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Daniela Palma

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Quando era piccola, suo papà le ha insegnato a guardare al cielo senza vederci solo l’azzurro. Da grande ha capito, poi, che quelle immagini si potevano tradurre in parole. Un foglio bianco come un pentagramma senza righe né spazi per fare musica con le lettere. Laureata in Filosofia a Pavia, giornalista pubblicista, collabora costantemente con Piazzasalento da Giugno 2011.

Parabita – Il castello di Parabita apre le sue porte ai visitatori. L’apertura straordinaria, quanto mai attesa da parabitani e non, è fissata per il 20 agosto alle 17.30 ed è organizzata dall’associazione Rotaie di Puglia. L’iniziativa si chiama “Le Signorie del Salento” ed è un viaggio guidato alla scoperta del palazzo ducale di Tuglie e del castello angioino di Parabita, con un itinerario che si sposterà a bordo di un treno storico pugliese. Dopo la visita al palazzo tugliese, il tour arriverà su rotaia a Parabita e, dopo una visita alla Basilica della Madonna della Coltura, proseguirà alla volta del castello angioino, forse il momento più atteso dell’appuntamento. Il castello di Parabita, che con la sua maestosità domina Piazza Umberto I dal 1500, è di proprietà privata ed è chiuso da diversi anni, dopo un contenzioso legale tra eredi durato più di 50 anni.

La storia Qualcuno, soprattutto coi capelli bianchi, più o meno a metà del secolo scorso, ricorda di averlo visitato in gita scolastica o con la classe di catechismo, quando le famiglie Ravenna e Villani ne aprivano le porte per farlo conoscere soprattutto ai piccoli scolari. Poi un lungo periodo di chiusura, in attesa della definitiva definizione dell’asse ereditario. Il castello, confermano gli attuali proprietari, è oggi in vendita e si spera nell’arrivo di grossi capitali per poterlo rimettere in sesto e generare un indotto per tutta la città. La proprietà si estende su due piani per circa 3000 metri quadri, ha 54 vani più depositi, giardino, volte affrescate con motivi rinascimentali, chiesetta e corte all’interno, torri e terrazze che dominano tutto il golfo di Gallipoli. La visita guidata è su prenotazione e ha un costo di 10 euro

Parabita – Il Comune di Parabita è alla ricerca di un professionista cui affidare la direzione del settore Lavori pubblici e servizi alla Città: da ciò la selezione avviata tra architetti, ingegneri o tecnici, purché di “elevata professionalità”. Lo specialista che verrà selezionato si occuperà di progettazione, partecipazione a bandi comunitari e regionali per reperire fondi da utilizzare a servizio della comunità parabitana, affidamento lavori, appalti e gestione rifiuti. Il contratto avrà durata semestrale e, presumibilmente, prenderà il via già a settembre, a termine della procedura di selezione. I candidati dovranno essere in possesso della laurea in architettura, ingegneria o equipollente e dovranno inviare domanda di partecipazione al bando entro il 27 agosto. La scelta della figura da implementare nell’organico comunale sarà effettuata dopo valutazione comparativa dei curricula e dopo un colloquio con la commissione straordinaria.

Parabita – Oltre 150mila euro in arrivo dal Ministero dell’Interno per realizzare opere pubbliche e sostenere l’economia locale. Anche Parabita beneficia così del fondo statale riservato ai Comuni sciolti per mafia, provvedimento contenuto nell’ultima manovra finanziaria dello scorso dicembre. Il decreto è a firma della Direzione centrale del Dipartimento della Finanza locale del Viminale e sosterrà i Comuni italiani (con particolare attenzione a quelli inferiori ai 15mila abitanti) dov’è stato applicato lo scioglimento per infiltrazioni della criminalità organizzata previsto dall’articolo 143 del Testo unico enti locali (Tuel).

Parabita seconda in Italia Cinque le Regioni italiane interessate, per un totale di 44 enti: Sicilia (con 7 Comuni), Calabria (22), Puglia (6), Campania (8) e Liguria (un Comune). Dei sei Comuni pugliesi, ben tre appartengono alla Provincia di Lecce. Con Parabita ci sono, infatti, anche Surbo e Sogliano Cavour, gli ultimi, in appena due anni, ad essere finiti sotto la lente d’ingrandimento di Prefettura, Viminale e Consiglio dei Ministri per infiltrazioni malavitose. Per Parabita, dove il Consiglio comunale è stato licenziato il 17 febbraio 2017, il Ministero ha stanziato 151.724 euro, seconda cifra per importanza in tutta la graduatoria nazionale. Parabita, oggi amministrata dai commissari straordinari Andrea Cantadori, Gerardo Quaranta e Sebastiano Giangrande, è dietro solo a Cirò Marina, in provincia di Crotone, dove arriveranno 156mila euro. A Surbo e Sogliano Cavour, invece, rispettivamente 45.600 e 121.800 euro.

Parabita – Cuccagna, angurie fresche, “carezze” gelato e “grattatachecca”: tutto pronto per la festa di Santa Marina, nell’omonimo quartiere di Parabita. Martedì 17 luglio il paese sarà in festa per onorare la santa ritenuta protettrice contro il pallore (‘u culore te Santa Marina) o il colorito giallo-oro indicante una possibile itterizia, malaria o anemia. Alle 19.30 la messa celebrata all’aperto da don Albino De Marco (di Casarano), proprio davanti alla cappella dedicata a Santa Marina, un ipogeo con affreschi basiliani che per l’occasione potrà pure essere visitato. Alle 21, poi, l’ambito assalto della cuccagna, un palo ricoperto di grasso da scalare in squadra per prendere la bandiera e aggiudicarsi premi in natura ed una piccola somma in denaro messa in palio. Al termine della cuccagna, spazio alla musica popolare con la pizzica del Gruppo terapeutico salentino. Durante la serata sarà possibile degustare angurie fresche, le “carezze”, gelato tradizionale parabitano preparato dalla pasticceria Charlie, e ghiaccio grattato al gusto di limone, menta e orzata.

