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Cosimo Perrone

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La statua della desolata in processione

La statua della desolata in processione

Gallipoli. Giovedì santo la Chiesa celebra l’istituzione dell’Eucarestia: dalle 21, folle di fedeli  si recano nelle chiese del centro storico per adorare il Santissimo, posto nell’altare della Reposizione, comunemente detto “sepolcro”, mentre le confraternite, ad intervallo l’una dall’altra, con i confratelli incappucciati, in segno di lutto e con lento incedere, iniziano il loro pellegrinaggio, scandito dal rullo di tamburi e dal sibilo della tromba.

Le confraternite di Santa Maria del Monte Carmelo, della S.S. Trinità (delle Anime) e di Santa Maria della Neve (o del Cassopo) godono del privilegio di indossare il cappello  e il bordone del pellegrino. La visita ai sepolcri termina con la confraternita delle Anime di venerdì mattina a mezzogiorno, mentre la città si prepara con fede e raccoglimento alla processione della “Tomba” detta “de l’Urnia”, curata dalle confraternite del SS. Crocefisso e degli Angeli e alla processione della Desolata del sabato a notte, organizzata dalla confraternita della Purità.

Il Venerdì santo, alle 18,30 dalla chiesa del Crocefisso,  si avvia  la processione col Cristo morto,  con l’aggiunta, negli anni, delle statue in cartapesta raffiguranti le diverse fasi della Passione di Cristo. Proprio nell’atto costitutivo di questo sodalizio (1643)  che si chiede ai Confratelli di celebrare “con viva fede” la Passione di Cristo attraverso “la significativa processione del Cristo morto nel giorno di Venerdì santo”. I confratelli vestono saio, cappuccio rosso e mozzetta celeste ed indossano la corona di spine.

La processione della Desolata prende il via alle 3 del mattino del Sabato santo, dalla chiesa che domina la spiaggia della Purità. I confratelli, con saio e cappuccio bianco, mozzetta giallo paglierino e cingolo rosso, precedono le statue del Cristo morto, adagiato in un’urna dorata e della Vergine ai piedi della Croce. Quando il simulacro della Desolata, al rientro nella propria chiesa, incontra  il Figlio morto per l’estremo saluto è un momento suggestivo e toccante con il mare a far da sfondo ad una folla immensa commossa.

La struttura dell’ecocentro aperta per tre giorni la settimana, lunedì, venerdì e sabato dalle 8 alle 13. I cittadini vi possono conferire i rifiuti ingombranti seguendo precise disposizioni

La struttura dell’ecocentro aperta per tre giorni la settimana, lunedì, venerdì e sabato dalle 8 alle 13. I cittadini vi possono conferire i rifiuti ingombranti seguendo precise disposizioni

GALLIPOLI. Compie un anno di attività l’ecocentro di via Pasolini di Gallipoli. La struttura è sorta, dopo diverse peripezie di carattere burocratico, per combattere l’abbandono indiscriminato di rifiuti speciali e inquinanti abbandonati per strada. La piattaforma ecologica è aperta tre giorni la settimana: il lunedì, venerdì e sabato, dalle 8 alle 13. Chi si aspettava però, di trovarlo aperto tutti i giorni è rimasto deluso. Intanto nel portare i rifiuti bisogna tener conto della quantità autorizzata a essere conferita.

Non si può lasciare, per esempio, più di un materasso, o poltrone, divani, mobili. Oppure non più di dieci pile esaurite. Come pure un pezzo a scelta tra lavastoviglie, lavatrici scaldabagni. Solo per il vetro, carta e plastica non c’è alcun limite.  Ma tant’è. Non ci vuole niente a lasciare il materiale eccedente o fuori il cancello oppure per strada. Il vizio non lo si perde mai. In un anno di attività della piattaforma ecologica le cose non sono per niente migliorate. Mettendo a confronto i dati del 2012 della raccolta differenziata in generale con quelli del 2013 non si intravedono molte differenze. A giugno del 2012 totale differenziata era di 110.414 kg. per una percentuale pari all’8,45 %. Nel 2013 invece la quantità è scesa a 105.769 Kg pari allo 8,19 %.

Ma il dato più significativo è che nel mese di agosto quando la città scoppia per le presenze di turisti, la percentuale di differenziata è la più bassa in assoluto. Per una produzione pro capite di 119 kg di rifiuti al mese si è registrata, nell’agosto dell’anno scorso, una percentuale pari al 5,32. superiore solo dello 0,27% dell’anno precedente. Un altro dato riferito al materiale della differenziata del mese di agosto è che nel 2012 erano  stati differenziati 43.040 kg di vetro contro i 34.450 kg del 2013. Anche la carta nel 2013, con 15.790  è stata inferiore rispetto al 2012 con 28.790 kg. La plastica nel giugno 2013, dopo circa tre mesi dall’apertura dell’ecocentro ha avuto una diminuzione di quantità, passando da 16.150 kg del 2012 a 13.740.

E così, in poco più di tre anni, dal febbraio 2011 ad oggi,  si è passati da una percentuale del 42 %, senza l’ecocentro, ad una media dell’8%, con la presenza della struttura ecologica. Quel risultato aveva portato Gallipoli a un livello di raccolta differenziata che le consentiva di superare la soglia minima utile per la partecipazione all’assegnazione della bandiera blu d’Europa. C’è da chiedersi: che fine fa la plastica, il vetro, la carta ora che a Gallipoli c’è l’ecocentro? Questi materiali vengono smaltiti insieme all’umido? E pensare che ci sono comuni nella provincia di Lecce  come Carpignano Salentino e Melpignano che primeggiano rispettivamente con il 76,54%  e il 70,78% di raccolta differenziata. A Gallipoli non si riesce a raggiungere percentuali soddisfacenti. Perché?

 

 

Elio Pindinelli GALLIPOLI. Cambia dopo più di 38 anni il presidente dell’associazione “Gallipoli Nostra”. A Francesco Fontò subentra Elio Pindinelli (foto). Elezione avvenuta  n seno all’assemblea dei soci in data 13 marzo, procedendo, come per statuto sociale, al rinnovo delle cariche Pindinelli pertanto, assume la  appresentanza legale del sodalizio. I componenti del nuovo Consiglio di amministrazione sono: Francesco Fontò, Giorgio De Donno,  Vincenzo Occhilupo, Massimo Mudoni, Maria Lidia Liaci.

«C’era bisogno di un cambio. – afferma Fontò, che rimane comunque nel direttivo –  si è avvertita l’esigenza di dare una nuova spinta per continuare a crescere e dare continuità a tutti i progetti che sono stati iniziati e  indinelli, tra l’altro condiviso da tutti i soci, è la persona adatta a garantire questa spinta». Il neo presidente Pindinelli consapevole dell’onere assai gravoso, spera di non deludere e di continuare nell’opera intrapresa da Francesco Fontò. «Penso – egli dice – che sarà  difficile sostituirlo nell’impegno fin qui profuso a favore di Gallipoli. Comunque Francesco resta sempre in trincea e la mia carica attuale andrà condivisa con lui oltre che con tutto il direttivo ed i soci».

