Leuca (Castrignano del Capo) – Il Fai (Fondo ambiente italiano), sezione di Avellino, per le “Giornate Fai d’Autunno” giunte al venticinquesimo anno,“ha posto la sua attenzione sul bene naturale più rilevante esistente nel territorio irpino: l’acqua” e quindi sulle sorgenti più famose, quelle dei siti dell’Acquedotto pugliese, che concorrono “per il 25% al fabbisogno idrico della Puglia”, come sottolinea il presidente dell’Aqp Simeone di Cagno Abbrescia. Sabato 13 e domenica 14 ottobre, quindi, visite guidate alle sorgenti  Madonna della Sanità di Caposele (Av),  Sorgente Peschiera Pollentina in Cassano Irpino (Av), e l’Impianto di potabilizzazione in Conza della Campania (Av). Come dire l’inizio della storia dell’Acquedotto pugliese e la fine della sete in Puglia, fino a Leuca (1939). A corredo delle Giornate Fai d’Autunno anche una Giornata di studio su “Acqua bene comune”, l’11 ottobre a Bari, presso il Palazzo dell’Acquedotto pugliese.

Da Caposele a Santa Maria di Leuca i 4mila metri cubi di acqua al secondo che sgorgano dalla montagna Paflagone in provincia di Avellino impiegano cinque giorni per arrivare a Santa Maria  di Leuca dopo aver percorso 384 chilometri. E raccontano una storia che è iniziata 150 anni fa per soddisfare un bisogno primario della Puglia assolata e “siticulosa”, sitibonda come la definiva Orazio (Epod.3,14). Il medesimo Orazio nella V satira del Primo libro dei suoi “Sermones” , in cui racconta il viaggio da Roma a Brindisi, arrivato ad Ascoli Satriano, annota la meraviglia dei suoi compagni di viaggio perché l’acqua aveva un costo, era venduta, l’acqua che romani e campani consideravano “vilissima”, di nessun conto, abituati a vederla sgorgare da fontane pubbliche e private. In Puglia, invece “venit vilissima rerum/hic aqua”  qui l’acqua si paga.  Virgilio (Nelle Georg.( 3, 425) accenna alla presenza di invasi d’acqua piovana nel Salento (con rane e ranocchi) , acqua che ristagna d’inverno e si prosciuga a primavera. Strabone sottolinea  la scarsità d’acqua nella regione pugliese, nel Salento «(Il suo terreno) pur povero d’acqua non di meno lo si vede ricco di pascoli e di foreste».  Qualche temporaneo invaso d’acqua qua e là, ma complessivamente la Puglia ha avuto una sete “storica” prima della realizzazione dell’Acqudotto  pugliese” che fu salutato come una delle opere più grandiose del tempo.

L’idea geniale (e vitale) dell’ingegnere Rosalba. Fu l’ingegnere salernitano Camillo Rosalba, funzionario del Genio civile, il primo ispiratore della struttura di base dell’Acquedotto. Nel 1868, infatti, suggerì il progetto  di captare l’acqua del Sele, che per natura si versa sul versante tirrenico, e trasportarla invece sul versante opposto per mezzo di una galleria che doveva arrivare nella valle dell’Ofanto. Il progetto all’epoca sembrò molto ambizioso, avveniristico e costoso, per questo fu momentaneamente abbandonato. Nel 1904 venne bandita una gara internazionale per la costruzione dell’Acquedotto, vinta dalla “Società anonima italiana Ercole Antico e soci concessionaria dell’Acquedotto Pugliese” che si aggiudicò i lavori per 125 milioni di lire. L’acqua arrivò a Bari  nell’aprile del 1925, nel 1918 a Brindisi, nel  nel 1939 a Santa Maria di Leuca dove la costruzione della cascata sottolineò enfaticamente la vittoria su un percorso accidentato anche da polemiche politiche. L’arrivo dell’Acquedotto in provincia di Lecce pose fine a una situazione difficile: dei  130 comuni (attualmente ricadenti nella provincia di Lecce, Brindisi e Taranto), solo 6 erano dotati di acquedotto (compresi Brindisi e Taranto), 7 usavano sorgenti naturali, tutti gli altri attingevano da cisterne pubbliche e private e da pozzi. spesso fonte di infezioni. La paura di malattie (nel 1866 sulla Puglia si era abbattuto il colera provocato dall’acqua inquinata) era stata ormai allontanata per sempre.

Dalle fonti alla ciclovia Il futuro è anche una ciclovia che partendo da Caposele approda a Santa Maria di Leuca (450 chilometri).  La legge di Stabilità del 2016, infatti,  ha inserito la Ciclovia di Acquedotto Pugliese – tra le prime quattro infrastrutture ciclabili di interesse strategico nazionale (capofila istituzionale del progetto la Regione Puglia). Il percorso si snoda sul canale principale e su strade secondarie e piste di servizio dell’Aqp e i  primi tratti sono già percorribili.  Una  “Guida della Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese”, scritta da Roberto Guido e edita da Ediciclo, accompagna la narrazione di una realtà che tocca la storia della Puglia nei suoi vari aspetti.

Santa Cesarea Terme – Se le condizioni meteo lo permetteranno, domenica 7 ottobre, La scatola di latta ha in programma una escursione che inizia dal mare di Santa Cesarea e termina nella Cocumola bodiniana, passando per Cerfignano. L’appuntamento è  a Santa Cesarea intorno alle 15.45 nel parcheggio di piazzale Li Cresti (nei pressi del ristorante Il Villino). La passeggiata va alla scoperta dei palazzi e delle ville, costruite nei primi anni del secolo scorso, grotte, piscine e terme, a cui la località marina deve la notorietà che supera i confini regionali e che la ripopola da settembre fino ad autunno inoltrato. I mesi autunnali, infatti, sono quelli preferiti da quanti scelgono di curarsi con i metodi naturali, (ma non solo la salute, le terme aiutano anche le donne  a conservarsi belle con fanghi e terapie specifiche). Così da settembre S.Cesarea acquista il ritmo lento della terza età, il passo dell’attesa e della cura.

Dalla costa all’entroterra Pochi chilometri, circa tre, e si arriva a Cerfignano, il cui stemma conserva memoria  della sua origine: raffigura, infatti, un cervo che si disseta a una fonte e alle spalle un albero di ulivo. Secondo questa ipotesi il nome deriverebbe da “Cervineanum” per l’abbondanza di cervi. Come spesso succede, questa non è la sola ipotesi dell’origine del nome. Altri si rifanno all’origine greca, in particolare con riferimento al termine greco χυρβιξ, pietra a forma di piramide (questa tesi sarebbe sostenuta dalla presenza di monumenti megalitici). La tradizione orale fa riferimento, invece, a Cervinius, un centurione romano. Singolare il suo percorso amministrativo che lo vede comune autonomo fino al 1829, quando fu unito a Minervino da cui è distaccata nel 1913 quando con Vitigliano forma il Comune di Santa Cesarea Terme.

Cocumola, un paese nelle antologie  Piccola frazione di Minervino di Lecce, deve la sua notorietà a una bella poesia di Vittorio Bodini, il poeta ispanista che ha scritto e tradotto tanto, solo negli ultimi anni conosciuto e celebrato nel Salento. Merito dell’Unisalento, di un Centro studi, della casa editrice Besa, di un premio letterario internazionale a lui intitolato, la cui manifestazione finale si è tenuta prima a Minervino e Cocumola, in seguito a Lecce.  La poesia, esempio di un ermetismo stemperato nel ricordo, recita così: “Un paese che si chiama Cocumola / è / come avere le mani sporche di farina / e un portoncino verde color limone. / Uomini con camicie silenziose fanno un nodo al fazzoletto / per ricordarsi del cuore. / Il tabacco è a seccare, / e la vita cocumola fra le pentole / dove donne pennute assaggiano il brodo”.  La vita che “cocumola” ha dato notorietà a questa piccola frazione che deve la sua fama anche a qualcosa di più “materiale”, la buona cucina delle sue numerose osterie.

Il percorso è di facile percorribilità, tuttavia, come al solito,  si consigliano scarpe comode. Dopo la passeggiata, “ci fermeremo a cantare, suonare e mangiare convivialmente in qualche locanda cocumolosa”, dicono gli organizzatori che sono La Scatola di Latta con il suo animatore Gianluca Palma , Pro Loco Santa Cesarea TermeOratorio parrocchiale “K. Wojtyla” di Cerfignano . Letture che accompagneranno la passeggiata: Vittorio Bodini e Carmelo Bene.