La tradizione A Santa Marina in passato era anche dedicato il rito della “pietra benedetta”: giunti vicino alla chiesetta, si scendevano i pochi gradini che immettevano nell’ipogeo dove veniva esposta alla venerazione la statua e si strofinava un fazzoletto su una pietra incastonata nel muro, per passarlo poi sul volto, a protezione dal brutto colorito foriero di malattie.

Parabita – Arrivano 50mila euro per mettere in sicurezza la torre centrale degli ossari nel nuovo cimitero comunale di Parabita. Solai in avanzato stato di degrado con ferri corrosi ed un rischio più che imminente di crollo o caduta calcinacci, hanno reso urgente un intervento di manutenzione della torre, ad oggi già transennata e segnalata per la sua pericolosità. Per farlo, la commissione straordinaria composta dai viceprefetti Andrea Cantadori, Sebastiano Giangrande e Gerardo Quaranta ha stanziato 50mila euro, 30mila euro in più, dunque, dei 20mila già stanziati dall’Amministrazione Cacciapaglia poco prima del fermo disposto dal Consiglio di Stato. Una cifra, questa, ricavata mettendo in stand-by il progetto di riqualificazione del prato del parco comunale Aldo Moro, cui era stata destinata dalla Giunta.

Revocata la delibera a firma di Cacciapaglia, quei 30mila euro passeranno dalla riqualificazione del parco comunale a quella del cimitero. Il perché, secondo i commissari, è anche in un criterio di “maggiore economicità” di questa scelta. L’indirizzo dell’Amministrazione, contenuto in un atto datato 23 maggio 2018, era stato quello di garantire immediata fruibilità del parco entro l’inizio dell’imminente stagione estiva. E, per farlo in così breve tempo, si stabiliva l’utilizzo di un prato a rotoli d’immediato utilizzo, una soluzione più veloce ma anche più costosa. «Visto che la procedura di affidamento, dopo la comparazione dei preventivi, si è completata solo il 25 giugno e ad oggi, nel pieno dell’estate, non è ancora stata redatta nemmeno la determinazione d’incarico – spiegano i commissari – non appare più giustificato l’esborso di ulteriori somme per il più costoso sistema del prato a rotoli, potendo optare per il più economico sistema della semina». La procedura per rimettere in sesto il parco ripartirà a breve, assicurano gli uffici che stanno avviando ulteriori indagini di mercato, anche attraverso il Mepa (Mercato elettronico della pubblica amministrazione) per individuare le condizioni più economicamente vantaggiose per l’Ente.

Parabita – Si torna a parcheggiare all’interno della casa comunale. Una decisione, questa dei commissari prefettizi, che “ha riportato il sorriso sul viso dei dipendenti comunali e di molti cittadini che cercavano parcheggio in zona”. Lo spiega Alberto Cacciatore, consigliere di opposizione dell’Amministrazione Cacciapaglia, a proposito della scelta dei commissari Andrea Cantadori, Gerardo Quaranta e Sebastiano Giangrande di riaprire ai dipendenti comunali la possibilità di parcheggiare negli stalli interni al Municipio.
Motivi pro e contro «Il motivo che aveva portato il sindaco Cacciapaglia ad inibire i parcheggi interni resterà un mistero per tutti – aggiunge Cacciatore – visto e considerato che quella decisione assunta nell’immediatezza del suo provvisorio reintegro alla guida della città non ha avuto alcuna giustificazione, e questo nonostante le mie ripetute richieste di spiegazioni puntualmente ignorate». «Niente più privilegi per i dipendenti. Gli impiegati comunali – aveva spiegato in quell’occasione Cacciapaglia a Piazzasalento – come tutti gli altri cittadini, possono pagare il ticket del parcheggio o fare qualche metro a piedi». Un fatto probabilmente temporaneo, aveva spiegato ancora, in attesa di regolamentare gli accessi dei veicoli all’interno del Municipio, oggi consentiti anche a terzi o persone estranee. La sua decisione, però, era stata accolta con perplessità perché, coi cancelli del Comune chiusi, gli stalli gratuiti di via Ferrari sarebbero stati occupati per tutto l’orario d’ufficio proprio dagli stessi dipendenti, penalizzando quanti avevano la necessità di recarsi in Comune o presso gli uffici postali. Un bene, per Cacciatore, la marcia indietro dei commissari. Soprattutto, rileva l’ex consigliere, “se un domani dovesse cambiare qualcosa, non potrà non avvenire a seguito di un regolamento e/o disposizione scritta ed adeguatamente motivata, cosa che in questi mesi non è avvenuta”.

Parabita – Si sposta indietro di tre mesi esatti l’orologio del Comune di Parabita. Il commissariamento, stoppato dalla sentenza del Tar Lazio il 22 marzo scorso, è ripreso questa mattina, con l’arrivo e il reinsediamento dei commissari prefettizi, incaricati di sostituire Sindaco, Giunta e Consiglio comunale in attesa di un pronunciamento definitivo (atteso per il 27 settembre) definitivo della giustizia amministrativa sullo scioglimento per mafia dell’Amministrazione Cacciapaglia.
All’incarico, il Governo ha confermato gli stessi alti funzionari che avevano amministrato Parabita dal febbraio 2017 al marzo 2018, quando giunse la sentenza del Tar Lazio che riabilitava gli organi eletti, oggi però nuovamente stoppati dal Consiglio di Stato. In Municipio sono così tornati a sedere il viceprefetto Andrea Cantadori, di origine emiliana, già Capo ufficio nel coordinamento dell’Ispettorato generale di amministrazione del Ministero dell’Interno, il viceprefetto Gerardo Quaranta già commissario nei Comuni di Teana, S. Martino d’Agri, Castelluccio Superiore, Cancellara e Ripacandida, e il funzionario Sebastiano Giangrande, finora in forze alla Prefettura di Bari, che a Parabita assolverà funzioni dirigenziali su materie economico finanziarie.

