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Francesca Maruccia

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Tricase – La Giornata mondiale della Terra diventa occasione per un dialogo fra le associazioni del territorio, all’insegna del verde e dell’accoglienza: l’appuntamento è per domenica 22 aprile alle ore 19 presso l’atrio di Palazzo Gallone a Tricase, dove il gruppo di Clean Up organizza l’incontro “Curare il pianeta, accogliere l’umanità”.
L’evento è patrocinato dal Comune e nasce in collaborazione con Arci Lecce (che gestisce il progetto Sprar in cui sono coinvolti migranti che vivono sul territorio), la Pro loco, l’associazione Tricasémia e il gruppo Mountain Bike Tricase. Nel corso della serata si rifletterà sui rischi cui l’inquinamento ambientale espone il nostro pianeta e sulle conseguenze anche sociali che questo comporta, costringendo gli abitanti di alcune zone del mondo a lasciare i propri paesi d’origine: ne parleranno il vicesindaco e assessore al Verde pubblico e all’Igiene ambientale di Tricase, Antonella Piccini, i volontari di Clean Up, gli operatori e i migranti del progetto Stprar. Inoltre, mostre fotografiche e installazioni serviranno a raccontare l’inquinamento attraverso una chiave di forte impatto visivo.

Gabriele Vetruccio (foto) di Clean Up sottolinea: “L’amore verso il nostro territorio è il filo conduttore intorno al quale si raccolgono le esperienze non solo di Clean Up ma anche di tante altre realtà che s’impegnano per rendere Tricase più pulita, più verde, più vicina alla natura”. Collaborare per migliorare la cura degli spazi verdi urbani diventa inoltre strumento d’integrazione nella società, di accoglienza: “Nel lavoro che facciamo con Clean Up per ripulire Tricase dai rifiuti – continua Vetruccio – un aiuto concreto viene dai ragazzi del progetto Sprar, fuggiti dai loro Paesi a causa della guerra o delle condizioni di miseria in cui erano costretti a vivere. Con molti di loro è nata una vera amicizia e la serata del 22 sarà anche un modo per conoscerli meglio, per raccontare le loro storie”.

In caso di pioggia l’evento si terrà presso la Sala delle Scuderie, sempre a Palazzo Gallone.

Associazione Li quattru catti – Patù

Patù – Raccontare quello che è oggi Patù alle generazioni future, lasciare una testimonianza del mondo che viviamo a chi lo abiterà fra 50 anni: è densa di suggestioni la “Giornata della capsula del tempo” organizzata per domenica 22 aprile dall’associazione “Li quattru catti”, con partenza alle 14:30 da piazza Indipendenza. La capsula, la cui realizzazione è stata affidata a un artista locale, sarà un contenitore di dimensioni 100×50 cm che verrà interrato in località Vereto con all’interno foto e testimonianze scritte che raccontano il paese e i suoi abitanti. Sottoterra, la capsula custodirà il tempo e la memoria, fino al momento in cui verrà riaperta: nel 2068. Per la raccolta degli oggetti da consegnare ai posteri, l’associazione “Li quattru catti” ha già coinvolto diverse realtà locali: in particolare, ai ragazzi della scuola elementare sono stati chiesti temi e disegni legati alla storia di Patù, foto di classe (corredate di anno dello scatto e nomi degli alunni); le associazioni porteranno foto di gruppo degli associati, un volantino delle ultime manifestazioni organizzate o una foto di Patù, e un documento che racconti la storia dell’associazione; il Comune contribuirà invece con una foto dei componenti dell’amministrazione, una copia dell’ultimo censimento e una foto da satellite del paese. Anche i singoli cittadini possono lasciare la loro testimonianza nella capsula portando una foto di famiglia oppure oggetti di uso comune.

Nella giornata di domenica 22 aprile, partendo da piazza Indipendenza si farà una breve passeggiata per arrivare poi in località Vereto. Prima di interrare la capsula del tempo, i volontari procederanno alla piantumazione di alberi e piante. Ad animare l’evento ci saranno l’associazione clown terapia che intratterrà i più piccoli e la pizzica del gruppo “Li quattru catti piccinni”. In chiusura, piccolo rinfresco con taralli, vino e succhi di frutta.

Ugento – Le pessime condizioni dell’asfalto in molti Comuni salentini continuano a mettere a rischio la sicurezza del traffico e degli automobilisti: ieri pomeriggio a farne le spese ad Ugento è stato uno sfortunato automobilista che alle porte di Ugento è incappato in una buca, danneggiando pesantemente la ruota anteriore sinistra della sua vettura, una Daewoo Matiz grigia. L’incidente è avvenuto intorno alle ore 18 sulla strada che da Ugento porta a Racale (da cui veniva l’auto), in un tratto fra l’Eurospin e il distributore di benzina, dove il manto stradale è danneggiato in più punti. Fortunatamente, l’incidente non ha coinvolto altre vetture: l’automezzo finito nella buca procedeva a velocità piuttosto moderata e quindi ha fermato lì la sua corsa. L’anziano conducente della Matiz (A. C. di Ugento) non ha riportato danni fisici, ma solo tanto spavento. Il tratto sotto accusa è di competenza della Provincia.

Taurisano – Attimi di paura questa mattina in pieno centro a Taurisano, dove un’anziana donna – Luigia Pacella, di 74 anni – è stata investita mentre attraversava la strada sulle strisce pedonali, a 300 metri dalla propria abitazione.
L’incidente è avvenuto intorno alle ore 8 sull’incrocio di piazza Fontana: qui, una Multipla rossa guidata da una donna di mezza età (anche lei di Taurisano) sopraggiungeva da corso Umberto I e nello svoltare a sinistra su via Mazzini si è ritrovata davanti il pedone, travolgendolo in pieno. Fortunatamente, l’auto procedeva a velocità moderata, il che ha evitato che si registrassero conseguenze peggiori. La vittima, prontamente soccorsa da un paramedico e dagli operatori del servizio 118, ha riportato una contusione alla gamba destra e un trauma cranico con lesioni in due parti, che hanno richiesto punti di sutura. Al momento, la donna è ricoverata in ospedale a Casarano, dove resterà sotto osservazione per due giorni. Subito dopo l’incidente, una seconda ambulanza è arrivata per soccorrere la stessa conducente della Multipla, in evidente stato di choc.
Testimoni presenti sul luogo dell’accaduto lamentano la pericolosità di quest’incrocio, dove la visibilità è limitata e le strisce sono troppo vicine all’angolo della strada: chi si trova a svoltare in via Mazzini, infatti, può vedere eventuali pedoni solo se questi sono già a centro strada, mentre se hanno appena cominciato l’attraversamento (come è successo all’anziana donna di stamattina) il rischio è trovarseli davanti senza vederli prima e quindi senza poterli evitare.

