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Giuseppe Fracasso

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PARABITA – «Ritorno in campo per dare una mano alla società e per divertirmi con serietà come sempre ho fatto. Non mancheranno i miei consigli a quei ragazzi più giovani di me che hanno voglia di crescere. L’augurio che rivolgo alla squadra è di salire di categoria». Le parole piene di emozione sono quelle del 37enne uruguayanoJavier Chevanton, al suo ritorno in campo a quasi tre anni di distanza della sua ultima esperienza professionistica maturata nel Liverpool Montevideo. Con una tripletta, l’ex attaccante di Lecce, Monaco, Siviglia e Atalanta, ha permesso alla Soccer Dream Parabita di superare agevolmente l’Andrano. La sfida era valida per il campionato di Terza categoria ma di livello ben superiore si è dimostrata la cornice di pubblico e l’interesse mediatico per l’evento di domenica 10 dicembre sul campo dell’“Heffort Stadium”. Chevanton è sceso in campo (dopo il tanto atteso ok da parte della Federazione calcistica dell’Uruguay) accompagnato dai ragazzi delle squadre “Insuperabili” di Parabita e Torino, protagoniste di un torneo nel giorno dell’Immacolata. Particolare la coreografia dei tifosi, con uno striscione che recitava: “A qui la historia continua”.Chevanton, che disputerà soltanto le gare casalinghe della Soccer Dream Parabita, oltre a segnare  tre gol ha  colpito anche un palo,  procurandosi un rigore che ha lasciato  calciare a Totaro. L’altra rete, invece, è stata siglata da Pedaci.  Molto seguita è stata anche la diretta streaming della partita, trasmessa sul canale Youtube della società “Heffort Tv”, con numerose visualizzazioni dall’Uruguay, dai Paesi Bassi e dalla Svizzera. «Ringrazio tutti i miei compagni e il mister. Mi son divertito. Giocare per 90′ in Terza categoria è stato bellissimo, in più andando a segno tre volte. E comunque il dettaglio è sempre giallorosso», ha precisato soddisfatto alla fine del match, Javier Chevanton.

PARABITA – Circondata dall’affetto di 21 nipoti, 35 pronipoti e 14 trisnipoti, Maria Immacolata Antonazzo ha tagliato il traguardo dei 104 anni. Il genetliaco di “Zia Maria”,  conosciuta come “Maria ta Gertrude, è ufficialmente quello del 13 dicembre 1913 anche se la sua vera data di nascita è quella dell’8 dicembre. Così come poteva accadere in quegli anni, infatti, la registrazione all’Anagrafe del Comune poteva avvenire alcuni giorni dopo il giorno della nascita. L’ultracentenaria, consorella dell’Immacolata, è la seconda di due fratelli e di due sorelle. Da giovanissima lavora nei campi, con il padre Grazio, prima di diventare una bravissima ricamatrice grazie alla madre Gertrude. Ancora oggi la signora ha un carattere sveglio e determinato tanto da ricordare le ricorrenze dei suoi parenti, quali ad esempio compleanni e anniversari di matrimoni. Nessun particolare segreto per la sua longevità: di sicuro “Zia” Maria predilige i piatti genuini come i legumi e le verdure.

PARABITA – Porta la firma del parabitano Emanuele Nassisi, la realizzazione del  trofeo “Io gioco – legale” che gli è stata commissionata  dalla squadra dell’Ordine degli avvocati di Lecce. Martedì 5 dicembre a consegnare al rettore Vincenzo Zara dell’Università del Salento l’opera costruita in pietra leccese e in oro liquido, sono stati i legali Cristian Primiceri, presidente della squadra dell’Ordine, e Luigi Suez, responsabile del progetto “Respect” per la tutela dei diritti dell’adolescente. La mattinata ha visto l’inaugurazione del nuovo anno accademico della scuola di specializzazione per le professioni legali  “Vittorio Aymone” presso la facoltà di Giurisprudenza. Alla tavola rotonda  sul tema “L’intervento multidisciplinare e tutela del minore a rischio” è  seguita la presentazione dell’Iniziativa “Respect – Memorial “Mario Russo” che avrà  luogo il 16 dicembre alle 14 allo stadio di Gallipoli con la “Partita del cuore” tra nazionale attori, squadra dell’ Ordine degli Avvocati di Lecce e la “rappresentativa salentina Panathlon”. Nel corso della giornata c’è stata pure la cerimonia di premiazione delle migliori tesi in diritto penale e  processuale  penale. Anche quest’anno, la famiglia del compianto avvocato Vittorio Aymone, ha voluto premiare le professionalità più meritevoli. Ad aggiudicarsi l’onore a pari merito sono stati il magistrato Francesca Maria Guido di Martano e l’avvocato Matteo Candela di Spongano.

«Sono onorato di aver realizzato anche questo riconoscimento per l’Università del Salento», afferma, soddisfatto, Nassisi che di recente ha pure realizzato lo stemma in pietra leccese del Comando regionale della Guardia di finanza di Bari e che prossimamente ultimerà quello del Comando regionale dei Carabinieri di Bari.

