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Ilaria Lia

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PRESICCE. Ancora nuove iniziative per il periodo natalizio presiccese. Nei giorni 8, 10 e 17 dicembre appuntamento con la solidarietà, in piazza del Popolo: riparte la campagna solidale per sostenere l’associazione Francesco Pio onlus in aiuto ai soggetti con sindrome di Prader Willi, la malattia genetica rara. L’associazione anziani San Giuseppe, con la collaborazione dello Studio Seco, e il patrocinio dei comuni di Presicce e Acquarica organizza il campus invernale “La bottega di Babbo Natale” dal 27 al 5 gennaio.  Sarà un momento di gioco dove i piccoli partecipanti potranno divertirsi a creare degli oggetti di artigianato. Tutto quello che verrà realizzato sarà venduto (ma si tratterà di una libera offerta) la mattina del 7 gennaio 2018. Il ricavato sarà interamente devoluto alla comunità educativa “Mani Tese” di Lecce, gestita dalla Congregazione Suore Discepole del Sacro Cuore. Per informazioni rivolgersi presso la sede dell’associazione Anziani nei giorni martedì, mercoledì e giovedì, dalle 16 alle 18. Oppure telefonare ai numeri: 327/0594142 o 328/1527618.

PRESICCE. Il Natale è alle porte e sono in partenza le tante iniziative per rallegrare le feste. L’associazione Pro Kids è pronta per la quarta edizione del Villaggio di Babbo Natale in piazza del Popolo. Tra le prime iniziative in programma c’è “Babbo Natale solidale” ovvero la colletta alimentare, l’8 dicembre dalle 10 alle 12,30 e il pomeriggio dalle 15,30 alle 17,30.  Si prosegue poi con l’inaugurazione del Villaggio, domenica 10 dicembre e la tanto attesa sfilata dei bambini e delle “Babbe Natale” (nella foto un gruppo dello scorso anno). Il villaggio verrà animato poi anche nei giorni 13, 14, 17 e 24 dicembre con un programma ancora più ricco con sorprese e regali: previsti il piccolo teatro di Pane con “Il male di pancino di Rodolfino”, lo spettacolo teatrale “Ombre sul Na06tale”, l’esibizione delle “White roller girls, gli Elfi della contea di Gemini che si esibiranno con canti e balli, il “Coro Kids” con le canzoni di Natale. Il 10 e il 17 dicembre spazio al mercatino natalizio a cura dell’associazione Zarathustra, sempre in piazza del Popolo, a partire dalle 9 e per tutta la giornata. Sabato 16 dicembre torna l’appuntamento con la musica “Note di stelle”, VI memorial “Marco Frivoli” a cura dell’associazione Amici della musica, presso l’oratorio “Don Tonino Bello” a partire dalle 20. La Pro Loco, intanto, organizza un corso di cartapesta per adulti (date: 11, 15 e 20 dicembre) e bambini (unica data 14 dicembre), presso la sede dell’associazione. Per informazioni chiamare: 340/6506421 o 328/5316122.

PRESICCE – Serata sul filo delle emozioni quella di domenica scorsa a Presicce. Da quelle vissute nelle strade e piazze del centro dalle tantissime persone accorse per lo spot natalizio della Ferrero, a quelle che hanno ispirato la trama della pubblicità della nota azienda dolciaria. E pensare che Presicce era partita in svantaggio tra le possibili location dove girare lo spot natalizio dei Ferrero Rocher: l’azienda, infatti, aveva scartato Presicce perché località già abbastanza conosciuta nei circuiti turistici (anche esteri), anche grazie alle foto di piazzetta Villani nella campagna pubblicitaria di Pugliapromozione, mentre la Ferrero voleva valorizzare un centro poco noto. A far cambiare le carta in tavola è stato il fondamentale supporto dato dall’Amministrazione comunale, che ha facilitato non poco il lavoro della troupe, e una storia in particolare, quella di Lucia Piccinni, la 93nne proprietaria di una ferramenta del centro. Nonostante non abbia più la clientela di prima, la signora è sempre presente nel suo negozio e dispensa sorrisi a tutti, e ogni giorno scrive una lettera a suo marito, morto da tempo. È stata questa la storia che ha commosso i vertici dell’azienda e che ha determinato la scelta di Presicce, a conferma che sono sempre le emozioni a fare la differenza.

Domenica sera, tra piazzetta Villani e via Michele Arditi, un coro di stupore e un forte applauso ha accompagnato l’accensione delle 20mila luci che hanno donato al centro di Presicce un’atmosfera a dir poco suggestiva. Spontanea ed emozionante la reazione del folto pubblico che ha atteso a lungo (sfidando anche la pioggia) per gli ultimi “ciak” dello spot che si potrà ammirare in televisione a partire dall’8 dicembre. Uno spettacolo unico che ha chiamato a raccolta tutti i presiccesi e non solo. Dopo che dall’alto dei giardini pensili la troupe ha dato l’indicazione di spegnere tutte le luci della strada e accendere le luminarie, l’effetto è stato bellissimo e tutti quanti in piazza hanno iniziato a scattare foto e a diffonderle, orgogliosi, sui social. Le riprese sono continuate per un paio d’ore circa e poi pittole e Nutella per tutti, mentre nei giorni precedenti i bar del paese hanno regalato un Ferrero Rocher ai clienti che prendevano un caffè. A margine dell’iniziativa, da segnalare come i barattoli di Nutella avanzati nel corso della serata siano stati distribuiti alle famiglie più bisognose del paese.

Presicce – Un borgo illuminato a festa per lo spot televisivo natalizio dei cioccolatini Ferrero Rocher. È quello di Presicce che domenica 3 dicembre, in occasione dell’evento “Accendiamo il Natale”, a partire dalle ore 18 ospita le ultime riprese dello spot  che andrà poi in onda sulle reti tv a partire dall’8 dicembre. Sarà poi festa con degustazioni e un momento musicale (latin & Bossa) a cura di Carla Schiavano. In tanti stanno aspettando il momento dell’inaugurazione sperando di poter essere ripresi, magari anche solo per un secondo, nello spot attraverso il quale Presicce potrà, ancora una volta, mettere in mostra il suo centro storico, tra i più rinomati d’Italia. La Ferrero ha scelto Presicce come “borgo ideale” per il suo spot (girato in larga parte un mese fa) ed ha omaggiato il paese con delle luminarie (circa 20mila luci) con le quali sono state rivestite la chiesa di Sant’Andrea Apostolo, la colonna del Santo e tutte le case di via Michele Arditi, per un effetto nel suo complesso sensazionale.

Specchia – Non ci sono più i giornalisti davanti casa, la fame quasi spasmodica di notizie è cessata. Il telefono non squilla più come prima. Il circo delle notizie che si superano incessantemente, ha spento i riflettori dopo un mese di tam tam nazionale su Noemi Durini, sedicenne uccisa dal ragazzo che amava e che abitava poco lontano da casa sua, ad Alessano.

“Era l’unica persona che gli voleva bene: perchè l’ha uccisa?”. “Quando lo incontrerò, vorrò fargli solo una domanda: era l’unica persona che ti voleva bene: perché lo hai fatto? Voglio proprio sapere che mi risponde”: nella calma apparente, la madre Imma Rizzo, non ha perso la forza che l’ha caratterizzata da subito. Ora alterna il suo lavoro alla partecipazione ad incontri di preghiera e di testimonianza sul dolore provocato dalla violenza. “Alcune associazioni mi hanno invitato a parlare con i ragazzi, lo farò come se parlassi a mia figlia – dice la donna – per gli altri incontri nei quali si parla e basta, senza entrare nel merito dei problemi e cercare di risolverli, non ho più nessun interesse. Dovremmo organizzarci, andare in Parlamento e chiedere maggiore certezza delle pene”.