Gagliano del Capo – Fra riti religiosi, musica e tradizione, a Gagliano del Capo è tutto pronto per la festa dedicata al compatrono San Francesco. Nel pomeriggio di sabato 14 aprile (alle ore 18) la processione attraverserà le vie del paese partendo dalla chiesa di San Francesco e concludendosi in piazzetta Padri Trinitari, dove si celebrerà la messa. Il corteo sarà accompagnato dal gruppo bandistico “Don Tonino Bello” di Specchia e percorrerà quest’itinerario: chiesa San Francesco, via della Resistenza, via M. di Savoia, corso Umberto I, piazza San Rocco, corso fratelli Ciardo, via San Vincenzo, via Petrose, via de Curtis, via M. Mastroianni, via D. De Sica, via Unità d’Italia, via della Resistenza, piazzetta padri Trinitari. In serata, alle 21, concerto d’organo “In musica charitas” presso la chiesa dedicata al santo.

Domenica 15 il programma religioso prevede le messe delle ore 7, 8, 9,30, 11 e 18. Al termine della funzione delle 18, omaggio alla reliquia del santo. Per il programma civile, la festa si conclude con il concerto degli “Ionica Aranea” (foto) che dalle 21 porteranno sul palco pizzica e musica popolare salentina. A far risplendere il paese non mancheranno le luminarie a cura della ditta Rocco Micolani e i fuochi pirotecnici della ditta Martella di Corsano.

Salve – Il mare come bellezza e risorsa da tutelare, combattendo il problema dell’inquinamento: se ne parlerà nella mattinata di lunedì 9 aprile (alle ore 10) a Salve, presso la scuola secondaria di primo grado (in via Rosenberg), durante una conferenza scientifica tenuta dal professor Ferdinando Boero, docente dell’Università del Salento ed esperto in biologia marina, ecologia e biodiversità. All’incontro – organizzato dalla Lega Navale di Torre Vado (soci in foto) prenderanno parte anche la dirigente dell’Istituto comprensivo Salve-Morciano Filomena Giannelli, il sindaco di Salve Vincenzo Passaseo, il sindaco di Morciano Luca Durante, il sindaco di Patù Gabriele Abaterusso, la presidente della delegazione Lega Navale di Torre Vado Ada Carolina Coluccello e l’ingegner Andrea Retucci, delegato regionale della Lega Navale.

L’evento rientra nella “Giornata del mare” e affronta la problematica del “Marine Litter” (l’inquinamento marino), scelto come tema dell’anno dalla Lega Navale (di concerto con il Miur e il Comando delle Capitanerie di Porto) a livello nazionale e adottato poi dalle varie sezioni locali. L’obiettivo è valorizzare e far conoscere la cultura del mare inteso come bene di grande valore culturale, scientifico ed economico, oltre a preservare le tradizioni marinaresche.

La conferenza del professor Boero si rivolge in particolare ai ragazzi della scuola media di Salve-Morciano-Patù e sarà incentrata sulla necessità di un’adeguata campagna di sensibilizzazione sul tema, sia nelle scuole che fra la cittadinanza. Lo studioso, inoltre, si soffermerà sull’individuazione di linee guida per la gestione dei rifiuti marini da mettere a disposizione delle autorità locali.

Andrano – Un viaggio da un capo all’altro del mondo, attraversando luoghi e culture: a raccontarlo è il giovane Davide Urso, che venerdì 6 aprile (alle ore 19) sarà ospite della Biblioteca “Don G. Pantaleo” di Andrano per presentare in anteprima assoluta il suo libro “Diario di un’odissea positiva”, in un evento organizzato dalla Pro loco. Trentunenne originario di Fiesole, Davide è partito il 5 giugno 2017 e ha viaggiato in solitaria per due mesi, attraversando 21 nazioni lungo un percorso di 23 mila chilometri, che lo ha portato da Madrid a Capo Nord.

Mauthausen, Budapest, Amsterdam, Copenaghen, Vilnius, l’Ucraina e le Isole Lofoten sono alcune delle tappe dell’avventura di questo travel blogger che si racconta anche sul sito www.auventura.net. “Diario di un’odissea positiva” è il resoconto giornaliero di quel viaggio, segnato dalla scoperta, dalle emozioni e dallo spirito di adattamento. Così scrive l’autore nel libro: “[…] adattarmi a climi, durate del giorno e abitudini differenti mi fa sentire vivo, è una sensazione che poche volte ho provato; ringrazio me stesso per avere avuto il coraggio di partire e ringrazio quei primi tre passeggeri che hanno prenotato il passaggio, perché mi sentivo in dovere verso loro di mantenere l’impegno di accompagnarli e non tirarmi indietro”.

