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Daniela Palma

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Quando era piccola, suo papà le ha insegnato a guardare al cielo senza vederci solo l’azzurro. Da grande ha capito, poi, che quelle immagini si potevano tradurre in parole. Un foglio bianco come un pentagramma senza righe né spazi per fare musica con le lettere. Laureata in Filosofia a Pavia, giornalista pubblicista, collabora costantemente con Piazzasalento da Giugno 2011.

Parabita – Giostrine per bambini diversamente abili in arrivo nel parco comunale di Parabita e di altri comuni salentini. Il bando regionale mette a disposizione complessivamente 150mila euro per soddisfare le richieste dei primi 16 Comuni in graduatoria (dieci dei quali sono della provincia di Lecce): tra questi Poggiardo, Taurisano e Racale (10mila euro ciascuno), Parabita (9.900) e Melissano (8.653,46). Secondo quanto previsto dal bando, l’installazione delle strutture inclusive dovrà concludersi entro la fine del 2018.

A Parabita (ottava in graduatoria) i commissari Andrea Cantadori, Gerardo Quaranta e Sebastiano Giangrande fanno sapere di aver chiesto ed ottenuto (tramite un progetto redatto dai tecnici comunali) il finanziamento in questione per l’adeguamento di parco Aldo Moro alle esigenze dei bambini portatori di handicap, che ora avranno strutture e svaghi per giocare in tutta sicurezza.

Matino – La scena sarebbe quella di un film d’azione (all’americana), con tanto di stuntman professionista esperto in guida acrobatica. Oppure si potrebbe pensare ad un abile fotomontaggio. Invece è pura (stupefacente) realtà ciò che è accaduto in via Vittorio Veneto a Matino, all’altezza dell’incrocio con via Marsala (zona Sacro Cuore), dove una Dacia Duster ha travolto una Fiat 500 parcheggiata a bordo strada. Sarà stata la distrazione dell’autista o chissà cosa, sta di fatto che il suv ha preso quota rimanendo sollevato per aria in perfetto equilibrio: con le due ruote di destra quasi sul tetto dell’utilitaria e le due di sinistra al suolo. Un’incredibile combinazione tra velocità, direzione e pendenza (e una buona dose di fortuna) hanno consentito all’autista di rimanere ben saldo al suo posto di guida, seppur in precario equilibrio, per diversi minuti, dando il tempo ai residenti della zona di scendere per strada, attirati dal rumore dei vetri infranti della Fiat 500, e sostenere con il loro peso la Dacia in attesa dei soccorsi. Curiosamente, tra i soccorritori c’è stato anche il proprietario della stessa auto danneggiata. Una volta giunti sul posto, sono stati i vigili urbani a rimettere le cose a posto. Fortunatamente nessuno è rimasto ferito. Per il conducente del Suv solo una bella dose di paura (ed un verbale da parte dei vigili).

Parabita – Manutenzioni in arrivo per diverse zone del paese: l’annuncio è della Commissione straordinaria di Parabita. Alcuni lavori riguarderanno la realizzazione di nuovi tronchi idrici nell’abitato, come richiesto da Acquedotto Pugliese, in procinto di predisporre nuove infrastrutture idriche e fognanti su via Provinciale Tuglie e su via Pisanelli. Gli altri interventi previsti riguarderanno invece la messa in sicurezza della pubblica illuminazione. Diversi pali della luce pericolanti hanno fatto scattare le segnalazioni dei residenti, rendendo urgente l’intervento del Comune per un serio rischio crollo, dovuto alle forti raffiche di vento degli ultimi giorni, al degrado strutturale e all’usura. L’intervento riguarderà le vie Martiri della Libertà, Mons. Fagiani,  Perugia, Piave, Volta, Padova, Nizza, S. Giovanni Battista e Bovio. È in corso, inoltre, il ripristino del tombino di pubblica illuminazione su via Vittorio Emanuele.

Parabita – Arriva anche la firma del Presidente della Repubblica Mattarella a suggellare la proroga dello scioglimento per mafia del Comune di Parabita. I 18 mesi inizialmente previsti si protrarranno a 24, dunque, come già proposto dalla Prefettura di Lecce e dal Ministero dell’Interno, e in Municipio continuerà la gestione straordinaria dei commissari Andrea Cantadori, Gerardo Quaranta e Sebastiano Giangrande (nella foto), a questo punto fino a marzo 2019.

«Non risulta esaurita l’azione di recupero e risanamento complessivo dell’istituzione locale e della realtà sociale, ancora segnate dalla malavita organizzata»: questa la motivazione alla base del decreto presidenziale datato 17 settembre. Le motivazioni entrano più nel dettaglio con la relazione del Ministro dell’Interno Matteo Salvini. Nello specifico, settori ancora “deboli” risultano essere l’edilizia popolare con le persistenti occupazioni abusive, la gestione del progetto Sprar per richiedenti asilo e rifugiati (“caratterizzato da una mala gestio sotto il profilo contabile e della rendicontazione per il quale sono stati accertati ammanchi per 170mila euro”), una necessaria continuità nella gestione dei bandi di riqualificazione urbana avviati con Matino e destinati al miglioramento del decoro urbano. Altro necessità è quella di portare a termine la procedura avviata in collaborazione con la regione Puglia per l’affidamento di due beni confiscati alla criminalità organizzata (ovvero Parco Angelica e via Boccaccio). «La gestione dell’ente è stata affidata ad una commissione straordinaria che ha perseguito l’obiettivo di ripristino della legalità con interventi volti ad assicurare i principi di buon andamento e imparzialità», ha scritto il Ministro Salvini, ricordando poi che il programma di risanamento è stato interrotto per 3 mesi, a seguito della sentenza del Tar Lazio poi congelata dal Consiglio di Stato.

