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Maria Rosaria De Lumè

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MAGLIE – Cambiare stile di vita e provare gusto: sembra uno slogan, ma è il contenuto di un progetto proposto dal Centro italiano femminile (Cif) di Maglie che sarà presentato domenica 19 novembre alle 17.30 nell’aula magna del Liceo “Capece”. Il titolo dell’iniziativa è “Cambio Stile (e ci provo Gusto) – Lo stile di vita interviene nella prevenzione dei tumori” e si pone in continuità con i precedenti interventi già promossi per la diffondere la cultura della prevenzione. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, infatti, quattro malattie croniche (i tumori, le malattie cardiovascolari, le malattie respiratorie ed il diabete) sono responsabili dell’80% di tutti i decessi dovuti a malattia. La ricerca scientifica ha messo chiaramente in evidenza ciò che il buon senso suggerisce: esiste un legame fondamentale tra lo stile di vita e le malattie croniche. Si stima, ad esempio, che circa un terzo dei tumori più comuni possa essere prevenuto attraverso la dieta, mantenendo un peso-forma normale e praticando regolare esercizio fisico. Di conseguenza, modificare i comportamenti legati all’alimentazione e all’attività fisica può rappresentare un fattore determinante per prevenire e controllare le principali malattie croniche e, in particolare, l’insorgenza dei tumori. Da queste considerazioni nasce la volontà del Cif di stimolare piccoli cambiamenti nelle abitudini quotidiane legate all’alimentazione e alla pratica di attività motorie che contribuiscano al benessere psico-fisico e alla prevenzione delle malattie. Si parte, quindi, dall’informazione e dalla proposta di buone prassi.

La scaletta dell’incontro di domenica prevede la presentazione del progetto da parte di Maria Rita De Giorgio, del direttivo Cif, che ha promosso e che coordina l’iniziativa; seguiranno gli interventi di Elisabetta De Matteis, oncologa Asl Lecce, su “Salute è mangiare sano: raccomandazione WCRF”; di Ilaria Mancarella, radiologa senologa Asl Brindisi su “Salute è muoversi: liberare il corpo per sentirsi bene”; di Laura Manzo, nutrizionista “Praticamente sano: le ricette della nutrizionista”. Il progetto comprende un percorso di interventi/apprendimento pratico che saranno realizzati nel corso dell’anno: Show-cooking di nutrizione culinaria, a cura della dott.ssa Laura Manzo, presso “Corte Campanile”: attività ludico-sportive in collaborazione con associazioni/scuole interessate ad organizzare delle attività semplici, pensate per chi normalmente non pratica alcuno sport; prevista la collaborazione di Podistica Magliese, Scuola di Balletto della maestra Caterina Caprioglio, Fiab Maglie Il Ciclone onlus, la maestra di yoga Carla Nataloni. Il progetto ha il patrocinio del Comune di Maglie, Asl Lecce, Fidapa sezione Terra d’Otranto, Fondazione Capece, Proloco Unpli Maglie e Liceo Capece (informazioni al numero 327/2832177; email: cambiostilecif@gmail.com)

MURO LECCESE. Si terranno domani pomeriggio alle 15 nella chiesa dell’Annunziata, in piazza del Popolo, partendo dal Palazzo del Principe, dove è stata allestita la camera ardente, i funerali di Totò Negro, l’assessore regionale al  Welfare, Benessere sociale e Pari opportunità, spentosi a 64 anni dopo una malattia affrontata con coraggio. Anche se molto provato, ha continuato a portare avanti il suo impegno di assessore con la serena disponibilità che è stata la cifra distintiva del suo operato. Impegno,  generosità verso gli altri, in particolare gli ultimi,  e mitezza sono le qualità che oggi gli vengono riconosciute nelle numerose attestazioni di cordoglio da tutti i partiti  e da quanti lo hanno conosciuto.

Per il presidente regionale Michele Emiliano, Negro era “un uomo mite, onesto, generoso e competente, protagonista di tante battaglie a difesa della Puglia e dei pugliesi. Un compagno di lavoro straordinario, che ti entusiasmava. Soprattutto, aveva una sensibilità che gli consentiva di comprendere da Assessore al Welfare anche le situazioni più complicate”. “Umiltà e gentilezza” evidenziate anche nel ricordo dell’on. Salvatore Capone. Ancora accento sulle doti umane nell’attestazione di cordoglio del gruppo regionale Pd  che sottolinea “il sorriso e la disponibilità con i quali affrontava ogni situazione, ma soprattutto l’impegno e la serietà che metteva nella sua attività politica e professionale”. Nel ricordo dell’onorevole Teresa Bellanova: “Un politico equilibrato, sobrio, capace di equilibrio pur nella distanza delle posizioni politiche”.

Non solo spiccate qualità umane, ma anche competenza politica come sottolineato da Ernesto Abaterusso, capogruppo Art.1 Mdp: “Con lui la Puglia perde oggi un assessore valido, un uomo di spiccata intelligenza, una figura di politico e amministratore appassionato che ha sempre messo al servizio del territorio e dei cittadini il suo impegno e le sue competenze” . Il suo nome resterà legato all’ istituzione del  Reddito di dignità che porta il suo nome come ricordano i consiglieri regionale della Puglia con Emiliano, Paolo Pellegrino, Alfonso Pisicchio e  Giuseppe Turco: “Con la scomparsa di Totò Negro la Puglia da oggi perde un uomo esemplare, un uomo dalle comprovate virtù professionali e politiche, ma soprattutto il padre di una legge indimenticabile come il Reddito di dignità che, da oggi, porterà il suo nome”. Piero Rossi, il garante dei detenuti ricorda dell’assessore Negro  “ la particolare sensibilità dell’uomo e la grande capacità empatica di entrare in relazione sia col personale penitenziario che coi detenuti, per le vicende dei quali mostrava sincero interesse”. L’associazione Pronto soccorso dei poveri sottolinea l’ impegno   “sempre in prima linea per aiutare le famiglie in difficoltà anche contribuendo personalmente a pagare le bollette. Per questo, il Consiglio direttivo dell’associazione delibererà per cambiare il suo nome: d’ora in poi  l’associazione si chiamerà “Pronto Soccorso dei Poveri – Salvatore Negro”.

C’è chi ricorda l’impegno di Negro negli anni in cui ricoprì il ruolo di sindaco nel suo paese Muro Leccese. In un post il prof . Paul Arhur  scrive: “Come Sindaco è stato artefice di aver portato Muro Leccese alla ribalta, facendolo diventare uno dei paesi più importanti della Terra d’Otranto per la cultura, per la storia, per l’archeologia, e non solo. E’ stato anche un grande amico. Spero che tutti si ricorderanno di quello che hai fatto”.

GALATONE – Galatone, Nardò, Gallipoli e Lecce si apprestano a celebrare il V centenario della morte di Antonio De Ferrariis che dal nome della sua città natale prese il nome di Galateo. Proprio a Galatone,  mercoledì 15 novembre alle ore 9 al Marchesale,  la prima tappa del convegno “Antonio Galateo, dalla Iapigia all’Europa”, organizzato dall’Università del Salento con il sostegno del Consorzio universitario interprovinciale salentino e con il patrocinio di Regione, Provincia e delle Amministrazioni delle città in cui egli visse e che ora ospiteranno l’evento. Tra gli illustri relatori chiamati il 15 a Galatone anche il cardinale galateo Fernando Filoni. Nel pomeriggio il convegno “itinerante” sarà sempre al Marchesale (dalle 15,30) con il tema “Tra umanesimo e letteratura”. Giovedì 16 alle 9.30 presso Masseria Fulcignano il tema sarà “La ragione delle lettere” mentre alle 15.30 ci si sposta a Nardò, alle 15.30 presso il Chiostro dei carmelitani, per “Tra etica e morale”. Venerdì 17 doppio appuntamento a Gallipoli, sempre a Palazzo Grumesi: alle 9.30 “Il profilo dello scienziato” ed alle 15.30 “La corte Aragonese” i due temi trattati. Chiusura sabato 19 al museo Castromediano di Lecce con “Interpretazione e fortuna”. Gli incontri, alla presenza di docenti di Università italiane e straniere, permetteranno di fare il punto sugli studi finora realizzati sull’illustre umanista e di proporre la sua figura alle nuove generazioni. Per questo sono coinvolte associazioni culturali come l’Unitre di Galatone, il Caffè Letterario di Nardò, il Rotary Club Galatina, Maglie e Terra d’Otranto e alcune scuole: l’Iiss “E. Medi” di Galatone, il “Q. Ennio” e il  “ Vespucci” di Gallipoli e il classico “Palmieri” di Lecce.

