Stazione ferroviaria Secli-Neviano-Aradeo

ARADEO. «Con l’avvicinarsi delle elezioni comunali che in primavera ci saranno nel vicino Comune di Seclì, con la drastica riduzione di consiglieri ed assessori previsti dalla nuova legge sugli enti locali, con uffici in perenne carenza di personale, si impone una breve riflessione sul ruolo, sulle funzioni e sulle prospettive di sviluppo che possono avere i comuni inferiori a diecimila abitanti». Con questo messaggio (giunto in redazione), il neonato “Movimento per la fusione dei Comuni di Aradeo, Neviano e Seclì”, rilancia il progetto di unire le tre municipalità.

«Vale ancora la pena farsi guidare da sterili e stereotipati  campanilismi o non è piuttosto giunto il momento di guardare all’economia del territorio ed agli innegabili vantaggi che la fusione porterebbe?», si chiede il Movimento che si definisce “apartitico ed equidistante da tutte le forze politiche e i gruppi di iniziativa locale e che, come si afferma nell’appello, “al momento ha l’unico scopo di avviare, se possibile, un dibattito ed una riflessione”. Un invito, in tal senso, verrà presto rivolto,  in prima persona, ad amministratori e consiglieri, di maggioranza e minoranza, dei tre Comuni.  Tanti, secondo i promotori, i vantaggi che deriverebbero dal  passaggio dall’attuale “Unione dei Comuni”, che coinvolge  i tre paesi in questione insieme a  Tuglie e Collepasso) alla fusione di una parte di essi (Aradeo, Seclì e Neviano).

Pubblicità

I tre comuni rappresentano da tempo “una realtà destinata ad incontrarsi” (tra le altre cose già condividono la stazione ferroviaria). Probabilmente si fonderanno “naturalmente” perchè, per effetto della riduzione continua dei finanziamenti pubblici, numerosi servizi sono stati già convenzionati fra i tre paesi. Basti pensare che l’ultima abitazione di Seclì è divisa dalla prima casa di Neviano da una strada di sei metri (strada spartifeudo), mentre le ultime case di Aradeo distano meno di 500 metri dalle  prime di Seclì.

In ogni caso, anche la geografia ha poca importanza e i campanilismi possono essere superati dall’obiettivo comune di avere un grande paese di 20mila abitanti, che sicuramente ha un diverso peso in Regione ed una diversa, e si spera più efficace, possibilità di gestire i servizi essenziali.

Pubblicità

Commenta la notizia!