Annullato il concerto di Povia nella festa patronale: lui accusa il parroco. Che si difende

Felline (Alliste) – Il concerto della festa patronale diventa un caso. E proprio in queste ore tiene banco il “caso Povia” che, oltre a destabilizzare la quiete di questa comunità, ha generato un botta e risposta immediato tra il cantautore milanese – affermatosi al grande pubblico nel 2005 col singolo “I bambini fanno ‘oooh..’” e vincitore del Festival di Sanremo dell’anno successivo – e il parroco della comunità, don Antonio Verardi. Alla genesi della diatriba vi è l’annullamento dell’esibizione dello stesso Povia a Felline prevista per il 22 ottobre prossimo, in occasione della festa patronale di Sant’Antonio da Padova e Santa Deodata.

Dalla sua pagina facebook, attraverso un video di oltre 5 minuti, Povia ha additato il pregiudizio ideologico del parroco quale causa della cancellazione del concerto: “Il parroco don Antonio ha inspiegabilmente imposto la cancellazione del concerto rifiutandosi di fornire delle spiegazioni, benchè il contratto fosse già stato concordato verbalmente con il signor Mauro Palese e i membri del comitato e, dunque, firmato ufficialmente il 23 agosto”, tuona il cantante in rete. Povia precisa che, a suo dire, “nessun motivo economico, perché la disponibilità c’era, soltanto motivi ideologici e pregiudiziali da parte del sacerdote”. L’attacco al parroco è frontale. “Lei, don Antonio, con questo gesto di cancellare il concerto insegna che nessuno deve avere il coraggio delle idee e del pensiero: senza aver assistito mai ad un mio concerto, di quale perdono e carità si veste?”.

Non si è fatta attendere la replica di don Antonio che ha fatto il punto della situazione in merito all’organizzazione dei festeggiamenti: “Non ho annullato alcun concerto e non avevo motivi per farlo. Non ho pregiudizi verso questa persona, anche perché non conosco Povia né i suoi orientamenti morali, sociali e politici. Del contratto ho sentito parlare solo cinque giorni fa, firmato da una persona privata, Mauro Palese, che nulla ha a che vedere con il comitato per la festa patronale. – rileva il parroco – Mi sono impuntato solo quando due o tre componenti il comitato, che ora si sono dimessi, mi hanno chiesto di stravolgere il programma religioso per poter ospitare il cantante. Abbiamo comunque dato la possibilità di accogliere il cantante nell’ambito delle tre giornate di festa, purché il concerto si fosse svolto su iniziativa privata, lasciando da parte il comitato e senza stravolgere il programma religioso e per certi aspetti anche quello civile. Povia ha pensato di colpire il pastore per disperdere le pecore: lo perdono!”.

Non si esime dal commentare la spiacevole vicenda il Sindaco di Alliste e Felline, Renato Rizzo: “Escludo ragioni legate a pregiudizi. Si è trattato di visioni e di scelte diverse all’interno del comitato festa patronale, ed una ha semplicemente prevalso sull’altra”. Con la stessa certezza che il cantautore non si esibirà nel Salento il 22 ottobre prossimo, si possono constatare, com’era prevedibile, opinioni e commenti di matrice opposta sull’evento: chi a favore del sacerdote del quale, irragionevolmente, ne sono state colpite “dignità e rettitudine morale e pastorale”, e chi si schiera a supporto del cantante che, per il suo pensiero socio-politico, è stato più volte protagonista di episodi simili che, come ha confidato nello stesso video accusatorio, “lo umiliano e lo indurranno, dopo ottobre, a smettere con la musica”.

 

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