Ato Lecce 2: quei rifiuti così pieni di spine

Netturbini al lavoro a Gallipoli

Gallipoli. Il Comune di Gallipoli è rimasto impelagato nei pasticci burocratici dell’Ato Lecce 2. Alla fine l’indesiderata proroga del servizio di igiene urbana con la società Seta-Cogei è diventata un atto non dovuto, ma obbligato.

L’Autorità di bacino, da cui dipende la città, si è fatta trovare ancora una volta impreparata all’appuntamento con la scadenza naturale del tribolato contratto durato nove anni. Gallipoli si è ritrovata senza il proprio bando di gara (preparato, pubblicato e poi ritirato)  e senza il richiesto “via libera” per procedere autonomamente. Proprio per assicurare il servizio essenziale, il commissario straordinario Vincenzo Petrucci ha disposto la proroga (sino a fine settembre) in favore della ditta, la cui scadenza contrattuale era per il 31 gennaio.

Eppure già lo scorso novembre il Comune aveva richiesto all’Ato di procedere con urgenza ad espletare la gara e scegliere il nuovo gestore. Era in precedenza rimasta senza esito pure la richiesta affinché il Comune fosse autorizzato a fare autonomamente la gara dopo il 31 gennaio.

Solo il 30 dicembre l’assemblea dell’Ato ha stabilito che i Comuni, anche in forma associata, possano fungere direttamente da stazione appaltante, con progetti vidimati dall’Ato o chiedendo all’Ato stesso lo svolgimento di tale compito.

Nonostante il ritardo, nessuna delega era però pervenuta a Palazzo Balsamo. Soltanto lo scorso 24 gennaio il presidente dell’Ato, Silvano Macculi, ha comunicato che “il tecnico incaricato sta procedendo all’adeguamento del progetto definitivo relativo al servizio di igiene urbana di Gallipoli… e che lo stesso sarebbe stato posto all’attenzione del Comune nel più breve tempo possibile”.

Addirittura si fissava anche il termine del 15 febbraio scorso, poi puntualmente disatteso. Se si pensa che dal bando in poi servono 150 giorni per definire tutta la partita, si comprende il pasticcio cui si è cercato di porre rimedio.

Commenta la notizia!