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Fulvio Palese

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Nardò – Annata negativa e notevolmente compromessa per la produzione di angurie nel Salento. Il clima anomalo, con un’estate insolitamente fredda nel Nord Europa e nel Settentrione d’Italia, ha determinato un calo della richiesta del frutto tipicamente collegato al caldo per le sue note proprietà dissetanti, con il conseguente crollo del prezzo di mercato. Una contrazione della domanda che sta provocando non pochi problemi ai coltivatori salentini, che si vedono costretti a “svendere” il prodotto sino a 5 centesimi al chilo a fronte dei 20 degli scorsi anni.

Una situazione critica per i produttori, soprattutto quelli dei comprensori di Nardò e dell’Arneo,  dove è maggiormente concentrata la produzione di angurie. Sono circa 1.500 gli ettari coltivati in provincia di Lecce per una produzione totale di 100mila tonnellate di prodotto. Le varietà principali sono Esmeralda e Mini-rossa, prevalentemente utilizzate per l’export, e poi le cultivar Ruby e Melania, quest’ultima quella con maggiore estensione colturale.

«Siamo fortemente preoccupati per la situazione – dicono il presidente di Coldiretti Lecce, Pantaleo Piccinno e il direttore Giuseppe Brillante – raramente abbiamo assistito ad un’annata così negativa come quotazione di mercato. Vendere un chilo di angurie a 5 centesimi significa per il produttore non riuscire nemmeno a coprire i costi. E noi abbiamo più volte denunciato i rischi di ciò perché fenomeni di illegalità, di caporalato e di comportamenti illeciti in generale trovano facile terreno proprio laddove i costi di produzione non riescono ad essere coperti poi dalla vendita del prodotto».

L’annata era partita bene, fanno sapere i produttori, con un’impennata delle vendite delle varietà Esmeralda e Mini rosse già a fine maggio e con prezzi record. Poi però la situazione è andata a decrescere a causa del venir meno della domanda, dovuta alle temperature ma anche alla massiccia immissione sul mercato di prodotti provenienti da altri Paesi, in primis Grecia e Spagna. Attualmente nelle campagne di Nardò si assiste alla triste immagine di quintali di prodotto non raccolto. «Se per produrre un chilo di anguria occorrono 10 centesimi e la quotazione dello stesso è di 5 centesimi i conti sono presto fatti ed è normale che a questo punto il coltivatore non rientra neanche delle spese ma ci va a perdere – sottolinea Coldiretti Lecce – una situazione grave che penalizza uno dei fiori all’occhiello della nostra produzione ortofrutticola».

 

 

 

Gallipoli – Ricerca di cloni di Leccino più resistenti a Xylella, dispostivi nanotech per far arrivare a destinazione le cure, l’utilizzo della sanse per uso alimentare, la tecnica degli innesti e molto altro. Coldiretti Lecce ha chiamato all’appello presso la propria sede di via Bari ricercatori e docenti universitari lo scorso 31 maggio, per presentare le sette idee progettuali (tre già avviate) di cui è partner, per la rigenerazione agraria del Salento e la lotta al fastidioso batterio. «Abbiamo sentito da subito la necessità di far diventare questo territorio un laboratorio a cielo aperto – ha detto il presidente Pantaleo Piccinno alla platea – abbiamo lavorato per creare una rete di ricercatori, non solo pugliesi, convinti che solo da una virtuosa collaborazione tra gli enti di ricerca potranno nascere le soluzioni per salvare il nostro patrimonio olivicolo e per disegnare scenari di rigenerazione ambientale e agricola».

L’assemblea Giovani Coldiretti

L’agronomo Giovanni D’Amato (Coopolio Salento) ha presentato il progetto Biocodiro, ovvero l’impiego di ioni e chelati da far assorbire in via radicale alla pianta per attenuare i sintomi del Codiro. Gianluca Bleve (di Tricase) e Giovanni Mita dell’Ispa Cnr Lecce hanno spiegato il progetto “Passata d’oliva”, uno studio che ha trasformato la sansa da prodotto di scarto a prodotto alimentare biologico di grande valore nutrizionale. Francesca Baldassarre (foto) dell’Università del Salento ha invece illustrato lo stato dell’arte del progetto Nanotool, che prevede la messa a punto di una nuova generazione di fitofarmaci a base di nanoparticelle di ossido di rame e ossido di zinco.