Va agli incontri con i giorvani, prega “ma basta con i convegni che poi finiscono lì”. Dei momenti di raccoglimento e preghiera dice convinta: “Fatte con il cuore le preghiere arrivano, io ci credo. Ma alle riunioni in cui i vari relatori parlano di violenza sulle donne seguendo un copione, non credo per niente. Proprio quelli che avrebbero dovuto aiutarmi per evitare il peggio si sono fatti vedere solo dopo l’omicidio, poi fino ad oggi non si sono fatti sentire più”. Torna così indietro con la memoria, a quando ha cercato in tutti i modi di salvare sua figlia: “Mi ero rivolta a loro, ai servizi sociali, volevo far spaventare un po’ mia figlia e tenerla un po’ a bada, ma nessuno è intervenuto. Era estate, figuriamoci – racconta amara -. È tutto il sistema che non ha funzionato e anche questa è violenza contro un’adolescente; il disinteresse di tutti quando ho denunciato i maltrattamenti che ha subito Noemi è violenza. E poi quel mostro (non usa mai il nome dell’omicida) me l’ha uccisa. L’indifferenza uccide”.

“Quando torno a casa la mia Noemi non c’è”. Solo dopo Imma ha scoperto altri pezzi della storia, altri particolari: “Chi sapeva non ha avuto il coraggio di dirmi nulla. Ognuno ha pensato di stare zitto, perché in fondo non lo riguardava personalmente”, commenta. “Ora torno a casa e la mia Noemi non c’è. Mi rimangono i suoi amici, spesso vengono a trovarmi – continua – a loro dico sempre che quando c’è qualcosa che non va devono confidarsi con i genitori, che sono le persone che ci conoscono meglio, non devono avere timore di parlare. Anche Noemi negli ultimi periodo non mi diceva tutto, se avessi saputo che lui continuava a picchiarla e ad insultarla sarei intervenuta immediatamente, così come ho fatto la sera dopo il suo rientro a casa, sono andata subito a denunciare l’accaduto”

Insieme al dolore dei genitori di Sonia Marra. Nei giorni del dramma finito in tragedia anche i genitori di Sonia Marra, l’altra ragazza di Specchia uccisa a Perugia circa dieci anni fa, sono andati ad esprimere la loro vicinanza. “Almeno io posso piangerla, mi hanno detto con il cuore in mano, il corpo di Sonia non è stato mai trovato”. Dolore aggiunto a dolore. “Possiamo continuare così? Ad aver paura per i nostri figli? Anche loro, in fondo sono vittime. Non bastano gli incontri dove gli ospiti si vantano della propria esposizione: e poi?”, conclude Imma. E aspetta ancora risposte. Che non vengono o, se arrivano, giugnono tardi e senza un seguito concreto.

Presicce – La discussione sul Piano urbanistico generale intercomunale fa breccia nei cittadini di Presicce e Acquarica del Capo che, dopo un’intervista su questo giornale on line dall’architetto Salvatore Mininanni, si sono costituiti in comitato e hanno iniziato una  discussione sugli spazi, potenzialità e criticità riguardanti i due paesi. Questa è probabilmente la prima reazione della società civile al percorso che ormai sta procedendo verso un obiettivo del tutto nuovo da queste parti e che aveva visto finora sul palco rappresentanti istituzionali, esperti e tecnici. “Dopo una serie di incontri tra noi e grazie all’informazione fornita da Piazzasalento sull’argomento,   abbiamo deciso di creare un’occasione di confronto – ha affermato Andrea Negro, tra i promotori -. Ci preme saper quale sia lo stato delle cose e capire che direzione si vuole dare al territorio”. La sala conferenze di Presicce ieri sera perciò era piena di gente attenta, per la gioia dell’architetto Mininanni, che aveva sempre lamentato lo scarso interesse della popolazione verso i lavori, specialmente del workshop “Re-forming Salento”, svoltosi dal 18 al 23 settembre, durante il quale diversi professionisti, provenienti da varie parti del mondo, hanno studiato il territorio per ripensarlo e valorizzarlo.. “La partecipazione è strategica – ha esordito Mininanni – ogni persona che ha qualcosa da dire è per noi una proposta utile”. Poi, con l’aiuto di slide, ha esposto i lavori e le discussioni sostenute dal gruppo di lavoro finalizzate alla redazione del Pug.

“Presicce e Acquarica sono “aree interne”, ovvero a basso sviluppo – ha continuato- ma hanno grandi risorse territoriali, scarsamente utilizzate; la popolazione sta invecchiando e i giovani vanno via. Il piano deve scoprire le risorse, attrarre investimenti e cercare di far rivivere i centri”. Poi è stata la volta dei componenti del comitato che hanno iniziato ad esporre i diversi problemi sulla mobilità: le piste ciclabili e le due principali barriere che dividono i centri abitati dal resto del territorio, ovvero la linea ferroviaria a nord e la Statale 274 a sud. Oltre due ore di discussione non sono bastate per esaurire dubbi e curiosità. Ora però la voglia di affrontarli non manca; l’architetto urbanista ha dato piena disponibilità per altri incontri. Fusione o no, questa discussione sul Pug può essere comunque una buona occasione di crescita.

 

 

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PRESICCE – L’approdo sui banchi di scuola più ambiti d’Italia, quelli del programma “Amici di Maria De Filippi”, è l’ultimo di un’escalation di successi. Guadagnati con impegno, sacrifici e perseveranza. Matteo Cazzato, vocalist presiccese del “Black Soul Trio”, canta da quando era piccolissimo. Ora, a 24 anni, l’approdo al “talent” di Canale 5 insieme al chitarrista Aldo Torsello (di Casarano) ed al tastierista Davide Donadei (di Parabita). «Ha la musica nel Dna», commenta mamma Anna De Giorgi, commossa al telefono. Da sabato i genitori di Matteo (così come la sorella Velia, a Cremona) non fanno altro che rispondere alle telefonate di congratulazioni. «Siamo molto emozionati, contenti e soprattutto orgogliosi. Sentiamo Matteo solo la sera tardi. Lui è al settimo cielo, ancora quasi non ci crede», continua la signora, anche a nome del marito Luigi, ricordando come poche anni fa Matteo fosse stato ad un passo dall’entrare nel programma. «Mi ero presentato da solista – ha raccontato, infatti, lo stesso Matteo prima di affrontare la decisiva prova di sabato scorso – ma mi hanno scartato. Avevo quasi perso l’idea, poi con gli altri componenti del gruppo abbiamo voluto provare, ma giuro che non avevamo nessuna aspettativa».

Dai banchi del coro parrocchiale ai locali di tutto il Salento. Nato come cantante lirico, solo negli ultimi anni ha abbracciato il pop-rock, riuscendo a trovare la sua vera vena artistica. Guardandolo destreggiarsi, perfettamente a suo agio, sul palco non si direbbe sia timido, ma è proprio cantando che trova la sua forza. «Da piccolissimo cantava con il padre, poi ha iniziato a frequentare il coro parrocchiale, che non ha mai lasciato, con il maestro Anacleto Tamborrini. Un giorno, aveva otto anni, per fargli vincere la timidezza – ricorda ancora commossa la madre – lo abbiamo iscritto ad una competizione canora del paese. Quando faceva le prove si vergognava di stare davanti a tutti e il direttore Nino Viola, per sentire la sua voce si è visto costretto a farlo provare da solo. Si è esibito con “Nessun dorma” e ha vinto!». Da lì ha iniziato a partecipare a tutti i festival pugliesi e non: Bari, Battipaglia, Mirandola, classificandosi sempre tra i primi posti. «Ha partecipato anche al programma “Bravo, bravissimo” su Rete 4 – continua la signora Anna – e sono davvero tanti  premi che ha vinto nelle varie competizioni. Dagli otto anni fino ai primi anni della scuola superiore ha studiato lirica. Si è esibito anche nei teatri con opere quali la “Traviata” e la “Norma” per citarne alcune. Ha cantato anche con Katia Ricciarelli, che in una manifestazione le ha pure chiesto  di fare il bis di “Caruso”. Ma lui, per timidezza, le ha detto no». I tanti sacrifici sono ora ripagati. «A volte non è stato facile, ma lo abbiamo sempre sostenuto», conclude la signora Anna. E i fan sono già pronti a partire per raggiungerlo a Roma e continuare a sostenerlo nella prossima puntata. Il pullman partirà venerdì notte e i posti sono già quasi tutti occupati.