Le celebrazioni dell’“Anno Galateano”, volute dall’Amministrazione uscente (guidata da Livio Nisi) e dall’assessore Sondra Dall’Oco,  si erano aperte  il 2 marzo scorso. In un comunicato, l’ex sindaco (ora all’opposizione) sottolinea  l’importanza dell’iniziativa: «Abbiamo voluto che Galatone ritrovasse l’orgoglio di aver dato i natali a un figlio così illustre – scrive –  ma,  al tempo stesso, dare uno stimolo ai giovani affinché amino lo studio e coltivino la loro cultura». Un altro aspetto è legato allo sviluppo economico della città con “Galatone Città del Galateo” presente alla Bit con i sette prodotti color del croco indicati da De Ferrariis come le eccellenze del territorio: miele, formaggio, fichi secchi, uva passa, olio, vino e croco (la pianta dello zafferano). Per questo, insieme al laboratorio rurale “Luna” mercoledì 15 alle 19, presso il Chiostro dei Domenicani ci sarà la degustazione di piatti a base di zafferano preparati dai ristoratori galatonesi con la partecipazione di produttori locali.

Il Galateo nacque nel 1448 e morì a Lecce a novembre  del 1517, dopo aver trascorso molti anni a Napoli (fu membro dell’Accademia Pontaniana)  e aver ricoperto ruoli importanti nella corte degli Aragonesi.  Soggiornò a Roma dove godette dell’amicizia del cardinale Giovanni dei Medici, il futuro Papa Leone X, a Bari divenne medico di famiglia della duchessa Isabella D’Aragona, a Gallipoli accettò il posto di medico. Fu filosofo, medico, grecista, unanimemente riconosciuto come insigne umanista. Scrisse in latino numerose opere oggetto di studio da appassionati cultori di tutto il mondo. Conobbe bene il Salento che annotò nel “De situ Japigiae”.

GALLIPOLI – La musica popolare come veicolo per conoscere meglio le tradizioni e  la cultura del proprio territorio. Sensibilizzare le giovani generazioni sull’importanza di canti e suoni che sono intrecciati alla cultura delle comunità di appartenenza è l’obiettivo del  concorso “Adotta un canto, scopri una tradizione” proposto nelle scuole di Puglia,  Abruzzo, Basilicata, Campania e Umbria dall’associazione culturale Altrosud d’intesa con la Direzione generale per lo spettacolo del Mibact (il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo) ed il contributo della casa editrice Squilibri. Il progetto si basa sul patrimonio documentario raccolto nella “Rete degli archivi sonori” che rappresenta la più ampia raccolta di materiali sonori, audiovisivi e fotografici sulle musiche di tradizione orale, dagli anni Cinquanta del secolo scorso fino ai nostri giorni. La Puglia dispone di un patrimonio sonoro di tutto rispetto, rappresentativo della storia della musica popolare, ora anche ben tutelato: a  marzo del 2009, infatti,  fu inaugurato presso la Biblioteca nazionale di Bari l’Archivio sonoro della Puglia che comprende 1500 registrazioni e numerosi materiali suddivisi per area geografica (Salento, Puglia centrale e Capitanata).

Gli studenti delle scuole superiori  che intendono partecipare al concorso, entro il 7 dicembre devono scrivere una recensione sul volume scelto che sarà inviato gratuitamente alla loro scuola. Possono scegliere tra  il testo di  Maurizio Agamennone “Musiche tradizionali del Salento. Le registrazioni di Diego Carpitella (1959-60)”  e quello di  Riccardo Cucciolla, Matteo Salvatore “A sud. Il racconto del grande silenzio”. La recensione (lunga massimo due cartelle di 1.800 battute), può essere individuale o collettiva.  Ai tre elaborati più significativi sarà assegnato un premio, rispettivamente, di 1.000, 750 e 500 euro. Per gli studenti salentini è di particolare importanza Il testo di Agamennone  (professore di Etnomusicologia presso l’Università di Firenze)  che riporta i risultati della ricerca sul campo condotta nel 1954 da Alan Lomax e Diego Carpitella. Vi troveranno le lamentazioni funebri  delle prefiche di Martano e Galatone, il repertorio di canti raccolto a Gallipoli,  la pizzica di Galatone, tutte testimonianze sonore originali non ancora contaminate.

Elisa Mele

MAGLIE. Il novembre della “Salento Faber”, associazione culturale con sede a Cursi, si è aperto domenica scorsa con la scoperta della “Via del sale” da Corsano fino al mare lungo antichi tratturi percorsi dagli uomini che alcuni decenni fa raccoglievano nei sacchi il sale che si depositava tra gli scogli e lo portavano in paese.  Domenica prossima, 12 novembre, con partenza da Maglie si percorreranno  i “Tratturi di olio”. Si tratta di sei chilometri agevoli da percorrere lungo la via dell’olio che da Maglie arrivava a Gallipoli. Visita  a Maglie della bella chiesa di S. Maria della Scala, conosciuta come chiesa dell’Ospedale, e sosta sulla strada nella chiesetta di San Donato che aspetta di essere restaurata. Alle 10 spazio al laboratorio”Olio: gusto e bellezza”.Venerdì 17, alle ore 20, via al corso “Dall’orto alla tavola” con degustazione presso “La Cupa”, azienda agricola di Scorrano. Un esperto introdurrà i partecipanti alla conoscenza di quanto la campagna produce spontaneamente (erbe selvatiche, le cosiddette fojie mmische) e dei prodotti dell’orto.  Il 19 novembre alle ore 10  si terrà un convegno con degustazione e visita guidata presso la Tenuta Palma, azienda agricola sulla Cursi-Bagnolo. Domenica 26, infine, dalle 9 alle 11, prevista  attività sportiva presso la piscina Fimco di Maglie. Come si vede dal programma, la scoperta di posti suggestivi e poco conosciuti del territorio va di pari passo con la valorizzazione dei prodotti agricoli salentini e delle aziende dedicate.

“Salento Faber” opera da qualche anno sul territorio promuovendo iniziative rivolte in modo particolare ai bambini e alle famiglie (campus estivi per bambini e ragazzi), trekking mirato alla conoscenza del Salento, convegni e corsi per l’approfondimento di temi ambientali legati al benessere psicofisico. Numerosi gli esperti  impegnati nelle varie manifestazioni. Presidente è l’ingegnere Elisa Mele.