E proprio in sintonia con Fontò, Pindinelli è pronto a dare continuità alle  linee guida di intervento in campo culturale e turistico prefissate dallo statuto. «La nuova Amministrazione – dichiara il neo presidente –  intende proseguire con rinnovato slancio ed entusiasmo le attività di promozione e salvaguardia dei beni storico-artistico culturali della città  i Gallipoli in proficuo coordinamento e collaborazione con enti ed associazioni civili e religiose». L’associazione, con sede in Viale  Europa n. 15, nasce nel 1976 come “Club Gallipoli Nostra” e nel 1979 si costituisce legalmente in “Associazione Gallipoli Nostra”. Numerosi i  progetti realizzati tra cui ricordiamo: recupero e riapertura del Frantoio di via Angeli (Palazzo Bardoscia); la stampa dei primi due volumi  dello storico giornale gallipolino “Spartaco”. E tantissime altre attività.

 

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Addolorata-gallipoliGALLIPOLI. Giorno di lutto venerdì 11, di digiuno e senza retorica: al di sopra di ogni ideologia.  Giorno dedicato alla Madonna Addolorata. A mezzogiorno, quando il simulacro della Vergine esce dalla “sua” chiesa per essere portato in Cattedrale, tutta Gallipoli si ferma. Mercoledì scorso, prima dell’inizio della “Settena” la statua è stata
vestita dalla nobile famiglia Ravenna (che per antica tradizione gode di questo privilegio), nella cappella privata del suo palazzo, di fronte alla chiesa. Lo squillo lacerante della tromba e il rullare angoscioso del tamburo apriranno la processione e annunceranno l’inizio di una settimana di passione e di fede.

Alle 12 in punto i confratelli in abito confraternale, completamente nero e con la candela a quattro luci, accompagneranno Maria Santissima, nella cattedrale insieme al vescovo, ai sacerdoti e alle autorità civili e militari. Il corteo processionale sarà aperto dal gonfalone, listato a lutto, della confraternita; seguirà la croce dei Misteri della Passione, portata da un sacerdote.La sacra statua indossa una veste nera trapuntata di delicati ricami dorati. Una corona d’argento le sormonta il capo. L’eucarestia verrà celebrata dal Vescovo. Seguirà l’esecuzione della “frottola” “Una Turba di Gente” di Francesco Bianco, eseguita dall’orchestra Leopold Mozart, diretta dal maestro Enrico Zullino.

Nel primo pomeriggio, alle 14.30, comincerà il peregrinare della Vergine per le strade della città, momentaneamente interrotto dalla sosta in alcune chiese dove verrà replicato l’oratorio sacro. Carico di suggestione e di commozione, intorno alle 21 sarà il rito della benedizione del mare, dal bastione della “Bombarda”, comunemente detto di “San Giuseppe”, prospiciente al porto mercantile. Il momento è preceduto dalla  cerimonia dell’accompagnamento (“ssuppiju”) in segno di omaggio e di devozione dalla confraternita di santa Maria della Neve o Cassopo, meglio conosciuta come confraternita “De santu Patre”. Le sirene dei natanti presenti nel porto saluteranno la Vergine.

Confraternita del Rosario- Gallipoli

Confraternita del Rosario- Gallipoli

GALLIPOLI. Non si può parlare di Settimana santa a Gallipoli se non si fa riferimento agli statuti e regole delle confraternite esistenti  fin dalla metà del Seicento. Esse sono custodi di riti e pratiche penitenziali che da secoli si celebrano in città. Basti pensare che ogni confraternita ha nelle regole statutarie l’obbligo di recarsi alla visita ai Sepolcri, con saio e mozzetta e cappuccio. Le confraternite, infatti, fin dalla loro costituzione, ebbero come fine quello di curare principalmente feste, altari, processioni conservando e tramandando i tratti  più evidenti e sentiti della  tradizione popolare. L’esperienza confraternale, a Gallipoli, è radicata nella realtà più profonda della religiosità popolare  e le pratiche devozionali si concentrano in massima parte nel periodo quaresimale.

Morte e Passione del Cristo vengono vissute attraverso gli esercizi penitenziali inizialmente  nel chiuso delle chiese per l’intero periodo quaresimale, poi nei riti pubblici che coinvolgono tutta la città.Tutti i lunedì di Quaresima e il lunedì santo nella chiesa delle Anime, così come stabilisce lo statuto, si riuniscono i confratelli in chiesa alle ore 21 per dare inizio alle funzioni di penitenza. Il Padre rettore, finita la meditazione e spenti “i lumi si daranno la disciplina”. La quarta domenica poi di Quaresima nella stessa chiesa si recita la predica del Purgatorio. Nella chiesa dell’Immacolata, sede dell’omonima confraternita, ogni venerdì di Quaresima, i confratelli a turno, con delle grosse pietre (mazzare) appese al collo, camminando in ginocchio si percuotono il petto, salmodiando e pregando, fino ad arrivare all’altare maggiore.

La pratica, che trova il suo fondamento nell’imitazione  della Passione attraverso la disciplina, intesa come penitenza, nella quale l’uomo rivive spontaneamente la sofferenza del Cristo è stata ripresa qualche anno fa. Ad  animare i tre giorni della Passione saranno “Li mai”, che altro non è che il nome sincopato di maghi. Le confraternite con le insegne e i confratelli in abito confraternale ed il cappuccio abbassato, in segno di lutto, daranno vita al pellegrinaggio. La prima Confraternita,oggi non più esistente, a mettere in atto il suddetto rito, fu quella di San Giovanni Battista, organizzata nella chiesetta attuale, quella di Santi Medici, edificata sulle rovine di quella già esistente, ed  eretta nel 1567 per privilegio statutario. Ma anche le altre Confraternite vantano il diritto, come da statuto all’atto dell’erezione, di organizzare queste manifestazioni di culto.

Fino al 1953 con la  confraternita degli Angeli, la visita ai Sepolcri avveniva con le statue del Cristo Morto e dell’Addolorata. Si hanno notizie in merito che addirittura chi non era in possesso della bara del Cristo, pur di organizzare la processione se la prestava. Come appunto accadeva con la confraternita dell’Immacolata. Gallipoli dunque, si appresta a vivere una settimana intensa, durante la quale, attraverso l’azione penitenziale e cultuale delle confraternite, sarà rievocata la Passione e morte del Cristo, attraverso tradizioni secolari che esprimono chiaramente la devozione del popolo gallipolino. Si tratta di manifestazioni rituali suggestive e coinvolgenti che suscitano forti emozioni e che attirano numerose persone non solo dalla provincia.

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Biblioteca Sant'Angelo di Gallipoli

Biblioteca Sant’Angelo di Gallipoli

GALLIPOLI. L’assessorato alla Cultura del Comune di Gallipoli in collaborazione col Centro studi salentini di Lecce e l’associazione culturale “Amart” ha allestito una serie di manifestazioni dal titolo “Pomeriggi d’Arte 2014”. La rassegna, curata dalla direttrice del Museo, Paola Renna, illustrerà, grazie al contributo di esperti professori universitari, aspetti culturali differenti e opere d’arte della città. Gli appuntamenti si terranno presso i luoghi di cultura del Comune di Gallipoli. Saranno momenti durante i quali si potrà approfondire la conoscenza del patrimonio artistico e culturale della città bella, con il contributo di valenti relatori.