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Tricase – Musica, camminate e buon cibo fanno da filo conduttore degli eventi organizzati a Tricase e dintorni, fino alla zona di Otranto, nei giorni di Pasqua e Pasquetta. Domenica 1 aprile al Movida di Tricase (dalle 21 in poi) si balla con una serata all’insegna dell’animazione latina, del reggaeton e dei ritmi commerciali (info e prenotazioni al 347/7082195), mentre al Menamè di Tricase Porto (su Lungomare Colombo) dalle 22 va in scena la “Night Jazz” riscaldata dalla musica di Roberto Esposito al piano, Marco Girardo alla batteria e Michele Colaci al contrabbasso (info e prenotazioni al 328/9540754). Per chi invece vuol approfittare dei giorni di festa per escursioni e scampagnate nel verde, ci sono gli eventi organizzati nel territorio del Parco Costa OtrantoSanta Maria di Leuca e Bosco di Tricase. Domenica il ritrovo è a Otranto (ore 10, in via del Porto) per un’escursione che porterà a visitare la città e poi a proseguire lungo i sentieri del parco, esplorando Torre del Serpe, Grotta Palombara, Masseria delle Orte, Bosco Tumara e Masseria Scalelle, fino alla Valle dell’Idro e delle Memorie, con il suo sistema di grotte rupestri (info e costi: 338.7799477). A Pasquetta, i più mattinieri possono cominciare la giornata con un’escursione all’alba (ritrovo ore 6 presso la stazione di Otranto) per ammirare il sorgere del sole dal faro di Punta Palascia; oppure più tardi (ore 10 da Porto Badisco, piazzetta Consiglio) si può fare trekking nella zona della Grotta dei Cervi e lungo il sentiero della Laguna fossile, in luoghi di grande interesse naturalistico e archeologico, avventurandosi anche in kayak alla scoperta della costa (per entrambe le escursioni, info al 338.7799477). Ancora, a Corsano la Pasquetta è all’insegna delle camminate lungo le vie del sale, fra muretti a secco, macchia mediterranea e saline, con grigliata finale (ritrovo ore 9 in località Santa Maura. Info, prenotazioni e costi al 348.3062231).

Tricase – Niente impianto di compostaggio per il Comune di Tricase, che ha scelto di non presentare un progetto da candidare al bando sulla gestione dei rifiuti (in particolare sul trattamento della FORSU, frazione organica del rifiuto solido urbano) emanato nei mesi scorsi dalla Regione Puglia e ora scaduto con un nulla di fatto. Sui motivi di questo silenzio dell’amministrazione oggi ci si interroga e l’associazione “Prendi posizione”, attraverso Giovanni Carità (foto), parla di un’occasione mancata.

“Il sindaco – afferma Carità – in una pubblica assemblea tenutasi a Tricase ha dichiarato che il compostaggio è uno strumento inutile e superato. Non sappiamo su quali basi e con quali dati alla mano possa affermare questo: un esponente della nostra associazione, l’avvocato Guglielmo Casamassima, glielo ha chiesto pubblicamente, ma non ha ricevuto una risposta chiara. La vecchia amministrazione Coppola si era espressa a favore della creazione di un impianto di compostaggio, mentre l’amministrazione attuale non ha dato seguito alla cosa, senza però pubblicare una delibera o un atto ufficiale in cui si informi della decisione presa. Semplicemente, si è lasciato che il bando scadesse”.

Dal canto suo, il sindaco Chiuri (foto) ribatte: “Il concetto è molto semplice: quello che riguarda il riuso e il trattamento della FORSU è un settore che sta vivendo una fortissima evoluzione sotto il profilo tecnico ed è normale guardarsi intorno per capire quali sono le soluzioni migliori, eventualmente alternative al compostaggio. Prima di prendere una decisione del genere vanno valutati a fondo tutti i pro e i contro, per non ritrovarsi ad avere un impianto che dovrà restare lì per anni con una tecnologia che domani potrebbe risultare superata. Non dobbiamo ottenere finanziamenti solo per spenderli e questo non era il momento giusto per prendere una decisione così importante”.

Salve – Sport, salute e verde pubblico al centro del progetto per la riqualificazione dell’area in degrado di via Rosenberg, dove sono in corso i lavori per la realizzazione di un parco urbano destinato all’attività fisica all’aria aperta. Dopo la piantumazione di circa cinquanta alberi nei mesi scorsi, in occasione della festa dell’albero (che ha visto la partecipazione dei ragazzi della scuola media), è stato tracciato e in parte già realizzato il circuito del “percorso vita”, che si prevede di completare intorno a Pasqua: si tratta di un percorso che si compone di pannelli esplicativi multilingue e attrezzature in legno per esercizi a corpo libero e fitness.

Il progetto prevede inoltre la sistemazione del campetto già esistente, la creazione di un mini parco giochi per bambini, l’installazione di un tavolo da ping pong in calcestruzzo e di tavolini e sedute dove riposarsi o aspettare chi si allena. L’obiettivo è restituire alla comunità un’area verde che promuova il benessere psico-fisico per ogni fascia d’età, dove correre, allenarsi o giocare a calcio a livello amatoriale. Per la sicurezza e per prevenire possibili atti di vandalismo, il parco è già stato recintato e sono state installate videocamere di sorveglianza.

 

Andrano – Dalla Polonia al Salento sulle strade dell’arte: è il percorso che porta ad Andrano gli acquerelli dell’artista polacca Kasia Skoczylas (foto), protagonista della mostra “Water memories. Ricordi d’acqua del Capo di Leuca”, inaugurata lo scorso 24 marzo presso la sede dell’Info Point di palazzo Spinola Caracciolo e aperta al pubblico fino al 7 aprile (dal lunedì al sabato ore 10-12; mercoledì e venerdì ore 16-18. Ingresso libero).

Organizzata dalla Pro loco Andrano, la mostra segue a distanza di qualche mese la vetrina che già la scorsa estate fu riservata (in quel caso a Leuca) alla pittrice, interior designer e scenografa di origini baltiche. Gli acquerelli della Skoczylas, realizzati durante una sua vacanza nel Capo di Leuca, sono “memorie d’acqua”, opere a metà strada fra un taccuino di viaggio e un diario personale pieno di ricordi, evocazioni e immagini familiari: “Sono – scrive Doriana Agrosì, curatrice della mostra – passeggiate tra le campagne assolate, dove regna il beato cinguettio delle cinciallegre, rotto soltanto dal fremito delle cicale; sono passeggiate nei piccoli centri abitati di uno sconosciuto passante, sono l’incanto dell’acqua verde cristallina delle nostre spiagge”. L’acqua e la luce, appunto, che s’incontrano in quello stesso flusso di colori che fa incontrare l’immaginario salentino e l’arte del lontano Est Europa.

