Andrano: la Taranta si racconta, fino alla sua Notte, nel libro di Raffaele Gorgoni

Andrano – “Lettere da una taranta – i ragni e la politica” (I Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno), è il titolo dell’ultimo lavoro di Raffaele Gorgoni, giornalista e scrittore, che sarà presentato oggi, 29 settembre, alle ore 20.30 nell’Atrio del Castello di Andrano. La presentazione è promossa dal Comune di Andrano, Porta d’Oriente,  New Aurora dance e Accademia Folk. Dialogherà con l’autore Stefano Donno. Al termine performance di danza e pizzica a cura di New Aurora Dance e Accademia Folk, (Special Guest Lycosa Tarantula).

Dopo vent’anni parla il ragno L’espediente narrativo di Gorgoni (dare voce a un animale) non è nuovo, ma è sempre efficace perché  quello che pensa l’autore viene attribuito a un narratore esterno da cui apparentemente si prendono le distanze.  Neanche il ricorso allo stile epistolare è nuovo, che risulta senz’altro sempre immediato e di facile lettura.  Nel 1970 aveva avuto un grande successo “Lettere da una tarantata” dell’antropologa Annabella Rossi che aveva pubblicato le lettere ricevute da una donna salentina che aveva conosciuto a Galatina presso la cappella di San Paolo. Ora nel testo di Gorgoni a scrivere 99 lettere (con telefonata finale) è la Lycosa Tarantula che dopo vent’anni sente la necessità di dire la sua sul Festival della Taranta, la più importante manifestazione musicale che non è solo tale perché coinvolge in maniera massiccia commercio, politica, turismo, imprenditoria.  «Sono passati vent’anni –  dice – da quando sono stata messa in mezzo, usata e blandita, vezzeggiata e maltrattata, discussa e ignorata, processata e condannata, accusata e assolta, trasformata in un brand, passata per etichetta commerciale, comprata e venduta, se non di peggio».

La voce critica Attraverso la voce del ragno Gorgoni (foto) racconta  il passaggio del tarantismo da segno di un cattivo passato da buttarsi alle spalle (dalla “malattia” le donne tarantate venivano guarite con musica e danze, perché la pizzica era la terapia per esorcizzare la sofferenza)  a un investimento presente e futuro. Risulta incontrastato, infatti, il successo del festival della Taranta che di anno in anno ha coinvolto sempre più Comuni, sempre più attori, musicisti e danzatori locali che si sono proiettati al di là dei confini europei. Nel libro il ragno rivendica la sua dignità, ripercorre le connessioni politiche, ricorda i vari concertatori del Festival, fa sentire il suo dissenso verso le scelte che non condivide. “Entrando nel vivo del libro con l’analisi della genesi de La Notte della Taranta, la scrittura di Gorgoni si fa sempre più tagliente, incisiva ed ironica, consentendo al ragno di togliersi tanti “sassolini dalle scarpe” con la leggerezza e la libertà di chi non può essere accusato di essere di parte”. (Salvatore Esposito – da Blog Folk)

 

 

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