PARABITA – Aveva 81 anni e viveva sola la signora Dora Maion, ritrovata priva di vita nella sua abitazione ieri pomeriggio a Parabita. A lanciare l’allarme sono stati i vicini di casa non vedendo la donna da martedì e sentendo abbaiare ripetutamente il cane della signora. In via Leopardi è stato necessario l’intervento dei Vigili del Fuoco i quali, per poter accedere all’interno dell’abitazione, hanno dovuto rompere una finestra. Sul posto anche i sanitari del 118 i quali, però, altro non hanno potuto fare che constatare il decesso dell’anziana, provocato da un malore. La signora Maion (originaria di Udine ma da anni coniugata a Parabita) era molto conosciuta in paese per via della professione di commerciante svolta per diversi anni insieme al marito (scomparso alcuni anni fa) con il quale gestiva un negozio di ortofrutta. Fuori regione, per motivi di lavoro, i figli. I funerali sono in programma sabato 9 dicembre alle 15.30, partendo da via Giacomo Leopardi verso la parrocchia di Sant’Antonio.

PARABITA – Punta verso il Circolo polare artico la nuova sfida di  Andrea Sansone. Il 40enne parabitano sta partecipando alla selezione dei partecipanti alla traversata artica organizzata, dal 9 al 15 aprile prossimi,  dall’associazione scandinava “FjällrävenPolar”. Saranno solo in 20 a contendersi la vittoria e gli organizzatori hanno riservato solo due posti  per l’area del Mediterraneo che include Italia, Francia, Spagna, Portogallo, Grecia, Turchia e Cipro. Quanti  prenderanno parte alla  manifestazione, dovranno attraversare la tundra per 300 chilometri a bordo di slitte trainate da cani. Per sostenere il parabitano c’è tempo fino al prossimo 14 dicembre tramite l’apposito link sul sito della manifestazione.  «Scelgo sempre la direzione opposta all’abitudine», afferma Sansone nel presentare l’avventura. Il 40enne, militare di professione, è  presidente dell’associazione sportiva dilettantistica  “Dienneavventura” di Calimera e nutre un forte amore per la lettura, la  natura,  l’arte e la fotografia.

PARABITA – Festeggiamenti civili e religiosi, anche a Parabita, per la Madonna Immacolata. Giovedì 7 dicembre, nella sera della vigilia, la processione dopo la messa delle 17,30 con la confraternita, guidata dal priore Nicola Gervasi. Presso i locali della parrocchia di Sant’Antonio viene, invece, inaugurata la “Mostra del dolce”, che resterà aperta durante l’intero periodo natalizio. Spazio anche alla solidarietà al civico 4 di via Ferruccio con la vendita delle stelle di Natale, promossa dall’Associazione per la prevenzione e l’assistenza domiciliare oncologica di Parabita. Dalla mattinata di venerdì 8 dicembre, in piazzetta Immacolata si terrà, come ogni anno, il tradizionale mercatino dell’artigianato a cura della stessa confraternita in collaborazione con la parrocchia di San Giovanni Battista. In serata la tradizionale “Pastorale” dove non mancherà nemmeno la degustazione delle “pittule” . Alle 10.45 il simulacro della Madonna viene traslato presso la matrice per rimanerci fino alla celebrazione delle 18.30. Dall’8 al 10 dicembre, i ragazzi del movimento giovanile domenicano allestiranno, inoltre, un mercatino di Natale sul sagrato della basilica. I 60 anni di vestizione di Fra’ Vito Allegrezza vengono, poi, ricordati alle 18.30 di venerdì 8 presso il santuario. Altra iniziativa di solidarietà quella promossa dalla sezione di Casarano della Lilt con la vendita delle “Stelle della speranza” presso lo studio medico di via Luigi Ferrari della dottoressa Rita Romano (referente dell’associazione a Parabita). L’iniziativa sarà replicata da altri volontari nella parrocchia di Sant’Anna e presso la basilica, mentre il 9 e il 10, in  quella di Sant’Antonio.  La campagna, nasce per sostenere il progetto “Ilma” di Gallipoli, struttura polivalente per la prevenzione, la ricerca e l’assistenza. Il 10 dicembre alle 19.30, la chiesa dell’Immacolata, ospiterà un’esecuzione di brani natalizi, a cura degli allievi del liceo musicale “Giannelli” della sede di Casarano.

 

PARABITA – Novità alla guida del Comitato festa patronale di Parabita. La sera di mercoledì 29 novembre c’è stato il passaggio di consegne, presso la parrocchia matrice, alla presenza del parroco don Santino Bove Balestra. Dopo aver ricoperto per sei anni consecutivi il ruolo di presidente delegato, l’uscente Adriano Marzano, cede il posto a Guido Russo, persona stimata e conosciuta nel paese. «Mi appresto ad intraprendere questa nuova avventura sotto lo sguardo della nostra Madonna della Coltura. È doveroso intanto formulare un  sentito ringraziamento a tutti coloro che hanno voluto  affidarmi questo prestigioso incarico», ha affermato il nuovo responsabile. Dare spazio alle “quote rosa” e coinvolgere le diverse fasce di età, come ad esempio i giovani, sono i primi passi che bisognerebbe muovere secondo Russo, per costituire la  macchina organizzativa della festa. Ora si sta lavorando per definire la composizione della nuova squadra che dovrebbe presumibilmente  ritrovarsi subito dopo la festa dell’Immacolata. Quanto prima, verrà anche lanciata  una prima programmazione dei festeggiamenti civili che molto probabilmente anche quest’anno si terranno per la quarta domenica di maggio. Marzano ha rivolto gli auguri di buon lavoro a Russo salutando e ringraziando tutte le persone che nel corso di questi sei anni si sono spese per la realizzazione della festa. «Desidero rivolgere anch’io i miei auguri al nuovo presidente delegato, nonché all’amico Guido, persona che già tutti quanti conosciamo per il suo impegno attivo nel sociale»,  ha affermato don Santino.