Subito rimodificato l’organigramma degli uffici comunali: i Settori tornano quattro Il reinsediamento è avvenuto questa mattina in Comune, dove i tre commissari sono giunti dopo un incontro a Lecce con il Prefetto Claudio Palomba. «Siamo stati colpiti dall’affetto e dal calore umano manifestato da molti cittadini e dai dipendenti comunali», ha commentato Cantadori, rientrando nella Casa comunale di via Ferrari. Poi, un incontro con le forze dell’ordine locali e l’azione amministrativa è subito ripartita. Il primo punto affrontato è stato il ripristino dell’organigramma comunale così come predisposto dagli stessi commissari durante la loro permanenza. Un’organizzazione poi modificata dallo stesso  Cacciapaglia al suo rientro. Dietro front, dunque: l’agenda dei commissari è ripartita dal taglio dei settori comunali, oggi di nuovo quattro. Il primo, diretto da Tiziana Pino, si occuperà di contenziosi, cultura, sport e pubblica istruzione, inglobando anche sviluppo economico e attività produttive (prima settore a parte, retto da Giuseppe Petruzzi). Il secondo, quello finanziario e tributario, sarà guidato da Mirko Vitali, così come la comunicazione istituzionale, la gestione del profilo social del Comune e le politiche sociali (prima in mano a Rosaria Baldari). Pressoché invariate le funzioni del terzo settore, Polizia municipale e Protezione civile, diretto da Elisa Gianfreda. Alla guida dell’Ufficio tecnico, con lavori pubblici e servizi alla città – e l’aggiunta di igiene, rifiuti e ambiente – è rimasto Sebastiano Nicoletti. «I quattro “capo- settore” – ha spiegato Cantadori – hanno ora tre giorni di tempo per relazionare alla commissione straordinaria tutti gli atti assunti dall’Amministrazione Cacciapaglia durante gli ultimi mesi di permanenza».

Parabita – Nuovo colpo di scena al Comune di Parabita che torna ad essere commissariato. Questa mattina il Consiglio di Stato ha accolto la richiesta di sospensiva con la quale la Prefettura di Lecce ed il Ministero dell’Interno chiedevano fosse sospesa (prima ancora di essere annullata) la sentenza del Tar Lazio che aveva riabilitato l’Amministrazione parabitana sciolta per “infiltrazioni malavitose”. Un nuovo ribaltamento di fronti che, con effetto immediato, riporta alla guida del Comune i commissari straordinari che non saranno necessariamente gli stessi insediatisi dopo il primo scioglimento.

A fine settembre la decisione definitiva Dopo lo scioglimento del Consiglio per infiltrazioni mafiose del febbraio 2017, e il reintegro dell’Amministrazione di Alfredo Cacciapaglia il 22 marzo scorso, per effetto della sentenza del Tar Lazio, i giudici del Consiglio di Stato hanno deciso oggi che a Parabita deve restare commissariata. Un dispositivo per alcuni versi sorprendente, visto che si tratta di un “provvedimento – ponte”, chiamato a traghettare Parabita verso la data del 27 settembre, giorno in cui la terza sezione del Consiglio di Stato ha fissato l’udienza di merito e, dunque, un pronunciamento finalmente definitivo sulla questione. Insieme alla sospensiva, poi, Palazzo Spada ha accolto anche la liceità dello stesso appello, secondo gli amministratori comunali giunto “fuori tempo massimo”. Per definizione, la concessione della sospensiva in un ricorso amministrativo non rappresenta un’automatica sentenza di accoglimento del ricorso stesso ma, di certo, in questo caso la situazione si ingarbuglia non poco.

Quella Pec mai letta e l'”errore scusabile” – «Solo con la sentenza di merito – commenta intanto l’avvocato Pietro Quinto, insieme a Luciano Ancora il legale degli amministratori estromessi – potranno essere sciolti i nodi interpretativi posti dalla vicenda, alquanto problematica, dello scioglimento del Consiglio comunale di Parabita». Accogliendo la sospensiva, intanto, il Consiglio di Stato si è già pronunciata circa la “liceità” del ricorso stesso, presentato quando la sentenza del Tar Lazio era data come passata in giudicato, quindi “fuori tempo massimo” per i legali di Cacciapaglia. L’accertata tardività dell’impugnazione, infatti, è stata ritenuta superabile in sede cautelare attraverso la concessione “dell’errore scusabile”. L’Avvocatura dello Stato, infatti, ha spiegato ai giudici, esibendo perizia tecnica, che la sentenza del Tar depositata il 4 aprile non è stata letta per problemi tecnici legati alla pec, la posta elettronica certificata. «Discuteremo nella udienza di merito se questa tesi –continua Quinto- sia fondata o meno sotto il profilo fattuale e giuridico. Ciò anche per la rilevanza che assumerebbe un siffatto principio, se confermato in sede di merito, in quanto valevole in linea generale per tutti gli uffici legali e per tutti gli avvocati ai fini della certezza delle risultanze della notifica a mezzo Pec. L’ordinanza del Consiglio di Stato – conclude il legale – ha però omesso di dare conto della circostanza, documentata con l’esibizione del verbale del 28 marzo 2018, che la sentenza del Tar del Lazio era stata puntualmente eseguita e che l’Amministrazione Cacciapaglia si era regolarmente insediata in sostituzione degli Amministratori straordinari; in termini di tutela cautelare, appare atipica la rimozione di una situazione amministrativa definita, nei mesi di luglio ed agosto, in attesa della decisione di merito fissata per settembre che dovrà farsi carico di rispondere a tutte le complesse questioni giuridiche che interessano la vicenda del Comune di Parabita».

Parabita – Tre giorni di appuntamenti per ricordare l’eccidio di Parabita, a 98 anni da quel nero 23 giugno 1920, con quattro  contadini uccisi in piazza Regina del Cielo mentre protestavano per i propri diritti. Un dovere civico non solo nei riguardi della memoria collettiva ma anche per i problemi attuali che, in fatto di diritti dei lavoratori e rispetto alle battaglie del secolo scorso, ha cambiato solo forma ma non sostanza. «Ancora oggi assistiamo ad un fenomeno dilagante e che non fa sconti a nessuno, per razza e genere, come quello del caporalato, che prende di mira ancora una volta migliaia di braccianti, come i nostri avi parabitani», fanno sapere le associazioni “La Scatina” e “Il Comitato Primo Maggio Tugliese” che organizzano le tre date.