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Sud Salento – “La setta con a capo la maga Clelia si è trasferita in Puglia, invito i pugliesi a stare in campana. Guardatevi intorno e non cascate nelle trappole”. Maurizio Costanzo durante il suo show con ospite MIchelle Hunziker, già vittima di un drammatico raggiro, ha lanciato il monito chiamando in causa direttamente il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, affinché possa intervenire e debellare il gruppo che per quasi cinque anni ha immobilizzato la vita della showgirl.

L’appello al presidente Emiliano. La sua vicenda era stata richiamata giorni fa da un’altra trasmissione televisiva dove era andato a raccontare la sua storia un uomo del Sud Salento, che da anni cerca di sottrarre ad una setta pseudoreligiosa la propria moglie e cercare di recuperare un rapporto ormai finito a denunce e scontri; la coppia ha due figli di cui uno minore.

Il racconto di una vittima eccellente, Michelle Hunziker. Michelle Hunziker ha a sua volta raccontato la sua esperienza, che è simile a quella di tante altre vittime. “Ero giovane, una preda facilissima – ha detto da persona ormai affrancata da quella terribile soggezione – quando mi fecero conoscere una pranoterapeuta. Questa donna estremamente intelligente, abile a darti delle risposte. Da una pranoterapia all’altra diventò un punto di riferimento e ci sono scivolata dentro. Oggi sono fortunata, avrei potuto tacere, ma il mondo è infestato da queste sette”. Il modo di agire sembra essere comune ad ogni gruppo: “All’inizio ti sommergono di amore e ti fanno sentire importante. Quando sei cotta, iniziano a controllarti, a punirti. Il campanello di allarme deve scattare quando ti allontanano dalla tua famiglia. Attraverso questo meccanismo ti controllano”.

In questa regione l’11% dei gruppi esistenti in Italia. La presenza di sette in Puglia è un dato che non sorprende chi si occupa di contrastare tali gruppi, come afferma Luigi Corvaglia, psicologo e presidente del Cesap (Centro studi abusi psicologici): “Secondo l’Osservatorio della Comunità Papa Giovanni XXIII – dice lo psicologo – in Italia esistono più di 500 sette, di cui l’11% in Puglia, la più alta percentuale del Sud Italia. Questi dati riguardano tutti i culti minoritari ed autonomi rispetto a chiese e religioni ufficiali”.Il dottor Corvaglia si è attivato per il caso denunciato, sensibilizzando i Servizi sociali comunali dei paesi teatro della vicenda. Non ci sono state ad oggi risposte, come nessun tipo di intervento si è registrato da parte del clero locale che l’uomo. disperato. ha informato chiedendo aiuto.

 

Acquarica Presicce – La proposta è stata lanciata dal Sindaco di Acquarica del Capo ed è stata accettata da tutti i commissari: si preparino delle slide o schede riassuntive, chiare ed esaustive da vedere dalla commissione paritetica al prossimo incontro e poi iniziare a parlare con i cittadini, spiegare per bene cosa significa la fusione dei Comuni. L’esigenza nasce dalla constatazione, riscontrata tra tutti i componenti della commissione (mancavano i consiglieri Del Sole e Tamborrini di Presicce) che bisogna iniziare quanto prima a diffondere le informazioni giuste ai cittadini, che per il momento discutono sì, tra il serio e il faceto, senza avere la possibilità di fugare i propri dubbi e senza notizie certe. “Non basta dire che dalla fusione si otterranno dei vantaggi economici – hanno verificato i commissari – sono importanti, sicuramente, ma ci sono altri aspetti pratici che andrebbero affrontati”. Su questi ultimi si è concentrato il lavoro della commissione, dal cambio della toponomastica, nel caso di strade con lo stesso nome, alle differenti tariffe fino alla creazione di un nuovo ed unico gonfalone. Il professore Luigino Sergio, redattore dello studio di fattibilità ha iniziato a dare risposte: “La fusione non avviene immediatamente dopo il voto del referendum – ha spiegato – ci sono dei tempi da rispettare, intanto, dovesse vincere il sì, si procede alla nomina di un commissario coadiuvato da un comitato consultivo nel quale partecipano i sindaci decaduti. I regolamenti che si seguiranno saranno quelli del Comune più grande, in questo caso Presicce, mentre la partecipazione a consorzi o ad aziende potrà essere regolata in tre anni”. È stato anche ricordato che sono i Sindaci a dover chiedere alla Regione di indire il referendum, e spetta all’ente regionale organizzarlo. Non si può votare dall’estero. “La fusione non esclude che altri Comuni contigui possano chiedere di aggiungersi al nuovo Ente “, ha aggiunto Sergio, al quale in molti hanno risposto con una battuta: “Pensiamo prima a fondere i nostri”.

 

Presicce – Piazza Villani interdetta al traffico per le riprese di uno spot pubblicitario di alto livello. Per più di un’ora nello spazio antistante alla chiesa Sant’Andrea Apostolo e lungo via Michele Arditi una troupe ha girato delle scene con protagonista un gruppo di ragazzi. Tantissimi i curiosi che si sono fermati a guardare anche solo per qualche minuto. Le riprese continueranno anche nei prossimi giorni. Già da tempo si mormorava che Presicce era stato scelto, tra alcuni paesi del Sud Salento, come sfondo ideale per uno spot televisivo di una nota azienda italiana di primaria grandezza. Per il resto tutto topo secret: la produzione svelerà tutti i dettagli solo il 2 dicembre, durante una conferenza stampa. Lo spot andrà in onda a partire dall’8 dicembre e per tutto il periodo natalizio. Da quel poco che è dato sapere Presicce, oltre alla visibilità su scala nazionale, verrà premiata anche con altro, ma anche su questo i produttori vogliono mantenere per il momento il più assoluto riserbo. Intanto la squadra al lavoro ha potuto godere dell’ospitalità, apprezzare meglio le bellezze del paese e le bontà che offre la cucina salentina.

 

ACQUARICA – PRESICCE. Oltre tre ore di lavoro, nella sala consiliare di Acquarica, per la commissione intercomunale, chiamata a spulciare e analizzare lo studio di fattibilità per la fusione dei Comuni, per poi arrivare ai pro e ai contro che si confronteranno nel referendum. Alla sua seconda seduta la commissione ha iniziato ad affrontare le questioni più spinose e allo stesso tempo importanti per la popolazione: la scelta del nome, lo smistamento degli uffici, la loro efficienza, la riduzione delle spese oltre, naturalmente, ai sostanziosi contributi alla fusione. “Devo ammettere che abbiamo lavorato davvero molto bene – afferma il presidente della Commissione, Bruno Ricchiuto – tutto ciò che abbiamo affrontato sarà da indirizzo ai cittadini che verranno chiamati a scegliere. Abbiamo escluso la possibilità di creare dei municipi, per troppa burocrazia, perché altrimenti dovremmo creare una delegazione comunale che dovrebbe discutere di ogni delibera prima di proporla in Giunta, e sarebbe tempo sprecato. Inoltre abbiamo parlato del numero dei consiglieri, che saranno 17 e del numero degli elettori che rappresenteranno ognuno, circa 600, fino al numero di dipendenti e alle entrate tributarie”.

