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Aldo Magagnino

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Patience Gray e Norman Mommens a Spigolizzi

Patience Gray e Norman Mommens a Spigolizzi

SIMU SALENTINI. Nell’anniversario dei cento anni della nascita di Patience Gray, è uscita la biografia di questa donna straordinaria: “Fasting e feasting, the Life of visionary food writer Patience Gray”, scritta dal giornalista statunitense Adam Federman. Il volume, pubblicato dalla Chelsea green publishing, è stato presentato a Londra il 3 luglio. All’inizio degli anni settanta, Patience Gray, scrittrice, giornalista e artista inglese, e il suo compagno, lo scultore di origine fiamminga Norman Mommens, si stabilirono sulla serra di Spigolizzi, nelle campagne di Salve, in una masseria del XVIII secolo, in stato di abbandono da diversi anni. La resero abitabile, ma non vollero mai la corrente elettrica. L’illuminazione era fornita dalle lampade Aladdin a petrolio o dalle candele. Solo anni dopo, un amico tedesco installò sul tetto due pannelli solari, che fornivano sufficiente energia per due lampadine a basso consumo, una nello studio di Patience e una nella cantina, dove conservavano un vino glorioso che producevano con l’aiuto di un gruppo di amici. A Spigolizzi, per oltre trent’anni, i giorni furono scanditi dal ticchettio della Olivetti Lettera 22 di Patience e dal tintinnio del martello e dello scalpello di Norman, ma anche dai ritmi imposti dal lavoro nel campo antistante la masseria, dominato dalla statua del “Gran pazzo” eretta sul perimetro dell’antica aia circolare. Qui, Patience ha portato a compimento Honey from a Weed, Fasting and Feasting in Tuscany, Catalonia, The Cyclades and Apulia (Prospect Books, Londra 1986), un libro di cucina e cultura culinaria mediterranea unico nel suo genere. L’opera, che ebbe un notevole successo e lusinghiere recensioni, e che continua a essere ristampata, ha avuto una gestazione di quasi vent’anni. Nel corso di lunghe peregrinazioni tra Carrara, la Catalogna e la Grecia, al seguito della “insaziabile fame di pietra” del compagno scultore, Patience aveva raccolto un numero impressionante di ricette, dalla viva voce di massaie, contadini e cuochi delle locali trattorie, confluite in quello che è universalmente considerato un capolavoro. Norman morì l’8 febbraio del 2000, Patience lo seguì cinque anni dopo, il 10 marzo 2005. Ambedue riposano nel cimitero di Salve. Adam Federman ha trascorso due mesi a Spigolizzi, ospite di Nicolas Gray, figlio di Patience, e di sua moglie Maggie Armstrong, che dopo la morte di Norman e Patience si sono stabiliti a loro volta alla masseria. Ha avuto la possibilità di consultare anche il copioso carteggio lasciato dalla scrittrice, centinaia di lettere scambiate con amici, famigliari, editori, scrittori, giornalisti e artisti di mezzo mondo. Recensendo il volume, William Boyd, autore di “Una dolce carezza” e “Ogni cuore umano”, parla di “un libro illuminante su una donna straordinaria, cuoca e scrittrice. La vita intensa Patience Gray sembra aderire perfettamente alle sue idee visionarie e rivoluzionarie sul cibo, la cucina e il mangiare. Dovrebbe essere considerata una figura totemica dell’arte culinaria del nostro tempo.” Federman ha anche intervistato molti di coloro che l’hanno conosciuta, qui nel Salento e altrove, delineando il ritratto di una donna affascinante, intelligente e versatile.

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