E la donna tesseva tesseva…

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Tessitrici gallipoline. Cartolina Ed. G.Stefanelli 1910 (ca) Collezione privata di C. Perrone

Simu Salentine. Una peculiarità importante dell’economia di Gallipoli è stata l’artigianato tessile, anche in tempi recenti, ad opera di donne che lavoravano al telaio secondo tecniche tramandate da secoli e riconducibili certamente al periodo messapico.

Per parecchi anni il mestiere della tessitrice ha rappresentato per Gallipoli e per le zone del Salento una fonte di guadagno ed era praticato esclusivamente dalle donne. Una attività questa molto diffusa in quasi tutte le famiglie perché, appunto la tela era utilizzata per confezionare materassi, coperte, tovaglie, lenzuola, asciugamani, strofinacci. Oltretutto mancava il denaro sia per comprarli in un negozio sia per comprarli già confezionati.

Nel 1700 una delle risorse più produttive dell’economia della città era rappresentata dalla lavorazione domestica del filato…Il telaio fino a qualche decennio fa esisteva in parecchie case del Salento e rappresentava la continuazione della sacra laboriosità della tessitura delle epoche messapiche ed elleniche. Questo lavoro, basato sulla manualità e sulla creatività, veniva effettuato prevalentemente da donne che, dopo aver svolto le faccende domestiche, espletavano tale attività per migliorare la situazione economica familiare.

La donna, seduta dietro a un telaio, funzionante con l’uso dei piedi e delle mani, trasformava i fili di fibra in tessuto. Le tessitrici con il loro lavoro rinnovavano un rituale di passaggi e di intrecci, colpi ritmati che, visti dal di fuori, assomigliano ad un’antica danza…(tratto da “Gallipoli e le sue donne” di Cosimo Perrone 2005).

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