Il programma della “tre giorni” Dal 22 al 24 giugno, così, presso l’atrio di Palazzo Ravenna, in piazza Umberto I, si terranno una serie di incontri sul tema “Lotta, territorio, poesia”. Venerdì 22 giugno alle 20 si discuterà di diritti e caporalato con Yvan Sagnet (presidente associazione NoCap e Cavaliere dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana), Paolo Paticchio (presidente e fondatore dell’associazione Tdf Mediterranea) e Giuseppe Pezzulla (regista) che presenterà la proiezione del documentario “Santi caporali”. Il giorno successivo verrà ricordato Ernesto Russo, storico sindacalista parabitano e agitatore sociale vicino ai braccianti e alle loro lotte. A ricordarlo saranno lo storico Aldo D’Antico e Salvatore Imperiale del “Centro diritti Tuglie”. A seguire Giancarlo Paglialunga, cantore e tamburellista, e Massimiliano De Marco, chitarrista. Domenica 24, invece, si ricorderà il poeta parabitano Rocco Cataldi; importante è il suo insegnamento, portatore di un messaggio di speranza nella società che verrà, con Aldo D’Antico accompagnato dalla lettura di alcuni brani composti dal poeta. Seguirà l’intervento musicale del cantautore Dario Muci.

Parabita – C’è attesa, a Parabita, per l’esito dell’udienza con la quale il Consiglio di Stato deciderà le sorti dell’Amministrazione comunale guidata da Alfredo Cacciapaglia. I giudici della terza sezione si riuniranno per valutare il ricorso presentato dal Ministero dell’Interno contro la sentenza del Tar Lazio che aveva riabilitato l’Amministrazione parabitana sciolta per “infiltrazioni malavitose”. Oltre al merito della questione, e cioè la liceità del provvedimento di scioglimento applicato il 17 febbraio 2017, i togati romani di Palazzo Spada sono chiamati, al momento, ad esprimersi su due questioni preliminari di fondamentale importanza.

Ricorso “fuori tempo”? – Secondo l’Amministrazione parabitana e secondo i suoi legali, gli avvocati Pietro Quinto e Luciano Ancora, l’Avvocatura dello Stato avrebbe presentato il ricorso per conto del Ministero fuori tempo massimo, a termini scaduti, quando ormai la sentenza del Tar Lazio sarebbe passata in giudicato. La prima risposta che si attende dal Consiglio di Stato, dunque, verte sull’ammissibilità del ricorso stesso. Se il ricorso venisse giudicato tardivo e irricevibile, la partita si chiuderebbe domani stesso ancor prima di cominciare.

Torna il rischio del commissariamento Altro nodo che dovrebbe essere sciolto domani è quello sulla richiesta di sospensiva avanzata dal Ministero. Gli avvocati dello Stato, infatti, in attesa della sentenza ultima e definitiva sulla questione, hanno chiesto di sospendere l’efficacia della sentenza del Tar Lazio, quella che ha riportato in Comune il sindaco Cacciapaglia e la sua squadra. Se la sospensiva fosse accolta, il Comune di Parabita tornerebbe ad essere commissariato. E in questo caso il Governo potrebbe decidere di far tornare a Parabita la stessa triade di commissari uscenti, Andrea Cantadori, Sebastiano Giangrande e Gerardo Quaranta, rimasti in carica fino al 22 marzo, oppure di nominarne di nuovi. Se la richiesta di sospensiva fosse respinta, invece, rimarrebbe in carica il sindaco Alfredo Cacciapaglia.

Il “merito” della questione – Più lunghi i tempi per affrontare il cuore della questione, ovvero lo scioglimento per mafia dell’Amministrazione comunale di Parabita e la permeabilità della sua azione all’influenza della criminalità organizzata. Per il Tar Lazio le vicende penali da cui ha preso il via l’indagine amministrativa (cioè l’arresto dell’ex vicesindaco Giuseppe Provenzano e di altre persone nell’ambito dell’operazione antimafia Coltura), riguardavano solo l’ex vicesindaco e si riferivano a fatti antecedenti alle elezioni del 2015. L’Avvocatura dello Stato, per conto del Ministero dell’Interno e della Prefettura di Lecce, sostiene invece che la vita politico-amministrativa del Comune di Parabita sia stata “compromessa” e che esistono quei requisiti “concreti, univoci e rilevanti” richiesti dalla legge per arrivare ad un provvedimento drastico come lo scioglimento del Consiglio.

foto di Enrico Del Gottardo

Parabita – Passaggio a livello, punto e a capo. L’ennesimo disservizio si è verificato nei giorni scorsi all’imbocco della provinciale per Alezio (nella foto un caso precedente). Al passare del treno, le sbarre del passaggio a livello sono rimaste nuovamente aperte, creando panico e confusione tra gli automobilisti presenti. Uno di loro, un cittadino di Parabita, ha evitato il peggio impedendo con la sua auto l’avanzare di altri veicoli o persone durante il passaggio del convoglio. Quant’è bastato per portare il sindaco Alfredo Cacciapaglia a scrivere nuovamente alla direzione di Ferrovie Sud Est, all’assessore regionale alla mobilità Giovanni Giannini, al Prefetto di Lecce Claudio Palomba e alla Procura di Lecce per segnalare l’accaduto.

La lettera del Sindaco «Con ripetute note, a partire dal maggio 2016 – scrive il Primo cittadino – ho segnalato la problematica connessa al malfunzionamento delle sbarre dei passaggi a livello ubicati nel territorio comunale di Parabita durante il transito dei treni. In data 5 settembre 2016 presso la Prefettura di Lecce, alla presenza dell’assessore regionale, si è tenuto un incontro relativo alla problematica, esistente anche in altri Comuni salentini. Ma, nonostante le rassicurazioni in merito durante la predetta riunione, ad oggi, il sistema di fermata telecomandabile a distanza non è stato perfezionato e, quindi, ancora non funziona correttamente. Gli investimenti tecnologici che hanno reso quella di Parabita una fermata telecomandabile dal Dirigente centrale operativo con sede presso le stazioni di Nardò centrale si sono dimostrati una scelta inopportuna, in quanto tale sistema non funziona perché nessuno è in grado di accorgersi che i treni transitano e le sbarre non si abbassano».