Riflettori poi sui gruppi operativi – una sinergia tra ricercatori e agricoltori – che stanno mettendo a punto i progetti nell’ambito del Partenariato europeo per l’innovazione.  Il professor Angelo Corallo (Università del Salento) ha illustrato il progetto “TyTo Alba” che studia modelli di parchi agricoli multifunzionali ad alta valenza paesaggistica ed il progetto “Simple” per l’elaborazione di un sistema di serre idroponiche automatizzato per la coltivazione a pergolato. Il professor Vito Nicola Savino, del centro di ricerca Basile Caramia, ha spiegato il progetto “Biosavex” che ha come obiettivo l’individuazione di germoplasma di ulivo resistente all’infezione ed anche il progetto “Sogesom”, dedicato allo sviluppo della tecnica agronomica degli innesti. «Gli occhi dell’Italia e dell’Europa sono puntati sulla Puglia – ha detto il professor Gucci dell’Università di Pisa – le soluzioni che saranno prospettate per questo territorio saranno importanti per tutto il mondo visto che xylella è un problema causato dalla globalizzazione, una fitopatia che arriva con la movimentazione delle piante ornamentali».

Racale – Attacchi d’arte, ovvero l’arte come terapia emotiva. È questo il fulcro del progetto giunto alla seconda edizione che vede presso la Casa per la vita “Artemide” di Racale la presenza di pittori, illustratori, ceramisti per dialogare con soggetti affetti da “disturbi della mente”, ma non per questo incapaci di ascoltare, comprendere e realizzare con l’artista un vero e proprio workshop. L’ultimo appuntamento di Attacchi d’arte 2018 si terrà il 23 maggio, alle ore 17,00 e vedrà protagonista l’illustratrice salentina Chiara Criniti.

Diplomata in scenografia presso l’Accademia di Belle Arti di Lecce, ha dapprima iniziato a creare illustrazioni per bambini, per poi spostare la sua attenzione su questioni relative alla psiche, interessandosi sempre di più ai sentimenti, alle emozioni e ai problemi dell’anima. I suoi lavori sono realizzati con tecnica mista su carta e tela, con l’utilizzo di colori vibranti e contrasti audaci, accanto al mélange di vari materiali e media, che le consentono di creare mondi complessi in cui la realtà coesiste con elementi metaforici, surreali e psicologici. Le sue illustrazioni hanno varcato i confini nazionali e spesso vengono commissionate da riviste internazionali.

«Creare partendo dalle proprie emozioni, riuscire a incanalarle in un disegno, in un manufatto, dare forma alla fantasia, ma anche sfogo al disagio, alla sofferenza, questo è l’obiettivo – sostiene il sociologo Walter Spennato, ideatore del progetto e coordinatore della struttura – di un “attacco d’arte”, che diventa terapia pura, emotiva, naturale». Un progetto che s’inserisce, dunque, nella logica di creare momenti di contatto tra due mondi così vicini eppure così lontani: quello esterno alla struttura, ancora vittima di pregiudizi, e quello interno. Per questo motivo, al fine di sensibilizzare e coinvolgere chi intende avvicinarsi alle tematiche dell’inclusione sociale e del disagio mentale è possibile prenotarsi per partecipare anche a questo Attacco d’arte chiamando al numero 0833 908506. L’evento è aperto a 5 persone.

Galatone – Con ‘sti chiari di Luna è Primavera. Per il laboratorio rurale dell’associazione Itaca di Galatone è tempo di risveglio. Dopo un inverno all’insegna dell’intimità, domenica 22 aprile a partire dalle ore 9,30 la struttura riapre le sue porte alla comunità. E questa volta non solo per tornare a sporcarsi le mani di terra con la semina collettiva della canapa e delle piante officinali. Dopo il pranzo preparato dalle “mamme di Luna”, infatti, alle ore 16 si avvierà un percorso di riflessione sul ruolo della comunità e di tutti i suoi attori nell’educazione dei più piccoli. Ad illustrare questo percorso ci saranno i rappresentanti della Scuola Libertaria di Urupia che racconteranno la loro esperienza.
A seguire, vi sarà un laboratorio per la costruzione degli aquiloni che verranno poi liberati in cielo al tramonto quando anche l’atmosfera si scalderà con un aperitivo e la musica di dj Brasi.