Per partecipare è meglio prenotare; lo si può fare contattando i numeri telefonici 0833264224, 3245574619, oppure mandando una mail a amartgallipoli@gmail.com La prenotazione è consigliata fino ad esaurimento posti. Le conferenze si svolgeranno alle 18 nel luoghi di cultura: Biblioteca comunale, Sala Coppola, Museo civico, teatro Garibaldi. Il primo appuntamento ha avuto luogo mercoledì 12 marzo nella sala Coppola con il relatore Lucio Galante su “Giovanni Andrea Coppola picturae perquam studiosus”. A conclusione della conferenza un intervento musicale del maestro Enrico Tricarico al pianoforte a grancoda “Schiedmayer”.

Lunedì 24, teatro Garibaldi Antonio Cassiano terrà la relazione su “Nicola Malinconico e il rinnovamento pittorico del Settecento”. Lunedì 31 nella Biblioteca comunale, Giancarlo Vallone parlerà di “Filippo Briganti: un illuminista di Gallipoli”. Lunedì 7 aprile la relazione di Regina Poso su “Moda e costume tra Seicento e Ottocento – Gallipoli e il Salento”. Seguirà un intervento musicale con i maestri Luigi Bisanti e Lucia Rizzello al flauto traverso del XVIII sec. Concluderà i pomeriggi d’arte la visita itinerante, con inizio alle 17,30, per le processioni della Settimana santa e per le confraternite con partenza dalla chiesa del Carmine per la chiesa di S. Francesco di Paola, del Crocefisso e di S. Maria della Purità.

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festa sant'AgataGALLIPOLI. Gallipoli, dopo i festeggiamenti di lunedì scorso in onore di San Sebastiano, patrono della città e delle guardie municipali, il 5 febbraio celebrerà la festa di Sant’Agata compatrona della diocesi di Nardò-Gallipoli. Il culto per la Santa catanese, in città, risale al 1126 anno in cui, in località “Pizzo”, fu ritrovata, in bocca ad un bambino che la succhiava,  una delle due mammelle, che secondo la leggenda era stata persa, causa un temporale, dal veliero che trasportava il corpo della santa da Costantinopoli a Catania. Alcuni ipotizzano che fosse stata abbandonata volutamente da un marinaio, un certo Goselmo, originario di Gallipoli.

Il 4 febbraio, giorno della vigilia, il mezzo busto d’argento della santa verrà portato in processione per le vie del centro storico e nel rispetto di uno scambio di precedenze, il busto di San Sebastiano precederà quello della Vergine di Catania. I sacerdoti in questa occasione indosseranno i paramenti sacri del Settecento, di color rosso e ricamati in oro. Per tutta la mattinata del 5 febbraio, giorno della festa, la cattedrale sarà meta di devoti provenienti da ogni parte del Salento. In modo particolare la santa nel corso degli ultimi anni è stata eletta protettrice delle donne con problemi di salute al seno.

La sera, alle 18,30, avrà luogo il pontificale solenne officiato dal vescovo mons. Fernando Filograna. La particolarità della celebrazione eucaristica è la proclamazione del Vangelo nella lingua greca, per rievocare il periodo in cui nella Chiesa gallipolitana veniva osservato il rito bizantino.

Cuccia  per cani randagi

GALLIPOLI. La crisi di questi ultimi mesi non ha risparmiato nessuno, neanche i cani. Nel quartiere San Gabriele, la soluzione è stata trovata. In pratica sono state costruite alcune cucce, con materiale di fortuna per accogliere dei cani a cui viene portato il cibo. Quello in eccedenza o non gradito rimane a terra e serve ad altri animali non proprio domestici. Tutto questo provoca un indecoroso spettacolo. Senza parlare del malvezzo che esiste tra i proprietari di cani quando portano il loro amico fedele a fare i propri bisogni.  Ci sono anche le lamentele degli abitanti della zona che non possono camminare a piedi con il rischio di essere attaccati perché il Il cane è pronto a tutto pur di difendere il suo territorio.

Se si vuole far qualcosa per questi “amici” è sufficiente che il quartiere li adotti e li faccia diventare cani di quartiere. All’animale, sterilizzato, viene installato un micro chip. Fatto ciò, torna libero nel quartiere e viene affidato alle cure di un tutore che si assume ogni responsabilità. Una soluzione che garantirebbe ai cani una vita dignitosa e un notevole risparmio economico per la collettività perché non si ricorrerebbe ai canili comunali.  La Asl avrebbe l’obbligo di verificare lo stato di salute del cane, vaccinarlo, sterilizzarlo, monitorarlo ed intervenire ogni qualvolta se ne ravvede la necessità.

giovanni primiceri  con i bambini

GALLIPOLI. A conclusione dell’anno arriva puntuale il rendiconto dell’ associazione “Arcobaleno su Tanzania” da parte del responsabile Giovanni Primiceri con l’annuncio del prossimo impegno: la realizzazione dell’impianto fotovoltaico a completamento delle opere nell’ospedale di  Morogoro. Il costo finale è di scellini tanzaniani 53.250.000 equivalenti a circa 25mila euro. Primiceri, rivolgendosi ai tanti benefattori, ha fiducia che anche questa volta quando si recherà a gennaio a firmare il contratto, ci sarà la mano della “Provvidenza e della vostra, ormai comprovata, disponibilità”.

Al rientro Primiceri porterà a Bari un bambino di un anno da far operare al cuore presso l’ospedale pediatrico Giovanni XXIII. La speranza è che ci sia  qualcuno che voglia sostenere tali spese, circa 1500 euro. Opere importanti sono state edificate nell’anno che sta terminando: completamento e attivazione dell’ospedale di Lugono-Morogoro, la scuola superiore “Padre Pio“ in Morogoro e la costruzione della Casa per le mamme annessa all’ospedale grazie agli aiuti finanziari provenienti da Gallipoli e da altri centri della provincia.

Per la costruzione della Casa di accoglienza per le mamme dal costo di 55mila euro,  15mila sono stati messi già a disposizione della ditta esecutrice dall’associazione “Cuore e mani aperte verso chi soffre“. Per contribuire: versamento su conto corrente postale al N.88217245 codice Iban It-76-E-07601-16000-000088217245 Intestato a “Arcobaleno Su Tanzania” in alternativa Associazione “Arcobaleno Su Tanzania“ Banca Popolare Pugliese Ag. Gallipoli  Conto N. 1199865 Iban: It 33 G 05262 79 671 Cc0661199865   Causale:  “Impianto fotovoltaico” o “Contributo operazione bambino”.

pupo Ampalea 2

un pupo dello scorso anno

GALLIPOLI. Con la “Notte dei pupi” e l’accensione del gigante in cartapesta a rappresentare l’anno vecchio che se ne va, a Gallipoli, si conclude il ciclo delle feste. Quest’anno per la prima volta il “Pupu” verrà bruciato nelle acque antistanti l’antico castello. Ad organizzare la serata sono  l’associazione “Off Limits”, i “Signori del fuoco” con la collaborazione dell’assessorato al Turismo Comune di Gallipoli.