Parabita – È uscito oggi in radio e sui digital stores “Tutto sa di noi”, il nuovo singolo di Niro, alias Gervasio Provenzano, un brano estivo, allegro e ritmato che punta a diventare il nuovo tormentone dell’estate 2018. Il brano, con musica e testo dello stesso Niro, racconta di un amore capace di resistere al tempo e alle difficoltà. «È un’ode all’amore. A parlare – commenta Provenzano –  è un uomo che crede fortemente nel suo sentimento e spera in una magia che possa tornare ad essere vissuta». Frizzante e scanzonato anche il video, girato sulle strade e sulle spiagge di Gallipoli, con il cantante attorniato da ballerine e belle donne. Il brano è prodotto dalla casa discografica Redland Music di Lelio D’Aprile & Matteo Tateo. Lo scorso anno il 25enne di Parabita si è distinto anche come semifinalista di “Area Sanremo 2017”, mentre l’esordio musicale risale al 2015 con la pubblicazione del suo primo singolo “Mondo Zero”, seguito nel 2016 con “È questa la realtà”.

Alfredo Cacciapaglia

Parabita – Asilo comunale o oratorio parrocchiale? Si infiamma a Parabita il dibattito sulle sorti dell’edificio di via Ferruccio, sede dello storico asilo delle suore ”Pisanello”. I commissari prefettizi avevano destinato l’immobile alla parrocchia S. Anna per farne un oratorio, accogliendo la richiesta del parroco don Gianni Cataldo, con un contratto di comodato d’uso (decennale) e l’impegno di realizzare attività educative rivolte a bambini, adolescenti e giovani della parrocchia e della città. Il sindaco Alfredo Cacciapaglia, appena rientrato alla guida della città dopo il periodo di commissariamento, ha invece annullato quella delibera, disponendo il trasferimento in quell’edificio dell’asilo comunale di via Berta. Decisione, questa, risalente al 2016, quand’erano ancora in corso i lavori di efficientamento dell’immobile di via Ferruccio, per il quale la comunità parabitana ha speso 1 milione e 600 mila euro. «L’asilo di via Berta – ha spiegato il sindaco – solo nell’ultimo inverno è costato 7mila euro per l’acquisto del gasolio dell’impianto di riscaldamento». Una spesa che ora il Comune intende abbattere trasferendo l’asilo da via Berta a via Ferruccio, immobile dotato di impianto geotermico e fotovoltaico per la produzione della corrente elettrica.

Ipotesi mensa Nell’ex Pisanello, inoltre, potrebbe trovare posto il centro di cottura della mensa scolastica cittadina, ovviando alla “migrazione” dei pasti, oggi preparati altrove e poi portati nelle scuole parabitane per essere consumati dai bambini. È lo stesso Sindaco, però, a suggerire una soluzione che vada incontro alle esigenze di tutti. «Ho inviato una nota alla Diocesi Nardò-Gallipoli e alla parrocchia che mette a loro disposizione l’intero piano superiore dell’immobile, da adibire a centro di aggregazione. Per il resto – spiega Cacciapaglia – ci siamo mossi a tutela della salute e del conforto migliore possibile da dare ai piccoli e dell’utilizzo ragionevole delle risorse pubbliche il cui spreco è stato più volte censurato dalla magistratura contabile».

Parabita – Passa al Comune di Parabita la titolarità della collezione di manifesti di Rocco Coronese, un patrimonio di stampe pubblicitarie, cinematografiche, libri e manifesti di varie epoche collezionate dall’artista parabitano scomparso nel 2002. Il catalogo era fino ad oggi di proprietà della famiglia di Coronese, docente di grafica pubblicitaria a Lecce e direttore dell’Accademia di Belle arti di Frosinone, ma dal 1982 era custodita in diversi immobili comunali, in attesa dell’allestimento di un museo dedicato. Le stampe d’epoca sono state custodite prima in un immobile di via De Jatta, poi a Palazzo Ferrari e poi nell’ex convento dei Domenicani, dove, in balìa del braccio di ferro tra Comune e famiglia, parte della collezione è rimasta alla mercè dell’incuria e dei tarli, sotto spessi strati di cellophane tra umidità, insetti e polvere. Un caso finito perfino sulla scrivania dell’allora ministro dei Beni culturali Dario Franceschini. Oggi, finalmente, un accordo tra Comune di Parabita ed eredi Coronese chiude definitivamente la questione legata alla proprietà della collezione, che passa alla gestione pubblica.

L’assessore Cataldo e il consigliere Cacciatore «È un passo importante per la città di Parabita, indubbiamente il primo necessario verso la realizzazione di quel Museo del Manifesto auspicato da Rocco Coronese a cui anche nuovi collezionisti guardano con interesse. Adesso –  afferma l’assessore alla Cultura Sonia Cataldo – la scommessa è trovare un finanziamento adatto agli allestimenti del Museo , dal momento che Parabita, nel periodo di commissariamento, è stato l’unico paese a non partecipare al bando Community Library, un bando triennale che ci avrebbe consentito di rendere giustizia a tali opere». Le accuse di inerzia rivolte alla gestione commissariale vengono, però, respinte dal consigliere Alberto Cacciatore il quale specifica come il bando in questione fosse destinato “alle biblioteche esistenti. «Sarebbe invece opportuno riconoscere all’operato dei commissari l’aver riavviato i rapporti con la proprietà e smetterla di criticare l’operato di chi, per un anno, ha guidato questa città», conclude Cacciatore che, a sua volta, critica l’Amministrazione per aver “mancato” l’appuntamento con il bando “Città che legge”.

Parabita – Al via a Parabita la festa patronale dedicata alla Madonna della Coltura. Sabato 26 maggio , alle 20.30, la solenne processione  che porterà il simulacro della Vergine per le strade del paese, tra l’affetto e la devozione dei fedeli. Dopo la solenne celebrazione eucaristica presieduta da padre Francesco Marino, rettore della basilica mariana, il corteo sarà seguito dai concerti bandistici “Sant’Antonio” di Parabita e “Città di Matino”. Il programma predisposto dal comitato guidato da Guido Russo entra nel vivo nei due giorni successivi. Spettacolo di punta, quest’anno, l’attesa performance di Nino Frassica, lunedì 28 in piazza Regina del Cielo. Il comico siciliano porterà in scena uno show originale e divertente che reinventa popolarissime canzoni italiane ricavandone spassose gag. E c’è attesa anche per l’accensione della galleria di luminarie di via Coltura, quest’anno per la prima volta con il frontone posizionato in piazza Regina del Cielo. A firmare le luminarie (anche questa è una novità apportata dal nuovo comitato) è la ditta Giuseppe De Cagna di Scorrano. L’intento degli organizzatori è quello di riportare ad un ruolo centrale la piazza dove sorge la basilica, fulcro della festa, quest’anno punto di snodo anche per il secondo polo, quello del luna park nell’area mercatale (zona Lidl). via Provinciale Matino, per l’occasione, sarà interamente chiusa al traffico, illuminata dalle luminarie e popolata di bancarelle e stand per creare un collegamento tra l’area giostre e il resto della festa.