«Nell’approssimarsi del termine della gestione commissariale – continua la relazione del Viminale – il Prefetto di Lecce, con proposta del 13 settembre 2018, ha rappresentato che l’attività posta in essere dall’organo commissariale, anche a causa della menzionata interruzione, deve essere proseguita per completare il processo di legalizzazione ed è pertanto necessario predisporre una proroga dello scioglimento del Consiglio comunale. Tale valutazione è stata condivisa dal Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica nella seduta del 13 settembre, alla presenza del Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Lecce».

Parabita – Parabita celebra la Giornata mondiale dei sogni grazie all’impegno dei ragazzi della parrocchia San Giovanni Battista. Sulla scia di un percorso formativo incentrato proprio sui sogni, i Giovanissimi di Azione cattolica hanno scelto di celebrare la 24ore internazionale con un viaggio nell’onirico, nei desideri di ciascuno, nelle ambizioni chiuse in un cassetto. Lo scenario scelto, affatto casualmente, è il castello di Parabita. Martedì 25 settembre, a partire dalle 19.30, nell’atrio del castello che domina piazza Umberto I, i ragazzi saranno protagonisti di riflessioni, laboratori, stand e di un “mannequin challenge”, con una conclusione a sorpresa. La serata e le foto ricordo saranno accompagnate dall’hasthag ufficiale #worlddreamday.

Parabita – Una settimana di corsi gratuiti e per bambini e adulti, da lunedì 24 a venerdì 28 settembre, per divertirsi e cominciare a conoscere il mondo del circo. Inizia così l’avventura per Tabarin, la prima scuola di circo del Sud Salento che aprirà i battenti ufficialmente il primo ottobre a Parabita. La scuola, un progetto finanziato dal bando regionale Pin (“Pugliesi innovativi”), è uno spazio dedicato alle arti circensi che ha trovato casa all’interno di Parco Angelica, l’immenso giardino sulla provinciale Alezio – Parabita dedicato alla piccola Angelica Pirtoli. Tabarin sarà allo stesso tempo una scuola di circo con corsi dedicati ad adulti e bambini, da 3 anni in su, un’area spettacoli con rassegne e workshop e uno spazio aperto alla collaborazione con associazioni e altre realtà del territorio.

Il progetto «Una scuola di circo – spiegano i maestri – è una palestra per il corpo e per la mente. Per i bambini è a tutti gli effetti un momento di gioco, perché coinvolgente e divertente, ma al tempo stesso molto istruttivo, creativo, che stimola attenzione, fantasia e sviluppo psicomotorio». I corsi proposti spaziano dalla giocoleria all’equilibrismo , dall’acroportes all’acrobatica, clownerie e tecniche aeree. Docenti della scuola saranno i maestri Luca Casto (di Parabita), Gema Caballero e Luca Andolfi. Il primo, in arte Fakiro Nirname, ha maturato una lunga esperienza nell’ambito del circo sociale, collaborando con cooperative sociali in diverse parti del mondo (Bielorussia, Estonia, Lituania, India, Libano, Marocco) specializzandosi in laboratori didattici di costruzione di materiali di circo, e nell’insegnamento dell’equilibrismo e teatro di figura. Gema Caballero, invece, è spagnola e si è diplomata presso l’Escuela de circo di Carampa, a Madrid, con specializzazione in trapezio fisso. Ha all’attivo anche un diploma de monidora, qualifica spagnola di abilitazione alla didattica rilasciato dalla Comunidad de Madrid. Luca Andolfi, di Bari, è giocoliere, equilibrista, educatore circense e ha all’attivo un diploma in pedagogia del circo presso l’école de cirque de Bruxelles. (Info, orari e calendario didattico sulla pagina facebook Spazio Tabarin o al numero 340/9640101).

Parabita – Migliora la situazione della stazione ferroviaria di Parabita, da tempo presa di mira dai vandali. Le Ferrovie Sud-est hanno, infatti, provveduto ad eseguire i necessari lavori di pitturazione delle pareti ridando decoro a quella che ormai da tempo è soltato una fermata. Dopo alcune segnalazioni di cittadini parabitani, stanchi di vedere muri imbrattati con imprecazioni e insulti, era stata la Commissione straordinaria a scrivere alla direzione dell’azienda ferroviaria segnalando la necessità di un intervento urgente di manutenzione. In particolare era stato segnalato come la stazione ferroviaria fosse stata vandalizzata tramite scritte effettuate con bombolette spray e che questa situazione pregiudicava l’immagine di Parabita, che si appresta tra l’altro ad ottenere il riconoscimento regionale di “Comune a prevalente economia turistica”. L’azienda, in risposta, aveva assicurato un celere intervento, e così è stato, visto che nei giorni scorsi sono stati eseguiti i lavori.

Parabita – I dubbi dell’Amministrazione Cacciapaglia sulla nomina dell’architetto Daniele Cataldo a dirigente comunale per il settore Lavori pubblici diventano un esposto indirizzato all’Autorità anticorruzione, alla Procura della Corte dei conti e alla Procura della Repubblica di Lecce. Gli ex consiglieri di maggioranza hanno messo nero su bianco quelle che, a loro dire, appaiono come “anomalie” nel procedimento di verifica della idoneità del dirigente prescelto. Primo punto: la nomina di un politico in piena campagna elettorale, “quand’era ancora in vigore il decreto di convocazione delle elezioni per il 21 ottobre”. Cataldo, infatti, fino a quel momento ricopriva il ruolo di segretario della sezione locale di Forza Italia, incarico dal quale si è poi auto-sospeso quand’è arrivata l’assunzione in Comune, nel settore Lavori Pubblici, ed il contratto a tempo determinato per sei mesi. Particolare – continua a rilevare l’ex Amministrazione comunale – “è anche l’attestazione di idoneità tecnica nei riguardi di un professionista che ha promosso reiterate azioni e denunce, dimostratesi infondate, contro la stessa Amministrazione comunale di Parabita”.