Il programma prevede in piazza Aldo Moro  il 30 e il 31 dalle 10 alle 20 l’allestimento di un’area giochi gratuita per bambini, e per gli adulti il Toromeccanico e il calcio balilla umano.  Durante le due giornate saranno presenti le mascotte Disney con spettacoli di animazione. Alle 24 del 31 sparo del tradizionale Pupu, a seguire concerto degli “Alla Bua” e dalle 2,30 gran divertimento con il gruppo “Balla Italia”. Entrambi i concerti sono nell’area portuale.

L’associazione “Fideliter excubat” rinnova la tradizione intrapresa lo scorso anno sul Piazzale stazione con tantissime sorprese e una grande nottata. Ma non meno scoppiettante si annuncia la notte dei pupi dell’ “Ampalea dei leoni”, che ormai da più di dieci anni realizza il “Pupu” e lo accende sul lungomare Galilei.Quest’anno tanta musica con i “Tammurria”, canti e suoni dalla terra del Salento e dalle  24.30 allegria pura con i “Folkabbestia”. Prima del concerto sarà assegnato il premio “Fontana greca”  alle aziende e attività commerciali che si sono distinte nel corso dell’anno.

Per tutta la città sono previsti una ventina di Pupi, sparsi ovunque.  Nel quartiere San Gabriele, via Grazia Deledda, fervono i preparativi, come pure in via Agrigento e in viale Bari, via della Costituzione, via Galatone. Anche quest’anno, come da consuetudine da oltre dieci anni, l’associazione podistica “Anxa” Gallipoli la mattina del 31 organizza un giro di corsa fermandosi a visitare i pupi insieme a tutte le associazioni podistiche dei paesi vicini a Gallipoli. Partenza da via Pasolini. Dopo aver fatto il giro dei Pupi si ritorna in via Pasolini per brindare al nuovo anno. Il  31 dalle 17 l’associazione “Gallipoli 360” organizza un tour in navetta per i Pupi di Capodanno. Dalle 18 concerto bandistico “Santa Cecilia” per i vicoli del centro storico.

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My beautiful picture

GALLIPOLI. Restituita ai gallipolini la chiesa della Purità, con la luminosità delle sue tele il 20 dicembre, dopo la celebrazione eucaristica presieduta dal vescovo, mons. Filograna e gli interventi del parroco, don Piero De Santis, del priore della confraternita, Silvano Solidoro, dell’architetto Antonio Novembre e dello storico gallipolino Elio Pindinelli.  «È una gioia indescrivibile – dice Silvano Solidoro – vedere la chiesa ritornata alla sua bellezza. Dopo anni di travagli restituiamo questo tempio simbolo di fede e di arte alla città di Gallipoli. Quello del restauro era l’obiettivo principale  della confraternita perché la chiesa aveva un bisogno urgente di essere restaurata. A livello personale è una delle esperienze più belle ed esaltanti della mia vita».

I lavori di restauro delle volte erano cominciati nel mese di novembre 2010, a seguito del finanziamento dell’otto per mille pari a 368.120 euro e di 44mila euro arrivati dalla Regione Puglia. Il costo del progetto preventivato era però di 585mila euro. «Alla fine è costato 412mila euro – puntualizza il priore – grazie ai ribassi d’asta e soprattutto alla sensibilità delle maestranze e all’impegno dei confratelli che si sono messi a disposizione per il riassetto finale».

Il degrado delle tele era tragico. Restauri avventati da mani inesperte si sono succeduti negli anni, con sovrapposizione di colore, facendo perdere al dipinto la sua originale policromia. Si tratta di circa 200 metri quadri tra la volta a stella del presbiterio e l’aula. Le tele sono opera di Liborio Riccio di Muro Leccese, della prima metà del 700. Il progetto di restauro è stato curato dall’architetto Antonio Novembre di Lecce, il restauratore di tutte le tele, dei fregi lignei, delle cornici, degli stalli confraternali è stato Valerio Giorgino di Alezio, che Solidoro ringrazia per “la sensibilità e la professionalità dimostrata in questi anniˮ.

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presepe vivente (2)

GALLIPOLI. Son passati ormai moltissimi anni, forse un secolo da quando un vecchio portuale gallipolino, “lu Peppe Seccia” esponeva in piazza Duomo, fino al giorno di S. Lucia, i suoi pupi costruiti con la creta e con i quali si montava il presepe. Ora di quei pupi ne sono rimasti pochi esemplari. Ma la tradizione del presepe è rimasta. Dal 25 dicembre al 6 gennaio si possono visitare i presepi artistici e tradizionali allestiti nelle chiese parrocchiali di Gallipoli e in alcune  confraternite del centro storico. Da tener presente che la chiesa degli Angeli e dell’Immacolata sono chiuse per restauro, mentre in quella della Purità i lavori sono terminati. Intanto ritorna ad accendersi per tutto il periodo natalizio, il presepe luminoso dell’associazione “Città nuova” nel quartiere San Gabriele, tra la via De Angelis e via Cosimo De Giorgi.

Quello però che suscita più suggestione è sicuramente il presepe vivente allestito, con più di 30 figuranti,  nella zona delle cave presso la Madonna delle Grazie, sulla strada che porta ad Alezio, da un comitato guidato dal parroco di san Gerardo Maiella, don Andrea Danese, dal vice parroco don Francesco Martignano e da Lello e Franca Musumeci. Può essere visitato nei giorni 25-26-29 dicembre e 1-5-6 gennaio dalle 17 alle ore 21. Ai visitatori verrà offerto  un assaggio di pittule e vino.

Due presepi artistici nell’ ex mercato coperto: uno girevole a cura degli Amici di Antonio Crisogianni e l’altro realizzato da Luigi Bottazzo. Visite: mattino 9,30/13, pomeriggio 15,30/22.

Nella città vecchia è possibile visitare i seguenti presepi: presepe artistico associazione Anxa presso torre dell’orologio (Ore 16 – 20)  in piazza Duomo; presepe artistico Confraternita del SS. Crocifisso (riviera N. Sauro, ore 17-21); presepe artistico chiesa dei SS. Medici (via S. Giovanni, ore 10-12 e 16-21); Presepe artistico chiesa di S. Luigi (via S. Luigi, ore 10-12 e 17- 20.30; presepe artistico Palazzo vescovile (via Duomo, ore 10-12.30 e 16-20); Natività quattrocentesca chiesa di S. Francesco D’Assisi (riviera N. Sauro, ore 10-12.00 e 16-20).

Nei giorni 25-26-30-31 dicembre (ore 17- 19) si può visitare la Natività nei locali della Confraternita di S. Maria ad Nives. Un presepe artistico lo troviamo allestito nella chiesetta di santa Cristina a cura del vicino santuario di Santa Maria del Canneto.

Gallipoli. zona Peep p. La quasi totalità dei firmatari dell’ istanza ha espresso la volontà di dedicare il quartiere a San Gabriele. La zona, che oggi è abitata da oltre 5mila cittadini, va da via Giorgio da Gallipoli fino a via Pasolini-Santa Venardia,  inclusi via Carlo Massa e parco Stanislao Senape de Pace.