PARABITA – Approfondire lo studio delle discipline scientifiche e tecniche per superare il pregiudizio delle differenze di genere e favorire l’inclusione. Con l’ultimo incontro formativo che si terrà il prossimo 2 dicembre, presso il centro di cultura del mare ”Marea” di Gallipoli, gli studenti della scuola secondaria di primo grado “G. Dimo” di Parabita, porteranno a termine il progetto “Stem” (“Scienza, tecnologia, ingegneria e matematica”), un percorso  articolato in un totale di dieci incontri settimanali per 40 ore totali. Le docenti Rita Parente e Loredana Gilberto hanno curato, in qualità di tutor la programmazione ministeriale, promossa dal Dipartimento delle Pari opportunità. Esperti esterni hanno poi curato lo svolgimento dei laboratori (“Cultura del mare realtà virtuale immersiva”, “Robotica” e “Utilizzo delle Apps”). A gestire il monitoraggio di questa esperienza è stato il prof. Demetrio Ria dell’Università del Salento. Tra gli obiettivi, quelli di stimolare i ragazzi all’apprendimento delle materie “Stem” con modalità innovative, promuovendo al tempo stesso una didattica inclusiva attraverso l’utilizzo della tecnologia. «L’assidua frequenza degli alunni partecipanti, con il 6o% di ragazze,  testimonia come l’innovazione didattica passa anche attraverso il coinvolgimento delle diverse risorse del territorio nell’intento di intraprendere nuove strade e fare esperienze stimolanti per orientare lo sguardo al futuro lavorativo dei nostri studenti», afferma con soddisfazione la dirigente dell’Istituto comprensivo, Antonia Perrone. A dirsi entusiasti di queste attività, sono state anche le famiglie degli alunni, le quali si sono subito complimentate con i responsabili. Prossimamente, la scuola darà  vita ad altri percorsi formativi attraverso il progetto “Pon inclusione”. Lo scorso 23 novembre la scuola ha, infine, rinnovato  le cariche del “comitato genitori”. Il nuovo presidente eletto è Alessandro Giumentaro e il suo vice Luigi Marrocco. La carica di tesoriere  sarà ricoperta da Mimma Ria, mentre  quella di segretaria da Ada Nicoletti.

PARABITA – Presentazione del libro “Passaggio a Dalmanutà” scritto da padre Francesco Marino, rettore del santuario parabitano, giovedì 30 novembre alle 18.30 presso la sala “Benedetto XVI” della basilica della Coltura. Per l’occasione illustri relatori i quali affronteranno il tema della  “vocazione”: quella presente nella Bibbia sarà curata da padre Gianpaolo Pagano, promotore per la pastorale vocazionale e giovanile della provincia ”San Tommaso d’Aquino” in Italia, mentre Fernando Parrotto Rizzello (di Casarano), animatore della comunicazione del santuario ed esperto in cultura cristiana e dell’educazione della famiglia, relazionerà sul sacramento del matrimonio. L’autore del libro, infine, affronterà il concetto della chiamata alla vita consacrata. Padre Francesco, in questo volume edito dall’editrice Tau,  riflette sul dono della vocazione, poiché la sensibilità a questa tematica gli deriva tanto dal suo ministero sacerdotale e dall’insegnamento presso la Facoltà Teologica Pugliese, quanto dal ruolo di formatore e promotore della provincia domenicana di “San Tommaso d’Aquino”.

PARABITA – Padre Francesco Marino è ufficialmente il nuovo rettore della basilica della Coltura. La solenne concelebrazione d’insediamento si è svolta domenica 26 novembre, alle 18.30,  presieduta  dal  vescovo della diocesi di Nardò –  Gallipoli, Fernando Filograna. Alla cerimonia hanno preso parte il priore della provincia  “San Tommaso d’Aquino in Italia”, padre Francesco La Vecchia, insieme al suo nuovo segretario padre Clemente Angiolillo,  don Antonio Pinto (attualmente parroco a Casarano) e vicario della Forania “Santa Maria della Coltura” insieme ad altri sacerdoti della città. Presente anche il commissario Sebastiano Giangrande del Comune di Parabita e la comandante dei vigili urbani Elisa Gianfreda. «A nome della diocesi  ti formulo i miei più sinceri auguri per il nuovo incarico pastorale che ti è stato assegnato dal padre provinciale» ha affermato durante l’omelia, il vescovo Filograna. Tra le soprese della serata, anche l’arrivo di una delegazione di fedeli  proveniente da Bari, città natale del nuovo rettore. «Ringrazio i parabitani che rendono viva sia spiritualmente e anche materialmente la vita del santuario», ha affermato  il nuovo rettore salutando  i presenti.  Padre Francesco è nato a Bari il 7 giugno 1982 e dopo la maturità tecnica è entrato  nell’ordine domenicano, professando i voti il 4 settembre 2003, mentre ha ricevuto l’ordinazione sacerdotale il primo settembre 2009. Ricopre i titoli di  “baccelliere” in filosofia e teologia, dottore in scienze ecclesiastiche orientali  e laureando in psicologia. Attualmente, riveste anche il ruolo docente incaricato di storia delle chiese orientali presso la facoltà teologica pugliese