E se i principali uffici, quelli più prossimi ai cittadini verranno lasciati nei due Comuni, si punterà molto  sull’informatizzazione. “Siamo tutti d’accordo a spingere verso i servizi telematici – continua Ricchiuto – e metteremo in collegamento tra di loro tutti gli uffici, cosa che al momento non esiste: questo per permettere anche a chi non può spostarsi di avere tutti i servizi di cui necessita tramite il sito”. Per una migliore comuncazione si valuta infine l’ipotesi di un sito specifico. “L’80% dei servizi sono già in comune – conclude il presidente – e la cosa più importante è l’organizzazione del territorio che già stiamo pensando attraverso il Piano urbanistico generale (Pug). È come una coppia che sta fidanzata da tanti anni e che adesso decide di sposarsi. E stiamo dando legalità ad un percorso che è già di fatto e che magari ci può permettere di pensare ad una gestione coordinata del territorio intorno ai due Comuni”. il riferimento è allo sbocco sul mare: i due comuni infatti non hanno una marina. I lavori della commissione proseguiranno con cadenza settimanale. Presto partiranno gli incontri con le associazioni.

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Sud Salento – Poco prima di andare in onda e nel breve tempo durante la trasmissione Luigi (nome di fantasia del salentino che ha denunciato a “Domenica In” e a “Piazzasalento” il dramma di sua moglie finita in una setta pseudo religiosa) ha avuto modo di scambiare qualche battuta anche con don Aldo Buonaiuto, coordinatore del Servizio anti sette occulte della Comunità Papa Giovanni XXIII fondata da don Oreste Benzi e collaboratore delle Sas, le Squadre anti sette della polizia.
“Si è dimostrato subito interessato alla mia storia – racconta Luigi – e mi ha detto di contattarlo. Mi ha promesso un aiuto. Per me, che da anni lotto da solo contro il silenzio di tutti, è stata davvero una gratificazione. Ho bussato alle porte di tutti, anche di giornali, ma nessuno mi ha mai preso in considerazione, anzi, mi hanno sempre trattato quasi come un pazzo. Fa piacere che adesso il muro sia caduto e si possa parlare del caso con la dovuta attenzione”.
Avere un appuntamento, anche telefonico, con don Aldo è impresa non facile per via della mole di lavoro che ogni giorno porta avanti. All’interno dell’équipe della comunità che coordina personalmente, con annesso centro di ascolto, prova a dare speranza e condivisione alle persone coinvolte (numero verde 800 228866). “Ogni anno riceviamo molte telefonate d’aiuto da parte dei congiunti che si sono accorti dei cambiamenti della persona entrata a far parte di un gruppo. Bisogna allarmarsi quando una persona cara comincia a nascondere e ad avere dei segreti a causa di nuove frequentazioni – spiega don Aldo, raggiunto al telefono in tarda serata -. Purtroppo non abbiamo numeri precisi riguardo realtà così variegate, che spaziano dai “santoni” che promettono benessere spillando tanti soldi, alle sette sataniche, ma che in ogni caso agiscono in modo occulto. Tra l’altro, le micro sette, quelle composte da una decina di persone, sono altrettanto devastanti delle grandi e conosciute. Questo è purtroppo un problema troppo trascurato, perché può coinvolgere tutti coloro che si possono trovare in una condizione di fragilità temporanea”.
Il problema è la mancanza del reato di plagio che non permette di intervenire e che da carta bianca ai manipolatori. “Va detto, inoltre, che tutti coloro che agiscono nell’occulto hanno in comune il linguaggio religioso per assoggettare le persone – continua il sacerdote che è anche esorcista, autore di alcuni testi in tema – tutti scimmiottano riti e funzioni della Chiesa cattolica. Il vantaggio di avere un sacerdote nella squadra dà il vantaggio di riconoscere subito tutti gli atteggiamenti “presi in prestito””.

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Sud Salento – Dopo la denuncia fatta ieri a “Domenica In”, raccontata anche a questo giornale, il caso di una donna – moglie e madre – finita nel giro oscuro di una setta operante nel Sud Salento fino ad allontanarsi dal marito e dai due figli di cui uno minore, stamattina il presidente del Cesap (Centro studi abusi psicologici), lo psicologo Luigi Corvaglia di Casarano ha scritto un mail ai Servizi sociali dei Comuni interessati dalla drammatica vicenda finita a denunce e controdenunce, per avere informazioni sul caso.

In passato il caso di una giovane del Capo di Leuca. “Nella missiva scrivo che è giunto alla mia attenzione il caso e chiedo di fare un’indagine a tale proposito. Tra l’altro, anche in passato ho ricevuto una segnalazione su una vicenda analoga, avvenuta negli stessi luoghi – afferma lo psicologo -. In passato fui contattato da un ragazzo francese che mi raccontò della fine della sua relazione con la fidanzata, di un paese del Capo di Leuca, fagocitata da una “santona” e che all’improvviso decise di andare a vivere in una comune. All’epoca provai ad indagare ma trovai una sorta di muro di gomma: nessuno aveva notizie su questa signora. Forse ora riusciremo a saperne di più”. Il dottor Corvaglia, che è anche psicoterapeuta ed esperto di manipolazione mentale, nel settembre scorso ha partecipato a Varsavia ad un meeting internazionale su questi temi, facendosi portavoce dell’esigenza – emersa anche come “raccomandazione” del Consiglio d’Europa datata 1999 – di una nuova norma su sette religiose e culti alternativi da fare in Italia.

Misteri e segreti intorno a certi gruppi. Resta molto difficile però andare a fondo a questi legami, a quanto pare, considerato il clima che aleggia intorno a questi gruppi, misteriosi ed oscuri non solo nei rituali. “Il problema di alcuni di questi gruppi settari – aggiunge il dottor Corvaglia – è che talvolta si mimetizzano, essendo contigui o addirittura organici a rispettabili gruppi spirituali di stampo cattolico”. Ora si attendono le risposte dai Servizi sociali comunai, a cui spetta di svolgere un’indagine che prevede anche l’ascolto dei figli della coppia. Uno dei due, il maggiorenne, avrebbe resistito alle attenzioni ripetute della madre, fino a rifiutare ogni contatto con lei. La donna al centro della vicenda è stata coinvolta nella setta in cui opera anche una sua familiare, dopo la perdita improvvisa del padre, nel 2012, in un momento quindi in cui era particolarmente provata e cercava appigli per uscire dalla disperazione.

La promessa di tornare in contatto col padre appena morto. Sembrano essere proprio questi i pre requisiti per individuare una “vittima”; in questo caso sembra che alla donna fosse stato promesso di rientrare in contatto col caro estinto tramite sedute spiritiche. Spiega lo psicologo: “Tutti noi attraversiamo momenti particolari nella vita in cui siamo più propensi ad essere ammaliati dal “bombardamento d’amore” così si chiama l’approccio iniziale che hanno i membri delle sette con i nuovi adepti, durante il quale fanno sentire il nuovo arrivato in una famiglia e lo riempiono d’attenzioni. Ma il problema delle sette è sottovalutato perché la maggior parte delle persone crede che non potrebbe mai capitarci, che succede solo alle persone più deboli o problematiche. Non è vero, tutti possono venirne coinvolti”.