Ugento – Una fotografa e una sportiva, una salentina e una bergamasca, due ragazze giovani accomunate dalla stessa forza: sono l’ugentina Giada Chetta, da poco laureata in fotografia al LABA (Libera Accademia di Belle Arti) di Firenze, e l’atleta paralimpica Martina Caironi, incontratesi quasi per caso e volate insieme ai mondiali di Londra la scorsa estate. La storia di quest’incontro nasce quando Giada, da sempre appassionata di sport e in passato pallavolista in seconda divisione, si trova a dover decidere l’argomento della sua tesi di laurea: non ha dubbi, vuole raccontare la vita di un’atleta paralimpica di alto livello, che dimostri con il proprio esempio come lo sport può dare la spinta per superare le difficoltà. “L’idea della tesi – racconta Giada – è venuta da un’esperienza che ho vissuto sulla mia pelle: tre anni fa, ho rischiato prima di morire e poi di perdere la gamba sinistra a causa di una trombosi venosa profonda. Dopo quel dolore e un periodo di stop obbligatorio dall’attività motoria, ho capito che lo sport poteva essere la resilienza”.

Da qui la ricerca di un’atleta che faccia da soggetto per la sua tesi: inizialmente Giada pensa a Bebe Vio, poi si orienta su Giusy Versace. Quest’ultima, però, è già fuori dal mondo dello sport giocato e sarà lei stessa a suggerire alla ragazza di contattare Martina Caironi, oggi campionessa di atletica leggera ma anche lei pallavolista all’epoca dell’incidente che le è costato l’amputazione della gamba sinistra (la stessa che ha rischiato di perdere Giada). “Io e Martina – continua Giada – abbiamo moltissime cose in comune. Possiamo dire che, casualmente, ho scoperto un’altra me. Conoscerla è stato toccante, ma non sono mai stata in imbarazzo: era come avere davanti un’amica, non una campionessa di fama mondiale. Martina ha una forza incredibile e ti cambia inconsciamente la vita: stando a contatto con lei ho capito che i veri problemi sono altri”.

Giada ha seguito e fotografato la Caironi nel suo quotidiano, facendole visita nella casa di Bologna dove vive. E insieme a lei è volata ai mondiali di Londra, dove la Caironi ha conquistato due ori: “Quella è stata forse l’esperienza più emozionante della mia vita – racconta Giada. – Sono arrivata in questo stadio grandissimo e fino a poche ore prima della gara non sapevo dov’era la mia postazione né conoscevo la lingua. Il giorno della gara di Martina – che sarebbe stata alle 23 – io ero seduta al mio posto, a terra sotto la classica pioggia londinese, dalle 9 di mattina, non mi sono mai mossa da lì. Nonostante la stanchezza, ho scattato per tutti i 100 metri della gara, piangendo e pregando solo di aver messo a fuoco”. Quel reportage fotografico oggi è una tesi, la tesi di Giada su “Martina Caironi, la donna più veloce del pianeta”.

Tricase – La vecchia cisterna di Tricase Porto verrà restituita a nuova luce: sono partiti infatti i lavori di esplorazione dell’enorme cavità sotterranea, che risale ai primi del Novecento e si estende dalla piazzetta centrale (nei pressi del bar “Menamé”) per arrivare fino alla banchina del porto.

Condotta dagli esperti dell’associazione “Gruppo speleologico Tricase”, l’esplorazione è la prima fase di un progetto che ha ottenuto un finanziamento di 250mila euro e punta al recupero e alla fruibilità dell’antica cisterna. Al momento è stato esplorato solo il primo vano, poi si avanzerà superando la parte successiva del percorso, che è murata.

Come spiega il sindaco Carlo Chiuri, “in passato, le navi (fra queste anche navi da guerra) che arrivavano nel porto di Tricase utilizzavano la cisterna per il rifornimento di acqua dolce. Si tratta di un bene storico che va restituito alla comunità e reso fruibile a tutti, perché sarebbe un grande attrattore per il turismo: recuperando la cisterna, si creerebbe un percorso alternativo che permetterebbe di raggiungere la banchina del porto bypassando l’attuale strada e riscoprendo un bene meraviglioso, di grande valore”.

 

Specchia – Fare un casuale controllo del proprio conto bancario e accorgersi che mancano dei soldi, e nemmeno pochi: 100mila euro. È questa l’entità dell’ammanco – dovuto ad un investimento di cui il titolare del conto era del tutto all’oscuro – che uno sfortunato artigiano quarantenne di Specchia ha scoperto controllando online il suo saldo. Dopo l’immediata richiesta di spiegazioni da parte dell’uomo e a seguito dell’intervento del legale cui quest’ultimo si è rivolto, la banca ha cercato di giustificare l’operazione, si è parlato di “malinteso” e ha comunque provveduto immediatamente a far tornare sul conto del correntista i 100mila euro scomparsi. La “riapparizione” della somma però è bastata a mettere a tacere la vicenda. Diffusasi la notizia, sarebbero emersi altri presunti casi. Di certo c’è che – a seguito della denuncia dell’artigiano ai carabinieri di Specchia – tutto il personale dell’istituto di credito, dal direttore al cassiere, sarebbe stato trasferito ad altra sede e sostituito.

L’avvocato Ivan Mangiullo di Tricase, che assiste l’artigiano specchiese, dichiara: “A nostro avviso, c’è stata appropriazione indebita dei risparmi del correntista da parte dell’istituto di credito, che ha prelevato e investito la somma senza alcuna comunicazione preventiva al cliente e senza avere da questi un’autorizzazione né scritta né verbale. Soltanto dopo il mio intervento la banca ha cercato, attraverso metodi poco trasparenti, giustificando la cosa con modifiche del contratto e clausole sulla privacy, di far firmare al mio assistito (senza riuscirci) i moduli per l’autorizzazione che invece avrebbe dovuto fare  prima di procedere al prelievo. L’azione della banca, dunque, dal nostro punto di vista è assolutamente illegittima, tanto più grave se si considera che parliamo di una grossa cifra, investita per giunta in azioni ad alto rischio. E’ stato danneggiato il rapporto di fiducia con il correntista. Ora procederemo – conclude il legale – in sede civile e penale per chiedere i danni e soprattutto per capire che ragioni ha una banca nel fare operazioni del genere”. Lo “Sportello dei diritti” che ha segnalato il caso raccomanda di verificare spesso il proprio conto corrente per evitare brutte sorprese.