Gallipoli – L’ultimo libro di Antonio Errico “L’imperfetto lettore” (AnimaMundi edizioni, Otranto giugno 2018) è un inno alla lettura e ai libri. Ha fatto bene Errico a “infilare” come in una collana gli interventi che tiene sul Nuovo Quotidiano di Puglia nella rubrica “I resti di Babele” perché ha dato continuità ad un discorso che la misura dei pezzi in una rubrica giornalistica costringe a pause forzate e a continui rimandi. Come un discorso interrotto continuamente che ora, in questo piccolo libro di 115 pagine, acquista unità  tanto che anche le inevitabili deviazioni appaiono come ricchezza del tema di fondo.

Il bambino che legge, la lettura in tenera età, le maestre che insegnano a leggere (sono più brave di quelle che insegnano a fare i conti), il bambino che in treno legge “Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare” di Luis Sepùlveda mentre gli adulti sono fissi sui loro tablet, i libri letti nell’adolescenza che restano come pietre miliari e punti di riferimento per tutta la vita, i libri prestati, quelli che si leggono a metà o solo nell’incipit, le librerie come luoghi del cuore: tutti temi che ricorrono all’interno dei vari interventi che il metro giornalistico rende brevi e incisivi. Metti la passione di Errico per la lettura, metti la sua passione per l’insegnamento (dirige il liceo Quinto Ennio a Gallipoli) non  appesantita da precetti didascalici,  metti il suo amore per Borges, Ariosto, Calvino  Cervantes, Marquez, Morante (ma l’elenco è ancora lungo): quello che viene fuori dallo scrittore originario di Sannicola è un invito a chi già legge a essere un lettore “imperfetto”, perché in questo caso l’aggettivo non designa un aspetto negativo, anzi.

Il lettore perfetto non esiste  Chi legge  “è uno che ha piena consapevolezza della propria imperfezione… chi legge lo fa per compensare la propria esperienza con quella degli altri. Però non vuole farlo con creature reali” che sono imperfette come lui e crede di poter trovare creature perfette nella finzione. Ma si illude, perché “le creature che vivono nei libri, essendo a immagine e somiglianza dell’uomo, sono imperfette”. Il lettore perfetto, quindi, non esiste o forse è proprio il lettore incontentabile, quello che “prende un libro e lo esplora, come fosse un bosco in cui nessuno ha osato addentrarsi, come fosse un mare che nessuno ha mai navigato, oppure, più semplicemente, come fosse una casa che una volta ha abitato e nella quale ritorna con nostalgia di com’era, per ritrovarsi, per riscoprirsi”. Un libro come ritorno a casa per ritrovare se stessi.

Come l’indicativo imperfetto  A pensarci bene il lettore “perfetto” è quello che presenta le caratteristiche dell’imperfetto  indicativo: l’incompletezza (la sua libreria è piena di libri ancora da sfogliare), l’abitudine  (non può fare a meno di leggere), la ripetitività (si legge e rilegge il medesimo “libro” di cui si è innamorati nell’adolescenza), il desiderio (mai completamente soddisfatto). E poi l’imperfetto è il tempo della narrazione  e del gioco dei bambini “facciamo che io ero un libro e tu un lettore perfetto…”.

 

 

 

Poggiardo – Definito nelle sue varie articolazioni, il Piano sociale di zona dell’Ambito di Poggiardo, che comprende i Comuni di  Andrano, Botrugno, Castro, Diso, Giuggianello, Minervino, Nociglia, Ortelle, Poggiardo, Sanarica, San Cassiano, Santa Cesarea Terme, Spongano, Surano, Uggiano la Chiesa), è pronto per partire. Ultimo passo sarà la conferenza dei servizi una volta che l’elaborato, relativo al primo anno del triennio 201820, sarà tornato dalla Regione col previsto nullaosta ed eventuali prescrizioni (stessa situazione in cui si trova il piano sociale di Maglie, tra gli altri; solo Gallipoli è già operativo da fine agosto).

Aumenta la voglia di coprogettare I tavoli di concertazione, a cui hanno partecipato associazioni di volontariato e del Terzo Settore, sindacati, Asl, scuole, parrocchie, istituzioni locali, hanno fatto registrare “nella fase di coprogettazione un numero di presenze più alto rispetto alle programmazioni precedenti…segno che l’attenzione dell’Ufficio di Piano nella fase di condivisione con le parti sociali è sempre alta e viene percepita all’esterno”, come tengono a sottolineare i curatori.

Sostegni e aiuti per una popolazione in decrescita, nonostante gli immigrati Il Piano dovrà fornire servizi per una popolazione di 44.600 abitanti in costante e lenta decrescita (erano 47.028  nel 2003, 46.043 nel 2011), al pari della tendenza nazionale; si registra infatti anche una diminuzione delle nascite e dei giovani con aumento della popolazione anziana. I nuclei familiari sono 18.494 di cui 5.983 con un solo componente, 4.744  con due, 3.397 con 3, 3.374 con quattro, 821 con cinque, 175  con sei e più. Attualmente gli ultra 65enni in numero di 11.663, incidono sul totale della popolazione per il 26,15 %, gli under 18 si sono ridotti dal 2012 al 2017 da 7.381 a 6612 (-10%). Decrescita netta quindi nonostante l’aumento degli immigrati che negli ultimi cinque anni ha registrato un + 47%. (1.375 unità,710 donne e 664 uomini, rispetto alle 935 del 2013). La comunità straniera più numerosa è attualmente quella proveniente dalla Romania con 403 unità seguita dal Marocco con 386 unità. Il Comune con la maggiore presenza di immigrati è Poggiardo con 247 cittadini.

Dal recepimento delle domande alle risposte  Questi e altri dati  sono stati analizzati e hanno dato vita ad un Piano che, partendo dai bisogni, ha tracciato “un percorso di intervento sistematico connettendo attori diversi ma anche politiche programmatorie diverse che siano in grado di integrare l’ambito sociale con quello sanitario ma anche educativo, formativo, lavorativo e dello sviluppo del benessere nel pieno rispetto della dignità della persona”. Oggetto del Piano gli  anziani e i disabili (servizi domiciliari, assistenza sanitaria e/o socio-sanitaria domiciliare, interventi di sollievo), i minori  (servizi socio-educativi per la prima infanzia, educativa familiare per minori, servizi ciclo diurno, promozione dell’affido familiare), le famiglie (sostegno nella conciliazione vita-lavoro), i soggetti economicamente svantaggiati (opportunità di inserimento socio lavorativo). Tutto  nella linea di continuità del precedente Piano senza ignorare le nuova emergenze. Le rileva Fernando Antonio Minonne,  presidente del Consorzio (che è nato nel 2006 e, primo in Puglia, ha aperto la strada a tutti gli altri).

Il contributo extra dei Comuni «Pur avendo nello scorso triennio raggiunto dei buoni livelli di rispondenza ai bisogni rilevati, c’è la necessità di implementare gli interventi attivati per venire  incontro alle sempre più numerose esigenze della popolazione e per contrastare  la povertà diffusa”.  Da segnalare l’intervento dei Comuni “che sono  venuti incontro con risorse aggiuntive (50mila euro)  – continua Minonne  – per permettere  che gli obiettivi del Piano vengano realizzati”.

Le risorse ammontano complessivamente a poco più di 3 milioni di euro (3.165.174,02) di cui  230.546,30 residui dello scorso anno, 596.771,02  dell’Asl; le risorse comunali sono 557.273,79. «Saranno mantenuti i livelli di assistenza dello scorso anno – dice il direttore del Consorzio, Rossano Corvaglia –  Purtroppo con l’esaurimento delle risorse  del Piano di azione per la coesione (Pac) quest’anno non saranno attivate le sezioni Primavera  che l’anno scorso erano cinque. Abbiamo implementato, però, le attività di sostegno alla genitorialità».  Per i minori e le loro famiglie, infatti, ci sono 413.192,15 euro (asili nido e servizi educativi); 3.000 (Centri di ascolto per famiglie); 181.796,50 (educativa domiciliare per minori); 84.854,47 (promozione affido familiare e adozione); 146.868,25 (servizi a ciclo diurno per minori); 150.000 (strutture residenziali per minori).

Accoglienza, integrazione ed inclusione sociale sono le parole chiave, sottolineate dal direttore e dal presidente del consorzio  “per costruire sempre più un territorio aperto, solidale e sicuro” . In questa direzione va il Piano. Per questo sono previsti  percorsi di inclusione socio-lavorativa,  rete di servizi e strutture per il Pis (Pronto intervento sociale), servizi diurni per anziani e persone non autosufficienti,  servizi per l’ntegrazione scolastica degli alunni disabili, progetti per la vita indipendente e il Dopo di noi, Sportello per immigrati. Per il Servizio sociale professionale e per il Segretariato sociale sono al lavoro 12 assistenti sociali.

Felline – Sarà l’accogliente piazza Castello a ospitare la terza edizione della “PenSalento Night”: sabato 29 settembre, dalle ore 19, una serata conviviale ispirata al tema “Quel che resta del Salento”, che è anche il titolo del concorso fotografico cui hanno partecipato 115 fotografi.

