Apriamo gli occhi più di prima

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fernando d'aprile E’ importante, persino doveroso, seguire le vicende pubbliche con attenzione. è basilare, fondamentale, capire cosa accade per poi farsi un’idea su chi votare o bocciare. Se poi si presentano questioni che attengono da vicino alla propria condizione e a quella dei propri cari, beh… allora diventa vitale, irrinunciabile.

Gli ulivi che si ammalano a migliaia qui non sono i kiwi che seccano in Veneto e in Piemonte. I castagneti lucani s’assomigliano un po’, per via del panorama, ma ancora non ci siamo. Questi giganti che ci fanno da cornice, nonostante noi, sono nei nostri occhi da quando li apriamo fino all’ultimo battito di ciglia. E’ dunque giusto questo grande fervore intorno al dramma che sembra irrefrenabile.

Ma conoscere, osservare vigilare è una cosa, sospettare, insinuare, dileggiare un’altra. Le cause vanno ricercate certo, ma senza sminuire quelle che non rientrano nei nostri schemi prefissati e ingigantire quelle a noi favorevoli. Quanto più è grave una situazione tanto più bisogna mettersi alla distanza giusta per vedere bene. Lo stesso dicasi con gli effetti. Un esempio. In questi giorni la Lega provinciale per la lotta ai tumori ha pubblicato dati dell’Agenzia regionale per l’ambiente: nel 2010, prima che la Xylella entrasse nel nostro vocabolario, la Puglia era quarta in Italia per consumo di fitofarmaci, con un incremento del 15% rispetto all’anno precedente. Il clorpirifos la fa da padrone ed è il motivo del sequestro di un centinaio di container di olio pugliese nei porti di New York e Seattle.

Come dire che le buone pratiche nella conduzione dei campi sono state abbandonate – nel silenzio generale – da molto tempo per cui invocarle oggi come salvifiche oltre che velleitario, appare ininfluente nell’immediato. Scrive la Lilt che il profilo della salute della popolazione e del territorio appare già seriamente compromesso (con numeri risalenti, ripetiamo, al 2010). Ma allora, lasciamo mano libera ad irrorazioni massicce, anche della macchia mediterranea visto che il batterio predilige pure il mirto? I capi delle operazioni in arrivo lo hanno smentito ma le barricate sarebbero state legittime qualora fosse stato fatto. O fosse fatto. Giacché, al di là delle dichiarazioni, adesso dobbiamo aprire gli occhi, controllare le azioni, pretendere che ci siano i minori danni possibili e che questo flagello sia debellato.

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