Da segnalare come a partire da lunedì 27 novembre, il  parabitano Giovanni Seclì  ha dato inizio all’anno di prenoviziato presso il convento napoletano di Sant’Antonio a Posillipo. Questa nuova esperienza vocazionale, preparerà il giovane 27enne, a ricoprire l’incarico di frate cooperatore, nell’ordine di San Domenico di Guzmán. Sempre nella serata di domenica, inoltre, durante la celebrazione delle 18.30  è stato benedetto nella chiesa matrice il Crocifisso dell’altare maggiore, risalente presumibilmente al 1700, che nei mesi scorsi è stato oggetto di alcuni interventi di restauro. I lavori, sono stati curati da don Marcello Spada di Gallipoli  e da Maurizio Specchia di Parabita. attraverso il contributo di alcuni benefattori.

PARABITA – Archiviata con successo, la 46° festa del donatore organizzata dalla sezione “Adovos Messapica Parabita”. Domenica 26 novembre, don Albino De Marco ha celebrato alle 11 la messa in memoria dei soci defunti, presso la parrocchia di Sant’Antonio. « I volontari,  attraverso la donazione del sangue, svolgono un gesto fondamentale di solidarietà nei confronti del prossimo e dei bisognosi», ha affermato il presule (originario di Casarano) durante la sua omelia. Dopo la funzione religiosa, l’associazione si è data appuntamento presso il ristorante “Re dei Re” di Surano, per il tradizionale pranzo sociale. L’invito, oltre ad essere aperto a tutti gli associati, è stato rivolto anche ad amici, parenti e  a coloro che intendono sensibilizzare la “mission” della “Fiorentino Greco”. Ai quattordici soci che nel corso dell’anno hanno effettuato le 10 donazioni è stato  consegnato  un diploma di benemerenza. Medaglia di bronzo per le 20 donazioni  ad Antonia Orlandini e Anna Rita Pedone e per  le 30 ad  Antonio Carlino, Antimo Rocco Coi, Luca Garzia, Salvatore Leopizzi, Giovanni Mercuri, Biagio Nicoletti, Cesare Santese e Raffaele Seclì. La medaglia d’argento per la categoria femminile  delle 30 donazioni è andata ad Anna Maria Nicoletti, mentre per la categoria maschile delle 45 ad Umberto Antonazzo, Vincenzo Barone, Donato Caggiula, Antonio Camisa, Gaetano Cataldi, Francesco Coi, Roberto Garzia, Michele Giaffreda, Vincenzo Negro, Stefano Nicoletti, Raffele Piccinno, Guido Pisanello, Alfredo Prete, Biagio Romano, Andrea Sansone, Fernando Solidoro e Coisimo Surano. Per le 75, a ricevere la medaglia d’oro, è stato Michele Marsano. A tutti i premiati è stato anche consegnato un attestato di riconoscimento mentre le “prime gocce” che quest’anno sono state complessivamente 27, hanno ricevuto una pergamena e una pen drive di benvenuto. Per gli uomini è stato Andrea Sansone a ricevere la nomina di donatore dell’anno  con 10  donazioni effettuate, mentre per le donne, Anna Rita Pedone con otto. Le premiazioni sono state effettuate dagli ex presidenti Adovos, Lucianna Leo e Massimo Crusi.

PARABITA – Solenne cerimonia per il 30° anniversario della fondazione dell’Associazione nazionale dei carabinieri di Parabita. Alla messa delle 18,30 di martedì 21 novembre presso la Matrice, celebrata da don Santino Bove Balestra, hanno partecipato i militari in congedo delle sezioni di  Matino e Collepasso. Erano presenti Sergio Sorbino, generale in pensione del corpo d’armata dei carabinieri e consulente della commissione straordinaria del Comune di Parabita,  il presidente della sezione cittadina Pasquale Giaffreda, i comandanti Italo Memmi della stazione di Parabita e Giovanni De Siato di quella di Collepasso, il presidente onorario dell’associazione parabitana Mario Cala e la vigilessa Tiziana Prete della polizia municipale. Don Santino, durante la sua omelia, ha richiamato il valore della fedeltà che qualifica l’agire quotidiano  del carabiniere. Il presidente Giaffreda, al termine della liturgia  oltre  a ringraziare per loro presenza,  i componenti della sezione di Matino dell’Associazione nazionale sottoufficiali d’Italia, ha chiesto all’assemblea di poter fare un minuto di silenzio per ricordare il giovane militare Manuele Braj di Collepasso, vittima della guerra in Afghanistan nel 2012. Subito dopo, al generale Sorbino è stata consegnata una moneta di due euro, raffigurante una pattuglia di carabinieri nella tormenta, coniata nel 2014 in occasione del bicentenario della fondazione dell’Arma. A ricevere un attestato di riconoscimento sono stati invece i soci che nel corso degli ultimi vent’anni hanno rinnovato ininterrottamente la loro tessera all’associazione.