I rilievi degli ex amministratori «È singolare – si legge nell’esposto – che nonostante le varie iniziative giudiziarie conclusesi negativamente l’architetto Cataldo diventi oggi nuovo dirigente del settore Lavori pubblici “in virtù delle prestazioni rese in favore del Comune”, come citato nella delibera della commissione straordinaria». Altra segnalazione riguarda un decreto ingiuntivo di 40mila euro notificato dall’architetto Cataldo al Comune di Parabita per presunte prestazioni professionali rese in favore dell’Ente. Il Comune si è opposto in giudizio, nominando un legale. Di recente, invece, si sarebbe pervenuti ad una transazione extragiudiziale. L’esposto presentato da parte degli ex amministratori punta anche sui criteri di selezione dei nove candidati, “visto che il bando richiedeva peraltro una comprovata esperienza in vari settori di competenza e non solo quella di progettazione di edifici pubblici”.

I rilievi dell’avvocato Quinto Altre perplessità, questa volta espresse dall’avvocato Pietro Quinto, legale dell’Amministrazione Cacciapaglia nel procedimento che ha impugnato il decreto di scioglimento del Consiglio comunale, riguardano la legittimità della proroga della gestione commissariale. «Sul piano formale – scrive l’avvocato Quinto – perchè la richiesta di proroga deve essere formulata 50 giorni prima della scadenza della gestione commissariale. Si ignora quale sia la data di scadenza della gestione commissariale risalente al 17 febbraio 2017, ma i 18 mesi previsti dal decreto sono scaduti il 17 agosto. Sostiene l’Avvocatura generale dello Stato che, invece, la data scadenza sia il 29 settembre. In relazione ad entrambe le interpretazioni non è rispettato il termine perentorio di 50 giorni, atteso che la richiesta di proroga è stata formulata il 14 settembre. Sul piano sostanziale – continua la difesa –  è veramente assurdo e contrario a ogni logica sostenere che a fronte delle elezioni sia preferibile una proroga della gestione commissariale, perdurando nella comunità di Parabita una situazione emergenziale. Si tratta di un’offesa alla razionalità, all’intelligenza e alla dignità dei cittadini di Parabita».

Parabita – Niente elezioni a Parabita: in Comune restano i commissari (nella foto) e si voterà (forse) nella primavera 2019. Lo ha deciso ieri sera il Consiglio dei Ministri, riunito a Palazzo Chigi sotto la presidenza del premier Giuseppe Conte. Nelle prossime ore il Ministero dell’Interno dovrebbe procedere ad annullare, in autotutela, il decreto di convocazione elettorale giunto a Parabita il 5 settembre scorso. Solo una convalida scritta, giàcchè, come appare logico, la permanenza della gestione straordinaria dei commissari per altri 6 mesi si sovrappone alla data del 21 ottobre ed invalida (di per sé) il turno elettorale al quale si stava lavorando.

La proroga del Consiglio dei Ministri La proroga dello scioglimento del Consiglio comunale di Parabita è arrivata su proposta del Ministero dell’Interno Matteo Salvini, sulla base dell’articolo 143 del Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali. «In considerazione della necessità di completare l’azione di ripristino dei principi di legalità all’interno delle amministrazioni comunali, Il Consiglio dei Ministri ha deliberato la proroga dello scioglimento dei Consigli comunali di Laureana Di Borrello (Reggio Calabria), Bova Marina (Reggio Calabria), San Felice a Cancello (Caserta), Parabita (Lecce)», è scritto nel provvedimento ministeriale. Tutti Comuni, dunque, nei quali il lavoro di “bonifica della cosa pubblica” deve continuare, arrivando fino al tetto massimo dei 24 mesi previsti dal comma 9 dell’art. 143. Questa la decisione del Governo, le cui motivazioni nel dettaglio verranno rese note nelle prossime ore. Niente elezioni, basti sapere per adesso. Ed è questo il primo punto fermo, finalmente, in una vicenda che di incognite ne conserva ancora tante.

Le incognite Prima su tutte quella del Consiglio di Stato. Il 27 Settembre i giudici amministrativi dovranno chiudere definitivamente il capitolo “legittimità dello scioglimento per mafia”, pronunciandosi a favore del Ministero dell’Interno o a favore dell’Amministrazione Cacciapaglia. Nel primo caso non ci sarebbero modifiche sulle sorti tracciate dal Viminale per Parabita, e i commissari rimarrebbero in carica – come stabilito ieri – sino alle elezioni della prossima primavera. Nella seconda ipotesi, invece, l’Amministrazione Cacciapaglia rientrerebbe in Comune, riabilitata e legittimata a terminare il mandato, fino alla primavera del 2020.

La decisione sulla “sospensiva” Altro snodo, quello del 20 settembre, data in cui il Consiglio di Stato si riunirà per discutere l’istanza di revoca dell’ordinanza di sospensiva presentata dall’avvocato Pietro Quinto per conto dell’Amministrazione Cacciapaglia. La richiesta punta a ripristinare l’efficacia della sentenza del Tar Lazio, quella cioè che aveva dato ragione agli amministratori, in attesa del pronunciamento ultimo e definitivo della settimana dopo.

Parabita – L’architetto Daniele Cataldo (foto) è il nuovo responsabile del settore Lavori pubblici e Servizi alla città del Comune di Parabita. L’assunzione, appena disposta dalla Commissione straordinaria a seguito della selezione pubblica bandita lo scorso 27 luglio, è a tempo determinato per la durata di 6 mesi (per 21 ore settimanali), salvo proroghe. L’architetto, una volta ricevuta la nomina, si è sospeso dall’incarico di segretario locale di Forza Italia, ruolo passato al vice-coordinatore Giorgio Barone. Cataldo è stato selezionato tra i nove candidati ammessi alla procedura, e ha avuto un punteggio più alto grazie ad una serie di progettazioni già realizzate per il Comune di Parabita (tra le quali la ristrutturazione di Palazzo Ferrari, della scuola media Dimo e del palazzetto dello sport, il recupero del teatro Carducci e del parco archeologico).