Luna, in passato, era una comunità di recupero per tossicodipendenti in agro di Seclì. Dopo dieci anni di abbandono, la Parrocchia Maria Santissima Assunta di Galatone l’ha assegnata nel 2014 ad un gruppo di donne – Fabiana Fassi (foto), Arianna Tosi e Rossella Filoni galatonesi e Sara Ottaviani originaria di Livorno. La struttura si occupa oggi di agricoltura con un’attenzione particolare al recupero delle antiche varietà locali e dell’identità territoriale. Produce zafferano, di tradizione a Galatone, canapa, l’albicocca locale e piante officinali. Inoltre, sta realizzando un orto internazionale in collaborazione con i richiedenti asilo. Un laboratorio attivo, dunque, con una particolare attenzione all’innovazione sociale. Si può contattale Luna_laboratorio rurale utilizzando i social, per email all’indirizzo lunalaboratoriorurale@gmail.com o per telefono al numero 349 453 2739.

Racale – “Attacchi d’arte”, ovvero, l’arte come terapia emotiva. È questa l’idea di fondo del progetto – giunto alla sua seconda edizione – che prenderà il via il 5 aprile, alle ore 16,30 presso la Casa per la vita “Artemide” a Racale. Una serie di incontri che vedranno la presenza di pittori, illustratori, ceramisti che si troveranno a parlare di sé e della loro arte con soggetti affetti da “disturbi della mente”, ma non per questo incapaci di ascoltare, comprendere e realizzare con l’artista un vero e proprio workshop. L’artista avrà la possibilità di trovarsi di fronte ad un pubblico particolare, dinanzi a soggetti che hanno bisogno di attenzioni speciali e di costruire con loro un piccolo percorso basato sull’ascolto, l’insegnamento di una tecnica e la creazione dell’opera d’arte.

Il primo appuntamento vedrà protagonista la faentina Monica Zani, con gli incredibili colori e personaggi dei suoi disegni. Un’illustratrice con le “mani abili”, come si autodefinisce, perché lavora con diversi materiali anche riciclati, un’artista “artigianale”, guidata dal suo istinto. Curatrice di diverse illustrazioni di libri per bambini, ha ricevuto per questo nel tempo diversi premi e riconoscimenti.  Da diversi anni Monica trascorre nel Salento i mesi estivi.

«Creare partendo dalle proprie emozioni, incanalandole in un disegno, in un manufatto. Dare forma alla fantasia, ma anche sfogo al disagio e alla sofferenza, questo è l’obiettivo», afferma il sociologo Walter Spennato, ideatore del progetto e coordinatore della struttura. I successivi Attacchi d’arte, per questo nuovo ciclo di incontri, saranno il 23 aprile con il ceramista grottagliese Giorgio di Palma e il 23 maggio con l’illustratrice salentina Chiara Criniti. Al fine di sensibilizzare e coinvolgere chi intende avvicinarsi alle tematiche dell’inclusione sociale e del disagio mentale è possibile prenotarsi per partecipare ad un incontro chiamando in struttura al numero 0833 908506, l’evento è aperto a 5 persone esterne.

Racale – Il sesto concorso nazionale di poesia “Luciano Nicolis” organizzato dal Circolo artistico culturale “La Carica” in provincia di Verona, ha premiato la poetessa Patrizia Francioso di Racale. Il riconoscimento le è stato assegnato pochi giorni fa in Veneto presso gli eleganti ambienti del Museo Nicolis a Villafranca di Verona, laddove la salentina con la sua scrittura si è fatta valere fra circa cinquecento concorrenti provenienti da ogni parte d’Italia. La giuria le ha conferito la medaglia d’oro per la lirica “Soluzioni” nella sezione lingua italiana. Nelle motivazioni si legge: “Le soluzioni a titolo, che la poesia dispone in una struttura di tre strofe perfettamente simmetriche, sono quelle “facili” della vendetta, della divisione, del cappio, del rancore, del solco e dei musi”.

«Sono davvero onorata di questo riconoscimento – ha detto a Piazzasalento la poetessa – e non finirò mai di ringraziare i giurati per l’attenzione accordatami». Patrizia scrive poesie da pochi anni ma ha preso parte ad altre cerimonie di premiazione, ma di quest’ultima esperienza ha un ricordo particolare: “Una giornata piacevolissima, dove tutto era perfettamente dosato. Un ambiente accogliente nel quale si sono succeduti poeti e personalità dei più svariati campi. Fra questi il professor Arnaldo Soldani, che con il suo ineccepibile intervento su bellezza, passione e perfezione ha offerto notevoli spunti di riflessione sul senso ed il valore della poesia». Ora Patrizia Francioso è stata anche convocata in qualità di finalista al Premio nazionale letterario Gens Vibia 2018 che si svolgerà a Marsciano in provincia di Perugia il 23 marzo prossimo.