Domenica i “curraturi” Domenica mattina, dopo la messa delle 10.30 in chiesa Madre, spazio alla tradizione con la storica corsa dei curraturi, gara podistica che rievoca la leggenda del ritrovamento del monolito interrato della Madonna della Coltura in contrada Pane. A seguire la processione diurna e uno spettacolo pirotecnico della Pirotecnica Napoletana di Matino. Tre i concerti bandistici, affidati alle città di Bracigliano, Conversano e Lecce, e tre gli appuntamenti previsti per domenica sera. In piazza Regina del Cielo il musical “Un sogno per la vita” dei ragazzi del liceo Giannelli, in piazza Umberto I suoneranno Cesko & Bananaswing e in via Padre Serafino live music con “I fratelli di Ester”. In piazza Regina del Cielo anche uno spettacolo con i palloni devozionali dedicato ai migranti. Lunedì mattina alle 9.30 in basilica, il solenne pontificale presieduto dal vescovo Fernando Filograna ed in serata, oltre allo spettacolo di Frassica, anche la musica di Max Nocco e della band “Gli avvocati divorzisti”, a partire dalle 22.

Parabita – Si è chiusa positivamente per il Comune di Parabita, con la decisione del Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Lecce, Carlo Cazzella, la vicenda legata all’affidamento dei lavori di manutenzione dell’ex Convento dei Domenicani e della scuola d’infanzia “G. Pisanello”. Il geometra Sebastiano Nicoletti, dirigente dell’Ufficio tecnico comunale,  accusato di falso e abuso d’ufficio, è stato infatti assolto “perchè il fatto non sussiste”. Stessa sorte anche per gli altri membri della commissione per l’affidamento dell’incarico di progettazione esecutiva e direzione dei lavori riguardante gli interventi sui due immobili comunali.

La reazione del sindaco Cacciapaglia «Si pone così fine ad un incubo durato circa tre anni per uno dei gli uomini del Comune di Parabita che è noto per la sua intransigenza e la sua onestà. La squallida iniziativa politico-giudiziaria posta in essere ai suoi danni da soggetti inqualificabili – afferma soddisfatto il sindaco Alfredo Cacciapaglia –  ha finalmente avuto termine con il sigillo della legittimità da parte della magistratura, alla quale ancora una volta abbiamo sottoposto la valutazione e la correttezza degli atti da noi compiuti. Spero finisca qui una lunga stagione di veleni e che finalmente la città ritorni ad operare in clima di serenità lasciando da parte i rancori personali per ricominciare un percorso che abbia come fine ultimo il bene comune».

I ricorsi amministrativi La vicenda penale appena chiusa ha un antefatto di natura politica ed amministrativa. Gli atti del procedimento di gara furono impugnati davanti al Tribunale amministrativo dall’architetto Daniele Cataldo, in rappresentanza del raggruppamento che rivendicava l’aggiudicazione dei lavori evidenziando l’errata formulazione del bando, che non prevedeva espressamente la figura dell’architetto. Il Comune di Parabita si costituì con l’avvocato Pietro Quinto rilevando, invece, la piena legittimità degli atti e in tal senso il Tar di Lecce rigettò il ricorso. In sede di appello il Consiglio di Stato dichiarò poi improcedibile il ricorso perché i ricorrenti non risultavano in possesso dei requisiti previsti dal bando. Nel frattempo la gara venne aggiudicata alla ditta D’Apollonio ed i lavori sono poi stati eseguiti e completati.

Parabita – Strade allagate, simili a fiumi in piena, e nuove buche nell’asfalto. Questa la conseguenza del risultato del violento acquazzone che si è abbattuto ieri pomeriggio (24 maggio) a Parabita. Su via Provinciale Matino, in particolare, si è aperta una profonda crepa nell’asfalto forse a causa dell’elevata pressione supportata dai condotti della fogna bianca, insufficienti a convogliare la grosse mole d’acqua caduta nel giro di appena un paio d’ore. L’area è stata subito transennata e messa in sicurezza dalla Polizia Municipale e questa volta dovrà per forza venir risistemata presto (“molto presto” ironizza qualcuno sui social) perché il cedimento è proprio lungo l’itinerario della solenne processione e dei festeggiamenti patronali per la Madonna della Coltura in programma nel fine settimana.

Parabita – Circa 200 residenti a Parabita e, dalle ultime stime, ben 250mila in tutta la regione. Sono i numeri fatti registrare dalla comunità rumena emigrata in Puglia, una realtà sempre più numerosa e presente in tutto il Paese. A Parabita, dal settembre 2016, l’associazione di promozione sociale “A.R.I. Diaspora” prova a fare il punto sulla situazione dei rumeni residenti nel Salento e, nei giorni scorsi, ha ospitato il deputato rumeno Doru Coliu (gruppo Pmp), il presidente Pmp Italia Dorin Coman e il segretario generale Pmp George Matache in un incontro utile ad affrontare una serie di problemi riscontrati dagli immigrati.