Un viaggio multisensoriale tra quel che resta del (e nel) Salento – Che cosa c’è oltre il sole, il mare, il vento? Che cosa c’è dietro il Salento da cartolina?  «Siete invitati a fare un viaggio fra immagini, musica, profumi, sapori e parole che racconteranno paesaggi, figure, volti, paesi, attività che “resistono” all’omologazione e alla cancellazione», scrivono gli organizzatori della serata, che sono l’enosteria Vite Colta di Marta Cesi, Dei Agre, Felline Officina Turistica, La Scatola di Latta (animata da Gianluca Palma) e l’etichettificio Etiroll, promotore da tre edizioni del concorso fotografico PenSalento.

Gianluca Palma

La serata avrà inizio con un dialogo tra Giovanni Leuzzi, autore del libro “Repútu pe lle chiazze salentine”; Salvatore Colazzo, autore del volume “I tabacchi orientali del Salento, quattro storie e loro dintorni”; Angelo Licci, esperto in medicina naturale; e Roberto Guido giornalista e autore della guida “Ciclovia dell’Acquedotto pugliese”. Inoltre, Fernando Bevilacqua presenterà la sua mostra fotografica dal titolo “Omaggio ai Padri”, una collezione sentimentale di volti, per ricordare i grandi personaggi salentini.

Seguiranno la proiezione e premiazione delle foto in concorso, con l’accompagnamento di letture poetiche, musica, buon cibo e vino. Si potrà degustare a prezzo speciale un inedito menù “di quel che resta” agli stand gastronomici di Felline Officina Turistica, oppure prenotare un posto a tavola contattando le diverse locande presenti in piazza Castello. La terza edizione del concorso fotografico trae ispirazione dal libro dell’antropologo Vito Teti “Quel che resta. L’Italia dei paesi, tra abbandoni e ritorni”: l’obiettivo è “pensare al Salento, pensare lentamente, scrivere sul Salento”. Dal 1988 l’etichettificio Etiroll – organizzatore dell’evento – mira a creare un contenitore materiale e immateriale che valorizzi le espressioni artistiche e culturali del territorio. Si ascolteranno  storie e visioni di alcuni fotografi che partecipano al concorso: fra loro Clara Zanoni, Giuseppe Candido, Giulio Tondo (vincitori); Diego D’Ambrosio e Marco De Mitri (segnalati). A giudicare gli scatti è stata una giuria composta dai fotografi Alessandro De Matteis, Alessandra Provenzano, Antonio Vadacca, Fernando Bevilacqua, Piero Maraca e da Simona De Mitri, guida turistica e referente del Parco Paduli.

Durante la serata saranno distribuite le cartoline con le foto selezionate, sul cui retro compaiono i versi di Claudia Piccinno, Gianni Seviroli, Pina Petracca, Cristina Carlà e Maria Neve Arcuti (alcuni di loro saranno presenti). Inoltre, verrà presentato in anteprima nazionale il calendario 2019 “Saperi e Sapori: colori, sapori, tradizioni” un progetto a cura di Emozioni in Libertà di Maria Rosaria Ciullo, con gli acquerelli del pittore Antonio Chiarello la grafica di Yoosy Adv.

(Nella galleria fotografica gli scatti vincitori e segnalati al concorso)

Andrano – “Lettere da una taranta – i ragni e la politica” (I Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno), è il titolo dell’ultimo lavoro di Raffaele Gorgoni, giornalista e scrittore, che sarà presentato oggi, 29 settembre, alle ore 20.30 nell’Atrio del Castello di Andrano. La presentazione è promossa dal Comune di Andrano, Porta d’Oriente,  New Aurora dance e Accademia Folk. Dialogherà con l’autore Stefano Donno. Al termine performance di danza e pizzica a cura di New Aurora Dance e Accademia Folk, (Special Guest Lycosa Tarantula).

Dopo vent’anni parla il ragno L’espediente narrativo di Gorgoni (dare voce a un animale) non è nuovo, ma è sempre efficace perché  quello che pensa l’autore viene attribuito a un narratore esterno da cui apparentemente si prendono le distanze.  Neanche il ricorso allo stile epistolare è nuovo, che risulta senz’altro sempre immediato e di facile lettura.  Nel 1970 aveva avuto un grande successo “Lettere da una tarantata” dell’antropologa Annabella Rossi che aveva pubblicato le lettere ricevute da una donna salentina che aveva conosciuto a Galatina presso la cappella di San Paolo. Ora nel testo di Gorgoni a scrivere 99 lettere (con telefonata finale) è la Lycosa Tarantula che dopo vent’anni sente la necessità di dire la sua sul Festival della Taranta, la più importante manifestazione musicale che non è solo tale perché coinvolge in maniera massiccia commercio, politica, turismo, imprenditoria.  «Sono passati vent’anni –  dice – da quando sono stata messa in mezzo, usata e blandita, vezzeggiata e maltrattata, discussa e ignorata, processata e condannata, accusata e assolta, trasformata in un brand, passata per etichetta commerciale, comprata e venduta, se non di peggio».

La voce critica Attraverso la voce del ragno Gorgoni (foto) racconta  il passaggio del tarantismo da segno di un cattivo passato da buttarsi alle spalle (dalla “malattia” le donne tarantate venivano guarite con musica e danze, perché la pizzica era la terapia per esorcizzare la sofferenza)  a un investimento presente e futuro. Risulta incontrastato, infatti, il successo del festival della Taranta che di anno in anno ha coinvolto sempre più Comuni, sempre più attori, musicisti e danzatori locali che si sono proiettati al di là dei confini europei. Nel libro il ragno rivendica la sua dignità, ripercorre le connessioni politiche, ricorda i vari concertatori del Festival, fa sentire il suo dissenso verso le scelte che non condivide. “Entrando nel vivo del libro con l’analisi della genesi de La Notte della Taranta, la scrittura di Gorgoni si fa sempre più tagliente, incisiva ed ironica, consentendo al ragno di togliersi tanti “sassolini dalle scarpe” con la leggerezza e la libertà di chi non può essere accusato di essere di parte”. (Salvatore Esposito – da Blog Folk)

 

 

Corigliano d’Otranto – Due giorni, 29-30 settembre  per la terza edizione del CtonFest, manifestazione ideata, progettata e realizzata dall’associazione Prendi Posizione, coordinata dal presidente Alessandro De Matteis, con il patrocinio del Comune di Corigliano d’Otranto, in collaborazione con il Castello Volante di Corigliano d’Otranto e l’associazione La Terra Nutre. Nel castello ci saranno dibattiti, incontri tematici, workshop e concerti con oltre 60 ospiti  tra i quali Gianrico Carofiglio e Omar Di Monopoli, il pianista siriano Aeham Ahmad, il progetto musicale Bandervish con Radiodervish e la Banda di Sannicandro di Bari, il fotografo Leonello Bertolucci, monsignor Mauro Cozzoli e l’arcivescovo metropolita di Lecce Michele Seccia. Durante il Festival le sale e le terrazze del Castello ospiteranno “La terra nutre” con una piccola fiera-mercato con stand dei produttori, delle masserie e degli agriturismi locali e (ogni sera dalle 20 e domenica anche dalle 13) un percorso attraverso il cibo, la sua produzione e trasformazione. (nella foto da sinistra Alessandro De Matteis, Michele Macrì e Sergio Blasi)