È dal 1999 (ma si iniziò a costruire nel 1993 con la realizzazione di oltre 700 alloggi), che la nuova zona viene conosciuta ed identificata come zona Peep, ovvero, il nuovo e popoloso quartiere costruito secondo il “Piano di edilizia economica e popolare” situato nella periferia dela città.

Ma oggi questa zona non può più essere considerata periferia.

«Sin dalla sua costituzione, questa associazione – si legge nella lettera – si è prefisso il compito di dare al nostro quartiere un nome appropriato». L’associazione, pertanto,  si dichiara sin da subito disponibile “alla collaborazione con l’Amministrazione comunale, per il raggiungimento dell’obiettivo prefisso”. Alla petizione sono state allegate le circa 200 firme.

Il sodalizio presieduto da Nicola Ripa chiede anche la riapertura della strada che congiunge via Grazia Deledda con la provinciale per Alezio e che collega l’ospedale di Gallipoli. Questa volta saranno i residenti della zona a chiederlo al Sindaco, con un’altra petizione.

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San Gabriele

GALLIPOLI. Gallipoli si prepara a ricevere le sacre spoglie di San Gabriele dopo undici anni dalla prima venuta. La comunità parrocchiale gallipolina intitolata al santo dei giovani è in trepidazione per il ritorno delle sacre spoglie che rimarranno in città dal 20 al 24 novembre. Intanto la parrocchia di San Gabriele ha organizzato un  concorso per ragazzi, per la realizzazione di una cartolina sulla santità e di un testo poetico dal tema “Segui la tua vocazione”.  Il concorso ha lo scopo di sensibilizzare e far riflettere i ragazzi di scuola elementare e media sulla  la vita di San Gabriele dell’Addolorata.

Per la realizzazione della cartolina si possono utilizzare varie tecniche. Le cartoline e le poesie potranno essere consegnate fino al 16 novembre presso la parrocchia San Gabriele dell’Addolorata dalle ore 18.30 alle ore 20 oppure presso  l’ufficio  del parroco, don Piero Nestola, allegando la scheda con nome, cognome, data di nascita, classe, scuola e numero di telefono di papà o mamma. Le opere saranno esposte domenica 17 novembre presso il salone parrocchiale e potranno essere viste nel corso di tutta la successiva settimana.

I vincitori del Concorso “Segui la tua vocazione” (per le cartoline e per le poesie) saranno premiati domenica 24 novembre 2013 alle ore 11 e riceveranno un premio personale ed un pacco-scuola con del materiale per la propria classe.

San-GabrieleGallipoli. Le sacre spoglie di San Gabriele dell’Addolorata, dopo undici anni, ritornano a Gallipoli nella ricorrenza del centenario del miracolo compiuto dal Santo al falegname gallipolino Luigi Parisi, il quale ottenne la guarigione da una grave malattia che lo aveva colpito. San Gabriele arriverà a Gallipoli mercoledì 20 novembre: alle ore 16 e sarà accolto nell’atrio dell’ospedale dove avrà luogo la solenne celebrazione eucaristica presieduta da mons. Fernando Filograna, vescovo della diocesi Nardò–Gallipoli. Al termine il santo processionalmente sarà portato nella chiesa a Lui intitolata. Giovedì 21 novembre, sarà dedicato alle visite delle scuole e delle famiglie. A conclusione della giornata vi sarà l’esibizione del coro polifonico della parrocchia San Gabriele dell’Addolorata. Venerdì 22 novembre è il giorno dell’associazionismo e del laicato. Il Santo raggiungerà la basilica cattedrale di S. Agata nella città vecchia, accompagnato dalle confraternite cittadine in abito confraternale. La giornata di sabato 23 novembre sarà dedicata ai giovani. Nella chiesa di San Gabriele il parroco, don Piero Nestola,  presenterà un recital, ideato e composto da lui sulla vita di San Gabriele. Il commiato dal Santo avverrà domenica 24 novembre, giornata dedicata ai bambini. Dopo la solenne celebrazione eucaristica presieduta da mons. Fernando Filograna presso la chiesa di San Gabriele dell’Addolorata, il corpo del Santo prenderà la via della sua dimora, a  Isola del Gran Sasso d’Italia .

L’arrivo del corpo di San Gabriele è stato possibile grazie all’interessamento della diocesi Nardò – Gallipoli e dei Frati Passionisti del Santuario di San Gabriele  di Isola del Gran Sasso. Per informazioni si può telefonare ai seguenti numeri  0833.273840 – 333.5855866.

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Via Luigi Sansò

Gallipoli. Un budello lungo una trentina di metri tra via XXIV maggio e via Antonietta de Pace. Si chiamava  prima via Neghelli, poi è diventata via Luigi Sansò, intitolata alla personalità civile e letteraria che ha segnato la storia di Gallipoli.

«Non chiedete favori o raccomandazioni al Sindaco» e  «Siate puntuali, rispettate l’orario d’ufficio». Questi cartelli erano esposti 57 anni fa sul portone del Municipio di Gallipoli, indirizzati ai gallipolini e ai dipendenti comunali, su ordine del sindaco Luigi Sansò, appena insediato. Questi  annunci non gli procurarono di certo molte simpatie ma  andò dritto per la sua strada assumendosi in ogni decisione il peso delle sue responsabilità. Fu candidato nelle elezioni amministrative del 1956 come indipendente nelle liste della sinistra laica, pur consapevole che ardua sarebbe stata la sua elezione perché in quel periodo, a Gallipoli, dominavano la scena politica l’onorevole Mario Foscarini per il Pci e l’avv. Carlo Cazzella per la Dc. Resse la carica di sindaco per due anni preoccupandosi molto della propria coscienza e dei bisogni dei suoi concittadini, che amava e conosceva tutti ad uno ad uno e considerava fratelli, figli o padri.

Ma Luigi Sansò fu principalmente poeta e scrittore. Nacque il 12 luglio 1891, nel centro storico di Gallipoli,  in via Giovan Battista De Tomasi, A Napoli frequentò la facoltà di giurisprudenza che ben presto abbandonò per quella di lettere. A vent’anni debuttò con il dramma “Perdoniamo” nel teatro Garibaldi. Poeta leggiadro e dallo spirito elevato, seppe anticipare i tempi e a soli ventisette anni pubblicò una monografia “Per l’Unione degli Stati d’Europa”, opera anche oggi di straordinaria attualità. Insieme ad altri illuminati cultori di lettere, di storia e di arte fu animatore dell’associazione  “Amatori d’Arte di Gallipoli” che aveva sede nell’ex chiesetta di Santa Maria di Costantinopoli in via Carlo Muzi. Il suo capolavoro è “Idrusa”(1924), un poema, in cui l’emozione, la commozione e la pietà si fondono con gli accenti lirici, nel ricordo degli 800 martiri di Otranto. Era considerato “ il pensatore immaginoso, l’umanista insigne, l’uomo dalla vasta e profonda cultura, il latinista” ed insegnò per molti anni al “Quinto Ennio” ma soprattutto egli era “maestro di vita”. Il suo motto era “famiglia e lavoro”. Morì a Gallipoli il 10 marzo 1963.