CUTRIFIANO. Dal 12 novembre al 7 gennaio fa tappa a Cutrofiano la mostra nazionale “Grand tour- Alla scoperta della ceramica classica italiana” organizzata dall’Associazione italiana città della ceramica (“Aicc”), fondata nel 1999 con sede a Faenza. L’esposizione è ospitata nel centro storico nella Congrega dell’Immacolata, chiesa eretta nel XVIII secolo che custodisce le tele di Saverio Lillo e della figlia Maria Rachele. Nella mostra, che inaugurata domenica 12 novembre alle 12 dall’assessore regionale all’Industria turistica e culturale Loredana Capone, saranno esposti manufatti provenienti dalle 37 città aderenti all’Aicc. Attraverso le ceramiche si snoderà un vero e proprio percorso dall’età arcaica fino ai nostri giorni. La selezione degli oggetti è curata da Jean Blanchaert, Viola Emaldi e Anty Pansera, con il coordinamento di Giuseppe Olmeti. Nella rassegna ci saranno manufatti dei ceramisti cutrofianesi che vantano un’antichissima tradizione che difendono con numerose iniziative (quest’anno, ad agosto, si è tenuta la 45^ edizione della Mostra mercato della ceramica artigianale; il Museo comunale della ceramica è ricco di testimonianze).
Si tratta di una mostra prestigiosa, naturale la soddisfazione del sindaco Oriele Rolli e dell’assessore alle Attività produttive Tommaso Campa: «Questa ennesima iniziativa- sottolineano – conferma il nostro impegno concreto per la nostra comunità, attraverso le diverse attività promozionali a favore del territorio e delle sue peculiarità. Esprimiamo un vivo ringraziamo all’Aicc, a don Mirko Lagna per la concessione della chiesa, all’architetto Carlotta Ligori, che ha curato l’allestimento della location, nonché all’associazione “Ceramica artigianale del Salento” e alla Pro loco, per il fondamentale supporto nelle attività di organizzazione e di informazione». La mostra resterà aperta nel mese di novembre e fino alla festa dell’Immacolata (8 dicembre), ogni sabato e domenica, dalle 9 alle 12 e dalle 16 alle 20. Nei giorni feriali si potranno concordare visite su appuntamento per scolaresche o gruppi organizzati. Dall’8 dicembre al 7 gennaio, invece, l’esposizione resterà aperta tutti i giorni dalle 16 alle 20 e nei weekend anche di mattina, dalle 9 al 12.

Galatone – Dal prossimo week-end,11-12 novembre e per i successivi, fino a quello del 23-24 dicembre, si snoderà per cinque paesi, Castrì, Cursi, Galatone, Presicce e Spongano, il “Viaggio del nachiro”alla scoperta dei frantoi (trappiti) e dei centri storici dove si trovano. Il nachiro (nocchiero)  era il personaggio chiave di tutto il lavoro che senza soste si svolgeva nei frantoi nel periodo che iniziava dopo la festa di Tutti i Santi e poteva finire anche oltre la Pasqua. Un impegno che non ammetteva interruzione: nachiro e trappitari  rimanevano sottoterra per turni massacranti.  C’è quindi un Salento sotterraneo che solo negli ultimi anni è stato riscoperto; i trappeti, restaurati e resi visitabili dopo anni di abbandono, costituiscono il ricordo di  un lavoro durissimo su cui si fondava l’economia salentina  legata alla produzione dell’olio. La maggior parte dei trappeti era  in grotta, scavati nella roccia. Fino alla metà dell’Ottocento erano tantissimi:  9 ad Acquarica del Capo, 5 ad Alliste, 12 a Calimera, 13 a Carpignano, 27 a Casarano, 15 a Copertino, 3 a Felline, 30 a Gallipoli , 25 a Galatone, 19 a Martano, 7 a Melissano, 15 a Minervino, 23 a Presicce 23, 8 a Racale, 23 a Ruffano, 18 a Salve, 25 a Tricase, 20 a Vernole. Poi c’erano quelli all’interno dei castelli e dei palazzi, come quello di Galatone che si trova all’interno del Palazzo Marchesale.

Sarà proprio Galatone  la prima tappa del percorso di questo singolare viaggio: si inizia  sabato 11 novembre dalle 16 alle 19 nel Palazzo Marchesale  con la prima lezione di cucina condotta dal food blogger Alessandro Zezza che creerà un menù autunnale con pane di farina di riso venere, pasta di grano saraceno e zucca, crepes di castagne. Domenica 12, a partire dalle ore  9.30 si visiterà il centro storico della città,  (incontro in piazza SS. Crocefisso), il frantoio del Palazzo Marchesale con l’architetto. Giuseppe Resta e l’agronomo Michele Sabato. Per finire “Crocus” racconti in giallo.(Info e prenotazioni:  Compagnia Salvatore Della Villa 327.9860420.

Il percorso, che fa parte del Programma regionale “In Puglia 365 Autunno”, continuerà nei successivi weekend sempre con il medesimo schema: il sabato sarà dedicato alla realizzazione di prodotti gastronomici autunnali (lezione di cucina con il food  blogger Alessandro Zezza), la domeniva visite guidate nei borghi e nei frantoi con architetti e agronomi che ne spiegheranno il funzionamento. Ogni incontro si concluderà con una performance teatrale/musicale che  porterà alla scoperta di storie di cibo e di cucina tra gastronomia e letteratura. Tra gli artisti e le Compagnie ospiti: Enza Curto e la compagnia Duende Teatrodanza, Gianluigi Antonaci, Francesco Scarcella, Antonio Papa, Anna Sabato, Rossella De Benedetto, Massimiliano Manieri, Dario De Leo e la compagnia ArteDanza.

 

 

Nardò – La migliore difesa è la prevenzione, principio che vale in tutti i campi  soprattutto quando è in gioco la formazione e la crescita umana e culturale delle giovani e giovanissime generazioni.  A parlare  di rispetto, di pari opportunità, di educazione alla non violenza si incomincia dalla scuola primaria, naturalmente con strumenti e linguaggi che possono essere compresi e assimilati a quell’età. E i risultati sono soddisfacenti come si evince dal report del progetto della Rete dei Centri antiviolenza – Comunità San Francesco, realizzato dall’Ambito sociale di Nardò e presentato nei giorni scorsi alla presenza del’assessore alle Politiche sociali Maria Grazia Sodero.

“Facciamo la differenza”: interessati 2.709 ragazzi.  Il progetto di prevenzione primaria si chiama “Facciamo la differenza-Percorsi di prevenzione alla violenza di genere” ed è stato finanziato dalla Regione Puglia. Nell’iniziativa sono stati coinvolti, oltre l’Ambito sociale di Nardò (promotore) anche quelli di Casarano, Gallipoli, Gagliano, Martano e Maglie. Complessivamente sono stati interessati 27 istituti comprensivi, 2.709 alunni, 476 tra genitori e docenti. L’équipe professionale ha visto operare cinque psicologhe (Cristiana Baldassarre, Alessandra Bisanti, Liliana De Maria, Chiara Galiotta, Federica Palumbo), due pedagogiste (Isabella Bruno, Marzia Fuso),  e un’assistente sociale (Anna Moschettini).  Per l’Ambito di Casarano sono stati coinvolti gli istituti comprensivi “Vanini” di Taurisano, Parabita, Matino e 2° Polo di Casarano; per l’Ambito di Gallipoli i Comprensivi di Tuglie, Melissano e il 3° Polo di Gallipoli;  per quello di Gagliano i Comprensivi di Salve, Presicce-Acquarica, Corsano-Tiggiano,Gagliano, Specchia; per quello di Nardò il Comprensivo “Ingusci” di Nardò, il 1° e il 2° Polo di Galatone, i  due comprensivi di Copertino,  1° Polo  e il “Geremia Re” di Leverano,  il Comprensivo di Porto Cesareo; per l’Ambito di Martano gli Istituti comprensivi di Calimera, Vernole-Castrì, Zollino; per quello di Maglie i Comprensivi di Scorrano, Corigliano-Castrignano-Melpignano, 1° circolo di Maglie, il Comprensivo di Otranto-Giurdignano.  L’obiettivo principale del progetto  “sollecitare e promuovere la cultura della valorizzazione delle differenze, della parità tra i generi e il diritto alle pari opportunità di sviluppo”  per superare gli stereotipi, i pregiudizi e le forme di discriminazione legate al genere, ha visto  la realizzazione di tre laboratori che hanno coinvolto  gli studenti della scuola primaria (IV e V classe), della scuola secondaria (biennio),  dei genitori e docenti.