Gallipoli – Da pochi giorni è in distribuzione “Scatole di vetro” (AlfaMusic, Egea-Believe). Si tratta del secondo lavoro discografico con composizioni originali del cantante e autore monteronese Maurizio Petrelli, un’ideale e convincente continuazione del precedente “Amori e altre storie”, pubblicato per la stessa etichetta nel 2015. Undici tracce, di cui nove inedite, che si attestano come un saggio di grande maturità stilistica e vocale nel nuovo percorso artistico del crooner salentino. Un lavoro sincretico che va dal monologo dichiaratamente intimista al dialogo con interlocutori veri o immaginati, dal bozzetto ironico al ritratto amaro.

Una parte consistente del disco, inoltre, è un omaggio affettuoso a Nicola Arigliano e alle sue canzoni più celebri, fra le quali “Colpevole”, con cui l’artista originario di Squinzano nel 2005 vinse il Premio della critica al Festival di Sanremo. Emozionante, in chiusura del cd, l’ideale incontro di Petrelli con il suo pubblico grazie a “Eccomi qui”, che è anche il titolo del suo nuovo tour: una struggente ballata in cui la sua voce incontra il tocco magistrale di Ettore Carucci al pianoforte.

Gli arrangiamenti sono frutto della maestria di Franco Piana e Vincenzo Presta che hanno anche suonato rispettivamente tromba/flicorno e sax soprano/tenore e che hanno potuto contare sulle esecuzioni in studio di musicisti di pregio come Stefano Sabatini pianoforte, Francesco Puglisi basso, Dario Congedo batteria (di Galatina), Daniele Leucci percussioni (di Maglie), Paolo Zou chitarre, Fernando Toma campionamenti e archi (di Lecce), Anita Pusceddu cori, Mirko Rinaldi tromba e flicorno, Ambrogio Frigerio trombone, Ferruccio Corsi sax alto, flauto ed il quartetto d’archi Bim Orchestra. Tutti affidati alla sensibilità di Alessandro Guardia e Fabrizio Salvatore presso AlfaMusic Studio di Roma.

Nelle note di copertina di Carmine Zocco, di Tricase, storico animatore della scena jazz salentina, si legge: «I temi che l’autore propone disegnano un universo espressivo variegato. Il registro stilistico è adeguato al racconto di avventure, impressioni e ricordi che emergono come tracce di un acuto scavo interiore». E, in effetti, l’itinerario artistico che ha portato Petrelli a proporsi negli ultimi anni anche come autore è il risultato di oltre mezzo secolo di musica vissuta in giro per il mondo. Una carriera iniziata come batterista negli anni ’60 che di lì a poco lo porta a suonare il piano e a cantare sulle navi da crociera. Con numerose collaborazioni, fra le quali spicca quella con il noto trombettista Guido Pistocchi. Ma soprattutto piena di tante iniziative in veste di leader: Soul Brothers, Grande Salento Orchestra, Pugliamerica a/r, un originale progetto in chiave swing fra Modugno e Sinatra che nel 2010 diventa anche un disco per l’etichetta Dodicilune.

Lecce – L’orchestra popolare “La Notte della Taranta” si sdoppia per due distinti tour in Corea ed in Austria. Uno degli ensemble, infatti, porterà la cultura musicale del Salento laddove sono in corso le Olimpiadi invernali di PyeongChang. Qui sono previsti tre concerti il 23 febbraio presso l’Olympic Festival Park ed uno il giorno dopo presso la Biblioteca Starfield di Seoul. Una partecipazione che è stata possibile grazie alla collaborazione fra l’Istituto Italiano di Cultura di Seoul e le autorità coreane.

L’altra compagine, invece, partirà alla volta di Vienna. Si esibirà, infatti, in occasione del prestigioso Charity Ball 2018 dell’Osce (l’organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa a presidenza italiana per l’anno in corso). L’evento si svolgerà il 23 febbraio nel palazzo imperiale dell’Hofburg alla presenza di ministri degli esteri, personalità di spicco dell’economia, della politica e della società civile, ambasciatori e rappresentanti dell’Osce, riuniti per l’annuale serata di gala.