Il caso di Michelle Hunziker e i segnali premonitori. I primi segni da tenere d’occhio, secondo l’esperto, non mancano e possono essere osservati: “Il primo segno da valutare è quando il gruppo sembra fornire tutte le risposte a qualsiasi situazione, il secondo segno è quando il soggetto si stacca dalla famiglia, dagli amici. Da tutti gli affetti e da quello che faceva prima. Ci si può accorgere delle differenze tra un prima e un dopo”. Proprio come ha raccontato la mamma di Michelle Hunziker, sempre su RaiUno domenica: anche nel caso della popolare Michelle, la persona era stata allontanata dagli affetti più cari, isolata e resa ancora più debole, quindi facilmente influenzabile, plagiabile.

In campo poliziotti anti sette e un numero verde. Invece è difficile intervenire legalmente perché in Italia dal 1981 non esiste più il reato di plagio, presente in altri ordinamenti esteri, perché non scientificamente provabile la soggezione, scambiabile spesso con adesione volontaria. Questo ha creato un ostacolo considerevole alle indagini, che devono muoversi anche tra le intangibili libertà di credo e di religione. “Chiunque dovesse accorgersi di qualcosa del genere – conclude il dottor Corvaglia – dovrebbe subito parlarne con i familiari, che potrebbero non essersene accorti e poi rivolgersi alle associazioni che si occupano di questi casi come il Cesap o la Favis, oltre alla Sas, la squadra anti sette della polizia di Stato, nella quale opera anche don Aldo Bonaiuto”. Numero verde 800 228866.

SUD SALENTO. Plagiata dalla zia, lascia marito e figli minori, per ritornare a casa della madre e seguire riti medianici, guarigioni miracolose e sedute spiritiche all’interno di una setta. “Da madre attenta e premurosa a donna completamente disinteressata della crescita e del benessere dei propri figli, dopo la frequentazione di alcuni familiari che l’hanno iniziata alle pratiche esoteriche e alle sedute spiritiche”: questo si legge nella denuncia consegnata dal marito alla Procura della Repubblica di Lecce il 29 giugno 2016, nei confronti della zia, residente in una regione del Nord Italia; la vicenda, per scelta del denunciante è adesso da poche ore un caso su di una televisione nazionale nel programma “Domenica In”. Lo scenario è un paese del Sud Salento. La chiave di volta, almeno a stare alle ricostruzioni fin qui plausibili, è proprio la parente, nota per le sue attività esoteriche ed a capo del gruppo in cui ci sarebbero altri familiari. Nella denuncia si legge inoltre: “Ciò che allarma è il coinvolgimento di minori nelle sedute con la scusa di invocare il nonno, defunto da anni (nel 2012, ndr)”. Approfittando del doloroso smarrimento in cui sarebbe caduta la donna per l’improvvisa scomparsa del padre, la zia (sorella del defunto) l’avrebbe avvicinata ed invitata più volte a tornare a frequentare la casa materna (in un paese diverso da quello di residenza con il marito),con la promessa di farla tornare in contatto con il padre. In poco tempo la donna sarebbe stata completamente assorbita dalle nuove frequentazioni diventate sempre più assidue; parallelamente, sempre secondo la denuncia dettagliata consegnata ai magistrati, la donna avrebbe assunto atteggiamenti sempre più freddi e scostanti verso i propri congiunti, figlioletti compresi.
Vistosi rifiutare ogni possibile aiuto in sede locale (l’uomo ha raccontato di aver tentato anche di contattare le autorità religiose della sua diocesi), vince le residue paure per quelle che definisce “intimidazioni” e per le denunce senza risposte. Il padre sospetta dell’influenza pesante della zia su sua moglie; i due coniugi cominciano a litigare proprio a causa delle sedute spiritiche. Il marito insiste, cerca di starle vicino e rilevare le cose che non vanno bene anche nei confronti dei piccoli. Ma non c’è stato niente da fare e nel luglio 2015 sua moglie se ne va a vivere da sua madre. “Subito ho allarmato la chiesa e i parroci e più volte sono andato dal vescovo per denunciare l’accaduto. Ho incontrato esorcisti – afferma l’uomo – ai quali ho raccontato delle strane preghiere che vengono fatte nel gruppo e della pratica di invocare i morti. Dopo qualche tentativo di dialogo con mia moglie, nei primissimi tempi, poi nessuno è voluto intervenire”.
La storia si complica quando la donna inizia ad accusare il marito, fino a denunciarlo per atti ritenuti persecutori. L’uomo si vede diverse volte i carabinieri in casa per perquisizioni e controlli; subisce un processo dal quale ne viene fuori assolto. Determinanti a far salire il numero e il tenore delle denunce sarebbero stati i ripetuti tentativi della donna di far entrare nel gruppo anche uno dei figli. Il padre nell’agosto 2015 denuncia nuovamente la moglie. Successivamente, una perizia di una criminologa clinica e psicopatologa forense avrebbe accertato che la ragazzina non viveva serenamente. Tra accuse non dimostrabili, rilievi psicologici non perseguibili, la figlia dichiara davanti ad un giudice il 23 dicembre 2015 di non voler vivere con la madre, che aveva tentato di avvicinarla anche durante le lezioni a scuola (18 gennaio 2016, verbale dei carabinieri). “La mia vita è stata sconvolta, ho subito pressioni di tutti i tipi, ma non mi voglio fermare. Tutti conoscono la situazione – conclude il padre – e so che tantissime altre sono coinvolte allo stesso modo, ma per paura non vogliono parlare e denunciare. In tanti sono caduti nella rete e non riescono ad uscire”. E adesso spera che la sua disperata denuncia su RaiUno attiri quell’attenzione necessaria a venire a capo di una oscura vicenda dalle conseguenze assai inquietanti per la presenza, in questo dramma, anche di minori.

Acquarica Presicce – Appena istituita e già riunita la commissione intercomunale che analizzerà lo studio di fattibilità sulla fusione dei Comuni di Acquarica del Capo e Presicce. Composta dai Sindaci, dai capigruppo e da alcuni alcuni consiglieri dei due Enti, ne è presidente Bruno Ricchiuto, suo vice Andrea Orlando, rispettivamente di Acquarica e Presicce.  Il primo incontro è avvenuto nella sala consiliare del Comune di Presicce lo scorso 31 ottobre in presenza del professore Luigino Sergio, esperto del settore e redattore dello studio. In oltre cento pagine si fa riferimento ai casi europei, nazionali prima di analizzare nello specifico la situazione regionale, per poi entrare nel vivo dell’osservazione sui due paesi. Non è stato tralasciato nessun elemento, tutto è stato passato al vaglio dell’esperto che alla fine ha delineato i punti di forza e di debolezza della fusione. Dire che si è già a buon punto per la realizzazione è però un eufemismo. Diversi sono gli scettici anche all’interno della commissione, il che rende ancora più delicato il passaggio.

Martedì prossimo la commissione dovrebbe riunirsi di nuovo per decidere il cronoprogramma delle azioni da intraprendere; i commissari chiederanno per la divulgazione dello studio di fattibilità un gruppo di lavoro che la affianchi. Alla fine saranno sempre i cittadini a decidere con una crocetta sulla scheda del referendum, che non ha quorum. E se dovesse vincere il no, anche solo in uno dei due paesi, un eventuale nuovo tentativo potrebbe essere fatto solo dopo altri cinque anni. Nel referendum sarà data anche la possibilità di scegliere un nome tra varie proposte, o magari di lasciarli invariati. Nell’incontro durato più di due ore il professore Sergio ha risposto alle tante domande dei consiglieri mentre illustrava il suo studio. “La consulta elettorale non stabilisce la fusione di fatto, perché l’ultima parola spetta alla Regione (il referendum è regionale) che potrebbe anche non tenerne conto – ha spiegato Sergio – e per una materia così complessa, comunque la disinformazione è un danno tanto per i fautori quanto per gli oppositori”. Circa un presunto ostacolo, Sergio ha così risposto:

“La differenza politica dei due paesi non costituisce un ostacolo nel caso di Presicce e Acquarica, visto che entrambi i Sindaci hanno deliberato per l’avvio del percorso di fusione, e non c’è nemmeno un divario economico tra i due come riscontrato invece in altre realtà. Tra i benefici che la fusione porterebbe ci sono i finanziamenti messi a disposizione:  un milione 170mila euro per dieci anni”. L’onorevole Rocco Palese, di Acquarica,  ha proposto che il contributo straordinario venga prolungato a 15 anni.

