Defunti per i parenti, vivi e vegeti per l’Asl

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Valdo Mellone, direttore dell’Asl provinciale

Casarano. Defunti per parenti e amici ma non per la Asl che continuava a pagare la prevista quota mensile ai medici di base che continuavano naturalmente a percepire.

È stato un impiegato del distretto socio-sanitario di Casarano ad accorgersi che alcuni assistiti potevano aver raggiunto un’età più che centenaria, cosa possibile ma non in maniera così diffusa. Da qui il dubbio e i successivi controlli. Paradossalmente non è “passata” la comunicazione in un’epoca in cui gli strumenti per farla sono diventati immediati e facili da gestire.

Chi non ha comunicato in modo solerte? Chi non ha aggiornato gli elenchi? I medici di famiglia o gli uffici dell’Asl? Di solito la notifica della morte dei pazienti viene fatta dal medico di base al Comune che a sua volta informa l’Asl. Questa finora la prassi, ma qualcosa non ha funzionato se è bastato un controllo incrociato tra i dati dell’anagrafe dei Comuni di Collepasso, Matino e Parabita con quelli del ministero delle Finanze per scoprire l’illecito. La ricerca del solerte impiegato ha permesso il recupero di circa 400mila euro, come ha dichiarato Valdo Mellone, direttore generale del’Asl di Lecce.

Sembra che nel passato il fenomeno avesse dimensioni più ampie. Ora i controlli saranno estesi a tutti distretti sanitari.

Il presidente dell’Ordine dei medici, Luigi Pepe, ha difeso la professionalità dei colleghi, ma si è reso disponibile a collaborare.

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