Andrano – Una lotta al femminile per l’emancipazione e la pace in Salento, durante la prima guerra mondiale: questo il tema dell’incontro in programma giovedì 15 marzo alle ore 18:30 nella Biblioteca Comunale di Andrano, dove verrà presentato il libro “Pane!… Pace! Il grido di protesta delle donne salentine negli anni della Grande Guerra” di Salvatore Coppola (foto). Nel corso dell’evento – organizzato in collaborazione con la libreria “Marescritto” – a dialogare con l’autore sarà Anna Rita Pantaleo.

“Questo volume”, spiega il prof. Coppola “è una ricerca che dimostra come negli anni della prima guerra mondiale inizi il processo di emancipazione delle donne di Terra d’Otranto, le quali – costrette a sostituirsi agli uomini nel lavoro dei campi e nella gestione di pratiche burocratiche o nella conduzione di aziende agricole – assumono la consapevolezza di essere in grado di fare ciò che fino a quel momento era stato loro impedito. Questa consapevolezza le porta a scendere in piazza, a protestare in prima persona (non solo per il pane, ma anche contro la guerra) e a subire le conseguenze di quella protesta, con l’arresto o il carcere. Le lotte femminili di quegli anni saranno foriere di future battaglie: non a caso, molte donne che erano già scese in piazza in quel periodo guideranno poi – nel secondo dopoguerra – i movimenti delle tabacchine”.

“Il libro”, aggiunge Coppola “attinge a fonti giudiziarie, cioè alle carte dei processi conservate nei tribunali. Nei fondi della Prefettura, invece, non esistono documenti a riguardo: sono stati fatti sparire durante il fascismo, quando per costruire il mito di una nazione favorevole a entrare in guerra si doveva cancellare ogni testimonianza delle lotte di quegli anni”.

Salve – Enogastronomia e tipicità come motori del turismo: questa l’idea di fondo del progetto “I cammini del cibo e del vino autentici”, cui il Comune di Salve ha aderito in qualità di partner dell’associazione “Borghi autentici d’Italia”. Lo scopo è far conoscere il territorio mettendo insieme tre pacchetti turistici da promuovere nei periodi aprile-maggio, giugno-luglio e settembre-ottobre, grazie al supporto di Bai Tour, il tour operator collegato al circuito di “Borghi autentici”. La scelta fatta a monte è stata quella di rivolgersi direttamente agli operatori locali, senza l’intermediazione di associazioni di categoria, per consentire una partecipazione quanto più ampia possibile.

Massimo Chirivì (foto), referente del progetto per Salve e consigliere con delega al Turismo, spiega: “Puntiamo ad avere dei pacchetti con offerte molto diversificate, per rispondere alle esigenze di ogni tipologia di turista. Il periodo su cui ci stiamo più impegnando è settembre-ottobre, in un’ottica di destagionalizzazione. Al momento abbiamo già avuto una quindicina di adesioni da parte di operatori locali e fra le attività che stiamo definendo ci sono: show cooking presso ristoranti o associazioni che si occupano di cucina, concerti d’organo (con l’organo più antico di Puglia), passeggiate nei centri storici e in aree di interesse archeologico, degustazioni di vini in cantina”.

 

Salve – 04L’iniziativa è promossa dal personale bibliotecario e dalla cooperativa Imago (che da settembre ha affidato la gestione della struttura a Elisa Cantone, in foto), in collaborazione con Arci Lecce e sotto il patrocinio del Comune. Rispetto, altruismo, accoglienza, tenacia, coraggio, meraviglia e saggezza sono alcuni dei temi intorno ai quali le proiezioni faranno riflettere, anche attraverso apposite schede di approfondimento che saranno consegnate ai partecipanti all’evento.

La rassegna parte giovedì 8 marzo (ore 17:30), con la proiezione del film “Agora”: in occasione della festa delle donne, una pellicola che mette al centro un personaggio femminile di grande spessore quale fu la filosofa, matematica e astronoma greco-alessandrina Ipazia. Mercoledì 21 (sempre alle 17:30), nella Giornata mondiale della poesia si prosegue con “Il giovane favoloso”, che racconta la vita di Giacomo Leopardi; mentre venerdì 30 (ore 17:30) c’è il film d’animazione “Inside out”, per riflettere sul valore delle emozioni che orientano la nostra vita. Ad aprile gli appuntamenti si spostano in mattinata, alle 10:30: sabato 14 spazio alla proiezione de “Il piccolo principe”, e sabato 21 si chiude con “Fuocoammare”, documentario di Gianfranco Rosi sugli sbarchi dei migranti a Lampedusa. L’ingresso a tutti gli appuntamenti della rassegna è libero e gratuito, ma è gradita la prenotazione al numero 0833.520550 o via mail, scrivendo a biblioteca@comune.salve.le.it.

Tricase – Nascosta agli occhi e forse più ancora alla memoria, la storia antica di Tricase emerge dai lavori di ripavimentazione di piazza Don Tonino Bello. Gli scavi in corso stanno riportando alla luce sepolture, granai e invasi probabilmente utilizzati come cisterne. Ma il reperto più interessante pare essere un pezzo di muro quasi parallelo alla facciata dell’attuale chiesa matrice.