PRESICCE – “Insieme è meglio” è il titolo del convegno sulla fusione dei comuni di Presicce e Acquarica del Capo, che si terrà lunedì 23 ottobre, alle 17, presso la sala del Trono di palazzo Ducale di Presicce. I sindaci dei due paesi, rispettivamente Riccardo Monsellato e Francesco Ferraro, apriranno l’incontro e daranno il benvenuto agli ospiti della serata invitati a dare un proprio contributo sulla discussione che, tra favorevoli e contrari, tiene banco da anni. Interverranno: l’onorevole Rocco Palese, vicepresidente della commissione Bilancio della Camera; Antonio Decaro, sindaco di Bari e presidente dell’Anci nazionale; Michele Emiliano, presidente della Regione Puglia e Luigino Sergio, redattore dello studio di fattibilità. La proposta di fondere i due Comuni in un unico ente risale a decine d’anni fa ma, da argomento propagandato durante le campagne elettorali, nel tempo è diventato un progetto sempre più fattibile. E negli ultimi anni le due amministrazioni locali stanno seguendo tutta la procedura per poterlo realizzare.

Un primo studio di fattibilità già c’è; un mese fa urbanisti e architetti hanno studiato il territorio per poter avanzare una proposta di Pug condiviso e l’incontro di lunedì continua nel solco dell’informazione sui vantaggi che se ne potrebbero ricavare. Espletate tutte le procedure, saranno poi i cittadini a decidere con un referendum. Intanto proprio l’onorevole Palese ha depositato una proposta di legge per chiedere di prolungare da dieci a quindici anni l’erogazione del contributo straordinario per la fusione e per introdurre un nuovo comma che garantisca “modalità, misura e tempi di erogazione del contributo”, proposta che a quanto pare ha consenso bipartisan. Se andrà in porto la fusione tra Presicce e Acquarica sarà la prima esperienza tra due comuni in Puglia.

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PRESICCE. È stato diverse volte teatro di incidenti, ora sono partiti finalmente i lavori. Al via la messa in sicurezza dell’incrocio sulla strada provinciale 79, Presicce – Alessano, sistemazione della via comunale Bosco Grande, adeguamento dell’illuminazione. Il costo complessivo dell’opera è di 190mila euro messi dalla Provincia di Lecce.

La realizzazione della rotatoria sulla strada Presicce – Alessano ha una storia controversa. L’opera era stata posta a finanziamento già nel 2002 e doveva essere la seconda rotatoria da realizzare sugli ingressi di Presicce (la prima è stata realizzata sulla Presicce – Salve, con l’amministrazione di Antonio Luca). I lavori sono stati bloccati per via di problemi con gli espropri; solo nel 2014 è stato ripreso in mano il progetto e sono state apportate le dovute modifiche. Proprio quando la Regione ha rilasciato il parere paesaggistico è arrivato un altro stop: la Provincia non aveva recepito i rilievi posti dall’Autorità di bacino. Il nodo si è sciolto solo nell’agosto 2017 quando tutto è stato rivisto e sistemato. Immediatamente dopo il Comune ha rilasciato il permesso a costruire. Su questo progetto si era interessato l’assessore Francesco Cantoro, scomparso prematuramente.

L’insegnante Graziella Licchelli, responsabile del progetto

PRESICCE. Il piacere della lettura in classe: anche quest’anno per gli alunni della scuola dell’infanzia e primaria dell’istituto comprensivo Presicce – Acquarica Del Capo si rinnova l’appuntamento con “Libriamoci – le giornate di lettura nelle scuole”. Il progetto è partito lo scorso 17 ottobre con le letture animate dalla scrittrice Erina Pedaci. Ecco il calendario dei prossimi appuntamenti: lunedì 23 ottobre letture animate dall’artista Francesco Ferramosca del teatro “Le Giravolte”. Si inizia alle 10 nella scuola primaria di Acquarica; alle 11,30 nella scuola primaria di Presicce. L’evento è rivolto agli alunni delle classi seconda e terza. Mercoledì 25 ottobre, la scrittrice Erina Pedaci incontra le classi prima e seconda della primaria: alle 11,30 ad Acquarica, alle 12,30 a Presicce. Giovedì 26 ottobre letture animate dello scrittore Giuseppe Semeraro: l’evento coinvolge le classi quarta e quinta e si svolgerà alle 10 nella scuola primaria di Acquarica, alle 11,30 a Presicce. Sempre giovedì ci saranno le letture animate dai lettori volontari guidati dalla docente di recitazione dell’Accademia Damus di Lecce, la professoressa Marzia Quartini. Si inizia alle 10 presso la scuola secondaria di primo grado di Presicce (evento rivolto a tutti gli alunni, a turno per classi parallele). Dalle 11 nella scuola secondaria di primo grado di Acquarica (evento rivolto a tutti gli alunni, a turno per classi parallele).

UGENTO. Un divertente gioco per aguzzare lo sguardo e cogliere i dettagli dei quadri: tutte le scuole sono invitate a partecipare. Ad idearlo don Gianluigi Marzo, parroco di Patù e autore delle riproduzioni di alcuni quadri del Caravaggio presenti nella mostra “Caravaggio tra morte e resurrezione”, omaggio a Michelangelo Merisi, nel Museo diocesano. I quadri sono esposti nella stanza denominata “Atelier del Caravaggio”,dove sono stati ricreati  trenta oggetti estrapolati dai quadri del celebre pittore, che i ragazzi dovranno scovare negli originali. “Ho iniziato a dipingere nel 2008 e mi sono cimentato subito con Caravaggio – afferma don Gianluigi – apportando solo qualche piccola modifica per dare una lettura diversa, un’interpretazione personale. La pittura del Caravaggio è unica e piena di particolari, da qui mi è venuta l’idea di realizzare un gioco per gli studenti, una speciale ‘caccia al dettaglio’. Il tutto è nato dalla constatazione che ormai soprattutto nei ragazzi la percezione e la capacità di osservare è diminuita di tanto. Non siamo più abituati a soffermarci sui dettagli e questo è un valido esercizio per stimolare la capacità d’osservazione. In arte sono proprio i dettagli che fanno la differenza. Ad ogni ragazzo darò una riproduzione di quadri del Caravaggio e loro, in un arco di tempo stabilito, dovranno osservare i particolari e trovare nella stanza le riproduzioni degli oggetti. Ovviamente i più bravi, quelli che riusciranno a completare il gioco, riceveranno un premio”. La mostra è stata inaugurata lo scorso 2 giugno e si è rivelata subito un successo di pubblico; per dare altre possibilità di visitarla è stata prorogata fino al 30 dicembre 2017. “Sono stati tantissimi i turisti che con l’occasione hanno potuto anche ammirare il museo diocesano e i pezzi unici conservati qui – continua don Gianluigi che è direttore del Museo di Ugento e direttore dei Beni culturali ecclesiali -. Inoltre è stata premiata con il riconoscimento “Eccellenza del luogo” dalla casa editrice Utet di Torino”. Oltre alla caccia al particolare, gli alunni verranno coinvolti anche in altre attività: parteciperanno ad un laboratorio di pittura, per capire come nasce un quadro del Caravaggio e conoscere i significati nascosti nelle opere; visiteranno la cattedrale, grazie alla guida di don Rocco Frisullo, scenderanno nella cripta per partecipare al laboratorio di strumenti musicali tenuto da don Antonio Turi e infine visiteranno il museo diocesano con l’esperto d’arte Carlo Vito Morciano. Le attività inizieranno alle 9 e termineranno alle 12,30. Le scuole che volessero prenotare una visita possono chiamare direttamente don Gianluigi Marzo al numero 328/6780976.