Gallipoli. Per incentivare la raccolta differenziata l’associazione “Città nuova” con il patrocinio del Comune di Gallipoli e la collaborazione della ditta Navita autorizzata per la raccolta dei rifiuti solidi urbani , promuove le prime “Ricicliadi: rifiuti emergenza o risorsa?”.

Tutti i residenti del Peep 3 (foto) sono invitati a partecipare alla manifestazione/concorso per la raccolta differenziata che si svolgerà nella zona del parco di via De Giorgi angolo via De Angelis, il prossimo 14 aprile  dalle ore 10 alle ore 12.

L’iniziativa intende coinvolgere tutti i residenti e in special modo i ragazzi per attività di recupero dei rifiuti quali carta e plastica. Possono partecipare solo ed esclusivamente i residenti della zona Peep. La raccolta riguarda solo carta e plastica, sono esclusi i cartoni di imballaggio. Saranno premiati i primi 3 concorrenti che avranno consegnato la maggiore quantità, in Kg, di carta e plastica.                                                                                                                                              «Questa associazione – spiega il presidente di “Città nuova” Nicola Ripa – al fine di sensibilizzare la nostra comunità ad effettuare la raccolta differenziata si sta adoperando, nel proprio piccolo, affinché tutti comprendano la necessità di riciclare e imparino a farlo, nella speranza che quello che per i bambini potrebbe essere preso come un gioco, per noi adulti invece diventi una seria realtà!»

Si tratta di dare una mano a elevare in città la percentuale di raccolta differenziata.

Intanto, a breve, l’associazione partirà con un’altra iniziativa:  sarà avviata una raccolta di firme per chiedere al Comune di fare quanto necessario per dare un nome al quartiere conosciuto solo come “Zona peep 3”.

Gallipoli. Due gli appuntamenti della Settimana santa più attesi dai gallipolini: l’ Addolorata e la visita ai “sepolcri”. Il venerdì che precede la domenica delle Palme, Gallipoli commemora i dolori di Maria, con la regia delle confraternite di Santa Maria del Monte Carmelo e della Misericordia. Tutta la città, a mezzogiorno, si ferma quando la statua dell’Addolorata esce dalla chiesa del Carmine, nella città vecchia, per raggiungere la cattedrale per la celebrazione eucaristica e l’esecuzione dell’oratorio sacro “L’Addolorata” del maestro Vito Cataldi.

Lo squillo di tromba, alternato al rullio del tamburo, accompagna la processione con i fratelli in abito confraternale nero e le candele a quattro luci. Non sagre quindi, né luminarie ma solo partecipazione corale di tutta Gallipoli al dolore di Maria. Il mercoledì della settimana precedente, prima dell’inizio della “settena” il simulacro della Vergine viene portato nel palazzo della nobile famiglia Ravenna, che ha l’antico privilegio, nella cappella privata, di vestire la statua con abito nero con ricami in oro, la corona, ed una spilla d’argento a forma di cuore trafitto da una spada, simbolo del martirio.

La visita ai “sepolcri” nel Giovedì santo è poi manifestazione di culto sancita da ogni statuto delle confraternite: queste, ad intervalli l’una dall’altra, si recano in processione, fino a tarda sera, nelle varie chiese a rendere visita al Cristo morto. La confraternita di Santa Maria del Monte Carmelo lo fa per “vetusto privilegio confermato il 28 marzo 1772 per il pellegrinaggio nel Giovedì santo con speciali insegne di Pellegrini”. I fratelli in abito completamente nero con cappello e bordone, procedono a coppia accompagnati dal “correttore”. La processione successivamente si ricompone e i confratelli, dopo essersi salutati, incrociando il bordone, raggiungono la loro chiesa. Il bordone e il cappello del pellegrino sono privilegio anche delle confraternite della Santissima Trinità  e di Santa Maria della Neve o del Cassopo. Il Sabato santo (dalle 3 alle 11.30), poi, la processione di Maria Desolata e del Cristo morto con la confraternita di S. Maria della Purità.

 

La “postazione” del Touring club

Gallipoli. Domenica scorsa nel centro storico di Gallipoli la quarta tappa della quattordicesima edizione dell’iniziativa “Penisole del Tesoro”, organizzata dal Touring club italiano con centinaia di turisti provenienti da ogni parte d’Italia. L’accoglienza è stata curata  dall’Amministrazione comunale e dal consigliere comunale delegato alle Politiche turistiche Maria Teresa Perrone, dalla Pro loco, dalle associazioni “Gallipoli Nostra”,  “Amart” e da Mario Giangrande, referente provinciale del Touring.

Agli ospiti, numerosi ed entusiasti, è stata offerta la possibilità di apprezzare i caratteristici scorci del centro storico, di ammirare i molteplici monumenti storico-artistici della città vecchia, con particolare riguardo alle chiese confraternali ed agli antichi palazzi, oltre ai pregevoli contenitori culturali del borgo antico, quali il teatro Garibaldi, il museo civico, il museo del Mare, i frantoi ipogei, il museo diocesano, la sala “Coppola” e l’ex Mercato coperto.

Proprio nell’ex mercato il sindaco Errico, alla presenza del vice presidente nazionale del sodalizio, Nadia Bellacani, ha rivolto un caloroso benvenuto a conclusione dello spettacolo folkloristico della  scuola di ballo “Disc’n Roll” di Gallipoli. «Questo evento, specialmente in questo periodo, che di fatto anticipa la settimana di Pasqua – ha detto  il sindaco Errico – è in grado di mettere in vetrina e di valorizzare, alla presenza di oltre 400 turisti affluiti nella nostra città, le bellezze di Gallipoli, con conseguenti ricadute per l’attività promozionale e di marketing».

Entusiasta della riuscita dell’evento la vice presidente del Touring Bellacani che ha espresso ammirazione: «Basta entrare in una chiesa qualsiasi per capire la bellezza di questa città».

Agli ospiti non sono mancate le proposte per far conoscere i sapori del territorio.  Il centro storico, domenica si presentava come in estate,  con le strade piene di turisti e con  i negozi di souvenir aperti. La clemenza del tempo ha, inoltre, contribuito molto.

Gallipoli. Ecco il programma dei riti della Settimana santa. Si inizia il Giovedì santo con la  tradizionale visita ai “sepolcri” a partire dalle 19,30.  Gli incappucciati, in processione, visiteranno gli altari della Reposizione, allestiti nel Borgo antico.

Venerdì santo alle ore 18 dalla chiesa del SS. Crocefisso, nel centro storico, avrà inizio la processione dei Misteri e del Cristo Morto, detta de “l’Urnia”, organizzata dalla confraternita del Crocefisso. Vi partecipa anche la confraternita di S. Maria degli Angeli  (foto in alto) con il simulacro di Maria SS.ma Addolorata.

Sabato santo, alle ore 3 avrà inizio la processione di Maria Desolata (in basso)  e del Cristo morto, curata dalla confraternita di S. Maria della Purità. Il rientro nella sua chiesa è previsto per le 11,30.

Pasqua è anche tempo di concerti, mostre e convegni. Eventi messi a punto dall’Amministrazione comunale in collaborazione con la Pro loco di Gallipoli e la partecipazione dei Luoghi di Cultura della Città, di Puglia promozione, delle associazioni Puglia  & Mare, Amart, Gallipoli Nostra, LiberaL’Arte, Fideliter Excubat, Città Nuova, Nantes, Fidas “D. Provenzano”, Agenzia Gallipoli 360, le confraternite SS.Crocefisso,  Maria SS. del Monte Carmelo e della Misericordia,  libreria Nostoi di Gallipoli, Compagnia teatrale Calandra.

