Gli “apolidi” di Taurisano: sono di là ma la casa è qua

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TERRA SENZA “PATRIA” Alcune abitazioni del centro abitato di Taurisano ma in feudo di Ugento.

Taurisano. È tornata in Consiglio comunale con la speranza che sia infine la volta buona la questione, ormai vecchia ma ancora irrisolta, che riguarda un centinaio di famiglie sostanzialmente “apolidi”.

Queste decine e decine di malcapitati si trovano a risiedere formalmente in territorio di Ugento, Comune limitrofo, ma nella pratica vivono a tutti gli effetti a Taurisano. La zona – neanche contesa, semmai dimenticata – si trova lungo la strada provinciale  per Ugento, pur trovandosi nel tessuto urbano di Taurisano.

Il Consiglio comunale si è riunito ed il sindaco Lucio Di Seclì ha illustrato uno dei suoi punti programmatici, ribaditi nelle linee presentate ai consiglieri ad inizio consiliatura: come arrivare a sistemare la vicenda, con uno scambio di territori tra i due paesi (in merito c’è stata anche una interrogazione del consigliere Rocca).

Tutti d’accordo a risolvere il problema; adesso, a differenza degli anni precedenti, ci sarebbe stata una certa disponibilità da parte del nuovo sindaco di Ugento, Massimo Lecci, quantomeno ad incontrarsi e guardare un po’ com’è la situazione, quanta precarietà crea ogni giorno, i punti di vera e proprio ingiustizia, le possibili soluzioni, da porre alla fine al vaglio della Regione.

Negli anni passati il sindaco Luigi Guidano, un altro che aveva preso a cuore il problema, si era scontrato con un muro di gomma fatto di richieste di incontri e colloqui da una parte, di silenzi impenetrabili dall’altra (il suo contemporaneo sindaco Eugenio Ozza).

Prima ancora, più precisamente nel 1983, l’allora sindaco Antonio Stifani ne aveva fatto proprio un tema da mobilitazione popolare, con manifestazioni e persino l’occupazione simbolica del Comune: «Perché è proprio ingiusta la situazione – ricorda oggi Stifani – con Taurisano che deve dare i servizi a questi cittadini non suoi in cambio di entrate che non ci sono, perché vanno tutte a Ugento. Eravamo arrivati quasi ad un accordo, dopo un bel po’ di tempo, poi tutto si è arenato».

L’intesa a cui mancava solo la ratifica dei rispettivi Consigli comunali riguardava appunto uno scambio di terreni e la revisione dei feudi: ad Ugento sarebbe andata una parte del territorio di Taurisano vicino alla ferrovia (anche la stazione delle Sud-Est è a metà tra i due centri).

Si ripartirà da quella bozza? Si vedrà. Intanto quei cittadini di nessuno, che abitano in una zona con i nomi delle strade che richiamano quelli delle contrade  (Fumusa, Tore, Chiantate, Varano, Gialli, Rene ed altri), per vivere devono usare il servizio rifiuti, le poste, lo scuolabus e le scuole di Taurisano,   scontrandosi con una serie di difficoltà burocratiche  che li spinge quasi ogni giorno ad andare in Comune a Taurisano.

Ma è a Ugento che pagano l’imposta sugli immobili e gli altri tributi; è a Ugento che votano (quando lo fanno). Come non vedere che c’è più di qualcosa che va registrata per il bene di tutti?

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