Il programma della prima giornata prenderà il via sabato alle 9,30 con l’introduzione e i saluti di Alessandro De Matteis (presidente di Prendi Posizione) e Dina Manti (Sindaco di Corigliano). A seguire proiezione degli scatti fotografici “Grotta dei Cervi: la Cappella Sistina del Neolitico” a cura di Leonello Bertolucci. Dalle 10,30 primo incontro tematico su “Il Torrente Asso: cronaca di un disastro annunciato”, introdotto da Lorenzo Siciliano di Nardò (Prendi Posizione) e coordinato dalla giornalista Ilaria Marinaci (Nuovo Quotidiano di Puglia), con gli speleologi Vittorio Marras e Raffaele Onorato, entrambi di Nardò. Alle 11,30 si discuterà – con l’introduzione e il coordinamento di Giovanni Carità (Prendi Posizione) – di “Statale 275: lo stato dell’arte” con Vito Lisi e Luigi Paccione (Comitato No 275) e con gli architetti Mauro Lazzari (Laboratorio urbano aperto) e Juri Battaglini (Associazione italiana di Architettura del paesaggio). Dopo una pausa si ripartirà alle 16,30 con “Colacem: un anno dopo”, incontro introdotto da Roberto Schiavone (Prendi Posizione) e coordinato dal giornalista Fabio Casilli (La Gazzetta del Mezzogiorno) con Barbara Valenzano (direttore Dipartimento mobilità, qualità urbana, opere pubbliche, ecologia e paesaggio – Regione Puglia), Antonio Gabellone (di Tuglie, presidente Provincia di Lecce), il Sindaco Dina Manti, Graziano Vantaggiato (sindaco di Soleto) e Alessandra Caragiuli (Comitato civico). Dalle 18 spazio invece all’incontro, introdotto da Valentina Avantaggiato (Prendi Posizione) e coordinato dalla giornalista Tiziana Colluto (TrNews – Il fatto quotidiano), “La democrazia del cibo. Nuove politiche territoriali per un futuro sostenibile” con Angelo Salento (docente di Sociologia dei processi economici e del lavoro dell’Università del Salento e presidente onorario della Notte Verde), Virginia Meo (Rete economia solidale), Andrea Calori (Associazione economia e sostenibilità – Milano) e Roberta Bruno (cooperativa agricola Karadrà di Cutrofiano). Dalle 19,30 l’avvocato Michele Macrì (Prendi Posizione) introdurrà l’appuntamento dedicato alla “Laudato si – il magistero ecologico  e le decisioni della politica”. Discuteranno monsignor Mauro Cozzoli (docente di Teologia morale – Pontificia Università lateranense), l’arcivescovo metropolita di Lecce Michele Seccia, Nkafu Nkemnia Martin (docente di Cultura, Pensiero e Religione africana – Pontificia Università lateranense), il saggista e sociologo Guido Viale (Associazione Laudato Si) con il coordinamento di Daniele Menozzi (docente di Storia contemporanea – Scuola Normale Superiore di Pisa). Dalle 21 lo scrittore Gianrico Carofiglio sarà protagonista di un Dialogo sulla bellezza. In chiusura, in una tradizionale cassarmonica allestita all’esterno del Castello, le sonorità del progetto Bandervish, che nasce una decina di anni fa dall’incontro tra Radiodervish, band composta da Nabil Salameh (voce), Michele Lobaccaro (chitarra e basso) e Alessandro Pipino (pianoforte, strumenti acustici), e la Banda di Sannicandro di Bari. Un repertorio che propone oltre ai brani più celebri del gruppo anche reinterpretazioni di canzoni tradizionali della musica mediorientale.

CtonFest descrive il tema dell’ambiente e della natura nelle varie declinazioni (giuridiche, economiche, biologiche) – rilevano i promotori – e nelle esperienze dei conflitti. Il nome richiama le tradizioni fondate sulla vita in armonia con la terra, non caratterizzate dalla scissione tra i destini dell’individuo e quelli della specie. Oggi la crisi ecologica certifica la necessità del cambio di paradigma”.

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Domenica 30 settembre la seconda giornata del festival partirà alle 10 con l’incontro tematico “Territorio: uso o abuso?” con Tiziana Lettere (Associazione italiana di Architettura del paesaggio), Angela Barbanente (docente di Ingegneria per l’ambiente e il territorio del Politecnico di Bari), Nicola Grasso (docente di Diritto costituzionale e legislazione dei beni culturali dell’Università del Salento) e gli avvocati Raffaele Cesari e Giusy Bascià. Dalle 11 un workshop per amministratori, introdotto e coordinato da Emanuele Rizzello (Prendi Posizione) sul tema “Le decisioni sulla natura: il valore economico dell’ambiente e le patologie delle decisioni” con  Maria Beatrice Andreucci (Advisor dell’International Federation of Landscape Architects), Francesco Aliffi (Corte di Cassazione), Antonio Pasca (Presidente Tar Lecce), Donatella Porrini (docente di Politica economica dell’Università del Salento). Dopo un pranzo sociale si riprenderà alle 16 con l’incontro, introdotto e coordinato da Emanuela Bruno (Prendi Posizione) su “Scienza postnormale. La crisi delle scienze dure di fronte alla natura. Si può democratizzare la scienza?” con Cristina Mangia (ricercatrice del Cnr), Margherita D’Amico (biologa), Pierluigi Carbonara (ricercatore e biologo marino dell’Università di Bari), Assunta Tornesello (di Alezio, responsabile dell’Unità operativa di Oncoematologia Pediatrica del Vito Fazzi di Lecce), Antonio Luperto (Pma Lecce). Dalle 17.30 il giornalista del TgrPuglia Antonio Gnoni coordinerà l’incontro “Rifiuti o risorse?” con Roberto Louvin (docente di Diritto pubblico comparato all’Università della Calabria e già Presidente della Regione Valle d’Aosta), Paolo Contò (Consorzio Priula), Francesco Tarantini (Legambiente Puglia) e Sergio Blasi (di Melpignano, consigliere regionale). Dalle 19 ultimo incontro tematico, introdotto da Giacomo Cazzato (Prendi Posizione) e coordinato dalla giornalista Valeria Ferrante (RaiNews24) su “I cambiamenti climatici, le migrazioni e le crisi internazionali: Effetto serra effetto guerra!” con i docenti Antonello Pasini (Cnr), Nicolò Carnimeo (Università di Bari), Antonio Ciniero (Università del Salento). Dalle 20,30 lo scrittore Omar Di Monopoli leggerà il racconto “Le periferie del Sud” mentre dalle 21,30 si esibirà Aeham Ahmad, pianista siriano che ha commosso il mondo suonando il suo pianoforte in mezzo al desolante scenario delle macerie e delle case sventrate dalla guerra. In chiusura In(canto) con Enzo Marenaci e Antonella Dell’Anna.

 

  Vignacastrisi (Ortelle) – Una serata dedicata a Carmelo Bene a 50 anni dal film “Nostra Signora dei Turchi” sabato 29 settembre. Cinquanta anni fa, era il 1968, veniva presentato alla  33^ Mostra del cinema di Venezia il film/non film di Carmelo Bene “Nostra Signora dei Turchi”. Non vinse il Leone d’oro a cui Bene e la sua compagna Lydia Mancinelli aspiravano, ma ottenne il Gran premio della giuria.  “Nostra Signora dei Turchi” era nato come romanzo due anni prima e fu portato anche a teatro prima e dopo l’uscita del film.  Fu il primo dei cinque film di Carmelo Bene, figlio della cultura dell’epoca, recensito in modo difforme dai critici. Esaltato o denigrato, “Nostra Signora dei Turchi” rimane comunque nella storia del cinema italiano.

Evento da ricordare  Sabato dunque una serata sarà dedicata a Carmelo Bene e all’uscita del film che fu girato interamente nel Salento tra Santa Cesarea Terme, Otranto, Gallipoli e la Grotta Zinzulusa di Castro. L’incontro, dal titolo “Versi Di-Vini”, organizzato con il sostegno di Spot&Go, si terrà alle  20.30  nella cornice della  “Dimora d’Arte – L’Aia di San Giorgio” di Vignacastrisi. Sarà l’attrice Marina Polla de Luca (foto), accompagnata dal musicista Roberto Gagliardi,  a proporre la lettura di alcuni brani e degli stralci tratti dal suo monologo “Voce del verbo Amare. Dedicato a…”. Si tratta di “un omaggio al primo grande amore Carmelo Bene. Una confessione, una richiesta di perdono per aver tanto amato una collana di parole in cui il soggetto scivola fuori da sé per restare fedele a se stesso come altro. Abbandono alla parola che diviene attore del suo stesso fremere. E dove c’è fremito, non c’è posto per il debito della vita, ma solo e ancora una volta per l’abbandono alla parola che culla il soggetto nell’ultima veglia stanca e rasserenata”.

Marina Polla de Luca, altoatesina, ha studiato con Aldo Trionfo, Luca Ronconi, Marisa Fabbri, Andrea Camilleri, Monica Vitti e ha lavorato a teatro, al cinema e in tv con, tra gli altri, Giorgio Strehler, Ronconi, Fabio Troiano, Anna Galliena e Stefano Dionisi. Nel 1984 ha debuttato in “Otello” con Carmelo Bene di cui è stata compagna di vita per cinque anni e sua prima attrice in alcune opere.

Dimora d’Arte: l’Aia di San Giorgio è un luogo che nasce da un’idea di Raffaele di Staso con la direzione artistica di Serena Spedicato, per ospitare gli artisti che desiderano non solo incontrare il pubblico ma anche fermarsi, respirare la calma, entrare in contatto profondo con il proprio io creativo. Si trova a Vignacastrisi in via Vecchia Ortelle. Info 0836.920451 – 329 9852006

 

 

 

Maglie – Un incontro aperto a tutti, per informare la cittadinanza sulle ragioni dell’opposizione al gasdotto Tap: l’appuntamento è per le 18 di venerdì 28 settembre nell’atrio del Liceo Capece (in piazza Aldo Moro). L’evento è promosso dal Coordinamento per la Tutela del Territorio Magliese (Cttm).