Parabita – Matino Altro passo condiviso per il futuro di Parabita e Matino.  La Regione Puglia ha approvato il progetto del Duc, il Distretto urbano del commercio, nato nel novembre 2017 con deliberazione della Commissione straordinaria del Comune di Parabita e dell’Amministrazione comunale di Matino, retta dal sindaco Giorgio Toma. Per le due cittadine, la Regione stanzierà 70mila euro con l’obiettivo di perseguire “politiche organiche di riqualificazione del commercio, per ottimizzare la funzione commerciale e dei servizi al cittadino”. Il finanziamento ottenuto rappresenta, dunque, un’opportunità soprattutto dal punto di vista della “tenuta della rete degli esercizi commerciali, della qualificazione delle aree urbane, dell’attrattività commerciale e turistica, dell’ampliamento dei servizi al cittadino”. Il progetto punta, infatti, alla ripresa degli investimenti e dei consumi. Il fondo finanzierà la redazione di un piano operativo, “condiviso e dettagliato”, contenente le varie attività di realizzazione e promozione del Distretto. Non mancheranno le attività di analisi e di valutazione finalizzate alla redazione del documento strategico, così come servizi comuni tra i due centri, attività di animazione e infrastrutture tecnologiche per la realizzazione di “data analytics hub”, ovvero la piattaforma tecnologica per la gestione di varie informazioni.

Giorgio Toma

Matino – Fino a 1.500 euro per i cittadini di Matino che intendono smaltire l’amianto avvalendosi di ditte specializzate. Il Comune ha ottenuto un finanziamento dalla Regione di 35mila euro; l’Amministrazione comunale a sua volta ha integrato questi fondi con una quota di partecipazione di 8.750 euro, da destinare a titolo di rimborso a fondo perduto per tutti coloro che effettueranno interventi di rimozione e bonifica dell’amianto, materiale notoriamente cancerogeno, seguendo le procedure previste dal Comune e dalle norme e nel pieno rispetto dell’ambiente.

Il contributo, nel dettaglio, può essere chiesto per lo smaltimento di lastre o pannelli piani e ondulati contenenti amianto, tubi per acquedotti o fognature, tegole, canne fumarie e di esalazione, serbatoi per contenere acqua, e coprirà il 90% della spesa sostenuta e documentata da ogni cittadino che per lo smaltimento si è avvalso o intende avvalersi di ditte specializzate e convenzionate con il Comune.

Il limite massimo di finanziamento è di 1500 € per ogni singolo intervento e non è cumulabile con altri benefici dello stesso genere. “La tutela dell’ambiente – sottolinea il Sindaco di Matino, Giorgio Salvatore Toma – è un obiettivo prioritario della nostra Amministrazione. Siamo felici di poter sfruttare questa importante opportunità che viene concessa ai Comuni per salvaguardare la salute dei cittadini ed incrementare la cultura del rispetto dell’ambiente”. Le domande di rimborso possono essere presentate entro il 30 settembre.

Comune di Parabita

Parabita – Proroga del commissariamento o proroga “ponte”? Questa la domanda che tiene banco in queste ore a Parabita, figlia del dubbio che l’istanza inoltrata dalla Prefettura di Lecce al Ministero non sia quella (ai sensi dell’art. 143 del Testo unico degli enti locali), per prolungare la durata del commissariamento seguito allo scioglimento per mafia, ma una proroga “ponte”, dunque un’opzione tecnica, utile a traghettare Parabita fino alle nuove elezioni già fissate per il 21 ottobre.

«Non esistono proroghe tecniche. Si tratta – fanno sapere i funzionari della Prefettura di Lecce – di una proroga della gestione straordinaria del Comune di Parabita motivata dall’esigenza di completare il lavoro svolto».
La risposta del Ministero, intanto, è attesa per l’inizio di settimana prossima. Dovesse arrivare la proroga richiesta, resta sempre da capire come potrà conciliarsi con la convocazione degli elettori alle urne, per le quali il 21 settembre resta la data ultima per la presentazione delle liste, con il ricorso pendente  dinanzi al Consiglio di Stato che dovrà decidere sulla legittimità dello scioglimento dell’amministrazione Cacciapaglia, dopo lo scioglimento del febbraio 2017. Tramite l’avvocato Pietro Quinto, l’ex Sindaco ha pure chiesto che venga anticipata tale decisione.

Parabita – Caos elezioni a Parabita: la Prefettura di Lecce ha ufficialmente chiesto al Ministero dell’Interno un’estensione del periodo di commissariamento. Dovesse essere concesso più tempo ai commissari, cadrebbe giocoforza la data del 21 ottobre appena fissata per le nuove elezioni. La decisione della Prefettura (nell’aria nelle ultime ore) è stata dettata dalla necessità di  uscire dall’impasse nel quale è caduto il Comune con la convocazione “flash” delle elezioni (il 21 settembre sarebbe la data ultima per la presentazione delle liste) mentre dinanzi al Consiglio di Stato c’è sempre pendente il ricorso che dovrà decidere del rientro in sella – o meno – dell’Amministrazione uscente di Alfredo Cacciapaglia, dopo lo scioglimento per presunte infiltrazioni mafiose disposto nel febbraio 2017. L’istanza, con la quale viene chiesta una proroga della gestione straordinaria dei commissari Andrea Cantadori, Gerardo Quaranta e Sebastiano Giangrande, è stata inoltrata all’indirizzo del Ministero dell’Interno da parte della Prefettura di Lecce. Questione di giorni, dunque, ed il responso romano dovrebbe fare chiarezza su tempi e modi.
Che fine farebbero le elezioni appena convocate? Delle due l’una: la proroga del commissariamento, se convalidata dal Ministro dell’Interno Matteo Salvini, porterebbe ad annullare il decreto di convocazione delle elezioni. Anche perché quel decreto pare essere partito “in automatico” alla volta della Città delle Veneri, essendo in sostanza un atto d’ufficio, una volta scaduti i 18 mesi della gestione commissariale (il 17 agosto 2018). E questo nonostante la particolare situazione parabitana, con un ricorso ancora in corso ma ad imminente conclusione. Proprio in queste ore, intanto, è partita l’indizione dei comizi elettorali, e cioè quell’iter tecnico (affissione dei manifesti, controllo e spedizione delle tessere elettorali) che porterebbe al voto del 21 ottobre. Lo prescrive la legge: la macchina elettorale dev’essere messa in moto entro 45 giorni prima del voto.