Laboratori per i giovani, incontri con gli adulti: qualche pregiudizio in meno. Quelli rivolti ai ragazzi sono stati  tenuti in orario scolastico (otto incontri per laboratorio), quello rivolto ai genitori si è articolato in quattro incontri in orario extrascolastico. Sono state affrontate tematiche all’ordine del giorno nelle scuole e sempre più spesso nelle cronache giornalistiche: bullismo, scherzo, violenza, atti vandalici, mobbing e cyberbullismo. Vari gli strumenti operativi e adatti all’età dei ragazzi: illustrazioni e immagini stimolo, role playing, questionari. Si è partiti dal riconoscimento degli stereotipi che caratterizzano  la definizione dei ruoli degli uomini e delle donne e dalla conoscenza delle varie forme di violenza. Nella somministrazione di un primo questionario è venuta  fuori netta la distinzione, per esempio, dei giochi adatti ai bambini e quelli propri delle bambine, o dei mestieri “da uomini” e quelli “da donne”. Radicati ancora i pregiudizi diventati luoghi comuni: le femmine non giocano a calcio, la mamma cucina il papà no, i maschi non possono fare l’estetista, il pompiere e il poliziotto sono lavori da maschio, le femmine possono fare le commesse.  Dopo il lavoro nei laboratori, però, la somministrazione del medesimo questionario ha evidenziato che qualche certezza nei modelli precostituiti era venuta meno, che qualche dubbio aveva cominciato a minare convinzioni salde nel tempo.   

Risultati positivi, ma tabù sociali e culturali ancora da rompere. Complessivamente positivi i risultati dell’esperienza anche se, come viene sottolineato nelle conclusioni “alcuni temi come stereotipi, disparità di genere e violenza risultano ancora molto lontani dall’essere affrontati, costituendo spesso un tabù sociale e culturale difficile da rompere o modificare”. Alto il gradimento dei laboratori: la percentuale del primo tocca il 94%, quella del secondo il 98,41%. “Docenti e genitori – si legge nel report –  hanno espresso apprezzamento per l’arricchimento esperienziale delle tematiche trattate”,  ma si aggiunge subito dopo che  “ la bassissima partecipazione sia di docenti che di genitori non ha consentito, però, quella alleanza educativa garante della continuità tra il lavoro svolto in classe con gli studenti e le famiglie”.

I  punti deboli: docenti e genitori “astenuti” su temi delicati. Questo il punto debole  che si scopre scorrendo i dati del terzo laboratorio che ha interessato docenti e genitori. Vi hanno partecipato davvero in pochi. Nella eleborazione dei dati, infatti, non sono considerate distinte le categorie dei genitori e del docenti, data l’esiguità del numero (sei i docenti). Al questionario sulle immagini mentali e stereotipi hanno risposto in 26. In 54 hanno partecipato a quello su “Prepotenza, comportamento aggressivo” ma nelle domande che “scavano” per riflettere su prepotenze fatte o subite ai ragazzi la percentuale degli astenuti tocca punte altissime fino all’87%.

Alleanza tra scuola e famiglia: traguardo lontano. Uno degli obiettivi da raggiungere era”stimolare relazioni e comunicazioni funzionali tra genitori-figli e docenti-alunni, a partire dall’alleanza educativa tra scuola e famiglia”. Dall’analisi dei dati sembra proprio che questa alleanza sia ancora lontana.

MAGLIE. Si sono tenuti questo pomeriggio, nella chiesa dell’Immacolata, i funerali di don Franco Pedio. La notizia della morte si era diffusa rapidamente nella serata di ieri, passata attraverso i social che hanno registrato commozione e dolore per la perdita di un parroco “storico” che ha attraversato da protagonista discreto l’ultimo cinquantennio della storia della città. La chiesa, che è abbastanza grande, non è riuscita a contenere la folla che è accorsa per rendere l’ultimo omaggio a don Franco. Sentimenti di gratitudine sono stati espressi nell’omelia del Vescovo, mons. Donato Negro, che ha presieduto la concelebrazione eucaristica a cui hanno partecipato i  parroci delle tre parrocchie e numerosi sacerdoti della diocesi otrantina. Il Vescovo ha sottolineato più volte le doti principali di don Franco: la speranza, l’accoglienza, la socievolezza, la sobrietà, la cura continua per i suoi parrocchiani. Il suo apostolato ha varcato i confini della città  e don Franco è diventato “un punto di riferimento per tutta la diocesi”. Il ricordo di Mauro Romano, i manifesti di cordoglio, appoggiati sulla facciata della chiesa, hanno “parlato” del suo impegno in parrocchia, associazioni, movimenti ecclesiali.

Originario di Muro Leccese, dove era stato ordinato sacerdote,  nel 1959 era arrivato a Maglie come viceparroco della chiesa Madre. Assistente dei giovani di Azione cattolica, in particolare del Movimento studenti,  si era distinto subito non solo per l’impegno apostolico, ma anche per la semplicità e l’immediatezza del linguaggio che lo faceva entrare subito in comunicazione con tutti. Nel 1973 fu nominato parroco della nuova parrocchia dell’Immacolata, quando ancora la chiesa era in costruzione e la messa e le funzioni religiose venivano celebrate in un appartamento del quartiere. Per anni si è dedicato alla cura della parrocchia “crescendo” intere generazioni. Compiuti i 75 anni, dieci anni fa, aveva lasciato la parrocchia ma ha continuato a svolgere il suo ministero presso la chiesa dell’Addolorata anche come assistente spirituale della confraternita omonima. A luglio  dello scorso anno, circondato da vecchi e nuovi amici, aveva festeggiato 60 anni di sacerdozio. Ha svolto fino alla fine, nonostante il suo fragile stato di salute,  il  ruolo di cancelliere presso la curia arcivescovile di Otranto.

OTRANTO. Per un mese, da domani fino al 3 dicembre, la cattedrale di Otranto sarà chiusa ai fedeli  e ai visitatori per lavori che sono diventati improcrastinabili. Urgenti alcuni interventi di miglioria statica delle navate laterali, già da mesi transennate, e una disinfestazione della struttura lignea delle capriate e delle travi. La presenza di tarli e di funghi, infatti, senza un immediato intervento, renderebbe il legno spugnoso e  più fragile, privo di consistenza.  Per il momento le celebrazioni liturgiche si svolgeranno nella cripta con ingresso da via Basilica.

Per un mese, quindi, i turisti che continuano ad arrivare a Otranto, complice un autunno che riprende luce e colori dell’estate, dovranno “accontentarsi” di ammirare la facciata e la cripta della cattedrale. Devono rimandare la visione del pavimento musivo, di “quell’albero della vita” che ha fatto discutere studiosi di tutto il mondo, e, alzando in alto gli occhi, del soffitto della navata centrale, bellissimo con i cassettoni in legno dorato su fondi bianco e nero. Fu l’arcivescovo Francesco Maria De Aste che nel 1693 fece ricoprire la navata centrale e il presbiterio con l’attuale soffitto a cassonetti in stile moresco, fece abbattere l’iconostasi e costruì l’arco trionfale.

La cattedrale, dedicata alla Vergine Annunziata, fu costruita  dal 1080 al 1088, su insediamenti messapico, romano e paleocristiano e romanici. Fu dichiarata Monumento nazionale nel 1870 ed elevata a Basilica minore il 12 luglio 1945.

POGGIARDO – La poesia, la musica, l’arte, espressioni di vita e di bellezza, il 1° novembre, festa di Tutti i Santi e vigilia del giorno dedicato alla commemorazione dei morti, diventeranno un “Omaggio ai defunti”, manifestazione organizzata dall’associazione culturale “Orizzonte” con il patrocinio del Comune di Poggiardo. Alle 16, nella Villa del Monumento ai Caduti sarà reso omaggio a chi non c’è più. Dal ricordo individuale si passa alla memoria e alla riflessione collettiva. Lo sottolinea Paolo Rausa,  presidente dell’associazione “Orizzonte”: «Come accade in molte città italiane ed europee, la giornata dedicata al culto dei defunti è ricordata come momento collettivo, come ricordo che passa dal dolore individuale e familiare, che comunque rimane, a momento che coinvolge la cittadinanza». 