Sabato 23 alle 10, nel museo diocesano si terrà un convegno sui riti che precedono la Resurrezione di Cristo. Alle 20 in cattedrale “Musica e poesia della Settimana santa” a cura della filarmonica “Città di Gallipoli” diretta da Pascal Coppola. Domenica 24 alle 19 a cura del Movimento giovanile delle Confraternite e delle associazioni della cattedrale sarà presentata lungo le strade, le piazze e le riviere del centro storico. una “spiritual performance” dal titolo “Una croce… così Dio ti ha amato” Lunedì 25, sempre alle 20 nella chiesa della Madonna del Rosario si esibiranno “I solisti salentini” mentre martedì 26 alle 20 l’associazione musico-culturale “Santa Cecilia” nell’ex mercato coperto di piazza Imbriani terrà un concerto con musiche e marce della Settimana santa. Mercoledì 27 alle 19.30  il coro della parrocchia di San Gabriele dell’Addolorata con “Luce fra nuvole in fuga” al teatro Garibaldi chiuderà gli appuntamenti con le melodie sacre. Spazio anche per le visite guidate (giovedì 28 e venerdì 29 alle 17, sabato 30 alle 9  e domenica 31 alle 10).  Si parte dalla Fontana antica in piazza Aldo Moro per scoprire la città attraverso itinerari guidati.

Gallipoli. La 72esima edizione del Carnevale gallipolino è stata da poco archiviata e già si pensa alla prossima. Anzi l’idea è quella di proporre una edizione estiva, con la formula itinerante, facendo tesoro dell’esperienza di quest’anno. «Con la manifestazione appena conclusa  – dice Luigi Giungato, direttore artistico insieme ad Antonio De Donno – possiamo dire di aver gettato le basi per le edizioni prossime, sia per il metodo adottato sia per l’organizzazione. Molto importante è stata la collaborazione con tutte le associazioni del territorio. Un vivo ringraziamento lo rivolgo principalmente alle forze dell’ordine, alla Protezione civile e a tutti quelli che hanno contribuito alla riuscita dell’evento».

Ma un ruolo primario lo ha avuto la locale Pro loco guidata da Marcello Quarta soprattutto con il sostegno finanziario. «Ed infatti – spiega Giungato – il Comune ha affidato alla  Pro loco il compito di organizzare il Carnevale e di gestire le risorse economiche e grazie al loro coordinamento e a quello del Comune, in principal modo del sindaco Francesco Errico, che ha subito creduto nel progetto,  è stato possibile ottenere questi risultati». Un Carnevale quello di quest’anno fatto di sobrietà e limitate risorse economiche ma che ha superato le diffidenze iniziali e che “ha risvegliato gli abitanti della città vecchia e gli operatori delle attività commerciali” come dice Giungato. «Oltretutto – continua – abbiamo constatato che il Carnevale nel centro storico così come è stato concepito è bellissimo ed ha un appeal enorme verso il pubblico e specialmente verso i turisti che nella giornata di domenica sono accorsi numerosi». Grazie anche alla pubblicità effettuata dall’agenzia “Puglia promozione”. Insomma si può dire che per il rilancio del Carnevale di Gallipoli, quella di quest’anno potrebbe essere, per il futuro, la formula vincente e che i due giorni di sfilata dei carri e le numerose manifestazioni appartengano ormai alla storia.

Carnevale nel centro storico, edizione 2011 (foto di Emiliano Picciolo)

Gallipoli. Ci siamo, tutto è pronto a Gallipoli per i tre giorni conclusivi del Carnevale. Quest’anno, grazie all’iniziativa di  Luigi Giungato e Antonio De Donno,  con il supporto tecnico e finanziario del Comune, si è potuto organizzare lo spettacolo carnascialesco con formula diversa rispetto al passato e consentendo il ritorno dell’appuntamento naufragato l’anno scorso.

Le manifestazioni si svolgeranno sabato 9 e domenica 10 nel centro storico. La partenza del corteo mascherato sarà alle  16 da piazza Canneto. I gruppi raggiungeranno, a secondo della destinazione, il Mercato coperto, piazza della Repubblica, Palazzo Ravenna (atrio), Teatro Garibaldi, Piazza Duomo, atrio Palazzo vescovile, scalinata Sant’Angelo, Corte Purità, piazza De Amicis. e si esibiranno in pezzi di rappresentazione teatrale.

Martedì 12, invece, alle 18 il “mitico” corso Roma, sede delle memorabili sfilate di carri e gruppi mascherati fino a due anni fa, vedrà sfilare “lu Titoru” e i gruppi che  vorranno accompagnarlo. A predisporre la festa saranno gli amici  dell’“L’Ampalea dei leoni” e la parrocchia del Sacro Cuore. Aprirà il corteo il carro allestito dal team Coppola.  Ma non finisce qui. I parenti de “lu Titoru” prepareranno una gran quantità di polpette che saranno distribuite ai presenti in piazza Tellini, dove i teatranti e le prefiche daranno vita alla messa in scena del funerale di Teodoro, il soldato gallipolino, tornato a Gallipoli per il Carnevale e morto ingozzato da una polpetta andata di traverso.

Ma quello che più ha fatto piacere al duo Giungato-De Donno è la partecipazione entusiastica dei maestri carristi. «Tutti assieme, appassionatamente – dicono i due  all’unisono  – si sono dati da fare e, riutilizzando i pupazzi, testoni, e vari elementi in cartapesta, hanno addobbato i luoghi della città vecchia, dove i gruppi mascherati si esibiranno». Intanto un grosso cappello da pagliaccio sormonterà la fontana dell’Acquedotto, di fronte alla Fontana antica mentre un grande portale segnerà l’ingresso del ponte con ai lati due grandi maschere che faranno da guardie.

Da indiscrezioni dell’ultima ora è venuto fuori che i carristi Cosimo Perrone, i fratelli Coppola, Franco Monterosso,  il trio Pacciolla, Frisenna, Carrozza e Alberto Greco del gruppo “I Ragazzi di Via Malinconico”, mercoledì, dopo Carnevale, si recheranno dal notaio per costituirsi in associazione. Sarà un’associazione senza scopo di lucro, ma col solo impegno di rilanciare il Carnevale e di riprendere la tradizionale sfilata dei carri in cartapesta.

Gallipoli. Carnevale gallipolino: anno zero. Dalla sfilata sul corso Roma si passa al Carnevale nel centro storico. «Finalmente il Carnevale gallipolino fa ritorno nella sua casa, dove era nato. E cioè nella città vecchia», questo il pensiero di Luigi Giungato e Antonio De Donno, che a loro dire, hanno avuto questa pazza idea che avrebbe suscitato entusiasmo nella maggior parte delle associazioni e gruppi che loro “ringraziano” e che avrebbero lasciato da parte qualsiasi rivalità.