Lo storico «Quel tratto di muro non può appartenere alla cinta muraria della città, per due motivi: innanzitutto è troppo sottile, e poi il tracciato delle mura urbiche seguiva un percorso completamente diverso. Noi crediamo invece che quel muro appartenga a una delle due chiese matrici di Tricase che esistevano prima di quella attuale. Molto probabilmente alla prima, di epoca tardomedievale (fine 400 o 500), mentre la seconda è della seconda metà del Settecento», afferma Salvatore Musio, storico e portavoce – insieme a Valentina Sticchi – del comitato cittadino spontaneo “Tricase sotterranea”. A quest’ipotesi Musio sta lavorando insieme a Carlo Vito Morciano (anche lui storico e membro di “Tricase sotterranea”) consultando fonti documentarie: il risultato sarà una relazione che verrà messa a disposizione dell’Amministrazione comunale, della Sovrintendenza e dei tecnici, per capire cosa fare di quel muro. Musio ha già contattato, con il comitato, il sindaco Carlo Chiuri il quale ha già manifestato la volontà di valorizzarlo: c’è ancora da capire se con l’apposizione di un cristallo o con una tessitura in pietra diversa rispetto al basolo della piazza.

I reperti emersi Dagli scavi sono emersi anche altri reperti, a cominciare dalle fosse frumentarie. «Questi granai – continua Musio – sono stati dismessi quasi certamente nel Settecento. Il fatto che si trovino sulla piazza principale di Tricase ci fa presupporre che si tratti delle fosse frumentarie della Civica Università, questo perché l’Università insisteva sulla piazza e all’epoca quasi tutte le abitazioni del centro storico – o almeno quelle delle famiglie notabili – avevano una propria fossa frumentaria fuori l’uscio di casa». Nel tessuto della piazza sono poi stati scoperti altri invasi, intonacati e con i segni dei livelli dell’acqua visibili all’interno, il che fa pensare che fossero delle cisterne. «Anche qui, però, c’è da indagare – afferma lo storico – per capire se questi invasi nascono originariamente come cisterne o se invece erano canali sotterranei poi convertiti ad altro scopo. Dal nostro punto di vista, è molto difficile che si tratti dei leggendari cunicoli che portavano fuori dall’abitato: questi cunicoli, infatti, o dovevano passare al di sotto del fossato o nel vuoto del fossato si sarebbero persi. Insomma, la leggenda si ferma lì, a quel vuoto». Ci sono poi quattro sepolture civili, non appartenenti a nobili o personaggi illustri, almeno stando a quanto si sa oggi. Musio spiega: «Sono con alta probabilità sepolture antecedenti al 1606, perché in quella data venne ultimata la costruzione della seconda chiesa matrice di Tricase e a partire da allora si cominciò a seppellire all’interno della chiesa. Lo testimonia un documento relativo a una visita apostolica del 1628, in cui si descrive la chiesa e si parla di numerose sepolture presenti al suo interno».

Il ruolo di “Tricase sotterranea” Conclude Musio: «Noi di “Tricase sotterranea” continueremo a seguire i lavori, non perché vogliamo mettere i bastoni fra le ruote o bloccare il cantiere, tutt’altro. Siamo consapevoli che è giusto rendere fruibile al più presto piazza Don Tonino Bello e restituirla alla comunità, ma dall’altro lato se dagli scavi emergono dei reperti non è giusto coprire tutto. È proprio questa mancanza di sensibilità storica che vogliamo combattere, per evitare che ci siano altre “ferite” come quella che possiamo vedere oggi sulla nostra piazza: un taglio di un paio di metri realizzato con pala meccanica che ha tagliato via la testa di una tomba senza che nessuno ne desse conto, perché in quel caso lo scavo venne chiuso e non si seppe più nulla».

Patù – Gli interventi sulle aree naturali sono al centro di due progetti che verranno finanziati con fondi della Regione Puglia e in piccola parte del Comune di Patù: in cantiere la riqualificazione della fascia costiera da San Gregorio a Torre Vado e di un’area verde in stato di abbandono, occupata da una vasca di scarico in passato utilizzata dall’Acquedotto pugliese. I due progetti sono stati presentati in risposta a un avviso pubblicato dalla sezione Paesaggio della Regione Puglia, e si sono piazzati rispettivamente al primo e al secondo posto.

Partirà in primavera il concorso di progettazione per il litorale di San Gregorio. Ai progettisti si chiederà di avanzare idee per valorizzare l’area in relazione ad alcune linee guida già fissate: riordino della mobilità, riqualificazione dello spazio pubblico e del fronte mare, risanamento costiero e ricucitura degli habitat naturali. In sostanza, si lavorerà alla creazione di un parco costiero di salvaguardia e valorizzazione delle aree di maggior pregio naturalistico. I fondi stanziati per questo progetto ammontano a 45 mila euro (40 mila dalla Regione, 5 mila in cofinanziamento dal Comune).

Intitolato “Il giardino di Clément” (dal nome di Gilles Clément, architetto francese del paesaggio), il progetto per la riqualificazione e messa in sicurezza dell’ex vasca di scarico dell’Acquedotto pugliese attinge invece a un fondo di 25 mila euro (20 mila dalla Regione e 5 mila dal Comune). L’area in questione è una cava che il Comune di Patù ha riacquisito lo scorso anno dall’Acquedotto e si trova lungo la strada provinciale di Giuliano di Lecce. Come spiega il sindaco Gabriele Abaterusso, lo stato di abbandono in cui versa oggi la zona ha portato i residenti a lamentarsi per la sporcizia, la presenza di ratti ed erbacce. L’obiettivo è quindi sistemare l’area e trasformarla in uno spazio verde pubblico: fra le altre cose, il progetto prevede la piantumazione di arbusti, la collocazione di pannelli informativi e di rastrelliere per le bici.

Patù – Bambini e adulti a scuola di inglese con i nuovi corsi organizzati dalla Pro loco Patù e tenuti dalla docente Alessandra De Giorgi (in foto insieme alla segretaria Maria Angela Pia Puce). “English for kids” è il corso che si rivolge ai piccoli (età 8-10 anni), guidandoli a sviluppare le competenze linguistiche di base anche attraverso l’interazione con i compagni e il gioco. Per gli adulti, invece, oltre a potenziare le capacità di ascolto e comprensione per comunicare nella vita di tutti i giorni, il corso è focalizzato sulla terminologia per l’accoglienza nel settore turistico-ricettivo. Entrambi i corsi si terranno nella sede di Palazzo Romano (in piazza Indipendenza) e verranno attivati previo raggiungimento del numero minimo di iscritti. Il corso “English for kids” ha un costo di 25 euro mensili (un incontro a settimana, per un totale di 20 ore). Per il corso di inglese per operatori turistico-ricettivi la quota è invece di 80 euro per i soci della Pro loco e 100 per i non soci (due incontri a settimana, 40 ore totali). Al termine dei corsi verrà rilasciato un attestato di partecipazione. Iscrizioni entro il 3 marzo. Info: info@prolocopatu.it – 331.8395476.