Accanto alla rituale visita ai cimiteri, che si estende a tutta la settimana intorno al 2 novembre e che viene per questo definita “settimana dei morti”, si pone questa iniziativa che si segnala per la sua ampiezza e profondità. Sono previste letture che riportano l’attenzione al tema della morte e della memoria passate attraverso il filtro dell’arte con l’ottica sia cattolica e consolatoria sia laica ed eroica. Saranno letti passi del poema di Lara Savoia “I versi della polvere”, dedicato al terremoto dell’Aquila il 6 aprile 2009 con riferimenti all’Apocalisse di Giovanni, stralci del “Paradiso perduto” di Milton e della “Terra desolata” di Eliot,  brani delle liriche sul tema di autori famosi della letteratura italiana come  ‘I sepolcri’ di Foscolo e di quella inglese come “Ode su un’urna greca”’ di  John Keats, e ancora il lamento dei troiani sul corpo di Ettore dall’Iliade di Omero. Gli Inni sacri della tradizione cristiana saranno cantati da Lucia Minutello e musicati da Pasquale Quaranta. Le coreografie, che richiamano aspetti della vita e del ricordo, saranno eseguite dalla Scuola Kalimba Studio Dance di Carmen Quaranta. Le letture sono a cura degli attori della compagnia “Ora in Scena!”: Michele Bovino, Florinda Caroppo, Giuliana Paciolla, Alberto Bene, Lara Savoia e Paolo Rausa che ha ideato e diretto l’intera manifestazione (informazioni sul sito www.orainscena.it – telefono 334/ 3774168).

SANTA CESAREA TERME –  Si è chiuso nei giorni scorsi, con la sentenza di primo grado emessa dal giudice monocratico Pasquale Sansonetti,  il processo sui presunti abusi edilizi nella baia di Porto Miggiano a Santa Cesarea Terme. Per il Tribunale di Lecce, quindi,  la zona che doveva essere messa in sicurezza con tre  milioni di fondi pubblici è stata invece violata e deturpata nonostante i vincoli paesaggistici. Dieci mesi per il geometra Salvatore Bleve, dirigente comunale dei Lavori pubblici, per Daniele Serio, direttore dei lavori e per  Francesco Leo e Antonio De Fazio, autori del progetto; otto mesi per l’architetto Francesca Pisano; sette per Maria Grazia Doriano, amministratore unico della società che ha eseguito i lavori. Per  tutti sospensione della pena e la non menzione della condanna subordinata al ripristino dello stato dei luoghi entro 180 giorni dalla sentenza. Assolti Giovanni Bosco, Mario Rotolo progettisti, l’ex sindaco di Santa Cesarea Daniele Cretì e Luigi Stanca. funzionario regionale. Nella sentenza anche il dissequestro della zona e la restituzione al Comune per la messa in sicurezza; è stato riconosciuto, inoltre,  il risarcimento delle parti civili costituite nel processo: il Ministero dell’Ambiente (100mila euro) e l’associazione politico-culturale “Biblioteca di Sarajevo” di Maglie (20mila euro) da liquidarsi in separato giudizio civile.

La baia di porto Miggiano, una delle più suggestive del Salento, era stata sequestrata nel marzo del 2013. Gli agenti della Forestale avevano posto i sigilli all’intera area e la Capitaneria di porto aveva inibito la balneazione. Divieti che nel corso di questi anni non sono stati mai rispettati perché numerosi bagnanti hanno continuato a scendere nella caletta superando anche l’ostacolo della recinzione e dei blocchi di cemento a chiusura della scaletta. La vicenda di porto Miggiano ha visto l’appassionata partecipazione dei salentini più volte intervenuti con manifestazioni per difendere l’integrità della baia e denunciare la pericolosità dei lavori in corso. Tra i movimenti scesi in campo per difendere Porto Miggiano c’è  l’associazione magliese “La Biblioteca di Sarajevo” che nel processo si è costituita parte civile: «Si tratta di una sentenza in qualche modo storica, che sancisce chiaramente- commenta ora il presidente della Biblioteca Lucio Montinaro – il prevalere dell’interesse comune alla tutela della bellezza e della integrità del paesaggio naturale su quello alla sua strumentalizzazione in funzione speculativa e nell’interesse di pochi. Per stessa ammissione in aula del Pubblico ministero Elsa Mignone, il processo è nato grazie all’impegno ambientalista della Biblioteca di Sarajevo». Il presidente dell’associazione precisa, inoltre, che il risarcimento ottenuto sarà destinato ad iniziative di sensibilizzazione sul tema della tutela ambientale e della salvaguardia dei beni comuni come il paesaggio”.

OTRANTO – C’è tempo fino al 1° novembre per visitare la bella mostra di Giuseppe Palumbo nella “Torre Matta” del castello di Otranto. Il titolo, “Visioni del Sud”  è nello stesso tempo evocativo, emblematico e sintetico. È questo uno dei casi in cui contenuto e contenitore si fondono in armonia tuffando  i visitatori in un’atmosfera magica in cui la storia tragica (l’eccidio del 1480)  evocato dalla Torre, si stempera nelle immagini del Salento dei primi decenni del secolo scorso (1907-1959). Le fotografie in mostra, una briciola di un archivio di più di 1700 donate al museo Castromediano di Lecce da Palumbo, intellettuale e fotografo che spostandosi in bicicletta, in calesse o in treno ha “fermato” il suo  tempo, costituiscono un documento importantissimo della storia salentina. Come eravamo e come erano nei primi anni del Novecento piazze, marine e monumenti oggetto oggi dell’attenzione di tanti turisti.  Immagini di mestieri scomparsi (i fabbricanti di carretti a Calimera) o di contadini che sull’aia con i randelli “ventolano” il grano. Immagini quasi scomparse dalla memoria anche dai più anziani  e destinate a cadere completamente nell’oblio senza queste testimonianze visive. Bellissima la foto usata per la locandina: l’imponenza della Torre e dei bastioni si addolcisce dalla presenza di un gruppo eterogeneo di donne in una giornata che si intuisce di primavera inoltrata.

“Visioni del Sud”, inaugurata a maggio scorso, è  un progetto dell’Istituto di culture mediterranee, Big Sur, Associazione Cinema del reale e OfficinaVisioni, sostenuto da Regione Puglia, Unione Europea e Comune di Otranto in collaborazione con l’Istituto centrale per la Demoetnoantropologia di Roma, i Comuni di Corigliano d’Otranto e Calimera e con il patrocinio del Distretto produttivo Puglia creativa (informazioni ai numeri 347/1040009 e 0836/210094 o sul sito info@visionidelsud.it)

MAGLIE. Domenica 22 in piazza Tamborino, dalle 9 alle 13, un tuffo nei gusti genuini e nei buoni sapori che sanno di tradizione e di buone pratiche. Il Mercato di Campagna Amica  di Coldiretti Lecce ospiterà un laboratorio di pasta fatta in casa; si potranno acquistare negli stand gialli, diventati sempre più familiari, prodotti di stagione a chilometro 0, coltivati rigorosamente nel Salento. Il tema della giornata è “Imprenditrici in campo e a tavola” e vede la collaborazione della Coldiretti Donne Impresa e Cea Posidonia.

Il laboratorio per imparare a fare la pasta in casa, patrimonio della cultura delle nonne che ora viene tramandato alle giovani generazioni, prevede anche la conoscenza dei vari tipi di farina con la scelta di quelle che risultano più idonee per un prodotto di qualità.  Coldiretti Donna Impresa è un’associazione che promuove l’imprenditoria femminile, organizza attività culturali sottolinenando il ruolo che le donne hanno nell’economia familiare e nella scelta di prodotti sani e genuini.

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Maglie – Una settimana dedicata all’arte e alle neuroscienze. “Alla ricerca della Memoria” il titolo di una serie di conferenze pubbliche tenute dal dott. Francesco Sticchi nella sala della Fondazione “Fansinaptico”. Contestualmente i visitatori (lo potranno fare fino a domani) hanno la possibilità di ammirare la mostra di incisioni del maestro cartaio e incisore Andrea De Simeis che ruotano intorno al tema della memoria. Il dott. Sticchi è il presidente della Fondazione che si propone “come luogo di incontro e dialogo interculturale per le giovani generazioni, come laboratorio di sperimentazione e ibridazione di nuovi linguaggi espressivi, attraverso un nuovo rapporto Arte-Cervello, che stimoli l’interesse per la conoscenza del funzionamento della mente umana e della sua dinamica relazione con il corpo e l’ambiente”.