Una guerra di carte bollate  A sottolineare la “stranezza” di due provvedimenti – in contrasto tra loro ma figli della stessa mano – ovvero la convocazione delle elezioni ed un’eventuale proroga del commissariamento – è l’avvocato Pietro Quinto, legale dell’Amministrazione di Alfredo Cacciapaglia. «Sarebbe assurdo se il Ministero approvasse una proroga della gestione commissariale dopo aver già convocato le elezioni. Oltretutto – continua il legale – riteniamo che tale proroga sarebbe un atto illegittimo perché fuori dai tempi previsti dalla legge, chiesta ormai a commissariamento scaduto. Se arrivasse l’istanza la impugneremmo di certo, come ci riserviamo di impugnare anche quella di indizione delle elezioni in ottobre».

L’ex Sindaco chiede al Consiglio di Stato di anticipare i tempi Altra contromossa degli amministratori uscenti, questa volta già ufficialmente depositata, è una richiesta di anticipazione della pronuncia del Consiglio di Stato, al quale si era rivolto l’ex Sindaco per fare luce sulla legittimità o meno del provvedimento di scioglimento che ha colpito la sua Amministrazione. L’udienza che porrà la parola fine alla vicenda, stabilendo definitivamente se lo scioglimento era fondato o meno, è fissata al 27 settembre. L’istanza depositata dall’avvocato Quinto consentirebbe di accorciare poi i tempi di pubblicazione della sentenza (il responso potrebbe essere pubblicato anche alcune settimane dopo, quindi quasi a ridosso delle elezioni). In questo modo, l’esito del ricorso potrebbe essere noto già nei giorni – forse nelle ore – immediatamente successive al 27 settembre.

Comune di Parabita

Parabita – Le elezioni comunali a Parabita – Consiglio comunale sciolto per infiltrazioni criminali 18 mesi fa – si terranno il prossimo 21 ottobre 2018. Questo il contenuto di un decreto prefettizio giunto questa mattina in Comune. La decisione è stata presa d’intesa col Ministero dell’ interno a seguito della scadenza del periodo di commissariamento iniziato il 17 febbraio 2017 e terminato, evidentemente senza richiesta di proroghe, ad agosto 2018.

Parabita rientrerebbe così nella prima sessione di voto straordinario prevista per i Comuni sciolti per mafia, appunto il 21 ottobre prossimo, insieme ad Enti calabresi e campani. Anche se in quel decreto ministeriale dell’8 agosto, che indice il turno elettorale straordinario, Parabita non vi figurava. Probabilmente perché il periodo di commissariamento, a quella data, non era stato ancora concluso per questione di giorni.

Della nuova situazione sono stati informati direttamente anche i tre commissari straordinari in carica per la gestione del Comune.

Tempi strettissimi dunque per organizzare la macchina elettorale comunale: la scadenza della presentazione delle liste è tra 2 settimane appena, il 21 settembre 2018. E già a giorni possono partire i comizi elettorali. A complicare uno scenario di per sé eccezionale, c è anche il ricorso pendente davanti al Consiglio di Stato presentato dall’ amministrazione azzerata di Alfredo Cacciapaglia, con una decisione attesa per il 27 settembre, che verrà resa pubblica nei giorni successivi. Secondo alcuni, l’indizione dei comizi elettorali farebbe venir meno anche questo grado di giudizio.

Parabita – Vengono da ogni parte del mondo e a Parabita hanno trovato, almeno per una settimana, la loro residenza artistica. Sono artisti, giocolieri, ginnasti e musicisti e in questi giorni, da lunedì scorso e fino a domenica 26 agosto, sono al lavoro a Parco Angelica, ospiti della scuola di circo Tabarin, che aprirà ufficialmente i battenti il 24 settembre. La missione, insieme agli insegnanti della scuola parabitana Gema Caballero, Luca Andolfi e Luca Casto, è quella di ideare e realizzare uno spettacolo d’arte circense e musica che sarà il gran finale del Circolare Festival, di scena a San Vito dei Normanni dal 30 agosto al 2 settembre e in anteprima assoluta a Parabita domenica 26 agosto alle ore 20 a Parco Angelica (sulla provinciale Parabita – Alezio).

La scuola Tabarin, un tendone da circo all’interno dell’enorme giardino dedicato alla piccola Angelica Pirtoli, sta prestando ai giovani artisti spazi di lavoro, ispirazione e aggregazione, sia umana che professionale. Di raccolta differenziata, comportamenti consapevoli e futuro sostenibile si parlerà attraverso il linguaggio del corpo, le abilità circensi come la giocoleria, l’equilibrismo, l’acrobatica, le discipline aeree e la musica. Le stesse bottiglie di plastica diventeranno strumenti scenici per la realizzazione dello spettacolo. Tra i professionisti protagonisti della residenza artistica e dello spettacolo ci sono il maestro della scuola Tabarin Luca Andolfi, e poi nomi nomi del panorama nazionale come Valentina Elia, Silvia Scanta, Caterina Montanari, Ester Beghelli, Anna Pinto, Sara Sofia, Freddy Yañez Cerda, Pasquale Barletta e Peppo Grassi.