Specchia – Una marcia silenziosa per le vie di Specchia e un incontro per parlare della violenza sulle donne, legando l’evento alla “Staffetta della responsabilità” promossa dal Comune di Sogliano Cavour e che mira a collegare i Comuni nell’impegno contro la violenza. Si è voluto ricordare così Noemi Durini, ad un mese dal suo ritrovamento. In prima fila, mamma Imma, che non smette di ripetere che l’odio genera violenza. È stata praticamente lei la protagonista della serata, dimostrando ancora una volta di essere forte, annegando il terribile dolore nell’impegno verso gli adolescenti. “Voglio ricordare mia figlia e farla vivere ogni giorno aiutando i ragazzi; presto fonderò un’associazione con questo scopo, essere vicina specialmente agli adolescenti, più fragili in quel momento della loro vita”, ha detto.

Ferita ancora aperta ma poca gente. La ferita ancora aperta nel paese non è bastata a chiamare a raccolta un po’ di gente presso il centro Capsda; in sala, ieri, per lo più donne, già interessate all’argomento per ruolo istituzionale, per lavoro o per impegno sociale. Forse, come ha detto il Sindaco Rocco Pagliara, ancora si deve metabolizzare bene quanto successo, e ancora non si è pronti a fare autocritica. A pensare che forse c’è un gap tra le istituzioni e cittadini che deve essere colmato con mezzi alternativi, con una maggiore comunicazione e con un frequente scambio di esperienze.

I tanti servizi e le scarse informazioni alla gente. A mettere il dito nella piaga, a sottolineare cioè la distanza che c’è tra cittadino e istituzioni, è stata la stessa madre della 16enne uccisa dal suo compagno di un anno più grande di lei. Dopo un intervento in cui sono stati elencati tutti i servizi offerti dai servizi sociali del paese e dell’Ambito sociale, la donna non si è trattenuta: “Scusate, perché nessuno mi ha informata di tutto ciò? Io ho denunciato tante volte, ma sono stata lasciata sola. Ho chiesto aiuto e nessuno mi ha dato una risposta. E neanche le forze dell’ordine mi hanno informata su questi servizi. La rete si deve attivare e ognuno non deve avere timore di chiedere aiuto. Dobbiamo smetterla di vedere le istituzioni più grandi di noi ma dobbiamo cercare il dialogo”. L’interruzione non è stata gradita a qualcuno e il presidente dell’ambito di Gagliano Del Capo, Carlo Nesca, l’ha invitata ad intervenire alla fine delle relazioni, tenute comunque dall’assessore alle Pari opportunità di Specchia Luigia Maria Rosaria Scarcia; la presidente dell’Unione nazionale della Camera minorile, Rita Perchiazzi; la dirigente dell’istituto comprensivo Alessano-Specchia, Salvatora Accogli; la coordinatrice della rete dei Centri antiviolenza SanFra, Moira Fusco; l’assistente sociale dell’Ambito sociale di Gagliano, Daniela De Giorgi.

Tanti programmi per le donne. E gli adolescenti? Molti i riferimenti nei loro interventi ai servizi in essere ed a quelli a venire, tutti relativi alla violenza di genere ed ai centri protetti, servizi che però vengono in aiuto a donne maggiorenni e non alle ragazze, tradendo un po’ sia il titolo dell’iniziativa (“Le risorse degli adolescenti nei processi di crescita e costruzione di un’identità”) che il richiamo alla drammatica storia d’amore finita in tragedia. La dirigente scolastica Accogli, illustrando gli interventi ed i progetti per la sua scuola, ha richiamato la necessità di realizzare “un’alleanza educativa” che avvicini i genitori agli insegnanti. Per rafforzare quella rete sociale in grado di segnalare in tempo ed attivare adeguati strumenti di contrasto, magari dopo aver realizzato piani di educazione alle emozioni a scuola e sanato le criticità da superare nella comunicazione e nel coinvolgimento.

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Presicce – Passo in avanti per l’apertura dei locali un tempo adibiti a mercato coperto. Ad oltre due anni dalla fine dei lavori, è stato pubblicato il bando per acquisizione di manifestazioni d’interesse ed avviare “l’affidamento della concessione per la gestione del centro diurno socio-educativo”. La concessione durerà dieci anni e il canone annuo da versare al Comune è stato fissato a 2mila euro. L’Ente specifica che si tratta di un’indagine di mercato “finalizzata all’individuazione di operatori economici da invitare alla procedura negoziata per l’affidamento” e che “l’avviso ha lo scopo esplorativo, senza obblighi negoziali nei confronti del Comune che si riserva la possibilità di sospendere, modificare o annullare tutto o in parte il procedimento avviato”. Le imprese interessate potranno inviare via posta la loro richiesta presso la sede del Comune entro le 12 dell’8 novembre 2017. I requisiti d’accesso impongono: l’iscrizione nel registro delle imprese; se cooperativa sociale o consorzio è necessaria l’iscrizione all’albo regionale; il fatturato complessivo dell’ultimo triennio (in servizi che abbiano la stessa natura del servizio da affidare) non deve essere inferiore a 120mila euro; e la ditta deve impegnarsi a disporre un o più sedi cooperative a Presicce. Per maggiori informazioni consultare il sito del comune. La struttura chiusa ormai da anni aveva ottenuto un finanziamento con il bando Bollenti Spiriti della Regione durante l’amministrazione di Antonio Luca; con il suo successore, Leonardo La Puma, i finanziamenti regionali sono stati dirottati sul palazzo Ducale mentre per l’ex mercato coperto si è provveduto con risorse dell’Ambito sociale, considerando la sua nuova destinazione a centro socio educativo.

Il presidente Pro loco Loris Pizzolante

PRESICCE. Con la Pro loco alla 48esima sagra del fungo a Camigliatello Silano. L’associazione propone anche quest’anno ai soci e ai non soci un’occasione di svago e socializzazione con una gita fuori porta, la meta scelta stavolta è Calabria e Basilicata. Sarà un divertimento cercare funghi e raccogliere le castagne, ma non solo: durante il viaggio in pullman di tre giorni, dal 27 al 28 ottobre, sono previste anche le visite guidate a Matera, capitale della Cultura 2019, e Cosenza. La quota di partecipazione è di 175 euro, 180 per i non soci. Per la stanza singola c’è un supplemento di 15 euro a notte. Per avere maggiori informazioni e per le prenotazioni si contattino i numeri: 0833/721275; oppure 340/6506421; 349/1295811 (Anna); 328/5316122 (Consiglia)

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Claudio Baglivo

PRESICCE. “Pedalando senza fretta la domenica mattina” è il verso di una canzone di Cocciante che  sintetizza perfettamente lo spirito con cui partecipare alla seconda edizione della ciclo passeggiata, in programma domenica 8 ottobre, organizzata dalla Pro Kids. Tutti puntuali alle 9,30 in piazzetta delle Regioni, da dove si partirà per l’escursione in campagna, che si arricchirà di diversi momenti di condivisione: a metà percorso è previsto il pic-nic autogestito, presso la tenuta Giannelli; non mancherà l’intrattenimento per i bambini, i più golosi beneficeranno del buffet di dolci e, inoltre, sarà celebrata la Santa Messa in memoria dell’amico Claudio Baglivo, vittima di un incidente stradale in Emilia lo scorso anno. Le iscrizioni sono ancora aperte e si possono fare presso la sede in via Roma, sabato 7 ottobre, dalle 16 alle 18. Il costo è di tre euro comprensivo del biglietto della lotteria. In palio una bici, l’estrazione sarà fatta durante la giornata.  Per avere maggiori informazioni chiamare ai numeri: 349/6175408 o 388/6535782. L’evento è stato realizzato anche grazie alla collaborazione dell’associazione anziani San Giuseppe, la parrocchia Sant’Andrea Apostolo e il comune. In caso di pioggia tutto sarà rinviato a domenica 15 ottobre.