Docufilm e interventi di esperti. Si inizia con la proiezione di “Un anno di lotta”, di Baba Paradiso, che racconta la lotta del Movimento No Tap e l’oppressione subita dalla popolazione salentina nel suo opporsi al gasdotto. Seguiranno gli interventi di Michele Carducci (in foto), ordinario di Diritto costituzionale comparato presso l’Università del Salento e coordinatore del Centro di ricerca euro-americano sulle Politiche costituzionali (Cedeuam); Alessandro Manuelli, componente della Commissione tecnica del Comune di Melendugno; Elena Papadia, avvocato, impegnata nella difesa giudiziaria degli attivisti colpiti dalle misure repressive. Coordinerà gli interventi Francesco Palmieri del Movimento No Tap.

Un atto di “ingiustizia climatica”. Così si esprime il prof. Michele Carducci, che afferma: «Il gasdotto Tap in una parola è un’opera anacronistica rispetto agli obiettivi climatici di salvaguardia del pianeta. Per questo diventa rilevante la lesione di diritti umani ambientali. Avallarla significa commettere un atto miope di “ingiustizia climatica”. Secondo il Movimento, l’infrastruttura “trasgredisce numerosi impegni, obiettivi e standard internazionali”, come la Convenzione di Aarhus e l’accordo di Parigi sul clima». La Convenzione, che prende il nome dalla città danese di Aarhus, dove fu firmata il 25 giugno del 1998, è un trattato internazionale che ha lo scopo di garantire il diritto alla trasparenza e alla partecipazione  dei cittadini nei processi decisionali di governo locale, nazionale e transfrontaliero in ambito ambientale. La Convenzione è stata ratificata da 45 Stati e dall’Unione europea (in Italia con la legge n. 108 del 16 marzo 2001). L’accordo di Parigi sul clima è un accordo globale sui cambiamenti climatici, raggiunto il 12 dicembre 2015 nella capitale francese: prevede un piano d’azione per limitare il riscaldamento globale “ben al di sotto” dei 2ºC, e si applicherà a partire dal 2020.

Cutrofiano – La Settimana europea della mobilità sostenibile (celebrata dal 17 al 22 settembre) ha offerto al Comune, e in particolare allo Sportello Ambiente, lo spunto per una proposta rivolta agli alunni dell’Istituto Comprensivo “Don Bosco”: si tratta di una riflessione sulla possibilità di spostarsi in città lasciando a casa la macchina, muovendosi a piedi o in bici.

I ragazzi sono invitati a tracciare le linee di un Piano di mobilità sostenibile, ossia a disegnare possibili itinerari di piste pedonali e ciclabili per raggiungere la scuola, le palestre, la parrocchia e i punti di maggior interesse. Naturalmente saranno aiutati da tecnici del settore e avranno il sostegno di quanti amano e difendono l’ambiente non solo a parole.

Le linee guida del progetto nell’incontro di sabato 29 – L’attenzione all’ambiente e l’invito a lasciare a casa l’auto e usare le proprie gambe per spostarsi in città hanno caratterizzato la politica ambientale dell’Amministrazione comunale: «Il progetto – sottolinea l’assessore all’Ambiente Cristina Martella (in foto) – s’inquadra nelle iniziative di educazione ambientale che il Comune promuove e porta avanti oramai da anni con il Comprensivo “Don Bosco”. Quest’anno si è pensato di lanciare un concorso di idee volto alla progettazione di un vero e proprio Piano di Mobilità sostenibile ideato dai ragazzi. Giorno 29 settembre, alle ore 9,30 presso l’aula magna della scuola media, ci sarà il primo di una serie di incontri di informazione e scambio di opinioni con gli alunni delle classi terze, tenuto da esperti di settore. Verranno fornite le linee guida per lo svolgimento del tema oggetto del concorso. Seguiranno altri incontri, al termine dei quali saranno presentati i progetti elaborati dagli alunni in una giornata dedicata, presumibilmente alla fine di febbraio».

“Puliamo il mondo”: l’iniziativa dal 28 al 30 settembre – Il Comune di Cutrofiano ha anche aderito all’iniziativa “Puliamo il mondo”, promossa da Legambiente e Anci (Associazione Nazionale Comuni Italiani), in programma nei giorni del 28, 29 e 30 settembre. Con l’aiuto della “Classe amica di Puliamo il Mondo”, alcune strade extra-urbane in prossimità del paese verranno ripulite dai rifiuti. Protagonisti saranno 50 giovani studenti, ai quali il Comune fornirà un kit per la raccolta dei rifiuti (pettorine, guanti, sacchetti, cappellini) e naturalmente la copertura assicurativa. In attesa del giorno in cui non ci sarà più bisogno di qualcuno che si attrezzi per pulire il mondo, perché tutti si saranno impegnati a non sporcarlo.

Acquarica del Capo – Ci sarà anche Carlo Stasi (in foto), poeta, scrittore e saggista originario di Acquarica del Capo, il 25 settembre alla libreria Laterza di Bari (alle ore 18): lo studioso sarà fra i relatori durante la presentazione del libro “L’immagine nella parola, nella musica, e nella pittura”, curato dalla semiologa italo-australiana Susan Petrilli, docente all’Università di Bari.

Il testo è il 29° volume della collana di Semiotica, filosofia, arte e letteratura “Athanor” diretta del semiologo Augusto Ponzio. Oltre all’intervento di Stasi, previsti anche quelli di Stefano Bronzini, Laura Marchetti, lo stesso Augusto Ponzio e dell’editore Pierre alla Vigna. Tra gli autori saranno presenti Michele Lomuto, Pierpaolo Martino, Gianni Perillo, Julia Ponzio.

L’inventore della leggenda di Leucasia – Carlo Stasi, docente di letteratura inglese, è noto nel Salento e fuori per aver creato nel 1993 la “leggenda” di Leucasia. Opera  da anni nel campo della poesia visiva, di cui viene ritenuto uno dei più significativi rappresentanti. Dagli anni Novanta numerose le mostre-performance di poesia visiva tenute da Stasi: a Milano (1990), Como (1997), Tradate (1997), Maglie (2000), Lecce (2001-2002), Brindisi (2014). Molte sue poesie sono pubblicate su antologie e riviste letterarie. Fra gli ultimi lavori figurano: “Sono nato cantando…tra due mari (radici e canto nella poetica di Franco Simone) e “Otranto nel mondo” (dal “Castello” di Walpole al “Barone” di Voltaire).

Cutrofiano – Ecco San Rocco e “Li giorni de li trainieri”. Ritorna la terza domenica di settembre, come da tradizione, la fiera di San Rocco. Già sabato 22, a partire alle 20, in in via Montale, rione Piani, si esibiranno gruppi popolari di pizzica e di reggae. Gli spettatori potranno ascoltare musica e gustare prodotti tipici negli stand enogastronomici. Nel corso della serata, sarà presentata anche la squadra di calcio locale che milita nel campionato di seconda categoria, con dj set “Lu Puccione”.

I cavalli e i trainieri protagonisti domenica, a partire dalle 9.30 si esibiranno i cavalli provenienti dalle migliori scuderie. Sfileranno carri, traini della migliore tradizione contadina, cavalli con bardamenti colorati, puledri e pony . Per gli esemplari più belli previsti premi e trofei. Un premio anche per il cavallo da lavoro più bravo e per il gregge di pecore e di capre più bello.

«Stiamo investendo molto nell’offerta turistica e nella valorizzazione delle nostre tipicità – dicono il sindaco Oriele Rolli e l’assessore alle Attività produttive, Tommaso Campa (foto) – stiamo incentivando le attività di promozione e di marketing a favore delle peculiarità del nostro territorio. Con questa manifestazione vogliamo far rievocare la storica figura del trainiere».

Non c’è dubbio, infatti, che il trainiere era una figura caratteristica del territorio, impegnato a trasportare il materiale estratto dalle cave o, in tempo di vendemmia, l’uva dai vigneti. E non c’è dubbio che il vanto del trainiere era proprio il cavallo come in un canto di Uccio Aloisi “E lu preggiu de la donna/e mo’ è lu capellu/e quello del trainieri è lu cavaddhru./E gge lu cavaddhru nah/,gge lu cavaddhru/e l’aria del trainieri è lu cavaddhru”. Una volta all’anno, quindi, la terza domenica di settembre, la scena è tutta loro.

Maglie – “L’Alca”, museo e biblioteca comunali, con la Fondazione Capece e l’assessorato alla Cultura, partecipa alle Giornate europee del Patrimonio organizzando un omaggio a Lucio Battisti a vent’anni dalla scomparsa: l’appuntamento è per domenica 23 settembre alle 19,30, nell’atrio dell’Alca. Qui saranno ripercorse le tappe musicali della carriera del cantante che ha segnato con la sua musica la giovinezza di tante generazioni.