A presentare il tutto in conferenza stampa ieri lunedì 19 febbraio presso le Officine Cantelmo di Lecce c’erano l’assessore all’industria turistica e culturale della Regione Puglia Loredana Capone ed il presidente della Fondazione Notte della Taranta Massimo Manera, alla presenza del sindaco di Melpignano Ivan Stomeo. «Sono due grandi occasioni di promozione del territorio pugliese e salentino in particolare, perché significa andare in due eventi mondiali di straordinaria rilevanza» ha sottolineato l’assessore Capone. «Un risultato straordinario che premia l’impegno di promozione svolto nel corso degli anni dalla Fondazione» ha aggiunto il presidente Manera, il quale, pur senza fare dare nessuna anticipazione, non ha mancato di accennare al lavoro organizzativo già in atto per l’edizione 2018 della Notte. Per il pubblico coreano ed austriaco il direttore artistico Daniele Durante ha operato una selezione di brani fra quelli suonati nelle edizioni 2017 e 2018 del Concertone per due spettacoli di forte impatto ritmico.

Gallipoli – Tube, bombardini, tamburi. Hanno offerto anche questo le prime due serate del Festival di Sanremo e quindi anche le altre fino a sabato, visto che quest’anno non vi saranno eliminati. L’esibizione tutta pugliese (i due si sono incontrati per la prima volta in una masseria nel Leccese) di Diodato e di Roy Paci alla tromba ha puntato su un arrangiamento che fa ricorso ad una sezione di strumenti – alle loro spalle sul palco – che solitamente vediamo all’opera nelle ultime file delle nostre bande musicali: tube, bombardini, tamburi, appunto. Strumenti che oltre a suonare svolgono anche una bella funzione scenografica.

Fin qui tutto regolare. Il trombettista siculo-salentino non è nuovo all’impiego massiccio di ottoni e percussioni nelle sue performance. La sorpresa, invece, è stata vedere sul podio in veste di direttore d’orchestra uno dei grandi talenti musicali del Salento: il maestro Vincenzo Presta (foto). «Non ho  voluto dire niente a nessuno per scaramanzia» ha scritto sulla sua pagina Facebook alla fine dell’esibizione. Ma chi lo conosce sa bene che il motivo di tale riservatezza è il suo essere persona poco incline all’uso dei social. È lui, dunque, l’artefice dell’arrangiamento di “Adesso”, il brano presentato dal duo alla kermesse.

Ma per Presta non è la prima volta al Teatro Ariston. Sempre con Roy Paci era presente anche nell’edizione 2015, ma solo in veste di arrangiatore. Clarinettista, saxofonista e compositore, nato a Surbo e diplomato presso i Conservatori di Lecce e Bari, Vincenzo risiede da alcuni anni a Roma, laddove fra molte altre cose insegna presso il Saint Louis College of Music.

 

Gallipoli – Anche al Festival di Sanremo 2018 i pugliesi saranno di casa. La regione fa sentire la sua voce anche nell’edizione che celebra i 60 anni di “Nel blu dipinto di blu”, il brano con cui un gigantesco Domenico Modugno (originario di Polignano a Mare) rivoluzionò la canzone italiana e fece letteralmente “volare” un’intera nazione. Fra i 20 big in gara nell’edizione che si apre stasera, martedì 6 febbraio, ci sono il brindisino Bungaro, che con Ornella Vanoni e Pacifico porta sul palco “Imparare ad amarsi”, il tarantino Diodato che canta il brano “Adesso” accompagnato alla tromba dal leccese d’adozione Roy Paci. E poi ancora il barese di origine albanese Ermal Meta che duetta con Fabrizio Moro con il brano “Non mi avete fatto niente”. Unico solista fra i pugliesi l’altro tarantino Renzo Rubino, presente alla kermesse con la canzone “Custodire” scritta da Giuliano Sangiorgi. Sì, il “Giuliano dei Negramaro” (per citare Zalone). Il leader della band “made in Salento” che giovedì 8 torna a Sanremo fra i superospiti, dopo la bruciante eliminazione nel 2005 di “Mentre tutto scorre”, brano che poi decretò il successo del gruppo. Va detto, però, che Sangiorgi in questi anni ha sempre mantenuto un rapporto con il Festival. La sua scrittura, infatti, ha prodotto canzoni per diversi artisti tra cui Malika Ayane e la coppia Giovanni Caccamo-Debora Iurato (terzi due anni fa). La loro esibizione è ancora top secret, chissà però che non ci sia la sorpresa di ascoltare insieme il direttore artistico Claudio Baglioni con il cantante di Copertino. Ma la presenza della Puglia non finisce qui. Tra i giovani di “Area Sanremo Tour” c’è anche la cantante e attrice Selenia Stoppa, nata a Torre Santa Susanna ma attualmente residente a Felline mentre colonne portanti della sezione ritmica della grande orchestra che accompagnerà i cantanti al Teatro Ariston sono il leccese Maurizio Dei Lazzaretti alla batteria (oramai presenza fissa della manifestazione) ed il percussionista nato a Galatina Alessandro Monteduro (già membro storico dell’Orchestra Notte della Taranta). Dietro le quinte non mancherà la presenza di Gianpiero Pisanello (di Tuglie), direttore del Salento Book Festival, nel ruolo di opinionista e membro della giuria dei giornalisti, così come di Gianluca Guido (originario di Collepasso) per la Sony Music e del duo di fotografi Flavio e Frank (originari di Matino).