PARABITA – Per il quarto anno consecutivo, la chiesa del Crocifisso ha ospitato – a Parabita – la festa musicale in onore di Santa Cecilia. La serata di lunedì 20 novembre ha avuto inizio con la celebrazione della messa  presieduta da don Emanuele Pasanisi. L’evento è  stato arricchito dalla presenza delle pianiste Valeria Vetruccio e Lucia Esposito mentre a coordinare i lavori,  il presidente Luigi Leopizzi dall’associazione “Poliphonica Nova” in collaborazione con la confraternita di San Luigi Gonzaga. Alla manifestazione, hanno preso parte  gli allievi del Conservatorio “Tito Schipa” di Lecce, i quali sono andati in scena con diverse esibizioni al pianoforte e al violino. A comporre  un quartetto d’archi, invece, gli studenti del liceo musicale “E. Giannelli” di Casarano. Il coro “Regina Coeli” tratto dalla “Cavalleria rustica” di Pietro Mascagni, eseguito dalla “Poliphonica Nova”, ha suscitato un grande interesse tra i presenti  mentre ad esordire con “Il pastore svizzero” di Pietro Morlacchi è stato il gruppo bandistico della parrocchia di Sant’Antonio, diretto da Giorgio Marzano. Emozionante l’esibizione al violoncello, della parabitana Flavia Leopizzi, componente della prestigiosa orchestra nazionale “Giuseppe Sinopoli”. L’evento, ha  dato spazio anche alle “maestranze locali” con il prof. Enrico Tricarico al pianoforte  e a due referenti dell’associazione “Tarantula” di Collepasso, con Daniele Vigna alla chitarra e Rocco Nigro alla fisarmonica.

PARABITA – Grande partecipazione di pubblico, a Parabita, per il torneo di Burraco organizzato domenica 19 novembre dal Centro di solidarietà “Madonna della Coltura”. Alla serata, presso la scuola “Amici del ballo” di via Luigi Ferrari, hanno preso parte 52 coppie. L’obiettivo della manifestazione era quello di contribuire al completamento del “giardino del sorriso” in favore dei malati di Alzheimer. Su un totale di 26 tavoli,  ad aggiudicarsi la vittoria è stata la coppia composta da Roberto Benvenuti e Ivan Ferrari di Alezio, mentre secondo posto  è andato ad  Elena Zacà e Venezia Fiore, di Sannicola e il terzo ai coniugi Benvenuto Garzia e Gabriella Rizzo, di Parabita. L’evento, coordinato da Donato Fracasso e Luisa Pasanisi, ha previsto dei premi per i primi cinque classificati.

«I lavori prevedono all’interno dello “spazio verde” della nostra struttura l’installazione di panchine e foriere create con piante aromatiche. Secondo gli esperti, infatti, le spezie aiutano i pazienti affetti da Alzheimer agli stimoli sensoriali, tattili, olfattivi, uditivi e visivi», afferma il presidente del Centro di solidarietà,  Fiorentino Seclì. All’incontro, al quale hanno preso parte anche persone da Neviano, hanno collaborato i volontari e gli operatori della Onlus.  Durante la serata è stata organizzata una lotteria di beneficenza e a seguire un buffet.  L’inaugurazione del progetto “Giardino al centro” è prevista per il prossimo 18 dicembre, alla presenza del vescovo della diocesi di Nardò – Gallipoli, Fernando Filograna.

PARABITA – Il “Giannelli” primeggia nella classifica relativa all’occupazione dei giovani diplomati. A svelare questa tendenza è la ricerca condotta dal centro studi “Eduscopio 2017” curato dalla Fondazione Agnelli. Per gli istituti tecnici e professionali, secondo quanto riportato dal settore “Servizi del monitoraggio”, gli studenti della sede associata di Gallipoli, sono i primi in provincia a trovare un impiego entro i due anni, dallo svolgimento degli esami di maturità. Il criterio utilizzato è quello dell’indice di occupazione che illustra, infatti, la percentuale degli occupati che sono  riusciti a  svolgere un mestiere  di almeno sei mesi subito dopo  aver conseguito il diploma. Per l’Istituto superiore diretto da Cosimo Preite, rappresentano il 46% i neo diplomati che hanno trovato un lavoro, mentre il 17,6%  sono gli ex studenti che oggi svolgono una professione attinente con il proprio percorso di studi. Nella classifica riservata agli istituti professionali, ad aggiudicarsi il secondo posto è la sede associata del “Filippo Bottazzi” di Ugento con il 42,39%,  il terzo il “Moccia” di Nardò con il 30.23%, mentre il quarto l’istituto tecnico “Egidio Lanoce” di Maglie con il 29.57%. «La nostra scuola è stata sempre attenta ai processi occupazionali dei giovani. Attraverso l’alternanza scuola-lavoro abbiamo contribuito a potenziare notevolmente la formazione degli alunni», afferma il dirigente Preite.