A condurre la serata i due operatori museali Elisabetta Papadia e Giuseppe Leucci, mentre le canzoni di Battisti saranno interpretate dalla voce di Cosimo Ruggeri. Inoltre, dalle ore 18 alle 21 di sabato 22 e di domenica 23, ingresso gratuito e visite guidate negli spazi museali e ai fondi antichi della biblioteca.

Museo luogo della comunità – A prima vista può meravigliare la scelta di condividere quella che viene definita “musica leggera” in un luogo sacro della cultura: un museo paleontologico e una biblioteca che conserva testi antichissimi. Il fatto è che non si tratta solo di musica. Lo sottolinea la direttrice dell’Alca, Medica Assunta Orlando: «Il museo – dice –  è un luogo della comunità, per questo dev’essere accogliente e condividere il patrimonio culturale, che non è solo quello strettamente legato ai tesori che esso racchiude. Lucio Battisti, con la sua musica, ha lasciato un patrimonio di ricordi ed emozioni che attraversano ormai tante generazioni. Le sue canzoni sono state la colonna sonora degli anziani, nella loro giovinezza, ma anche i giovanissimi conoscono i suoi testi e si sentono coinvolti nonostante la distanza temporale. Diciamo che le canzoni di Battisti sono il patrimonio dell’anima e noi del museo siamo contenti di condividere quest’eredità con i giovani di ieri e con quelli di oggi».

Promuovere la cultura nei suoi vari aspetti – Sulla stessa lunghezza d’onda il presidente della Fondazione Capece, Rossano Rizzo: «La Fondazione, in sintonia con l’assessorato alla Cultura, si unisce all’omaggio a Lucio Battisti, fedele alla propria mission, che è quella di  promuovere la cultura nei suoi vari aspetti. Battisti è stato un mito per le generazioni passate e lo è anche per i giovani di oggi. Grazie alla disponibilità di Cosimo Ruggeri, che ne traccerà il profilo umano e musicale, la serata di domenica sarà momento di condivisione di un patrimonio che appartiene a tutti».

Un’opportunità per conoscere l’Alca e i suoi tesori  Al là dei contenuti dell’iniziativa, resta importante il valore della conoscenza e dell’accoglienza, perché si dà la possibilità a un pubblico più ampio di accostarsi al museo e alla biblioteca. «Quest’anno abbiamo avuto in biblioteca tantissimi giovani – dice la direttrice Orlando. – È un segnale positivo che va potenziato».

Marittima di Diso – Nelle giornate di sabato 22 e domenica 23 settembre, i volontari della Bottega Equo-Solidale saranno attivi nella campagna “Un pasto al giorno. La dignità riparte da qui”, iniziativa promossa dalla Comunità Papa Giovanni XXIII di don Oreste Benzi.

Sabato 22 alle ore 19,30, e domenica 23 alle 8,45, alle 11 e alle 19,30, in concomitanza con la fine della messa nella parrocchia di San Vitale, i volontari saranno in piazza principe Umberto per ricevere le donazioni di chi vorrà contribuire ad assicurare un pasto al giorno a bambini malnutriti e persone senza fissa dimora e con disabilità, nelle mense di strada. Ai donatori verrà distribuito il secondo volume di #iosprecozero, un opuscolo con indicazioni “per provare insieme a non sprecare più nulla, dal cibo alla vita”, imparando invece a riciclare.

“Finché gli ultimi non saranno i primi mi trovate qui”: questo lo slogan presente sulle magliette che i volontari indosseranno, slogan che riprende una frase cara a don Oreste Benzi. L’iniziativa trae spunto dalla prima missione in Zambia della Comunità Giovanni XXIII nel 1985: lì, don Oreste toccò con mano la situazione dei bambini malnutriti, la disperazione delle loro madri, l’ingiustizia della fame che colpiva i più poveri, e giurò che si sarebbe impegnato a trovare i fondi per dar loro almeno un pasto quotidiano. Nacque così l’iniziativa che oggi cerca di garantire sette milioni e mezzo di pasti all’anno. I volontari della Bottega equo solidale hanno quindi fatto proprio l’impegno di don Oreste: «È la prima volta che ci impegniamo in quest’obiettivo perfettamente in linea con i fini della nostra associazione – dice Francesco Casciaro (in foto), responsabile esecutivo della Bottega. – Pensiamo che anche quest’iniziativa, come quelle realizzate in passato, incontrerà la sensibilità non solo di Marittima ma anche dei paesi vicini».

Ulteriori info via mail all’indirizzo esmarittima@libero.it o sul sito della Bottega Equo-Solidale.

Maglie – Settembre quest’anno ha i colori dell’oro, della speranza e della solidarietà: venerdì 21 (in piazza Aldo Moro) arriva “Accendi d’Oro – Accendi la Speranza”, campagna di sensibilizzazione sul cancro dei bambini e degli adolescenti. L’iniziativa è promossa dal Lions club e dal Leo club Maglie, in collaborazione con Fiagop (Federazione italiana associazioni genitori oncoematologia pediatrica). L’evento rientra nel calendario del Settembre d’oro, celebrato a livello mondiale con il nome “Light it Up Gold-Go Gold”.

«L’oro – dice la presidente del Lions club, Gabriella Piccinno – è il sorriso dei bambini, l’oro è la speranza degli adulti. Poi ci sono loro, gli artisti che con generosità sostengono la manifestazione».

Il programma – Alle 19 si esibiranno Antonella Verardi della scuola Dance for life (di Muro Leccese),  e il cantante Arturo Pedone. Prima, però, ci sarà un evento straordinario: dalle 18:30 alle 23, presso palazzo De Marco apertura della mostra “L’arte interattiva 3D” di Tina Marzo, che sarà visitata da bambini, genitori e operatori del reparto di oncoematologia pediatrica dell’ospedale Vito Fazzi di Lecce. «A Tina Marzo e alla sua sensibilità – aggiunge la presidente Piccinno – va un grazie particolare, perché i bambini potranno godere del mondo magico dell’artista e fare un’esperienza sensoriale unica». La mostra di Tina Marzo, che è stata aperta al pubblico dal 9 agosto al 16 settembre (sempre a palazzo De Marco), ha catalizzato l’attenzione di numerosissimi visitatori e animato l’estate magliese (un successo testimoniato dalle code lunghissime all’ingresso).

Luci sulla statua di Francesca Capece – La campagna di sensibilizzazione sul cancro che colpisce i bambini si arricchirà, infine, di un segno simbolico: l’illuminazione di un monumento della città. Dalle ore 19 la statua di Francesca Capece, al centro della piazza, sarà illuminata da un faro. Non senza ragione è stato scelto di illuminare proprio il monumento dedicato a colei che è considerata la sintesi di Maglie, città di studi e di cultura, oltre che un modello di generosità che ha permesso a migliaia di studenti adolescenti, con la donazione del suo castello, di “abitare” il Liceo Capece e di conservare per sempre il legame con la città.

 

 

 

 

Ortelle – Si aprirà il 21 settembre a Ortelle in piazza San Giorgio (alle ore 17,30) la terza edizione del Festival del Cittadino, che proseguirà fino al 25 ottobre, a ridosso della tradizionale Fiera di San Vito.

L’iniziativa quest’anno coniuga il tema della cittadinanza con una delle parole chiave della Costituzione, il paesaggio, al centro dell’art. 9: “La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione”.

Edoardo Winspeare

Lectures e workshop – Tre le fasi che caratterizzeranno il festival: la prima, dal 21 al 23 settembre, comprende lectures e workshop che indagheranno sulla tematica chiave di quest’edizione dell’evento. Nella giornata d’apertura, venerdì 21, dopo la presentazione del programma in piazza San Giorgio, alle 18,30 è previsto il workshop sul tema “La tutela del paesaggio”, con Barbara Valenzano, Giovanni Giangreco, Salvatore Pedìo, Antonio Bonatesta; e alle 20,30 si prosegue con la lecture (arricchita da videoproiezioni) “Il paesaggio come personaggio nel cinema”, del regista Edoardo Winspeare (di Depressa), che dialogherà con il critico Luca Bandirali.

Il 22 e 23 settembre il festival si sposterà a Vignacastrisi, nella  Biblioteca comunale “Paiano”. Qui, sabato 22 alle 19 si terrà la lecture “Mente e Paesaggio”, di Ugo Morelli; e alle 21 c’è il workshop “Debussy, la musica la natura”, con Carlo Scorrano (che eseguirà al pianoforte una selezione di brani di Claude Debussy), Roberto Maragliano e Salvatore Colazzo. Domenica 23, invece, alle ore 19 la biblioteca ospita la lecture a due voci “Il paesaggio e il potere della bellezza”, di Massimo Bray e “Paesaggio, ambiente e benessere psico-fisico”, di Roberto Burioni (modera Federica Marangio). Si chiude alle 21 con la proiezione di “Declinazione”, musica elettronica e contrappunto di immagini, di Luigi Mengoli.