Racale – Non siamo figli della tastiera. I moderni sistemi di scrittura non hanno annullato quelli precedenti. Motivo per cui non è superfluo affermare, soprattutto rivolgendosi ai nativi digitali, che i modi tradizionali di scrivere vanno preservati e rivalutati. Questo è, in sintesi, il senso di “Just write”, il workshop di calligrafia – sì, la bella scrittura a mano! – che il 24 e 25 febbraio prossimi sarà tenuto da Marta Lagna del Centro Internazionale Arti Calligrafiche e del Libro di Roma presso la sede di Staisinergico – Coworking a Sud, in via Immacolata a Racale.

Oggetto specifico dell’iniziativa sarà la scrittura Italica o Cancelleresca. Durante il corso si studierà la struttura di base di questa grafia diffusa nel XVI secolo grazie allo stampatore veneziano Aldo Manuzio. Fu egli, infatti, che per la prima edizione di libri tascabili utilizzò un carattere tipografico basato proprio sulle forme dell’Italica. Un tipo di scrittura ancora oggi utilizzata come modello di riferimento in tutto il mondo per via delle sue caratteristiche di chiarezza, eleganza e semplicità di esecuzione. Questo primo corso fornirà elementi facilmente utilizzabili da chiunque voglia migliorare la propria scrittura quotidiana, ma anche da chi desideri appropriarsi di una tecnica alternativa per la realizzazione di manoscritti da inserire in progetti grafici e di web design. Si inizierà con semplici esercizi di ritmo che introdurranno le forme dell’alfabeto sia minuscolo che maiuscolo per arrivare ad eseguire, al termine del corso, un manoscritto su carta pregiata.

Una volta effettuata l’iscrizione, per partecipare sarà sufficiente armarsi di quaderno a righi, album, matita, gomma, riga ed ovviamente della proverbiale pazienza da amanuense. Per informazioni: 347 493 3577 – info@staisinergico.it

Galatone – Giovani, agricoltori, “pionieri di idee”. Il premio per l’innovazione del concorso nazionale Oscar Green di Coldiretti nelle categoria Agri-You è andato all’associazione “Itaca” di Galatone. A ritirarlo a Roma la presidentessa Fabiana Fassi. Il riconoscimento è stato conferito per l’iniziativa “Luna laboratorio rurale”, il primo co-living contadino che punta sull’esperienza della coabitazione di diversi gruppi sociali provenienti da più parti del mondo, nel quale sono ospitati un gruppo di richiedenti asilo.

In passato Luna era una comunità di recupero per tossicodipendenti in agro di Seclì. Dopo diversi anni di abbandono, la parrocchia Maria Santissima Assunta di Galatone l’ha assegnata nel 2014 a un gruppo di donne – oltre a Fabiana, Arianna Tosi e Rossella Filoni anch’esse galatonesi e Sara Ottaviani originaria di Livorno. La struttura si occupa oggi di agricoltura con un’attenzione particolare al recupero delle antiche varietà locali e dell’identità territoriale. Produce zafferano, di tradizione a Galatone, canapa, l’albicocca locale e piante officinali. Inoltre, sta realizzando un orto internazionale in collaborazione con i richiedenti asilo. «Luna vuole essere soprattutto innovazione sociale – ha spiegato la presidentessa – in esso progettiamo e realizziamo scambi giovanili e seminari europei, eventi culturali ed artistici, co-living per chi vuole visitare il Salento e vivere una esperienza di comunità. Una piazza immersa nella natura ed uno spazio per chi vuole proporre progetti. Non abbiamo mai usufruito di alcun tipo di finanziamento – continua – ma contiamo molto sulla partecipazione e sulle proposte».