 

Salve – L’ex discarica di Salve sita in località Spiggiani sarà bonificata e messa in sicurezza grazie ai fondi europei erogati dalla Regione Puglia. Il progetto presentato dall’Amministrazione comunale ha ottenuto un finanziamento di 3 milioni e 770mila euro (fondi Por-Fesr-Fse 2014-2020), risultando fra i soli tre vincitori accanto ai Comuni di Alessano, con la discarica in località Matine, e Torremaggiore (in provincia di Foggia). Attiva dal 1986 al 1996 su un’area di circa 23mila metri quadri, quella di Spiggiani è una vecchia discarica comunale – a suo tempo regolarmente autorizzata – dove venivano conferiti rifiuti solidi urbani (domestici). Da allora non è più attiva e l’area su cui sorge è recintata e chiusa.  l’obiettivo che ci si pone con questo progetto è la definitiva messa in sicurezza del sito incapsulando i rifiuti (pur ormai mineralizzati), così da evitare possibili contaminazioni con aria, acqua e suolo. «Con questo progetto si persegue l’obiettivo della definitiva messa in sicurezza del sito incapsulando i rifiuti – pur ormai mineralizzati -, così da evitare possibili contaminazioni con aria, acqua e suolo. Il sito – afferma il sindaco Vincenzo Passaseo (foto) – verrà riqualificato per diventare uno spazio verde attrezzato, con parco sportivo e un centro di educazione geologico-ambientale». L’area su cui sorge la discarica, inoltre, rappresenta una dolina naturale (di tipo tettonico-carsico) e ciò  offre la possibilità di leggere “sul campo” le varie stratigrafie del terreno, in una sorta di laboratorio geologico e didattico a cielo aperto.

 

 

Tricase – Una parte della vecchia e storica Acait, l’ex manifattura nata nel 1902 per la lavorazione del tabacco e altri prodotti agricoli, è crollata ieri intorno alle 13,30. Non ci sono danni a persone e la zona è stata recintata. La parte interessata dal crollo è uno dei capannoni su cui era installato un impianto fotovoltaico. Ma si sono accese subito le reazioni. Fondata come “Consorzio agrario del Capo di Leuca” e poi diventata “Azienda cooperativa agricola industriale del Capo di Leuca” nel 1938, l’Acait è stata una delle prime imprese cooperative del Sud Italia e oggi rappresenta un’opera di archeologia industriale fortemente legata all’identità storica di Tricase. Nel 2003 il Comune decise di acquistare lo stabile contraendo un mutuo trentennale (dunque ancora in corso) di circa 3 milioni e mezzo di euro, per sottrarre la struttura all’abbandono e alla speculazione. Da allora, però, non è mai stata indicata una destinazione d’uso e l’edificio non ha subito la necessaria manutenzione, nonostante abbia ospitato eventi pubblici anche di recente (è il caso della festa di San Martino organizzata pochi mesi fa dalla Pro loco).

Il crollo accende le polemiche sullo stato di abbandono dei beni pubblici. Il sindaco Carlo Chiuri (foto) afferma: “Sono arrabbiatissimo, questo è il risultato di 16 anni di incuria. Dal 2002, da ogni parte politica, ci si è occupati di tutto fuorché del bene della comunità e della conservazione dei luoghi storici: oggi ne abbiamo avuto il ‘regalo’. Per fortuna il crollo ha interessato solo una porzione dello stabile, ma intanto alcune delle nostre nonne si staranno già rivoltando nella tomba per l’incapacità dei loro figli a tutelare i luoghi dove loro hanno lavorato per anni. Nell’immediato provvederemo a puntellare e a mettere in sicurezza la zona, poi continueremo a cercare fondi e recuperare lo stabile. Oggi siamo ancor più determinati a farlo”.

Anche Giovanni Carità, membro del comitato “Tricase sotterranea” e nel 2003 consigliere di maggioranza nella Giunta che si batté per l’acquisizione dell’Acait, pone l’accento sull’incuria: “Quanto accaduto oggi non è la conseguenza delle piogge di questi giorni, come qualcuno cercherà di farci credere, bensì è la naturale e scontata conseguenza di anni di abbandono”. Un abbandono che “si è concretizzato anche nella semplice mancata pulizia dei canali di scolo, che determina il ristagno dell’acqua e l’aumento di peso sulla struttura”. L’associazione “Prendi posizione Tricase” (di cui Carità è membro e Roberto Schimera referente) firma un comunicato stampa in cui definisce condivisibili le perplessità “sull’installazione di un impianto fotovoltaico su un bene architettonico già in avanzato stato d’incuria”: il peso dei pannelli potrebbe aver contribuito al crollo? Finora tutto resta nel campo del condizionale, dal momento che mancano le perizie tecniche che confermino le cause”. Quanto allo stato di abbandono in cui versa la struttura, il consigliere Nunzio Dell’Abate fa notare la presenza di una “bomba ecologica di amianto” sui tetti dell’Acait, mentre secondo altri – fra cui lo stesso Carità – la polemica non ha ragion d’essere perché l’amianto, pur non rimosso, è stato bonificato e messo in sicurezza alcuni anni fa, mediante trattamento con vernici e materiali appositi che impediscono la liberazione delle polveri.