La seconda fase del Festival, in programma dal 27 settembre al 10 ottobre, comprenderà i laboratori di cittadinanza che coinvolgeranno i cittadini di Ortelle e Vignacastrisi nella riflessione sulla tutela del paesaggio in cui vivono.

La terza fase, dal 23 al 25 ottobre, comprenderà poi corner di riflessione che completeranno il percorso del festival coinvolgendo anche scolaresche, visitatori e curiosi.

Per tutta la durata del Festival, negli spazi che ospitano gli eventi saranno allestite delle mostre tematiche sul paesaggio, realizzate dagli artisti Antonio Bonatesta, Federica Piccinni e Antonio Chiarello.

Il Festival del Cittadino è organizzato dal Comune di Ortelle, con EspérO, spin off dell’Università del Salento che progetta interventi socio-educativi sul territorio, e Fabbricare Armonie, che si occupa di sviluppo di comunità. La direzione scientifica è affidata a Salvatore Colazzo (professore di Pedagogia Sperimentale di UniSalento) e ad Ada Manfreda (presidente di Espéro srl).

Maglie – Chiuso il tavolo di concertazione tra associazioni, terzo settore e organizzazioni sindacali, il Piano di zona dell’Ambito sociale di Maglie è pronto. L’assemblea dei Comuni  che comprende Maglie (capofila), Bagnolo, Cannole, Castrignano dei Greci, Corigliano, Cursi, Giurdignano, Melpignano, Muro, Otranto, Palmariggi, Scorrano, l’ha già adottato. A breve la conferenza dei servizi , ultimo atto prima della realizzazione del piano di aiuti e sostegni a favore delle fasce di popolazione più deboli con una serie di progetti che hanno l’obiettivo di migliorare la qualità della vita e di prevenire ed eliminare gli ostacoli che potrebbero inficiarla. Dopo Gallipoli, è dunque Maglie a tagliare l’importante traguardo della pianificazione per il 2018. Si resta in attesa degli altri Ambiti, ancora alle prese con programmazione e  ripartizione dei fondi.

Linee di fondo e risorse. Le direttrici su cui si muove il Piano sono quelle che riguardano anziani, giovani e disabili e ricalcano in linea di massima il percorso degli anni scorsi.  Le risorse economiche  a disposizione ammontano a  7.261.956,38 di cui  5.054.348,04 risorse Asl; si può contare, inoltre, su 40mila euro di residui dello scorso anno. Rispetto al Piano precedente bisogna registrare, però,  delle novità che sono derivate proprio dal confronto avvenuto sui tavoli di concertazione.  «Il lavoro di preparazione del Piano di zona è stato molto intenso – dice Sonia Mariano, presidente del consorzio per l’integrazione e l’inclusione sociale dell’Ambito territoriale sociale di Maglie e sindaco del comune di Bagnolo del Salento – sono stati numerosi i tavoli di concertazione per recepire le esigenze del territorio che nel Piano sono diventati servizi come quelli per il Pis (Pronto intervento sociale) per superare situazioni di emergenza abitativa (30mila euro), oppure l’attenzione alle nuove dipendenze che interessano i ragazzi e gli adolescenti per cui il collegamento con le scuole è fondamentale».

Le novità Si tratta, infatti, di interventi nuovi rispetto al passato. I servizi di Pronto intervento sociale costituiscono una risorsa temporanea per fornire sostegno a famiglie o persone singole in caso di sfratto già eseguito, di alloggio privo di servizi igienici o in presenza di ordinanza sindacale di rilascio dell’alloggio. «Oltre al pagamento dell’affitto – aggiunge Anna Maria De Carolis, responsabile del Piano di zona – è prevista, per 33 utenti, anche la fornitura  di pasti caldi mediante convenzioni con mense sociali presenti sul territorio  per un massimo di 30 giorni»

Le attuali dipendenze degli adolescenti  Si chiamano Internet e social network le nuove dipendenze che interessano un numero sempre crescente di ragazzi. Lo sanno bene le agenzie educative, (famiglie e scuola) che spesso si trovano in difficoltà e non sanno come intervenire. Ne prende atto il Piano di zona che prevede un piccolo intervento (10mila euro) per contrastare queste nuove dipendenze patologiche.  Il progetto che “ mira a informare, formare e approfondire il fenomeno” sarà realizzato all’interno degli istituti scolastici dell’Ambito attraverso la metodologia del “fare insieme”.

Percorsi di inclusione socio-lavorativa  per sostenere il reddito di cittadini che versano in condizioni disagiate. Si tratta di un progetto di “cittadinanza attiva” rivolto a immigrati presenti sul territorio dell’Ambito.  Gli utenti riceveranno una card acquisti nella rete di supermercati e farmacie che aderiranno all’iniziativa, in cambio di un’attività volontaria di attività sociale. Anche qua si tratta di un progetto da 10mila euro. La medesima cifra sarà impiegata per migliorare il benessere di persone con problematiche psico-fisiche di moderata entità. Previsti laboratori esperienziali e ricreativo-socializzanti per sostenere anche un possibile processo di inclusione nel mondo del lavoro (nella foto accanto Sonia Mariano).

Arrivano otto assistenti e quattro impiegati «Bisogna fare il conto con le risorse economiche disponibili – conclude Sonia Mariano -. Se ce ne fossero di più, le impiegheremmo per gli anziani non autosufficienti e per la disabilità giovanile. Per fortuna possiamo contare su nuove risorse umane, finora tutto è gravato sulle spalle della dirigente  De Carolis. In arrivo otto assistenti sociali e quattro amministrativi  con un contratto a tempo determinato fino alle fine del prossimo anno».

Poggiardo – Si intitola “Traujati sta terra” lo spettacolo di poesie e canzoni salentine dedicate al poeta Fernando Rausa, in programma martedì 11 settembre in piazza del Popolo alle ore 21. L’evento è promosso dal Circolo Poggiardo ’95 e dall’associazione culturale Orizzonte, con il patrocinio del Comune.

Un’esortazione a rinnovare la terra – Il titolo riprende l’invito che Rausa rivolgeva ai giovani ricorrendo a un’immagine del mondo contadino: “Trajuare la terra” significa rivoltarla, lavorarla in modo che dal travaglio riesca rinnovata. I giovani, quindi, sono invitati a portare nuova vita sulla terra, a costruire una società più libera, valorizzando le tradizioni che hanno ereditato. Nel corso dello spettacolo si alterneranno poesie tratte dalle raccolte di Fernando Rausa (“Terra mara e nicchiarica”, “L’umbra de la sira” e “Li fiuri de la Pathria”) con le canzoni e le musiche degli artisti P40 (di Poggiardo), Lucia Minutello (di Racale), Salvatore Brigante. Letture (in dialetto) di Paolo Rausa, presidente dell’associazione Orizzonte, e di Ornella Bongiorni (in italiano).

Il poeta  Fernando Rausa (1926-1977) è nato a Poggiardo e qui visse per tutta la vita, tranne una breve parentesi argentina negli anni Cinquanta. Ultimo di cinque figli, non riuscì a studiare, ma come spesso succedeva negli incontri conviviali, metteva a frutto la sua capacità di improvvisare brindisi e rime. Dalle battute veloci alle rime il passo è breve: si arriva, quindi, alle raccolte “Poggiardo mia”, “L’occhi ‘ntra mente” (del 1969), poi “Fiuri… e culuri” (del 1972) e “Guerra de pace” (del 1976). Il figlio Paolo ha curato le tre raccolte delle poesie del padre: la prima, “Terra mara e nicchiarica”, pubblicata con Manni (2006), vanta la prefazione di Donato Valli; la seconda si intitola “L’Umbra de la sira” (2009); la terza “Li fiuri de la Pathria” (2014).

Per Valli Fernando Rausa è “Una voce fuori dal coro” nel variegato panorama della poesia dialettale salentina. Non rientra, infatti, né nel filone della cosiddetta poesia popolare né in quello della poesia d’arte. La carica spontanea dei suoi versi lo pone al di fuori di ogni canonica appartenenza e i temi della sua poesia (l’amore per il paese e per la famiglia, la precarietà della vita, la giovinezza fugace, la condizione dei giovani costretti a emigrare, la ribellione contro le ingiustizie), pur radicati in un preciso contesto storico, sembrano rivestirsi di contemporaneità e di assolutezza, della cifra, cioè, che connota l’espressione poetica più autentica.

Maglie – Da giovedì 30 agosto a domenica 2 settembre, un fine settimana lungo e una serie di appuntamenti con l’associazione La scatola di latta, alcuni inseriti nel contesto di altre manifestazioni.

