Aste truccate: in 27 sotto processo a ottobre

Taviano. Da Lecce a Melissano, daTaviano a Squinzano, da Nardò a Muro Leccese, da Neviano a Monteroni e San Cesario, da Bagnolo a Galatina, da Gallipoli a Galatone, San Donato, Melendugno e Sava nel Tarantino: se l’operazione “Canasta” si basa su elementi solidi lo si saprà solamente il prossimo ottobre, quando finalmente comincerà il processo che riguarda ben 27 persone tra funzionari e impiegati di Equitalia, dirigenti dell’Istituto vendite giudiziarie, ma anche imprenditori, amministratori di società, commercialisti e un avvocato, presunti prestanomi, e persino un carabiniere.

Ma che il marchingegno per truccare le aste giudiziarie – puntando a far recuperare in qualche nodo i beni sequestrati agli stessi titolari oggetti del provvedimento – fosse ramificato e ben oliato non ci sono certamente dubbi, se si pensa che tra i principali imputati che dovranno comparire davanti ai giudici della prima sezione penale del Tribunale di Lecce c’è il direttore dell’Istituto vendite giudiziarie di Lecce, il 64enne Carmelo Tornese, la titolare dell’Ivg di Lecce.

A processo anche Rossana Tornese, tre dipendenti della stessa società, con quattro dipendenti di Equitalia. Di più: dovrà rispondere di questa grave ipotesi di reato anche Elio Dell’Anna, 58 anni di Monteroni, comandante dei carabinieri presso la sezione di Polizia giudiziaria.

Dal nome del gioco con cui è stata denominata l’indagine (Canasta, termine preso in prestito dallo spagnolo, dove indica un cesto oppure un paniere) si capisce la logica con cui operavano i vari elementi del sistema criminogeno così come ipotizzato dagli investigatori, con un consistente giro di denaro.

L’arresto, effettuato nello scorso anno, di undici persone fece emergere infatti che tutto il reticolo di relazioni era finalizzato a far sì che coloro che avevano avuto sequestrati dei beni potessero rientrare in loro possesso grazie ad accordi con chi gestiva le aste che vedevano i loro beni in vendita. Il trucco più usato era quello di far figurare gli acquisti nel corso di aste giudiziarie in capo a persone che sembravano estranee ai debitori, veri protagonisti del raggiro.

Diversificate le posizioni processuali dei tanti indagati. Alcuni di loro si avviano verso il rito abbreviato, che prevede uno sconto di pena (due di Galatina e uno di Lecce compariranno il 14 novembre prossimo).
Altri tre (di Melendugno e di Lecce) vedranno la loro posizione definirsi col patteggiamento della pena il 6 luglio.
La posizione di Sandro Quintana, di Gallipoli, che tra l’altro ricopre la carica di consigliere provinciale, è ancora da stabilire, essendo stata fissata per il 19 settembre una udienza per ascoltare altri due testimoni.

Per tutti gli altri rinviati a giudizio ci sarà il processo che inizierà il 19 ottobre. Tra questi ci sono l’imprenditore Antonio De Benedetto, 35 anni, di Taviano; Cosimo Magnolo, 49 anni, di Taviano; Ferruccio Piscopiello, 58 anni, di Melissano, in qualità di amministratore delegato all’epoca dei fatti della società Seta; Enzo Benvenga, 69 anni, di Gallipoli, consigliere comunale.

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