Un direttore tutto parmigiano però con la “canneddha”

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Antonio Boellis

Tuglie. Da Tuglie a Parma con la passione del giornalismo. Antonio Boellis, 37enne, si è trasferito in Emilia Romagna appena diplomato, nel ’93, per studiare Giurisprudenza; da allora ha intrapreso la carriera giornalistica e in paese ritorna sporadicamente.

Oltre ad aver collaborato con quotidiani prestigiosi, Antonio, ha fondato il sito on line “Parmaoggi” di cui è il direttore responsabile.

«Ho iniziato a 14 anni conducendo un programma radiofonico per “Nova Radio”, piccola e “romantica” emittente radiofonica di Tuglie: leggevo risultati e classifiche dei campionati di calcio dilettantistico. Quello fu l’inizio di una passione che da allora mi accompagna tutti i giorni. Nel ‘96 ho iniziato la mia carriera “parmigiana”: prima “Radio Onda Emilia”, poi “Il Tempo”, “La Gazzetta del Mezzogiorno”, “Il Resto del Carlino”, “l’Informazione” e “Tuttosport”. Un po’ cronista e un po’ redattore; ho fatto di tutto, dal calcio alla cronaca nera. La gavetta è stata lunga»

Poi è arrivata l’idea del sito “Parmaoggi”:
«Il quotidiano on-line, in origine si chiamava “Lungoparma”, è nato nel marzo del 2004 dalla “folle” idea di quattro amici, tutti con la maniacale passione di raccontare le verità nascoste di una città intrigante come Parma. “Parmaoggi” – prosegue Boellis – racconta la quotidianità della città e della sua provincia, sette giorni su sette. C’è una web-tv integrata e una costante partecipazione dei lettori. E’ il primo quotidiano on-line nato in città, poche settimane dopo lo scandalo del crac Parmalat. Per me, che rivesto il ruolo di direttore responsabile, è stata ed è una sfida affascinante».

E Tuglie non manca neanche un po’? La provocazione scopre le radici mai estirpate in un parmigiano che racconta Parma ogni giorno:
«La “canneddha” della nostalgia, come la chiamo io, è una brutta compagna di viaggio. Il Salento ti manca sempre, senza “se” e senza “ma”. E’ una questione di pelle, di appartenenza, di legami forti e indissolubili e torno a Tuglie due-tre volte l’anno».

Ma le differenze tra lavorare lì o qui restano e si sentono:
«Anche se oggi le differenze si sono assottigliate, il Nord resta avanti, soprattutto dal punto di vista dell’organizzazione del lavoro e della qualità del prodotto, ma un bravo giornalista può crescere e maturare ovunque, sebbene ultimamente anche il nostro settore stia attraversando una profonda crisi culturale e professionale».

Infine, il futuro dell’informazione visto da Parma: tutto web?
«No. Credo che l’informazione on-line sarà dominante nei prossimi anni. Spariranno molti giornali, ma i grandi quotidiani cartacei resteranno in vita, così come quelli locali. Anche perchè – spiega il direttore – da tempo hanno intrapreso nuovi percorsi, tra cui l’integrazione tra carta e nuove tecnologie. L’importante è che i giornali si mettano in testa di non essere una tv: un giornale deve informare, far riflettere, diffondere cultura, comicità e notizie certe, deve emozionare con le parole». Magari del salentino che c’è e resta in lui.

Federica Sabato

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