Non è mancato il commento di Gianni Cantele, presidente di Coldiretti Puglia: «Sono stati scovati giovani agricoltori che con tenacia e lungimiranza stanno cambiando il modo di fare impresa in Puglia. Sono un intero esercito – ha aggiunto – hanno preso in mano un settore considerato vecchio e saturo per immaginare prospettive future. Ed è così che possiamo assistere alla nascita di un movimento di innovatori ed attivisti impegnati nel costruire un mondo migliore». Insieme alle donne di Luna, il premio Oscar Green nella categoria Fare Rete, è stato accordato anche a Donato Mercadante di Altamura (Bari) il quale, con Filippo Clemente di Pecore Attive, ha messo a punto i primi occhiali tattili in lana di pecora.

Racale – “A Santa Lucia, tantu la notte tantu la tia”. Un detto popolare salentino della zona di Racale che sintetizza il periodo del solstizio d’inverno (“a Santa Lucia il giorno dura quanto la notte”, ndr). Momento dell’anno dal quale prendono il via tutta una serie di rituali propiziatori che vedono il fuoco come protagonista. Le fòcare (falò), infatti, nel Salento accompagnano il lungo periodo invernale da dicembre fino a marzo. Fra queste, quelle di questi giorni dedicate a Sant’Antonio Abate e in particolare quella da Guinness dei primati di Novoli sono un caso particolare.

L’arguzia dei contadini ha permesso loro di notare da sempre che a partire dal periodo natalizio il tempo quotidiano di luce riprende pian piano ad allungarsi. Il fuoco era dunque, forse, un modo per salutare il sole che “ritorna”, segnale dell’imminente fine dell’inverno. In questo senso anche la data del 25 dicembre che ricorda la nascita per antonomasia della nostra cultura cristiana sembrerebbe rientrare in questo contesto.

Le fòcare vengono realizzate per lo più con gli scarti della potatura degli alberi di ulivo e con le fascine composte dai tralci tagliati dei vigneti. Queste ultime spesso tenute insieme da cordicelle ricavate dai fiscoli dismessi, i tradizionali dischi filtranti in fibra di cocco utilizzati nella produzione olearia. Un’esigenza rituale che incontra quella pratica dello smaltimento degli scarti dell’agricoltura.

Tradizionalmente, soprattutto prima che le esigenze di sicurezza lo impedissero, in ognuno dei paesi del Salento si creavano più fòcare contemporaneamente, quasi una per ogni quartiere, di dimensioni contenute, si chiamavano focarèddhe, infatti. La realizzazione avveniva a partire dai giorni successivi all’Epifania e coinvolgeva soprattutto i ragazzi che con carretti di fortuna mettevano in atto una vera e propria questua della fascina, casa per casa. Non mancavano gli scontri fra fazioni: ci si rubava la legna, si dava fuoco nottetempo al cumulo degli altri, si facevano sortite con annesse pericolose sassaiole nel campo “avversario”.

La sera dell’accensione era consuetudine portare nelle proprie case un po’ di brace. Per scaldarsi, ma forse anche per portare con sé un po’ di sacralità. Rituali legati a grandi falò se ne trovano un po’ ovunque in giro per il Mediterraneo e sono una delle testimonianze di come l’uomo riesca a coniugare le sue pratiche di sopravvivenza con le esigenze di spiritualità.

Gallipoli – L’attacco feroce e incessante della Xylella fastidiosa al patrimonio degli ulivi salentini (foto nella zona di Gallipoli) e non solo, visto che le ultime sue tracce si rinvengono anche nell’Alto Brindisino, comincia a produrre effetti collaterali positivi. Non soltanto sul versante della ricerca scientifica internazionale in campo da ormai un anno, ma anche per i sempre più frequenti sguardi rivolti da agricoltori e tecnici verso altre coltivazioni autoctone magari da riprendere e rilanciare. Con tecnologie del tutto contemporanee. “Chi semina tramanda”: è la mission di “Coltivatori di emozioni”, la piattaforma digitale che consente di coltivare e ricevere a distanza i prodotti tipici della terra, sostenendo il territorio, l’ambiente e le tradizioni. Il tutto allo scopo di avvicinare il consumatore alla natura e alle attività agricole rendendolo partecipe del ciclo biologico e dandogli la possibilità di gustare un prodotto sano e genuino.