Parabita – Un’indagine satirica su nuovi e vecchi fascismi, sui migranti, su “Dio, Salvini e Mussolini” è quella di scena giovedì 23 alle 21 a Parabita. “Il Matto 3 – La terza Repubblica”, terzo capitolo della trilogia sull’Italia e i “morti di Stato” di Massimiliano Loizzi (foto), è il processo folle, dissacrante, ironico e drammatico al tempo stesso, per una nuova “inchiesta” sulle storture d’Italia promosso dalle associazioni La Scatina, Barrio e Circolo Arci Levèra (Leverano) nell’ex municipio di via de Jatta, nel centro storico di Parabita (ingresso 5 euro, informazioni e prenotazioni ai numeri 320/2778708 e 339/1220049 – lascatina@gmail.com). Partendo dal tragico caso del “Naufragio dei bambini” in acque italiane dell’ottobre 2013, Loizzi mette alla sbarra le politiche su immigrazione e accoglienza del Bel Paese, invitando tutti alla riflessione attraverso la satira, il racconto, l’arte teatrale.

 

Parabita – Il castello di Parabita apre le sue porte ai visitatori. L’apertura straordinaria, quanto mai attesa da parabitani e non, è fissata per il 20 agosto alle 17.30 ed è organizzata dall’associazione Rotaie di Puglia. L’iniziativa si chiama “Le Signorie del Salento” ed è un viaggio guidato alla scoperta del palazzo ducale di Tuglie e del castello angioino di Parabita, con un itinerario che si sposterà a bordo di un treno storico pugliese. Dopo la visita al palazzo tugliese, il tour arriverà su rotaia a Parabita e, dopo una visita alla Basilica della Madonna della Coltura, proseguirà alla volta del castello angioino, forse il momento più atteso dell’appuntamento. Il castello di Parabita, che con la sua maestosità domina Piazza Umberto I dal 1500, è di proprietà privata ed è chiuso da diversi anni, dopo un contenzioso legale tra eredi durato più di 50 anni.

La storia Qualcuno, soprattutto coi capelli bianchi, più o meno a metà del secolo scorso, ricorda di averlo visitato in gita scolastica o con la classe di catechismo, quando le famiglie Ravenna e Villani ne aprivano le porte per farlo conoscere soprattutto ai piccoli scolari. Poi un lungo periodo di chiusura, in attesa della definitiva definizione dell’asse ereditario. Il castello, confermano gli attuali proprietari, è oggi in vendita e si spera nell’arrivo di grossi capitali per poterlo rimettere in sesto e generare un indotto per tutta la città. La proprietà si estende su due piani per circa 3000 metri quadri, ha 54 vani più depositi, giardino, volte affrescate con motivi rinascimentali, chiesetta e corte all’interno, torri e terrazze che dominano tutto il golfo di Gallipoli. La visita guidata è su prenotazione e ha un costo di 10 euro

Parabita – Il Comune di Parabita è alla ricerca di un professionista cui affidare la direzione del settore Lavori pubblici e servizi alla Città: da ciò la selezione avviata tra architetti, ingegneri o tecnici, purché di “elevata professionalità”. Lo specialista che verrà selezionato si occuperà di progettazione, partecipazione a bandi comunitari e regionali per reperire fondi da utilizzare a servizio della comunità parabitana, affidamento lavori, appalti e gestione rifiuti. Il contratto avrà durata semestrale e, presumibilmente, prenderà il via già a settembre, a termine della procedura di selezione. I candidati dovranno essere in possesso della laurea in architettura, ingegneria o equipollente e dovranno inviare domanda di partecipazione al bando entro il 27 agosto. La scelta della figura da implementare nell’organico comunale sarà effettuata dopo valutazione comparativa dei curricula e dopo un colloquio con la commissione straordinaria.

Parabita – Oltre 150mila euro in arrivo dal Ministero dell’Interno per realizzare opere pubbliche e sostenere l’economia locale. Anche Parabita beneficia così del fondo statale riservato ai Comuni sciolti per mafia, provvedimento contenuto nell’ultima manovra finanziaria dello scorso dicembre. Il decreto è a firma della Direzione centrale del Dipartimento della Finanza locale del Viminale e sosterrà i Comuni italiani (con particolare attenzione a quelli inferiori ai 15mila abitanti) dov’è stato applicato lo scioglimento per infiltrazioni della criminalità organizzata previsto dall’articolo 143 del Testo unico enti locali (Tuel).

Parabita seconda in Italia Cinque le Regioni italiane interessate, per un totale di 44 enti: Sicilia (con 7 Comuni), Calabria (22), Puglia (6), Campania (8) e Liguria (un Comune). Dei sei Comuni pugliesi, ben tre appartengono alla Provincia di Lecce. Con Parabita ci sono, infatti, anche Surbo e Sogliano Cavour, gli ultimi, in appena due anni, ad essere finiti sotto la lente d’ingrandimento di Prefettura, Viminale e Consiglio dei Ministri per infiltrazioni malavitose. Per Parabita, dove il Consiglio comunale è stato licenziato il 17 febbraio 2017, il Ministero ha stanziato 151.724 euro, seconda cifra per importanza in tutta la graduatoria nazionale. Parabita, oggi amministrata dai commissari straordinari Andrea Cantadori, Gerardo Quaranta e Sebastiano Giangrande, è dietro solo a Cirò Marina, in provincia di Crotone, dove arriveranno 156mila euro. A Surbo e Sogliano Cavour, invece, rispettivamente 45.600 e 121.800 euro.

Parabita – Cuccagna, angurie fresche, “carezze” gelato e “grattatachecca”: tutto pronto per la festa di Santa Marina, nell’omonimo quartiere di Parabita. Martedì 17 luglio il paese sarà in festa per onorare la santa ritenuta protettrice contro il pallore (‘u culore te Santa Marina) o il colorito giallo-oro indicante una possibile itterizia, malaria o anemia. Alle 19.30 la messa celebrata all’aperto da don Albino De Marco (di Casarano), proprio davanti alla cappella dedicata a Santa Marina, un ipogeo con affreschi basiliani che per l’occasione potrà pure essere visitato. Alle 21, poi, l’ambito assalto della cuccagna, un palo ricoperto di grasso da scalare in squadra per prendere la bandiera e aggiudicarsi premi in natura ed una piccola somma in denaro messa in palio. Al termine della cuccagna, spazio alla musica popolare con la pizzica del Gruppo terapeutico salentino. Durante la serata sarà possibile degustare angurie fresche, le “carezze”, gelato tradizionale parabitano preparato dalla pasticceria Charlie, e ghiaccio grattato al gusto di limone, menta e orzata.