A giugno scorso la Fondazione ospitò una mostra dedicata alla “Elaborazione cerebrale delle immagini visive”; ora al centro dell’attenzione è la memoria “essenza della nostra vita mentale”. Con una raccomandazione finale:dobbiamo usare bene il cervello e sfruttarlo al meglio perché la sua reola è “se non lo usi, lo perdi e tenere attiva la neuro plasticità sottoponendo la mente a continue sfide mentali, volando alto col pensiero e aiutandoci con lo studio, l’atletica e l’arte”.

A completamento delle conversazioni sull’arte e le neuroscienze, le incisioni del maestro cartaio incisore Andrea De Simeis: vecchi coperchi di pentole  e fondi di caldaie decorati a punta secca e bulino, vengono stampati al torchio a stella su carta cotone vergata a mano. L’effetto è un tuffarsi nei motivi di antiche ceramiche o di merletti e ricami delle donne salentine.

Tricase – Per tutto il Salento e per il mondo accademico la  recente scomparsa del prof. Donato Valli  è una grande perdita, come testimoniato anche dai numerosi messaggi di cordoglio. Aveva 86 anni (li aveva compiuti il 24 febbraio scorso) spesi al servizio della cultura, da giovane intellettuale, da docente universitario e infine da Magnifico rettore dell’Università di Lecce. La prima esperienza, destinata a lasciare profonde tracce nella sua formazione e cultura, fu l’ingresso da giovanissimo nell’Accademia salentina da cui nacque “L’Albero”, rivista di critica e di letteratura. Era a contatto con Gerolamo Comi, di cui divenne amico, Maria Corti, Oreste Macrì, Vincenzo Ciardo, Michele Pierri. Ben presto divenne assistente incaricato presso la cattedra di Filologia romanza dell’Università di Lecce, poi professore di Biblioteconomia e ordinario di Storia della Letteratura moderna e contemporanea. Dal novembre del 1983 all’ottobre del 1992, infine,  Magnifico Rettore dell’Università salentina e il questo ruolo promosse la nascita delle Facoltà di Scienze economiche e di Ingegneria, ponendo le basi di quello che sarebbe diventato il campus EcoteKne. Innumerevoli i suoi saggi critici e gli interventi sulle riviste letterarie che hanno acceso un faro su tanti poeti e narratori salentini destinati all’oblio senza il suo intervento. Lo sottolinea il messaggio di cordoglio dell’attuale Rettore, prof. Vincenzo Zara. Le sue numerose ricerche sulla letteratura locale hanno strappato al silenzio tante voci di letterati salentini a testimonianza di un legame forte con la nostra terra. Dobbiamo essergli grati anche per questo, insieme all’impegno istituzionale e culturale per cui lo ricorderemo”.

Al di là di tutti meriti lagati al suo ruolo di accademico, il professore Valli sarà ricordato per la sua umanità, per il rapporto sereno che sapeva instaurare con i suoi collaboratori  e allievi, per quelle caratteristiche che possono essere sintizzate nella “tricasinità”, come evidenziato da Francesco Accogli, intellettuale e storico tricasino, in un pezzo scritto per l’ultimo compleanno del prof. Valli: “(La tricasinità) non esiste come categoria, ma è certamente un patrimonio che è divenuto nel tempo cultura antropologica dalla quale emergono anzitutto l’onestà e la tenacia, ma anche l’ospitalità, la generosità e il rispetto per gli altri”. Tutte qualità rintracciabili nella vita e nell’opera del prof. Donato Valli.

NARDÒ. Comunicati nel corso della conferenza stampa tenutasi questa mattina a Palazzo Carafa a Lecce i vincitori della IV edizione del Premio “Vittorio Bodini”: per la poesia il poeta Roberto Mussapi con il libro “La piuma del Simorgh” (Libri Mondadori, collana “Lo Specchio”),  per la traduzione  Giuseppe Girimonti Greco  con il libro “Vertigine” di Julien Green (Nutrimenti Edizioni). Due riconoscimenti saranno assegnati anche alla memoria di Luigi De Nardis, illustre francesista Preside della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università “La Sapienza di Roma” e amico di Bodini, e Fiorella Rizzo, artista visiva le cui istallazioni hanno impreziosito alcune edizioni del Premio. Ad Andrea Camilleri è stato assegnato il premio speciale “La Luna dei Borboni”. Nel corso della conferenza stampa  è stato presentato un breve estratto della video intervista curata dal Centro Studi Vittorio Bodini, che ha sede a Nardò, con la collaborazione di imovepuglia.tve  realizzata nella casa romana dello scrittore siciliano. Per Camilleri la poesia di Bodini  “non è ermetica, è una poesia di una chiarezza esemplare. È di una forza poetica rara”. Per il Premio si augura “che diventi contagioso, che possa trasmettere ad altri il contagio della cultura, che se veramente la cultura diventa una epidemia, non c’è vaccino che possa arrestarla”. L’edizione integrale dell’intervista (Camilleri non sarà presente)  sarà offerta nel corso della cerimonia di premiazione che si terrà sabato 14 ottobre nel teatro Apollo di Lecce. La lettura di brani tratti da “Barocco del Sud” e “Corriere spagnolo”, gli interventi musicali, tra canti popolari e flamenco, che vedono protagonisti la cantautrice salentina Alessandra Caiulo, la danzatrice Maristella Martella e la band “Flamenco Nuestro” rimarcheranno l’esperienza spagnola di Bodini e il filo rosso che lega l’Andalusia al Salento.

Un treno delle Ferrovie Sud – Est

GALLIPOLI. La sicurezza prima di tutto: questo l’obiettivo che dovrà essere raggiunto dalle Ferrovie del Sud Est nel giro di due anni, il tempo necessario per realizzare la convenzione che due giorni fa il ministro Graziano Delrio ha firmato con sette Regioni tra cui la Puglia. Si tratta di adeguare in termini di sicurezza  le linee regionali alla rete nazionale. Alle sette Regioni sono stati assegnati complessivamente 237 milioni, di cui la fetta più consistente è toccata alla Puglia con 115, 2 milioni. “I progetti più grossi – ha evidenziato il presidente Emiliano – sono legati essenzialmente alla messa in sicurezza di tutta la rete regionale che ancora non ha l’Scmt, il sistema marcia-treno che blocca il treno in caso di presenza contemporanea di altro treno sulla stessa linea, e a quella infinità di passaggi a livello e altri punti di crisi che possono rendere minore la sicurezza”. La convenzione riguarda la  ferrovia Bari Nord, le ferrovie del Gargano e del Sud Est. In particolare per queste ultime ci sarà anche l’automazione di 26 passaggi a livello. Tutti gli interventi saranno sottoposti alla valutazione “prima e dopo” da parte dell’Agenzia nazionale per la sicurezza ferroviaria. Per la Puglia e le reti locali la questione della sicurezza, secondo Emiliano, è diventato un obbligo dopo il terribile incidente del luglio 2016 sulla linea Andria-Corato,  che costò 23 vittime, e l’incidente, per fortuna senza gravi conseguenze, sulla Galugnano-San Donato. Dopo gli interventi strutturali previsti potrà essere modificato il limite dei 50 orari che fa dei treni della Fse dei veri e propri treni lumaca.

Intanto pare che le linee Maglie-Otranto e Gallipoli-Casarano, pur non essendo sfruttate al massimo,  non saranno soppresse e sostituite da pullman, come  aveva fatto pensare la sospensione poco motivata e per ben due mesi nell’ultima stagione estiva.