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PARABITA – Suggestiva cerimonia di commemorazione dei soci defunti dell’Associazione nazionale dei carabinieri, domenica 12 novembre, a  Parabita. Prima della messa delle 18, celebrata da don Albino De Marco (di Casarano), il presidente Pasquale Giaffreda, visibilmente commosso, ha elencato i nomi dei 19 militari che hanno contribuito a disegnare la storia della realtà parabitana. Don Albino, durante la sua omelia, si è rifatto al un celebre motto di  Sant’Agostino, “Una lacrima per i defunti evapora, un fiore sulla tomba appassisce e una preghiera arriva al cuore Dio” e proseguendo ha affermato che “la figura del carabiniere è un dono del Signore e noi questa sera preghiamo e ricordiamo anche quei dodici militari che il 12 novembre 2003,  sono caduti a Nassiriya per portare quella pace tanto desiderata su quei territori che sono stati purtroppo massacrati dalla guerra». Al termine della cerimonia il coro polifonico parrocchiale guidato da Aurora Nicoletti, ha eseguito l’inno alla “Virgo Fidelis”, venerata come patrona dell’Arma. Il prossimo 21 novembre, la fondazione associativa festeggerà con un ricco programma i 30 anni di presenza in città.

TAVIANO – Archiviata con successo a Taviano la terza edizione del progetto “Io leggo perché”. Con l’iniziativa nazionale, l’Associazione italiana degli editori è riuscita nell’intento di arricchire il patrimonio librario delle biblioteche scolastiche. A livello locale, l’evento è stato frutto della collaborazione tra l’Amministrazione comunale, la libreria “Antica Roma”, l’Istituto comprensivo e il liceo artistico ”E. Giannelli” di Parabita. Il centro storico di Taviano ha ospitato (il 25 e 26 ottobre) la realizzazione di otto laboratori coordinati dagli studenti del “Giannelli” (tra disegno, pittura, danza, grafica e altro ancora). Ad usufruire delle entusiasmanti proposte laboratoriali, sono stati invece  gli alunni di ben 38 classi provenienti  dall’Istituto Comprensivo di Taviano e del “Calvino” di Alliste – Felline. Serata conclusiva il 27 ottobre, presso l’auditorium “A. Tundo” della scuola media “A. De Blasi”, alla presenza della grafologa Candida Livatino, la quale ha argomentato sul tema “La scrittura spiegata a mamma e papà”. A seguire un défilé di 14 abiti realizzati dagli alunni del liceo artistico  “Giannelli” di Parabita, ispirati all’ universo, alla notte e alle costellazioni. La serata è stata  caratterizzata da un’esecuzione strumentale di un quartetto d’archi e dall’esposizione degli elaborati prodotti durante i laboratori.

Vincenzo Carlino

PARABITA. Secondo mandato per Vincenzo Carlino, lo studente di Parabita confermato alla guida del “Salento racing team” dell’Unisalento. Spetta al giovane, iscritto al corso di laurea di ingegneria industriale, coordinare questa  prestigiosa realtà universitaria, fino al prossimo agosto. Il 22enne non è nuovo negli ambienti accademici poiché è stato anche capogruppo  del team delle risorse umane, prima ancora di ricevere l’incarico di  guidare la Salento racing, durante lo scorso anno accademico. Questa “squadra di lavoro” che oggi coinvolge anche gli studenti delle facoltà di giurisprudenza, scienze politiche, fisica economia e matematica è suddivisa in area tecnica e gestionale e provvede ad applicare le conoscenze maturate durante il percorso di studi per la progettazione e la realizzazione di alcuni programmi. Si tratta di un cammino triennale che l’Università del Salento intende fornire a tutti quegli allievi che sono impegnati con lo studio delle discipline scientifiche. «Innanzitutto ringrazio il nostro docente supervisore Paolo Carlucci e tutto il mio staff. I nostri prossimi obiettivi – afferma Carlino – saranno quelli di impegnarci a migliorare la sospensione degli autoveicoli e di realizzare un telaio monoscocca in fibra di carbonio per auto, una telemetria “ real time” da poter applicare sulle vetture per la trasmissione dei dati e un motore Aprilia 5.50».

PARABITA – Ennesimo atto vandalico ai danni del monumento di San Pio a Parabita, nella  piazzetta sita sulla strada per Collepasso. Nella recente notte di Halloween, ignoti hanno cosparso di farina la statua bronzea, realizzata da un gruppo di benefattori nel 2002, per poi colpirla con uova e pomodori, mentre ai piedi del santo di Pietrelcina (dove sono raffigurati due bambini che giocano) gli autori del vile gesto si sono “divertiti” ad abbandonare il sacchetto vuoto della farina. La bravata di pessimo gusto è stata scoperta  durante la  mattinata seguente dai residenti della zona. Il sito  è curato dai volontari del gruppo di preghiera di San Pio della parrocchia di Sant’Antonio. Purtroppo non si tratta del primo episodio, visto che la statua è stata già  presa di mira nel passato dai vandali. «Non sono mai mancate  da parte della parrocchia, le segnalazioni e la richiesta di provvedimenti alle forze dell’ordine ma ora è arrivato il momento di adottare dei seri provvedimenti», afferma rammaricato il parroco don Albino De Marco (di Casarano). Nella stessa notte l’azione dei vandali ha interessato anche le abitazioni vicine, dove si sono registrati lanci di uova contro le porte delle case e danneggiamenti a citofoni con lo scoppio di alcuni petardi.