La presidente Ionela Clinci «Il primo è certamente il lavoro nero», spiega la presidente dell’associazione Ionela Clinci. «Molte persone lavorano come badanti 24 ore su 24 e vengono pagate appena 600 euro al mese, avendo solo 8 ore libere a settimana. Queste persone – continua la presidente – spesso non hanno un contratto e non hanno diritto ad assistenza sanitaria». Qualche difficoltà viene riscontrata anche lato integrazione: «Tanti rumeni che arrivano in Italia non conoscono bene la lingua, hanno difficoltà ad integrarsi e in qualche caso ci si approfitta di loro». L’incontro si è tenuto nella Sala Macine del Comune di Parabita, alla presenza del sindaco Alfredo Cacciapaglia e degli assessori Francesca Giannelli e Gianluigi Grasso. L’associazione Diaspora, con sede a Parabita in via Bologna 15, conta circa 400 rumeni provenienti da diverse città del Salento e offre loro sostegno e aiuto anche burocratico.

Parabita – Risarcimento dei danni d’immagine ed una pioggia di azioni legali verso i responsabili dell’”ingiuria” che ha macchiato l’onore di Parabita. Comincia da qui il Cacciapaglia – ter: intanto le dimissioni annunciate in piazza alla fine non ci saranno. Il mandato dell’Amministrazione proseguirà fino alla sua scadenza naturale, nel 2020. «Lo Stato, decidendo di non impugnare la sentenza del Tar Lazio che ha smontato tutte le accuse della Prefettura di Lecce e del Ministero dell’Interno, ha sancito definitivamente la correttezza del nostro operato», ha chiarito il Primo cittadino nel corso di una conferenza stampa convocata per fare il punto sulla situazione politico-amministrativa della città.

Il sindaco Alfredo Cacciapaglia «Un segnale importante, che mi sprona a rimanere e continuare ad amministrare questo paese, cosa che fino ad oggi mi è stata impedita»: per Cacciapaglia è la fine di un incubo durato più di un anno. «Un’onta che ha travolto a pié pari città e amministratori, gettati in pasto all’infamante marchio di una mafiosità che invece – l’hanno detto a chiare lettere i giudici amministrativi – non esiste». La sentenza del Tar che ha cancellato lo scioglimento del Comune “per mafia” è diventata definitiva mercoledì scorso, quando sono scaduti i termini entro i quali l’Avvocatura dello Stato avrebbe potuto impugnare quanto deciso dai giudici amministrativi del Lazio. «Il passaggio in giudicato della sentenza non potrà cancellare la sofferenza patita dal sottoscritto, dagli altri amministratori e dalle nostre famiglie. I danni che abbiamo patito, noi e tutta la città, sono impagabili. Ma – ha affermato il Sindaco – chi a più livelli ha delle responsabilità in questa vicenda sarà ora chiamato a risponderne». Per questo il Comune di Parabita chiederà al Ministero dell’Interno il risarcimento dei danni d’immagine e di “mancate chance” seguiti allo scioglimento per infiltrazioni mafiose. E la rivincita è appena iniziata.

Parabita – Nessun ricorso al Consiglio di Stato da parte dell’Avvocatura dello Stato e per Parabita la questione dello scioglimento del Comune per presunte infiltrazioni malavitose può considerarsi ormai una pagina archiviata. «Non essendo stato proposto il ricorso d’appello dell’Avvocatura generale, deve ritenersi definitiva la sentenza del Tar Lazio che ha annullato il decreto di scioglimento del Consiglio comunale di Parabita per presunte infiltrazioni mafiose, reintegrando la piena legittimità e funzionalità dell’Amministrazione Cacciapaglia», rileva l’avvocato Pietro Quinto, insieme all’avvocato Luciano Ancora difensore degli amministratori comunali di Parabita.

Le motivazioni «Non mi sorprende la mancata proposizione dell’appello – dichiara l’avvocato Quinto – atteso che la sentenza del Tar Lazio è ampiamente motivata ed i principi di diritto in essa affermati costituiscono un precedente giurisprudenziale di fondamentale importanza per orientare le scelte, nella specifica materia, del Ministero dell’Interno e della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Una volta documentato il passaggio in giudicato della sentenza del Tar vi saranno conseguenze dirette per tutti i Comuni del nostro territorio e dell’intera Regione. Assumono una valenza giuridica di particolare pregnanza i criteri che devono essere rispettati dall’autorità statale per decretare lo scioglimento di un Consiglio comunale: non è sufficiente un contesto ambientale e territoriale che registri la presenza di organizzazioni malavitose e neppure che all’interno dell’Ente locale vi sia qualche amministratore o dipendente che possa essere collegato ad ambienti malavitosi. Neppure è determinante l’accertamento di atti illegittimi, fisiologici nella vita di qualsivoglia amministrazione. Occorre la dimostrazione che gli amministratori (al plurale) dell’Ente siano in qualche modo assoggettati al condizionamento esterno dell’organizzazione malavitosa».

Torna il Consiglio comunale Venerdì 18 maggio, alle 12.30, è stato convocato intanto convocato un Consiglio comunale straordinario (il primo dal reinsediamento della Giunta Cacciapaglia): è prevista la surroga dell’assessore Sonia Cataldo appena dimessa da consigliere ma riconfermata in Giunta con le stesse deleghe precedenti (e la carica di vicesindaco): in maggioranza  approda in tal modo Gerardo Carrisi.

Parabita – Novità all’interno dell’Amministrazione comunale di Parabita: il vicesindaco e assessore alla cultura Sonia Cataldo ha firmato e protocollato le dimissioni da consigliere comunale, rimettendo le deleghe nelle mani del sindaco Alfredo Cacciapaglia. Una mossa, questa, che pare anticipare i tempi rispetto alle dimissioni della sua Giunta, preannunciate dallo stesso Sindaco nel corso del suo comizio dopo il reinsediamento. Nessun allontanamento e nessuno screzio in squadra, però. «Mi dimetto solo dall’incarico istituzionale – spiegato Sonia Cataldo – ma continuerò a lavorare dietro le quinte, insieme a questa maggioranza, per portare a termine gli obiettivi che ci siamo prefissati. In questo modo potrò concentrarmi ancor più di prima nell’azione amministrativa». A sorpresa, però, il suo congedo potrebbe essere più breve del previsto. L’opzione più probabile è che il Sindaco le riassegni le stesse deleghe alla cultura e al marketing territoriale, compresa anche la carica di vicesindaco, in qualità di assessore esterno alla Giunta. Eventualità confermata da ambo i lati come uno degli scenari possibili che potrebbero delinearsi già nelle prossime ore. Nel frattempo, venerdì 18 maggio, alle 12.30, è stato convocato un Consiglio comunale straordinario (il primo dal reinsediamento della Giunta seguito alla sentenza del Tar Lazio) per la surroga di Sonia Cataldo che permetterà l’approdo in maggioranza di Gerardo Carrisi.