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Casarano – Il reparto che più in assoluto recava gioia è ora silenzioso e vuoto. Nel nido, le cullette non servono più, sono accantonate in un angolo; le incubatrici dismesse, l’infermiera seduta dietro la scrivania, non ha più da fare. Nell’altra ala del reparto, le infermiere, l’ostetrica e il medico passano le ore in servizio seduti nella loro sala. Vivono ogni giorno con una spada di Damocle che pende sulla loro testa. All’improvviso un pianto squillante e ininterrotto riporta a ciò che si sentiva e viveva fino a poco tempo prima. “È Francesco, nato da poco – sorridono – è uno dei nostri ultimi bimbi qui”.
Il punto nascita è attivo da sempre; dall’inizio dell’anno 2017 sono nati 271 bimbi (cifre uguali a tutti gli altri ospedali, fanno notare i sanitari), ora ci sono solo tre pazienti. “Probabilmente il numero sarebbe stato più alto: molte donne pensavano che il reparto già fosse chiuso. È estenuante venire ogni giorno al lavoro sapendo che potrebbe essere l’ultimo. Nessuno ci informa, cerchiamo di capire le nostre sorti leggendo le notizie diffuse dai giornali – dicono –. Chiudere questo reparto è un trauma per le mamme che dovranno spostarsi negli altri ospedali, ma lo è anche per noi che non sappiamo dove verremo trasferite e questo comporta che le pazienti seguite dai nostri medici dovranno far nascere i propri bambini altrove, con altri dottori. È giusto?”. L’esempio è dato da una delle pazienti ancora qui, ritornata a Casarano perché si è sentita “bistrattata” in un altro ospedale. “Tutte le signore che sono state qui ci hanno sempre elogiato – continuano gli operatori del reparto – ma adesso vogliono screditare il nostro operato pur di giustificare la chiusura. Anche il caso di giorni fa è stato montato ad arte (il parto appena uscita dall’ospedale, ndr). Poi non si rendono conto che per le famiglie, la maggior parte in difficoltà economiche, spostarsi diventa davvero un problema”. Prima c’era il punto Utin (terapia intensiva neonatale) è stato chiuso, ora tocca al punto nascita che passerà a Gallipoli, ma lì: “non verranno incrementati i posti letto; la sala parto è in un altro piano rispetto al reparto; manca il centro trasfusionale e per una risonanza i bambini si devono accompagnare a Casarano. E i nostri rianimatori sono gli unici nella provincia di Lecce a sapere intubare i bambini, perché c’è il reparto di Chirurgia pediatrica”, sottolineano tutti.

L’ultima decisione del Tribunale amministrativo regionale rimanda la decisione sul ricorso presentato dal Comune al 20 febbraio del nuovo anno; intanto il piano andrà avanti, evidentemente, visto che i giudici amministrativi non hanno concesso la sospensione richiesta dagli amministratori casaranesi. Ne sono convinti anche qui, in quel che resta del reparto Ostetricia e ginecologia. “Anche se non sarà certo questa chiusura – concludono – a risollevare le casse della sanità pugliese”.

Leuca – Il fascino del cinema russo e i suoi protagonisti per la prima volta a Lecce, sbarca anche a Leuca in occasione del Piff, il Pilgrim film festival, in programma dal 3 all’8 ottobre 2017. “Quello che faremo nel Salento è una parte del Riff, il festival italo-russo dedicato al cinema di fiction, del documentario e del cortometraggio a Mosca – afferma Ivan  Banderblog – quest’anno dedicato alla Puglia. Durante le giornate del festival ci sarà un excursus della cinematografia russa, e verranno presentati i film di registi premiati nei più importanti festival europei”. Un’occasione unica per conoscere la storia e la cultura russa attraverso le pellicole e non solo: spazio anche a musica e gastronomia russe. Il festival si svolgerà in due location differenti: a Lecce, presso Cinelab Bertolucci di Lecce e a Santa Maria di Leuca, presso la struttura “La Corte di Leuca”. Le proiezioni inizieranno nel pomeriggio a Lecce e poi, grazie al servizio navetta, i protagonisti si sposteranno a Leuca per la serata. Durante il viaggio sarà tenuta una lezione sul cinema russo.

La delegazione pugliese, invece, sarà a Mosca per il Riff i primi di novembre. Oltre alla proiezione di film pugliesi verrà dato ampio spazio alla cultura pugliese con l’ esposizione del prodotti artigianali, un evento musicale con l’Officina Zoe; incontri e masterclass con registi e attori.

Ecco il programma del festival nel Salento:  Mercoledì 4 ottobre: al  CineLab “G. Bertolucci” di Lecce dalle 10 alle 14: incontro con Nico Cirasola;  proiezione del film “Elena” di A. Zviaginzev; discussione. Alle ore 19.30 – 19.45 è prevista la partenza con il bus dalla ManifattureKnos a Leuca: dalle 21 alle 24: inaugurazione, proiezione del film “Corazzata Potemkin”; incontro con Vasiliy Sigarev, proiezione del film “Paese OZ” di V. Sigarev. Segue una discussione, la musica dal vivo con artisti russi e il buffet. Giovedì 5 ottobre: al CineLab “G. Bertolucci” di Lecce (10- 14): incontro con V. Sigarev e Yana Troyanova; proiezione del film “Paese Oz” di V. Sigarev; discussione. Alle ore 19.30 – 19.45 partenza con il bus dalla ManifattureKnos a Corte di Leuca.  A Leuca (21-24): performance, proiezione del film “La Madre”;  incontro con I. Ban e proiezione di “La Lettera non spedita” di M.Colotozov; discussione; musica dal vivo e buffet. Venerdì 6 ottobre: al CineLab “G. Bertolucci” di Lecce (dalle 10 alle 14): incontro con I. Ban;  proiezione del film “Taxi Blues” di P. Lungin; discussione. Alle ore 19.30 – 19.45 partenza con il bus dalla ManifattureKnos a Corte di Leuca. A Leuca (21- 24): performance, proiezione del film “L’uomo con la macchina da presa”;  incontro con V. Sigarev e Yana Troyanova; proiezione del film “Paese Oz” di V. Sigarev; discussione; musica dal vivo e buffet. Sabato 7 ottobre: alle ore 19.30 – 19.45 partenza con il bus dalla ManifattureKnos a Corte di Leuca. Dalle 21 alle 24: performance; proiezione dei corti “Proiebire”, “Campi Minati”;  incontro con I. Ban; proiezione del film “Z”; incontro con Yana Troyanova e V.Sigarev; proiezione del film “Loveless” di A. Zviaginzev, discussione e buffet. Domenica 8 ottobre, alle ore 19.30 – 19.45, partenza con il bus dalla ManifattureKnos a Corte di Leuca. Dalle 21 alle 24: incontro con I. Ban e V. Sigarev; proiezione del film “Taxi Blues” di P. Lungin; proiezione del film “Assa” di S. Soloviev; buffet e musica con il dJ Lian.

Voce al Direttore

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Ora che è passata la festa – giusta: logistica adeguata a compiti delicati e decisivi per il grado di vivibilità – possiamo tentare...