PARABITA – Lampade votive al buio e rubinetti a secco ieri al cimitero di Parabita. Proprio nella giornata dedicata alla commemorazione dei defunti, quanti ieri si sono recati a fare visita ai propri cari, hanno dovuto fare i conti con alcuni disagi inaspettati. Le lampade elettriche dei cari estinti erano, infatti, completamente spente e una buona parte dei rubinetti a secco. L’assenza di corrente elettrica ha, infatti, bloccato per l’intera giornata il funzionamento dell’autoclave che alimenta l’impianto idrico. A monte del disagio, un intervento degli operai della società elettrica ad una cabina elettrica ubicata in via Alessandro Manzoni, strada poco distante dal camposanto. A rendersi utili (più del solito) sono stati allora i tradizionali lumini votivi mentre l’amplificazione per la tradizionale messa delle 15.30 nell’atrio del cimitero è stata garantita dall’affitto di un gruppo elettrogeno da parte delle comunità parrocchiali. 

Ma al buio per ore sono rimasti anche i residenti della zona e in particolare quelli del rione Santa Maddalena e le abitazioni della via provinciale per Tuglie. Il problema è rientrato intorno alle 16.30, praticamente al tramonto e quasi alla chiusura.

«Ci dispiace che questo disagio sia venuto proprio a verificarsi nel giorno dedicato alla memoria dei nostri cari. Era ormai troppo tardi quando abbiamo ricevuto la segnalazione che la ditta stava eseguendo i lavori in quella zona. Purtroppo non abbiamo avuto la possibilità di risolvere anticipatamente l’imprevisto», afferma il tecnico comunale Sebastiano Nicoletti.

PARABITA – «In questi sette anni ho dimostrato attraverso la parsimonia della parola, quanto essa è importante. Può edificare ma anche distruggere. Secondo Benjamin Franklin, padre fondatore dell’America, le parole svelano gli “uomini” e i fatti i “grandi uomini”. Sono ricorso all’aiuto della magistratura soltanto per cercare quel sollievo che ho trovato solo nella mia clemenza, concedendo la remissione di querela a un membro di questa comunità. Mi auguro di aver dimostrato di essere un uomo di fatti e non di chiacchiere. Grazie Parabita, perché da voi ho ricevuto di più di quanto io vi abbia saputo dare!». Attraverso queste parole, il rettore uscente della basilica della Coltura di Parabita, padre Clemente Angiolillo, si è congedato dalla città salutando i numerosi fedeli presenti in santuario per la messa delle 18.30 del primo novembre. Chiaro il riferimento al caso di cronaca giudiziaria che lo ha visto “necessario” protagonista per aver dapprima querelato una parrocchiana dai comportamenti “insistenti” e poi per averla “perdonata” rimettendo la stessa querela.

A presiedere la celebrazione di  ringraziamento per i sette anni di rettorato svolti in città dall’ex superiore della comunità domenicana, il vescovo della diocesi di Nardò e Gallipoli, Fernando Filograna il quale durante la sua omelia ha affermato: «Riconosco a padre Clemente di aver svolto un lavoro silenzioso ed efficace per il bene di questo tempio mariano». Tanta è stata anche la commozione da parte della professoressa Costanza Marsella, la quale salutando padre Clemente a nome dell’intera fraternita laica domenicana della basilica della Coltura ha affermato: «Lasciamo parlare i nostri cuori perché in questo momento per noi tutti laici domenicani è difficile trovare le parole idonee ad esprimerti il nostro vero grazie. Di te possiamo ricordare la premura e la vigile guida che tu hai manifestato in ognuno di noi».

Alla celebrazione era presente anche il nuovo superiore padre Francesco Marino. Tra le sorprese della serata anche l’arrivo da Pescopagano (il centro lucano dov’è nato padre Clemente) della sorella Filomena accompagnata dal marito Mauro e dai piccoli Cesare e Maria Grazia.

 

PARABITA – Sarà il vescovo della diocesi di Nardò e Gallipoli, Fernando Filograna, a presiedere la messa di ringraziamento per gli anni di rettorato svolti a Parabita da padre Clemente Angiolillo. La celebrazione è in programma mercoledì 1 novembre, alle ore 18.30 presso la basilica della Coltura. La notizia del  trasferimento dell’ex rettore è stata ufficializzata all’inizio del mese di ottobre. Padre Clemente,  dopo aver guidato dal 2010 al 2017 il santuario parabitano, lascia il suo posto al nuovo superiore padre Francesco Marino, originario di Bari. L’insediamento del nuovo padre domenicano  dovrebbe ufficializzarsi intorno alla metà di novembre mentre per il momento non è stata invece definita la data del  trasferimento di padre Clemente  presso il convento di Madonna dell’Arco a Napoli, dove  andrà  a ricoprire l’incarico di segretario del padre provinciale, di archivista e di promotore del rosario.