La tradizione A Santa Marina in passato era anche dedicato il rito della “pietra benedetta”: giunti vicino alla chiesetta, si scendevano i pochi gradini che immettevano nell’ipogeo dove veniva esposta alla venerazione la statua e si strofinava un fazzoletto su una pietra incastonata nel muro, per passarlo poi sul volto, a protezione dal brutto colorito foriero di malattie.

Parabita – Arrivano 50mila euro per mettere in sicurezza la torre centrale degli ossari nel nuovo cimitero comunale di Parabita. Solai in avanzato stato di degrado con ferri corrosi ed un rischio più che imminente di crollo o caduta calcinacci, hanno reso urgente un intervento di manutenzione della torre, ad oggi già transennata e segnalata per la sua pericolosità. Per farlo, la commissione straordinaria composta dai viceprefetti Andrea Cantadori, Sebastiano Giangrande e Gerardo Quaranta ha stanziato 50mila euro, 30mila euro in più, dunque, dei 20mila già stanziati dall’Amministrazione Cacciapaglia poco prima del fermo disposto dal Consiglio di Stato. Una cifra, questa, ricavata mettendo in stand-by il progetto di riqualificazione del prato del parco comunale Aldo Moro, cui era stata destinata dalla Giunta.

Revocata la delibera a firma di Cacciapaglia, quei 30mila euro passeranno dalla riqualificazione del parco comunale a quella del cimitero. Il perché, secondo i commissari, è anche in un criterio di “maggiore economicità” di questa scelta. L’indirizzo dell’Amministrazione, contenuto in un atto datato 23 maggio 2018, era stato quello di garantire immediata fruibilità del parco entro l’inizio dell’imminente stagione estiva. E, per farlo in così breve tempo, si stabiliva l’utilizzo di un prato a rotoli d’immediato utilizzo, una soluzione più veloce ma anche più costosa. «Visto che la procedura di affidamento, dopo la comparazione dei preventivi, si è completata solo il 25 giugno e ad oggi, nel pieno dell’estate, non è ancora stata redatta nemmeno la determinazione d’incarico – spiegano i commissari – non appare più giustificato l’esborso di ulteriori somme per il più costoso sistema del prato a rotoli, potendo optare per il più economico sistema della semina». La procedura per rimettere in sesto il parco ripartirà a breve, assicurano gli uffici che stanno avviando ulteriori indagini di mercato, anche attraverso il Mepa (Mercato elettronico della pubblica amministrazione) per individuare le condizioni più economicamente vantaggiose per l’Ente.

Parabita – Si torna a parcheggiare all’interno della casa comunale. Una decisione, questa dei commissari prefettizi, che “ha riportato il sorriso sul viso dei dipendenti comunali e di molti cittadini che cercavano parcheggio in zona”. Lo spiega Alberto Cacciatore, consigliere di opposizione dell’Amministrazione Cacciapaglia, a proposito della scelta dei commissari Andrea Cantadori, Gerardo Quaranta e Sebastiano Giangrande di riaprire ai dipendenti comunali la possibilità di parcheggiare negli stalli interni al Municipio.
Motivi pro e contro «Il motivo che aveva portato il sindaco Cacciapaglia ad inibire i parcheggi interni resterà un mistero per tutti – aggiunge Cacciatore – visto e considerato che quella decisione assunta nell’immediatezza del suo provvisorio reintegro alla guida della città non ha avuto alcuna giustificazione, e questo nonostante le mie ripetute richieste di spiegazioni puntualmente ignorate». «Niente più privilegi per i dipendenti. Gli impiegati comunali – aveva spiegato in quell’occasione Cacciapaglia a Piazzasalento – come tutti gli altri cittadini, possono pagare il ticket del parcheggio o fare qualche metro a piedi». Un fatto probabilmente temporaneo, aveva spiegato ancora, in attesa di regolamentare gli accessi dei veicoli all’interno del Municipio, oggi consentiti anche a terzi o persone estranee. La sua decisione, però, era stata accolta con perplessità perché, coi cancelli del Comune chiusi, gli stalli gratuiti di via Ferrari sarebbero stati occupati per tutto l’orario d’ufficio proprio dagli stessi dipendenti, penalizzando quanti avevano la necessità di recarsi in Comune o presso gli uffici postali. Un bene, per Cacciatore, la marcia indietro dei commissari. Soprattutto, rileva l’ex consigliere, “se un domani dovesse cambiare qualcosa, non potrà non avvenire a seguito di un regolamento e/o disposizione scritta ed adeguatamente motivata, cosa che in questi mesi non è avvenuta”.

Parabita – Si sposta indietro di tre mesi esatti l’orologio del Comune di Parabita. Il commissariamento, stoppato dalla sentenza del Tar Lazio il 22 marzo scorso, è ripreso questa mattina, con l’arrivo e il reinsediamento dei commissari prefettizi, incaricati di sostituire Sindaco, Giunta e Consiglio comunale in attesa di un pronunciamento definitivo (atteso per il 27 settembre) definitivo della giustizia amministrativa sullo scioglimento per mafia dell’Amministrazione Cacciapaglia.
All’incarico, il Governo ha confermato gli stessi alti funzionari che avevano amministrato Parabita dal febbraio 2017 al marzo 2018, quando giunse la sentenza del Tar Lazio che riabilitava gli organi eletti, oggi però nuovamente stoppati dal Consiglio di Stato. In Municipio sono così tornati a sedere il viceprefetto Andrea Cantadori, di origine emiliana, già Capo ufficio nel coordinamento dell’Ispettorato generale di amministrazione del Ministero dell’Interno, il viceprefetto Gerardo Quaranta già commissario nei Comuni di Teana, S. Martino d’Agri, Castelluccio Superiore, Cancellara e Ripacandida, e il funzionario Sebastiano Giangrande, finora in forze alla Prefettura di Bari, che a Parabita assolverà funzioni dirigenziali su materie economico finanziarie.