Nardò – Il Premio letterario internazionale “Vittorio Bodini”  è giunto alla quarta edizione. Sabato 14 ottobre ci sarà la cerimonia di premiazione al teatro Apollo di Lecce fresco di un restauro durato dieci anni, dopo una chiusura di oltre trenta.  Il premio dedicato a Vittorio Bodini (1914-1970), poeta e traduttore tra i più significativi del secolo scorso, “riscoperto” negli ultimi anni grazie all’impegno dei professori Donato Valli e Lucio Giannone dell’Unisalento e dell’editore  Livio Muci di Besa,  è promosso dal Centro Studi Vittorio Bodini con il patrocinio dell’assessorato all’Industria turistica e culturale della Regione Puglia, della Città di Lecce, della Città di Nardò, dell’UniSalento e di Besa editrice. Il Premio è assegnato a opere edite in lingua italiana e si articola in due sezioni: poesia e  traduzione; tre premi speciali sono assegnati a personalità che si sono adoperate in favore della divulgazione del nome di Bodini e della sua opera: “La Luna dei Borboni”, “Le mani del Sud” e “Omaggio alla Memoria”. Le precedenti edizioni hanno visto tra i premiati Valerio Magrelli e Fabio Pusterla, Matteo Colombo e Nicola Crocetti, Vivian Lamarque e Massimo Bacigalupo. La serata della premiazione sarà condotta dal giornalista Antonio Caprarica, affiancato da Daniela Poggi, attrice, conduttrice e regista.

Vittorio Bodini, nato a Bari ma di origini salentine, non è solo un poeta tra i più significativi del secolo scorso, ma anche critico, narratore, interprete e traduttore dei grandi della letteratura spagnola, Lorca e Cervantes. Si può dire, anzi, che la fama di ispanista per anni ha oscurato quella di poeta e narratore. Si deve alla collana “Bodiniana”, diretta dal prof. Lucio Giannone ed edita da Besa, la riscoperta e la pubblicazione di opere inedite (prose e carteggi con Sereni e Sciascia), donate dalla vedova Bodini all’UniSalento. Alla conoscenza e alla divulgazione dell’opera bodiniana ha contribuito in maniera determinante l’istituzione, ad agosto del 2013, del Centro Studi Vittorio Bodini che si propone la promozione e la valorizzazione del poeta, per anni assente dalle antologie scolastiche e dai percorsi di studi. Presieduto dall’unica figlia di Bodini, Valentina, si avvale della collaborazione di eminenti critici docenti nelle università.  Nel 2014, in occasione del centenario della nascita si è tenuto a Bari e a Lecce un convegno internazionale “Vittorio Bodini tra Sud ed Europa” i cui atti sono raccolti in un volume. Il convegno, attraverso l’apporto di eminenti studiosi, ha acceso un faro non solo sul poeta  Bodini, ma anche sul critico e saggista, sull’ispanista e sul fondatore della rivista “L’esperienza poetica”.

Dall’agosto scorso, infine, il Centro Studi, ospitato precedentemente a Minervino,  ha una  sede stabile a Nardò nel palazzo Acquaviva dove è stata allestita la mostra permanente multimediale dell’uomo e del letterato dal titolo “Viviamo in un incantesimo. Vittorio Bodini tra letteratura e vita” a cura di Antonio Minelli (nella foto un momento dell’inaugurazione).

Poggiardo – Riprende l’attività della prima sala operatoria dell’ospedale “Pispico” di Poggiardo con l’avvio dei nuovi “Day service chirurgici”, come definito nel protocollo d’intesa tra il sindaco Giuseppe Colafati e il direttore generale della Asl Lecce Silvana Melli firmato nel luglio scorso. Già dal 4 settembre scorso sono ora possibili interventi di ortopedia, chirurgia generale e urologia. Prende corpo, quindi, il  “Presidio territoriale di assistenza” (“Pta”) che diventa un vero e proprio “Polo chirurgico” in cui sono chiamati a operare professionisti come i chirurghi ortopedici Giuseppe Rollo (direttore Dipartimento Ortopedia Asl Lecce) e Marco Giaracuni, i chirurghi di Chirurgia generale Antonio Avantaggiato, Donato Salerno, Antonella Malara, il chirurgo vascolare Francesco Buttazzo, l’oculista Ezio Leucci e l’urologo Antonio Filoni. In sala operatoria  un’équipe composta da chirurghi, anestesista e personale infermieristico dedicato, con dotazione strumentale e tavolo operatorio rinnovati. Per il momento gli interventi avverranno due giorni a settimana, a organico completo tutti i giorni; sarà operativo anche il laboratorio di analisi mentre per l’attività della seconda sala operatoria occorre aspettare ancora; il direttore del Distretto socio-sanitario Virna Rizzelli, si sta adoperando perché l’attesa sia breve. 

Per l’ospedale di Poggiardo è in atto, quindi, il programma di riconversione in “Pta” come delineato nella delibera 337, con cui la Direzione generale della Asl di Lecce ha licenziato la  scheda progettuale finanziata con 4,4 milioni di fondi europei che prevede, tra l’altro, oltre il Day service chirurgico, anche l’attivazione di 28 posti letto per la residenza sanitaria assistenziale per anziani e 12 posti letto per l’area di degenza territoriale per adulti (Ospedale di comunità). Come definito nel protocollo d’intesa firmato nel luglio scorso, si va verso la differenziazione delle prestazioni del Day service: il distretto di Poggiardo, in via prioritaria e non esclusiva, sarà Polo per la chirurgia generale e ortopedica, mentre quello di Maglie (che dispone di tre sale operatorie attrezzate) sarà specializzato per la chirurgia oculistica e plastica.

GALLIPOLI. Da lunedì 11 settembre sulle tratte Maglie-Otranto e Gallipoli-Casarano torneranno a sfrecciare i treni. Sfrecciare è però una parola grossa perché, come ormai da quasi un anno, le vetture  non potranno superare i 50 Km orari, come tutti i treni nel Salento che continueranno a essere “treni lumaca” per un po’ di anni, forse sino al 2020, finché non verrà installato il  Sistema di controllo della marcia del treno (Scmt), secondo gli standard prescritti dall’Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie (Ansf). Da lunedì, quindi, i due collegamenti saranno assicurati. Erano stati interrotti per tutta l’estate ufficialmente per permettere lavori straordinari di manutenzione della rete ferroviaria. La mancanza di cantieri sulla linea ha fatto, però, sorgere qualche dubbio ed emergere le vere motivazioni della soppressione estiva: la mancanza di macchine e la necessità di dotare i macchinisti dell’abilitazione necessaria. Per quanto riguarda la prima, lo sanno bene i pendolari che hanno toccato con mano più volte l’improvvisa soppressione di treni o le “fermate” non previste per guasti. Per la seconda motivazione pare che, nonostante le smentite delle Ferrovie del Sud Est, la mancanza dei requisiti alla guida di alcuni macchinisti sia stata accertata dall’Ansf. Resta il problema di sempre sulle scarse condizioni igieniche di vetture e servizi igienici, come segnalato più volte dalla stessa utenza anche sui social.

In settimana, però, riaprono le scuole e ritornano tutti i problemi legati alla mobilità di migliaia di studenti. Per affrontare la situazione e non l’emergenza, come successe lo scorso anno, si è tenuta due giorni fa una riunione in Provincia con l’assessore Renato Stabile  e le  Ferrovie del Sud Est, da cui è emersa la volontà di potenziare i collegamenti su binari e su gomma. Intanto la  Rete ferroviaria italiana  (Rfi), la società del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane, responsabile della gestione complessiva della rete nazionale, ha preso l’appalto per il rifacimento delle Sud Est. Si tratta di 600 milioni di investimenti regionali da utilizzare sulla rete locale. Nel giugno scorso, con una scrittura privata, Ferrovie del Sud Est ha affidato tutti i lavori di manutenzione e ammodernamento della rete a Rfi. Dal 1° ottobre, poi,  i binari salentini saranno affidati per sei mesi alla direzione di Trenitalia  per sopperire alla cronica mancanza di macchine e per migliorare la formazione dei macchinisti.

Questo nell’immediato, per il futuro c’è ancora aperta l’ipotesi della metropolitana di superficie che le Ferrovie del Sud Est ritengono, però, “antieconomica”. La possibile alternativa – almeno fino a qualche giorno fa – pareva essere l’elettrificazione del solo nodo di Bari e il trasferimento nel Salento dei treni a trazione termica (Atr 220). Ma l’ipotesi “metropolitana” pare ritornare e si ricomincia a parlare dell’utilizzo dei 130 milioni di euro già disponibili per il mega progetto.