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PARABITA – Parabita ha salutato per l’ultima volta la donna più longeva della città. Nonna Linda Mangia di 105 anni è venuta a mancare  nella tarda serata di lunedì 30 ottobre presso  la sua abitazione di via Livorno. Le esequie  si sono celebrate questo pomeriggio alle 15.30, presso la parrocchia di Sant’Antonio. «L’età è un dono di Dio. Oggi la nostra comunità saluta e prega per nonna Linda che tanti anni fa ha visto nascere questa parrocchia» ha affermato durante l’omelia don Albino De Marco (di Casarano). La  ultracentenaria, originaria di Tuglie ma coniugata nella città delle Veneri con Salvatore (rimasta poi vedova a soli 38 anni), ha tagliato il ragguardevole traguardo lo scorso 18 maggio. In quell’occasione fu presente anche il vescovo Fernando Filograna, il quale omaggiò la vecchina con una coroncina del Rosario, e don Albino che le consegnò una statuetta della Madonna di Fatima.

PARABITA – Tanta partecipazione anche a Parabita per il 50° anniversario dell’ordinazione sacerdotale di don Antonio Schito. Quella di domenica 29 ottobre ha rappresentato l’occasione per la comunità parabitana di incontrare e salutare la prima guida pastorale della parrocchia di Sant’Antonio di Padova. Insieme al presule da anni alla guida della parrocchia di San Domenico a Casarano, la messa delle 18 è stata concelebrata dal casaranese don Albino De Marco e dal collaboratore parrocchiale  don Decio Merico (per molti anni arciprete alla Matrice di Casarano). Fu di don Antonio (parroco dal 1972 al 1999) l’idea di una nuova chiesa a causa dell’allargamento del rione a nord-est della città. Dopo quattro anni di lavori, la nuova chiesa (accanto a quella vecchia) è stata inaugurata lo scorso primo luglio. «Come si possono dimenticare quei primi anni fatti di sacrifici, di spazi che non c’erano! Quello che  oggi vedete realizzato è certamente il frutto del vostro amore nei confronti di questa grande famiglia parrocchiale», ha affermato emozionato don Antonio.

La parrocchia di Sant’Antonio ha pure aderito con un contributo economico al progetto promosso  dalla comunità di San Domenico di Casarano, e dallo stesso don Antonio, per aiutare un giovane seminarista, prossimo al sacerdozio, attraverso una borsa di studio. Al termine della celebrazione, alla quale ha preso parte anche il gruppo scout agesci “Parabita 1”, l’attuale parroco don Albino ha consegnato a don Antonio il dvd relativo all’inaugurazione della nuova chiesa. A seguire, spazio anche ad un piccolo momento di festa con il concerto bandistico “Sant’Antonio di Padova” di Parabita. Don Antonio ha voluto infine consegnare a tutti i presenti, un ricordino del suo 50° anniversario di sacerdozio celebrato lo  scorso 22 ottobre.

PARABITA – «Questa mattina  ho provveduto a presentare istanza agli organi ministeriali, alla Prefettura di Lecce,  alla Soprintendenza  e al Comune per chiedere di blindare l’accesso adiacente al convento e dotare l’edificio di un sistema di videosorveglianza». È don Santino Bove Balestra, padre spirituale della confraternita di San Luigi Gonzaga, a chiedere di intervenire “subito” per tutelare la chiesa del Crocifisso, ancora una volta presa di mira dai ladri. Il sito è, infatti, un bene che appartiene al Fondo degli edifici di Culto e cioè un bene immobiliare italiano  gestito dal dipartimento del Ministero dell’Interno.

A distanza di 48 ore resta ancora l’amaro in bocca dopo il colpo messo a segno lo scorso fine settimana presso la chiesa  collocata tra il cimitero monumentale e il campo sportivo. Non è la prima volta che l’ex convento degli alcantarini risalente al 1700 viene fatto oggetto di furti. Sono diverse le segnalazioni fatte dai responsabili della confraternita di San Luigi Gonzaga che in quel tempio hanno sede. Nel passato è accaduto che dall’edificio conventuale siano state trafugate le grate delle finestre insieme alle inferriate di protezione.

Questa volta il bottino risulta ingente perché sono sparite anche le canne in piombo fuso dell’antico organo collocato nella parte superiore della navata centrale della chiesa e una quindicina di lampadari. La scoperta risale alle prime ore di domenica 22 ottobre, quando l’edificio è stato aperto per la messa delle 8.30. Secondo una prima ricostruzione i malviventi per fare irruzione all’interno della chiesa avrebbero divelto e trafugato la porta in ferro adiacente all’ex convento. Subito è scattata una denuncia ai carabinieri che stanno svolgendo le indagini.

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Ora che è passata la festa – giusta: logistica adeguata a compiti delicati e decisivi per il grado di vivibilità – possiamo tentare...