Leuca – Inventare, giocare e costruire attraverso il riciclo creativo: sabato 24 febbraio presso la sede della Pro Loco di Leuca (su lungomare Colombo), dalle 16:30 alle 18:30 bambini e genitori sono invitati a “La sfida dell’inventore”, mostra e laboratorio creativo per trasformare le idee in oggetti. L’iniziativa è organizzata dalla signora Izzy Jwett, che da tre anni cura le attività del gruppo Fun Fridays Leuca, formato da bambini della scuola primaria e inserito nella rete di “Imagination Foundation”, che conta 150 gruppi sparsi per il mondo. “La sfida dell’inventore” rientra nel programma “Imagination Chapter”, portato avanti durante tutto l’anno in orario extrascolastico, spesso nella sede della Pro Loco o a casa della signora Jwett.

L’idea da cui muove la sfida è osservare il territorio e farsi ispirare dai problemi della comunità in cui si vive per proporre invenzioni (o semplici giochi) che migliorino la vita. In altri termini, capire qual è il percorso creativo seguito dagli inventori, valorizzando al contempo l’importanza di dare nuova vita ai materiali. L’evento di sabato 24 febbraio si rivolge a bambini accompagnati dai genitori ed è aperto a tutti (senza necessità di prenotazione), con un’offerta libera per sostenere le attività. Oltre al laboratorio, ci sarà una mostra delle invenzioni già realizzate dai bambini del gruppo Fun Fridays Leuca.

 

 

Torre Vado – Amore per il territorio e voglia di dedicare un po’ del proprio tempo libero per contribuire a valorizzarlo: sono questi i requisiti per chi voglia far parte della Pro loco Torre Vado, che lancia la campagna tesseramenti 2018. Presieduta da Marco Cavalera (archeologo del paesaggio, guida turistica e membro dell’associazione Archès), la Pro loco punta a stimolare la cooperazione e il senso di comunità, accogliendo idee per la valorizzazione non della sola Torre Vado ma anche di Barbarano del Capo e Morciano di Leuca. Fra le principali attività in programma ci sono le aperture ordinarie e straordinarie del Santuario di Santa Maria di Leuca del Belvedere a Barbarano, con annesso servizio di visita guidata presso il complesso monumentale e le vicine “vore”; la seconda edizione di “Hospitalia”, evento storico evocativo per riscoprire le antiche vie dei pellegrini in occasione dei trent’anni dal restauro di Leuca Piccola; i servizi di assistenza e informazione turistica erogati sul territorio; e la valorizzazione del patrimonio archivistico, archeologico e rurale di Morciano.

Quest’anno, inoltre, la Pro loco si avvale di due operatori del servizio civile (Jennifer Taurino e Alessio Stefàno, in foto con Marco Cavalera), coinvolti in una serie di studi storici sul territorio di Morciano e Barbarano. Il tesseramento alla Pro loco Torre Vado prevede il versamento di una quota associativa di 25 euro. Le iscrizioni possono essere effettuate dal lunedì al sabato, dalle ore 8:30 alle 12:30, presso il Centro Anziani di Morciano, in piazza Giovanni Paolo II (accanto all’Ufficio dei Vigili). Info al numero: 340.5897632.

Salve – Un ricordo del poeta Cosimo Russo a un anno dalla sua prematura scomparsa. “Per poco tempo” (Manni editore) è la raccolta di versi che viene presentata giovedì 15 febbraio, alle 17.30, presso la Biblioteca comunale di Salve. Alla serata prendono parte il sindaco Vincenzo Passaseo, Mario Carparelli del Presidio del Libro del Capo di Leuca, e Luigina Paradiso, madre del poeta e curatrice del volume. In chiusura letture di Elisa Maggio, della compagnia teatrale “Salve in scena”. Di recente, sempre al fine di ricordare la memoria di Russo (nato nel 1972 a Gagliano del Capo) c’è stata anche l’inaugurazione di una targa collocata fuori dalla stazione di Arigliano (frazione di Gagliano del Capo). «Al contrario di tutte le altre targhe commemorative, questa contiene un dettato di poesia che vuol risvegliare un messaggio d’amore che stiamo perdendo. Un messaggio per le genti, scritto fuori dall’ultima stazione d’Italia e consegnato idealmente ai viaggiatori che da ogni parte del mondo arriveranno qui», afferma la signora Paradiso.“L’hai sentito il treno delle nove e mezza di sera / […] / farti dimenticare gli avanzi e i disavanzi, / spingerti sulla portiera dei sogni nel vagone dell’irreale”: questi alcuni dei versi della poesia “Il treno della Sud Est”.  È sempre la madre dell’autore a spiegare come fu lo stesso figlio Cosimo a scegliere il titolo della raccolta, pubblicata postuma. «Lui era molto riservato, aveva tanti scritti nel cassetto e io, di nascosto, avevo già cominciato a mandarne alcuni alle case editrici. Poi, prima di andare via, Cosimo lasciò detto che gli sarebbe piaciuto veder pubblicate le sue poesie, così le ho tirate fuori e le ho spedite a Manni, che già conosceva il suo valore. Il titolo “Per poco tempo” l’ha scelto mio figlio: intendeva dire che la poesia era una passione che coltivava nel suo poco tempo sottratto agli impegni quotidiani, al lavoro, alla famiglia».

Il ricordo – Fra le parole che molti intellettuali hanno speso per Cosimo Russo, significative sono quelle pronunciate da Elio Ria (di Tuglie), che all’inaugurazione della targa commemorativa ha detto: «La cosa che mi ha colpito della poesia di Mimmo è che lui non ha avuto bisogno di sforzarsi di trovare lo straordinario in cose lontane: lo ha trovato invece nella quotidianità. Ha descritto il territorio e la sua gente con la capacità di cogliere la bellezza nella semplicità, senza mai cadere nel banale. E l’ha fatto con una precisione delle parole che solo i poeti hanno». In quella stessa occasione, Lara Savoia (di Salve), ha poi aggiunto: «Ho visto in Cosimo un poeta della luce. Le sue poesie mi ricordano le quattro stagioni di Vivaldi: un breve inverno mitigato dall’immenso sole dell’estate».

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Abbiamo scritto ieri pomeriggio un articolo con una tempestività – confessiamo - non voluta considerato quanto si sarebbe sprigionato da lì a poche ore...