GALLIPOLI. Sulle linee Gallipoli-Casarano e Maglie-Otranto i treni delle Ferrovie Sud Est ricominceranno a viaggiare lunedì prossimo, 11 settembre,  e non a partire da oggi come era stato annunciato. I collegamenti  sui binari erano stati sospesi circa due mesi fa e sostituiti con un servizio pullman, potenziato dopo una serie di proteste e di incontri solo il 5 agosto scorso, a stagione estiva inoltrata. L’interruzione del servizio ferroviario sulle due linee era stata giustificata con la necessità di potenziare la rete, ma in realtà non è sorto alcun cantiere e non sono stati attuati lavori che potessero giustificare un provvedimento del genere.  Nelle stazioni si respira aria di provvisorietà, gli stessi addetti ai lavori appaiono disorientati dalle informazioni che arrivano a singhiozzo. In vista della ripresa dell’anno scolastico domani ci dovrebbe essere un incontro a Bari.

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RUFFANO. Non c’è forse un simbolo più immediato e sintetico del peperoncino per esprimere atmosfere, colori e sapori del Salento in estate. I mazzetti di peperoncini defogliati sfidano i bouquets dei fiori più raffinati anche perché una volta secchi conservano ancora il loro fascino e il gusto piccante, “maru” appunto, come la festa che per la quinta edizione gli viene dedicata a Ruffano. Sabato 2 e domenica 3 settembre il clou di una festa anticipata da un convegno sull’importanza del peperoncino nella dieta mediterranea, la sicurezza alimentare, le prospettive del mondo rurale. E poi una mostra di piante di peperoncini provenienti da tutto il mondo, spettacoli musicali e teatrali nel centro storico del paese, specialità gastronomiche tipiche salentine, presentazione di libri, visite guidate nel territorio.  Molto attesa la gara di resistenza al piccante: si inizierà con i varda ‘ncelu salentini e si procederà con l’assaggio delle varietà più indiavolate della scala Scoville.  Per misurare la piccantezza di un alimento, infatti, c’è la scala di Scoville che prende il nome del chimico americano che la determinò agli inizi del secolo scorso.

Il peperoncino, introdotto in Europa da Cristoforo Colombo, si è diffuso nell’Italia meridionale,in modo particolare in Calabria e  Basilicata. Ricco di vitamina C (anche più degli agrumi) e di minerali, è ritenuto efficace contro il processo di invecchiamento. Qualcuno attribuisce al peperoncino anche poteri afrodisiaci, ma su questo non c’è accordo; altri ritengono che abbia proprietà in grado di ostacolare la caduta dei capelli.

Per bruciare, brucia e tanto. Rimedio efficace per contrastare il senso di bruciore e addirittura di dolore che provoca la capsaicina, contenuta non nei semi ma nella parte interna della bacca che li custodisce,  è il latte e in genere i latticini. Viene d’istinto ricorrere all’acqua per domare l’incendio che si è scatenato  partendo dalla bocca, ma non serve a niente, meglio, in mancanza del latte, ricorrere alla mollica di pane.

La cucina salentina ne fa un grande uso: un peperoncino piccante viene aggiunto per dare più gusto a peperonate, ai peperoni “a sarsa” (con la mollica di pane, capperi, aceto); ingrediente indispensabile per una spaghettata insieme all’aglio e all’olio. Merita più attenzione, e certamente un assaggio, la “cunserva mara”, gustosissima sulle friselline,  in cui con dosaggio sapiente si mescolano peperoni, pomodori e cipolla. Peperoncini rossi vengono seccati infilzati come le perle in una collana e usati tutto l’anno. E’ un’ immagine che troviamo in una poesia di Vittorio Bodini dedicata ad una donna inglese incontrata a Firenze, Isobel Gerson: “Isobel dalle braccia d’olio/e al polso un braccialetto con le bandiere d’Europa,/come ti piacerebbe, se tu fossi qui,/essere inghirlandata con ghirlande di peperoni rossi”.

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POGGIARDO. Uno spettacolo teatrale per ricordare il bimillenario della morte di Ovidio (43 a.C-18), il poeta latino autore delle “Metamorfosi” a cui  si ispira il lavoro che sarà rappresentato il 3 settembre alle 21,30 in piazza Giovanni Paolo II (già Largo Chiesa). Lo spettacolo, ideato e diretto da Paolo Rausa, ha il patrocinio della  Città di Poggiardo, dell’Ambasciata di Romania in Italia  e si avvale della collaborazione con l’associazione regionale “Pugliesi di Milano” e l’associazione culturale “Orizzonte”. Sul palco la compagnia “Ora in scena!”.

Il titolo dello spettacolo è “Metamorfosi, il mondo estremo” con chiaro riferimento al romanzo “Il Mondo Estremo”, dello scrittore austriaco  Christoph Ransmayr, dedicato all’esilio di Ovidio.  Il poeta latino, infatti, nell’8 d.C., caduto in disgrazia di Augusto per “duo crimina, carmen et error”, come egli stesso scrive senza specificare il contenuto di questi “crimina” (il che ha dato adito a numerose supposizioni), venne esiliato  all’estremità del mondo allora praticato, in un luogo che si chiamava Tomi (oggi Costanza in Romania), piccolo centro sul Mar Nero.

Nello spettacolo, così come nel romanzo di Ransmayr, Massimo Cotta, un  amico di Ovidio, decide di compiere il viaggio via mare e nel tempo alla ricerca delle tracce del poeta. Fanno da guida i numerosi personaggi dei miti che trovano spazio nelle “Metamorfosi” e che con grande meraviglia di Cotta, non appartengono al passato, ma sono “cittadini del nostro tempo”, del nostro “mondo estremo”.

POGGIARDO. Dal 28 agosto al 3 settembre, al Palazzo della Cultura, la mostra di Sara Sgrò (foto) “Le Madonne oggi. Dal sacro al mondano”, ultima tappa del percorso dell’artista di Prato, ma con salde radici calabresi.  Ad affrontare la figura della Madonna nel momento attuale e nelle vicende di ogni giorno, Sara Sgrò giunge dopo varie esperienze. Il talento innato per il disegno lo mette in evidenza fin da piccola, poi il diploma in grafica pubblicitaria, un corso di formazione nella scuola internazionale d’illustrazione e fumetto a Firenze. Successivamente mette alla prova la sua creatività come stilista di accessori creando borse a servizio dell’alta moda. Dopo un’esperienza tra i marchi di cosmetica, si ferma a Parigi dove lavora nei bistrots, tra pittura e fotografia. Nel 2014 espone sempre a Parigi disegni e fotografie sul tema della nuova emigrazione italiana di cui lei stessa fa parte e che sente profondamente. Arriviamo così agli ultimi due anni in cui affronta il tema religioso  e si interroga sul ruolo che oggi la Madonna avrebbe nel mondo.

Così Paolo Rausa descrive l’artista: “Capelli fluenti neri e arruffati, come la gorgone o medusa del Caravaggio, Sara non atterrisce con il suo sguardo illuminato dagli occhi verde acqua, spalancato per bere le novità sul mondo, ma cerca di catturare la visione, il paesaggio, l’anima delle cose e delle persone per riprodurle nelle sue figure umane o nei ghirigori, quali labirinti da cui uscire per innalzarsi in volo e salvarsi”.

La mostra è a cura dell’associazione culturale “Orizzonte” e ha il patrocinio del Comune di Poggiardo, assessorato alla Cultura. Palazzo della Cultura, piazza Umberto I, dal 28 agosto al 3 settembre, vernissage il 28 agosto alle ore 19. Orari: 10-12/17-20. Info: 334 3774168; 391 17981895.

Voce al Direttore

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Ora che è passata la festa – giusta: logistica adeguata a compiti delicati e decisivi per il grado di vivibilità – possiamo tentare...