Architettura e sport di qualità garantita

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Gallipoli. Il mondo della teoria, il mondo della professione, il mondo delle imprese: al centro l’architettura contemporanea e di qualità l’unica adeguata ad un territorio “che ha affidato alla bellezza e alla qualità un ruolo strategico nella partita per il futuro”. Parole e pensieri di Massimo Crusi, architetto di Parabita e presidente dell’Ordine provinciale, a margine del workshop internazionale svoltosi nell’appena restaurato Mercato coperto all’imbocco del centro storico.
Promotore della importante iniziativa, Crusi dice a mo’ di bilancio, dopo i numerosi riconoscimenti ottenuti: «Abbiamo varato una esperienza pilota, che possiamo esportare, mettendo insieme  eventuali investitori pubblici o privati, le Università, i liberi professionisti, insomma tutti i possibili protagonisti con sedute di progettazione, tavole rotonde, confronti ravvicinati fino alla Lectio magistralis».
Per partecipare al Workshop internazionale sono venuti giovani architetti da ogni parte d’Italia, da Cremona e Milano, a Roma, Frosinone, Napoli e naturalmente da tutta la Puglia. Al ritmo intenso scandito da interlocuzioni pratiche tra discenti, professori, i dieci gruppi di lavoro, è stato vivisezionato il tema centrale: l’architettura e lo sport. Come ipotesi di lavoro la progettazione di un centro sportivo a Gallipoli.

Due le zone alla base delle esercitazioni: le vecchie cave dismesse di zona Itri, a sud della città, 17 ettari, e la zona Crocifisso, vicino all’area industriale, che già lo strumento urbanistico destina a polo sportivo. Solo che in quei sette ettari viè una forte presenza di ulivi secolari. Da un lato il recupero ambientale, a ridosso del parco, finita l’attività estrattiva; dall’altro, riqualificazione e integrazione del polo con la zona delle industrie. Sette giorni di lavoro, idee, elaborazioni e soluzioni. A portata degli interessati, pubblici o privati.

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