All’interno del Maglie Jazz Summer Festival è prevista giovedì sera un’incursione jazzpoetica. Appuntamento alle ore 20 presso la stazione ferroviaria, poi un percorso nel centro storico della città, con soste nei luoghi più significativi e letture curate da Tina Cesari. L’iniziativa è realizzata in collaborazione con il club di appassionati del vino “I Feudi di Maglie”, le associazioni Bud Powell e Biblioteca di Sarajevo; allestimenti a cura di Paola Talucci.

Da Botrugno alla Notte Verde di Castiglione – Venerdì sera La scatola di latta si sposterà a Botrugno: alle ore 20, partendo dall’area giochi nel Parco dei Pini (Santu Scianni) in programma una serie di attività dedicate ai bambini. Il gruppo “Tela – artisti in comune”, in collaborazione con il Comune di Botrugno presenterà “Il Tempo dei Bambini”, una passeggiata per le vie di Botrugno che permetterà a grandi e piccini di conoscere piccoli fatti, aneddoti, curiosità, storie del paese raccontate attraverso il filtro del teatro. Sempre venerdì 31, dalle ore 21, Valeria Puzzovio, Elisabetta Di e Claudia Ferrari saranno presenti a Castiglione d’Otranto con il laboratorio per bambini “Ilustrabocchi, semini ambientali e pillole filosofiche nella Scatola di Latta”. L’evento rientra nel programma della Notte Verde.

Sabato 1 settembre ancora a Botrugno per la presentazione del libro “Da Piazza Guarini a Piazza S. Oronzo, scene di vita del dopoguerra a Botrugno” di Vito Papa: appuntamento al Palazzo Marchesale, ore 19. Il libro postumo di Papa, scomparso il 17 ottobre di due anni fa, ricostruisce, attraverso il metodo delle interviste, le condizioni di vita della comunità del paese, tra gli anni ’40 e ’60 del secolo scorso. Introduce Lina Leone. Interventi di Luciano Vergari, presidente del Club ’79; Pasquale Barone, Sindaco di Botrugno; Oronzo Stefanelli, sponsor del volume; Mario Congedo, editore. Il libro sarà presentato dalla figlia di Papa, Diletta. Passi scelti saranno letti da Gianluca Carrisi e Deborah De Blasi.

Passeggiata rurale “mara e piccante domenica 2 settembre, con incursioni storiche, musicali e poetiche nella campagna di Ruffano, accompagnati da Stefano Tanisi e dal personale dell’Infopoint Torrepaduli-Ruffano: l’evento è inserito nel programma di “Maru – Il peperoncino in festa”. Appuntamento alle 17,14 nei pressi dell’Infopoint Torrepaduli. Si andranno a scoprire la pajara gigante, masserie e specchie, ascoltando storie che raccontano di sacrificio e lavoro nei campi, ma anche di bellezza e convivialità. Non occorre prenotare. Si raccomanda solo di portare con sé scarpe comode.

I Malfattori

Muro Leccese – Da venerdì 31 agosto a domenica 2 settembre, al Parco del Crocefisso si svolgerà una kermesse di tre giorni di cabaret e musica promossa e organizzata dallo staff del Pipa, bar di ultima generazione situato all’interno del parco, uno dei più suggestivi “polmoni verdi” della provincia.  Vi si accede dalla strada provinciale 157 e costituisce la meta abituale per grandi e piccoli, soprattutto nella stagione estiva quando diventa luogo ideale per manifestazioni di intrattenimento.

Si inizia venerdì sera, alle ore 22, con il cabaret  dei Malfattori di Racale e dintorni: Sabina Blasi, Gianpaolo Viva, Roberto Rovito e Sergio Orlanduccio, ormai conosciutissimi in tutto il Salento, ironizzano su alcuni aspetti della vita quotidiana puntando sull’improvvisazione e suscitando dappertutto ilarità e divertimento. Al cabaret seguirà la musica del dj Roberto Serra.

Sabato primo settembre, house music di Cristian Carpentieri, Marco Erroi e Daniele Marzano. L’appuntamento musicale sarà anche l’occasione per visitare il bel parco, con la chiesa a croce greca dedicata al Crocefisso,  la cui costruzione fu iniziata nel 1573 e completata nel 1613. Sulla pala dell’altare maggiore anche un Crocifisso ligneo, opera dello scultore salentino Placido Boffelli. Nelle vicinanze anche le mura messapiche.

Saranno i Verguenza Live  a chiudere le tre notti del Parco, domenica 2 settembre con il loro tipico repertorio irriverente, festoso, a tratti esilarante, fatto di tributi alla storia del folk, di incursioni nella tradizione popolare e, soprattutto, di tanto Bruno Petrachi, il loro cavallo di battaglia.

 

 

 

 

Maglie – Dal 28 agosto al 2 settembre torna l’appuntamento con il Maglie Jazz Summer Festival, una settimana di jam session, concerti, guide all’ascolto e incontri promossi dall’officina creativa della Maglie Jazz Summer School, che si terranno nel Liceo “F. Capece” e nella Villa Tamborino. Per Maglie sarà l’occasione per riconfermarsi città del jazz, come lo è stata nei decenni scorsi e – più di recente – nella prima settimana di agosto, con il Salento Jazz Festival, svoltosi a ridosso del Mercatino del gusto.

Ospiti e patrocini internazionali – I musicisti che parteciperanno a quest’edizione del Maglie Jazz Summer Festival avranno modo di sperimentare una full immersion nel mondo del jazz, affiancati da docenti di fama internazionale. La direzione artistica è del maestro Francesco Negro (di Maglie), la realizzazione dell’associazione culturale Jazz Bud Powell, che ha ereditato ed enfatizzato la lunga tradizione jazzistica magliese. Prevista l’esibizione di tantissimi musicisti provenienti da tutta Italia, artisti di fama nazionale e internazionale: Greg Burk, Marcello Allulli, Paola Arnesano, Matteo Bortone, Ermanno Baron, Francesco Diodati, Gabriele Di Franco, Giancarlo Nino Locatelli, Angelo Urso. L’iniziativa gode del patrocinio del Liceo statale “F. Capece”, del Comune di Maglie, della Provincia di Lecce, del Conservatorio “Tito Schipa” e del Koninklijk Conservatorium Brussel (Belgio).

Non solo musica, ma anche tutto ciò che ruota intorno a essa – Durante le giornate del festival, le associazioni Arci-Biblioteca di Sarajevo, La scatola di latta e Bud Powell organizzano la rassegna “Poesia in jazz”, con tre appuntamenti. Si comincia martedì 28 agosto, alle ore 20, in piazzetta Caduti di via Fani con la presentazione ufficiale del percorso poetico dedicato a Girolamo Comi, tra pittura, musica e poesia: intervengono Giancarlo Costa Cesari e il maestro Donatello Pisanello (di Taviano), che presenterà i suoi dipinti, esposti nelle vetrine che si affacciano sulla piazzetta, fra musica spontanea e libere improvvisazioni. Seguirà, alle 21, “Poesia in jazz – Aquile d’Albania” a cura di Arci-Biblioteca di Sarajevo, spettacolo teatrale di e con l’attrice Paola Crisostomo, liberamente ispirato all’opera e alla vita del poeta magliese Salvatore Toma. La colonna sonora è a cura di Fabrizio Nuzzo (percussioni), Gabriele Toma (pianoforte), Fabio Moschettini (chitarra).

Mercoledì 29 agosto, alle ore 20 (sempre in piazzetta Caduti di Via Fani), “Sillabe di luce”, a cura di Elisa Dell’Anna e Arci-Biblioteca di Sarajevo: nel corso dell’incontro, le poetesse Daniela Liviello e Gaia Giovagnoli dialogheranno con Giuliana Coppola. Musica a cura di Angelo Urso (contrabbasso), Matteo Maria Maglio (contrabbasso), Andrea Esperti (contrabbasso).

Giovedì 30 agosto, alle 20, spazio invece a un’incursione musico-letteraria a cura di Tina Cesari e dell’associazione La scatola di latta, con interventi jazz dell’associazione Bud Powell. Si passeggerà nel cuore della città, partendo dalla stazione ferroviaria, con soste nei luoghi più significativi del centro storico (via Giannotta, frantoio ipogeo, via Pellai, Trento e Trieste, presso la casa natale di Salvatore Toma), declamazione di poesie e letture.

Non mancheranno gli eventi sperimentali e fuori dalle righe, come l’esibizione di Soundpainting, tecnica di improvvisazione collettiva multidisciplinare in cui suono e colore, insieme, saranno per gli artisti motivi di ispirazione. Prevista inoltre una tavola rotonda con la partecipazione di musicisti e artisti, in collaborazione con Garrage76. E ancora, degustazioni guidate a cura di Candido Vini, Cantine Menhir e Cioccolato Maglio. Il programma completo è su www.magliejazz.it e www.magliejazzsummerschool.it

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