Il progetto intanto, è stato sposato dalla Pro loco di Gallipoli che insieme all’Amministrazione comunale partecipa in parte alle spese organizzative.«Al Comune e alla Pro loco – dicono Giungato e De Donno – rivolgiamo un vivo ringraziamento per l’impegno profuso». Precisano poi che la partecipazione al Carnevale è a titolo gratuito e che non ci saranno premiazioni.

Nel dettaglio la manifestazione si svolgerà sabato 9 e domenica 10 febbraio. È prevista l’adesione di almeno 15 gruppi mascherati e alcune compagnie teatrali gallipoline che si esibiranno in varie zone della città vecchia. La partenza sarà da piazza Canneto alle 16.

Le postazioni dove i gruppi mascherati e le compagnie teatrali si esibiranno sono: Mercato coperto, piazza della Repubblica, Palazzo Ravenna (atrio), Palazzo Balsamo, Teatro Garibaldi, Piazza Duomo, atrio Palazzo vescovile, scalinata Sant’Angelo, corte Purità, piazza de Amicis.

Il team dei fratelli Coppola allestirà un carro, dalle dimensioni ridotte, che aprirà la sfilata.Ma tutti i carristi hanno dato piena disponibilità a partecipare.“I ragazzi di via Malinconico” cureranno l’addobbo delle strade, sedi della sfilata che sarà animata da artisti di strada e da gruppi musicali. «La nostra idea – spiega Giungato è quella di far partecipare alla manifestazione tutta la cittadinanza e che sia la festa della città e che Gallipoli ritorni ad essere la città del Carnevale». Ma c’è ancora di più: è previsto l’intervento di alcuni gruppi dei Carnevali del Salento. Sono stati contattati  ed invitati i comitati di Aradeo, Supersano, Vitigliano, Grecìa Salentina, Gemini. E per finire, concerti di pizzica e musica varia. Uno è stato offerto dai titolari di Parco Gondar.

Qui sopra la focara accesa nell’area di fronte al cimitero; sotto,
quella di via Scalelle con il gruppo di amici che l’ha realizzata

Gallipoli. Comincia il Carnevale e a Gallipoli, come ormai da antica tradizione, giorno 17 si sono accese le “focaredde”. Grazie all’impegno di privati e associazioni, la tradizionale  focaredda nel giorno di Sant’Antonio abate, detto “de lu focu”, non è andata persa. In una sorta di combinazione tra sacro e profano, anche se ostacolati dalla pioggia, si è dato fuoco alle cataste di fascine ammucchiate in vari punti della città.

La parrocchia di San Gabriele, nella zona Peep, ha organizzato l’appuntamento con la “Focara” nell’area sportiva. La festa, intitolata “del Fuoco divino”, in onore di S. Antonio abate, protettore del fuoco e degli animali, è stata animata da un’appetitosa sagra, con degustazione di vino, sapori casarecci, canti e balli.

 Il programma della giornata è stato aperto dal torneo di calcetto tra il gruppo sportivo “San Gabriele” e i ragazzi del catechismo. La benedizione del fuoco e degli animali ha preceduto l’accensione della “focaredda”. Con questo evento si è dato inizio al “Carnevale di Quartiere”, promosso dal parroco don Piero Nestola per animare la comunità. L’epilogo lunedì 11 febbraio con una coloratissima sfilata tra le vie della zona Peep e un veglioncino con ricchi premi per tutti coloro che si iscriveranno al concorso dei costumi più belli ed originali.

Ma anche grazie all’iniziativa di un gruppo di giovani amanti delle tradizioni locali, che si sono costituiti in un “Comitato straordinario di via Agrigento”, si è ripristinato il rito della “focaredda” nello spiazzo di fronte al cimitero. Alessandro Busti insieme a un gruppo di amici (Massimo Oltremarini, G. Luca Caiffa, G. Franco Scialpi, Patrizio Pugliese, Giuliano Fiore, Lorenzo Zambaiti, Fernando Perrone) ha organizzato la festa della focaredda “in neanche 10 giorni”. «Ci siamo riusciti – continua Busti – grazie soprattutto all’aiuto logistico dell’Amministrazione comunale che ci ha aiutato a chiedere i vari permessi alle autorità competenti, e all’aiuto di alcuni sponsor». Ad accendere la focaredda è stato l’assessore ai Servizi sociali Giovanni Fiore.

Non da meno è stata la festa organizzata da Cosimo Perrone, detto “Cò Malampu” nella corte Sant’Antonio, nel cuore del centro storico. Succulenti assaggini e abbondanti libagioni hanno animato la serata culminata con l’accensione della “focaredda “ e lo sparo di fragorosi fuochi pirotecnici. Notizia storica: nella corte Sant’Antonio, anticamente, in onore del santo protettore degli animali domestici, nel cortile della chiesetta andata distrutta nel primi del 900,  venivano allevati i maiali.

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Carnevale nel centro storico, edizione 2011 (foto di Emiliano Picciolo)

Gallipoli. Il Carnevale di Gallipoli cambia formula: niente sfilata dei carri allegorico-grotteschi e gruppi mascherati. I giorni non sono stati ancora stabiliti, certamente non in concomitanza con manifestazioni uguali nei centri vicini.
Il nuovo progetto è stato presentato al Comune di Gallipoli da Luigi Giungato, professionista nell’organizzazione di eventi. «Le crisi economiche non uccidono le tradizioni – scrive Giungato nel suo progetto – Ci sono cose che la povertà non può cancellare. Il Carnevale gallipolino è una di queste». Ed allora si ritorna nella città vecchia. Come nel passato. Le corti, le piazze e i vicoli del borgo antico fungeranno da palcoscenico all’aperto per i gruppi mascherati in concorso. Esibizioni secondo un calendario ben preciso ed un orario stabilito, per fare in modo che il pubblico possa assistere a tutti gli spettacoli. Le corti potranno ospitare artigiani ed espositori di prodotti tipici. E inoltre mostre temporanee, spettacoli di singoli artisti e corner pubblicitari. Farà servizio la banda cittadina per le strade del centro.
Nella piazza principale, avranno luogo le performance e la proclamazione dei vincitori. Il mercato coperto sarà il centro nevralgico della manifestazione e ospiterà esibizioni di spettacoli che richiedono il chiuso.
Ad organizzare il tutto sarà un comitato provvisorio, presieduto dal Sindaco e composto da un singolo rappresentante per ogni gruppo, parrocchia e associazione. Gli esperti cureranno i differenti aspetti della macchina organizzativa come la pubblicità, l’ufficio stampa, il coordinamento con i tecnici, e la gestione artistica. Il comitato al termine del Carnevale si costituirà in via formale per gettare le basi per l’edizione successiva.
Per quanto riguarda i costi i non residenti a Gallipoli dovranno pagare per assistere agli spettacoli. Il Comune garantirà l’esenzione del pagamento per l’occupazione del suolo pubblico e di altre tariffe di competenza comunale per gli organizzatori, ai quali sarà garantita una percentuale sugli introiti derivanti dall’affitto degli spazi espositivi e pubblicitari.

Voce al Direttore

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Abbiamo scritto ieri pomeriggio un articolo con una tempestività – confessiamo - non voluta considerato quanto si sarebbe sprigionato da lì a poche ore...