Casarano – La storia è un grande classico. “Lui, lei, l’altro” ed una favola che inizia con “c’era una volta” e si chiude con una torta in faccia. Nuziale, in questo caso. Protagonisti tre casaranesi ed un amore (anzi due), scritto non sui muri, ma sui pali della luce.Questi i fatti: improvvisamente, dopo tre anni di fidanzamento ufficiale, con famiglie e amici reciproci coinvolti, vacanze e viaggi all’estero, “l’altro” scopre non solo di essere stato tradito dalla sua donna, ma scopre anche che, da lì a pochi giorni, lei si sarebbe sposata con un altro. Un altro uomo, fidanzato come lui a tutti gli effetti e con tutti i crismi con la stessa ragazza, protagonista di una doppia “liaison amorosa”.

Il colpo di scena è da film e la delusione cocente. Si tratta di una doccia gelata per tutti: per l’uomo “tradito” ma anche per l’altro fidanzato e promesso sposo, anche lui all’oscuro del triangolo sentimentale. A carte scoperte, però, i due uomini reagiscono diversamente. Il prescelto per le nozze decide di perdonare e andare ugualmente sull’altare. L’altro medita vendetta, che dev’essere pubblica e in grande stile. Il giorno dopo le nozze, infatti, accanto ai classici manifestini d’auguri con le foto degli sposi, vengono affissi alcuni fogli per smascherare il “raggiro amoroso”, raccontato (tra l’altro) con dovizia di particolari. “Cari invitati, avete appena partecipato ad uno spettacolo teatrale”, è il perfido incipit che svela scena e retroscena. Mancando la replica dei diretti interessati, è difficile stabilire i precisi contorni della vicenda che, di certo, molto ha fatto parlare in paese, per i contenuti e i modi utilizzati. Di certo l’intera storia smentisce il detto che la vendetta è un piatto che va servito freddo. A volte 24 ore sono più che sufficienti.

Parabita – Ha mani e forbici d’oro Simone Scorrano, giovanissimo parrucchiere di Parabita, salito sul podio del 62esimo campionato italiano di Acconciatura promosso dall’Accademia nazionale acconciatori misti. Simone, 20 anni appena, si è aggiudicato pochi giorni fa il terzo posto del concorso nazionale 2018 a Rende, in Calabria, per la sezione “rasoio barber” che premia gli acconciatori maschili più bravi di tutta Italia. A notare il suo talento erano stati già i suoi professori dell’accademia Anam di Maglie, dove il ragazzo si è preparato in questi mesi, proponendogli di prendere parte alla competizione nazionale riservata alle eccellenze della categoria e a quanti si distinguono per le proprie competenze tecnico-artistiche. A conquistare i giudici nazionali sono stati così taglio e piega fatti a regola d’arte nei 30 minuti previsti dalla prova tecnica, con una maestria ed un estro che gli sono valsi la medaglia di bronzo tra i 26 partecipanti alla gara provenienti da tutte le regioni d’Italia. «Dedico questo riconoscimento a tutti coloro che hanno creduto in me e mi sono stati vicino, in primis la mia famiglia e i miei amici», ha commentato il parrucchiere.

Matino – Anche il Comune di Matino ora ha un regolamento per la tutela e il benessere degli animali. Il documento normativo, approvato lo scorso 27 aprile dal Consiglio comunale ha l’obiettivo di promuovere la corretta convivenza tra uomo e animale, anche in funzione del rispetto dell’ambiente, dell’igiene e della sanità pubblica. I primi articoli riguardano alcuni divieti rivolti ai detentori di animali, tra cui quelli di abbandono, avvelenamento e maltrattamento, reati punibili ora con sanzioni pecuniarie dai 25 ai 500 euro. Per quanto riguarda i cani, per esempio, è stato istituito il divieto di detenzione a catena e l’uso di collari restrittivi, sono state disciplinate le caratteristiche del box idoneo al loro ricovero, l’accesso a parchi ed aree pubbliche e l’obbligo di raccolta degli escrementi.

Anagrafe canina in arrivo «Quanto approvato dal Consiglio comunale – ha spiegato il consigliere delegato Emanuele Coronese (foto) – è una solida base per cominciare a dettare nuove regole e controlli con lo scopo, anche, di debellare il fenomeno del randagismo, un problema da non sottovalutare. Il malcostume porta molti proprietari a tenere i loro cani liberi sul territorio comunale creando a volte veri e propri branchi con notevole disagio per i cittadini. Sarà compito dell’Amministrazione, coadiuvata dai volontari che colgo l’occasione per ringraziare per l’incessante lavoro che svolgono quotidianamente sul territorio, accudire i pochi cani di quartiere. L’Amministrazione – conclude il consigliere – provvederà ad istituire a breve l’anagrafe canina, con il censimento di tutti i cani con rispettivi padroni presenti sul territorio e obbligo di microchip. Il tutto sarà svolto con l’ausilio delle Guardie zoofile e della nostra Polizia Municipale».

Parabita – Inaugurazione ufficiale per il centro diurno per minori “Il Girasole” di Parabita. La cooperativa, con sede in via Impero 118, ha da poco festeggiato l’avvio della sua attività condotta a favore di bambini e ragazzi con disagi socio economici. Trasporto scolastico, supporto nelle attività didattiche, doposcuola, attività ludiche ed educative: solo alcuni dei servizi (totalmente gratuiti) forniti ai ragazzi dell’Ambito territoriale sociale di Casarano, che puntano a creare integrazione e dare sostegno. La squadra, ad oggi, è composta da Concetta Milo, responsabile della cooperativa, Ada Grasso, Rita Donateo e Arianna Coronese, con un pensiero speciale rivolto ad Annamaria Tornesello,  collega e amica scomparsa lo scorso anno.

 

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Ci siamo. Puntuale come ogni anno, il balletto delle cifre è qui tra noi: quanti ne mancano all’appello? “Almeno il 40%”. “Macché! Siamo al...