Subito rimodificato l’organigramma degli uffici comunali: i Settori tornano quattro Il reinsediamento è avvenuto questa mattina in Comune, dove i tre commissari sono giunti dopo un incontro a Lecce con il Prefetto Claudio Palomba. «Siamo stati colpiti dall’affetto e dal calore umano manifestato da molti cittadini e dai dipendenti comunali», ha commentato Cantadori, rientrando nella Casa comunale di via Ferrari. Poi, un incontro con le forze dell’ordine locali e l’azione amministrativa è subito ripartita. Il primo punto affrontato è stato il ripristino dell’organigramma comunale così come predisposto dagli stessi commissari durante la loro permanenza. Un’organizzazione poi modificata dallo stesso  Cacciapaglia al suo rientro. Dietro front, dunque: l’agenda dei commissari è ripartita dal taglio dei settori comunali, oggi di nuovo quattro. Il primo, diretto da Tiziana Pino, si occuperà di contenziosi, cultura, sport e pubblica istruzione, inglobando anche sviluppo economico e attività produttive (prima settore a parte, retto da Giuseppe Petruzzi). Il secondo, quello finanziario e tributario, sarà guidato da Mirko Vitali, così come la comunicazione istituzionale, la gestione del profilo social del Comune e le politiche sociali (prima in mano a Rosaria Baldari). Pressoché invariate le funzioni del terzo settore, Polizia municipale e Protezione civile, diretto da Elisa Gianfreda. Alla guida dell’Ufficio tecnico, con lavori pubblici e servizi alla città – e l’aggiunta di igiene, rifiuti e ambiente – è rimasto Sebastiano Nicoletti. «I quattro “capo- settore” – ha spiegato Cantadori – hanno ora tre giorni di tempo per relazionare alla commissione straordinaria tutti gli atti assunti dall’Amministrazione Cacciapaglia durante gli ultimi mesi di permanenza».

Parabita – Nuovo colpo di scena al Comune di Parabita che torna ad essere commissariato. Questa mattina il Consiglio di Stato ha accolto la richiesta di sospensiva con la quale la Prefettura di Lecce ed il Ministero dell’Interno chiedevano fosse sospesa (prima ancora di essere annullata) la sentenza del Tar Lazio che aveva riabilitato l’Amministrazione parabitana sciolta per “infiltrazioni malavitose”. Un nuovo ribaltamento di fronti che, con effetto immediato, riporta alla guida del Comune i commissari straordinari che non saranno necessariamente gli stessi insediatisi dopo il primo scioglimento.

A fine settembre la decisione definitiva Dopo lo scioglimento del Consiglio per infiltrazioni mafiose del febbraio 2017, e il reintegro dell’Amministrazione di Alfredo Cacciapaglia il 22 marzo scorso, per effetto della sentenza del Tar Lazio, i giudici del Consiglio di Stato hanno deciso oggi che a Parabita deve restare commissariata. Un dispositivo per alcuni versi sorprendente, visto che si tratta di un “provvedimento – ponte”, chiamato a traghettare Parabita verso la data del 27 settembre, giorno in cui la terza sezione del Consiglio di Stato ha fissato l’udienza di merito e, dunque, un pronunciamento finalmente definitivo sulla questione. Insieme alla sospensiva, poi, Palazzo Spada ha accolto anche la liceità dello stesso appello, secondo gli amministratori comunali giunto “fuori tempo massimo”. Per definizione, la concessione della sospensiva in un ricorso amministrativo non rappresenta un’automatica sentenza di accoglimento del ricorso stesso ma, di certo, in questo caso la situazione si ingarbuglia non poco.

Quella Pec mai letta e l'”errore scusabile” – «Solo con la sentenza di merito – commenta intanto l’avvocato Pietro Quinto, insieme a Luciano Ancora il legale degli amministratori estromessi – potranno essere sciolti i nodi interpretativi posti dalla vicenda, alquanto problematica, dello scioglimento del Consiglio comunale di Parabita». Accogliendo la sospensiva, intanto, il Consiglio di Stato si è già pronunciata circa la “liceità” del ricorso stesso, presentato quando la sentenza del Tar Lazio era data come passata in giudicato, quindi “fuori tempo massimo” per i legali di Cacciapaglia. L’accertata tardività dell’impugnazione, infatti, è stata ritenuta superabile in sede cautelare attraverso la concessione “dell’errore scusabile”. L’Avvocatura dello Stato, infatti, ha spiegato ai giudici, esibendo perizia tecnica, che la sentenza del Tar depositata il 4 aprile non è stata letta per problemi tecnici legati alla pec, la posta elettronica certificata. «Discuteremo nella udienza di merito se questa tesi –continua Quinto- sia fondata o meno sotto il profilo fattuale e giuridico. Ciò anche per la rilevanza che assumerebbe un siffatto principio, se confermato in sede di merito, in quanto valevole in linea generale per tutti gli uffici legali e per tutti gli avvocati ai fini della certezza delle risultanze della notifica a mezzo Pec. L’ordinanza del Consiglio di Stato – conclude il legale – ha però omesso di dare conto della circostanza, documentata con l’esibizione del verbale del 28 marzo 2018, che la sentenza del Tar del Lazio era stata puntualmente eseguita e che l’Amministrazione Cacciapaglia si era regolarmente insediata in sostituzione degli Amministratori straordinari; in termini di tutela cautelare, appare atipica la rimozione di una situazione amministrativa definita, nei mesi di luglio ed agosto, in attesa della decisione di merito fissata per settembre che dovrà farsi carico di rispondere a tutte le complesse questioni giuridiche che interessano la vicenda del Comune di Parabita».

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