Fondata nel 2016 a Novoli da Paolo Galloso (foto) – imprenditore, responsabile Ufficio Studi Federazione Anima di Confindustria e docente di Microeconomia – l’iniziativa intende promuovere la nascita di un nuovo ciclo di produzione responsabile in grado di sostenere le microeconomie locali, con opportunità di lavoro per i giovani. Partendo dal dato che l’Italia  – ed il Salento non fa certo eccezione – si contraddistingue per il gran numero di terreni incolti. Attraverso “Coltivatori di emozioni”, essi possono tornare a nuova vita e produrre reddito. Anche perchè proprio ultimamente la Regione Puglia ha varato la legge per concedere a giovani sotto i 35 anni l’utilizzo di terreni pubblici incolti  di aree rurali abbandonate. Insieme alla “Banca della terra di Puglia” che potrebbe rappresentare un ottimo aggancio legislativo.

Per tutte le informazioni e per aderire all’iniziativa è sufficiente accedere al sito www.coltivatoridiemozioni.com, di modo che anche chi vive in città può divenire “proprietario” di una coltivazione, seguirne l’andamento stagionale e ricevere a casa i prodotti. Le tipologie di adozione sono quattro. Si va da quella semplice, all’opzione “adotta e assapora”, passando per “adotta e cresci” e “adotta e vivi un’emozione” che offre la possibilità di trascorrere una giornata a contatto con la natura nell’azienda agricola che ha in cura i coltivi adottati. Al termine di ogni transazione, il sistema rilascia il Certificato di adozione.

Ad oggi, patrocinano l’iniziativa: Regione Puglia, Comune di Novoli, Gal Valle della Cupa, Fondazione Emmanuel, Stati generali dell’innovazione, Comunità montana Oltrepò Pavese e Gal Etna Sud.

Lecce – Nel Salento la tradizione in agricoltura parla hi-tech. Questo il senso del convegno organizzato mercoledì 20 dicembre da Coldiretti giovani impresa Lecce presso il Must, il Museo storico di Lecce. L’appuntamento ha visto docenti e ricercatori illustrare le novità tecnologiche per il mondo rurale ad una platea molto partecipe composta da tanti giovani. Fra le introduzioni di Pantaleo Piccinno (originario di Alezio), presidente Coldiretti Lecce e Antonio Pascali, delegato Coldiretti giovani impresa Lecce – precedute dal saluto del vice sindaco di Lecce Alessandro Delli Noci – e le conclusioni di Gianni Cantele, presidente Coldiretti Puglia, si è potuto assistere alla descrizione del contadino “androide”, come lo ha definito Giulio Reina, esperto in robotica dell’Università del Salento. Una macchina con una vista multispettrale capace di muoversi autonomamente nei campi o applicabile su un drone, in grado di diagnosticare le patologie della pianta, la carenza d’acqua, la maturazione dei frutti e molto altro. Informazioni che possono essere controllate a distanza attraverso una semplice app. «La connettività sarà alla base dell’agricoltura del futuro», ha detto Antonio Arvizzigno, direttore del centro di ricerca Bosch di Bari, nell’illustrare il progetto “Field monitoring”, in grado di misurare temperatura e umidità delle foglie e del terreno, in campo aperto ed in serra e, attraverso una centralina, trasferire i dati ad un Cloud Bosch e sull’applicazione del cellulare.

Ed ancora, nel Core Lab dell’Ateneo salentino, il prof. Angelo Corallo, moderatore dell’incontro, ed il suo team studiano soluzioni innovative. «Si sta realizzando un software  ha detto la dottoressa Maria Elena Latino – che recepisce i dati ambientali da sensori disposti nelle coltivazioni e li utilizza per raccontare su basi oggettive le caratteristiche del prodotto stesso». In questo modo il consumatore legge sulle etichette dati reali. Direttamentedall’Università di Davis (California), Luca Brillante ha illustrato i processi più innovativi utilizzati negli States in viticoltura. Una serie di tecnologie che permettono di rilevare le eterogeneità dei vigneti, come i punti di maggiore stress o vigoria della vite. Mentre è del Politecnico di Bari la “Sono heat exchanger”, una macchina ad ultrasuoni capace di ottimizzare la frantumazione della pasta d’oliva per rilasciare una quantità maggiore di olio e polifenoli che nel processo tradizionale rimangono intrappolati nel materiale di scarto.

Voce al Direttore

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