L’amianto che ha ucciso Antonio Fausto e Maria

In una foto d’epoca, i fratelli Antonio e Fausto Notarpietro.

Casarano. Sono tre le vittime originarie di Casarano tra le 2.100 provocate dalle polveri della multinazionale Eternit di Casale Monferrato. Maria Bello, Fausto Notarpietro e ed Antonio Melgiovanni, tutti scomparsi tra il 1987 ed il 1997, non erano, però, tutti operai. I loro parenti si sono costituti parte civile nel processo che nei giorni scorsi a Torino ha prodotto una sentenza definita “storica” per aver accertato che i “padroni” sapevano della tossicità dell’amianto ma nulla hanno fatto per salvare i loro dipendenti ed una città intera.

Melgiovanni, morto a 72 anni, era insegnante ma il carcinoma polmonare colpì anche lui, perché l’aver vissuto nei primi decenni del secolo scorso a Casale Monferrato, dove aveva sede l’azienda che produceva ondulati in eternit, era già una condanna. «Mi sono ammalata anch’io, semplicemente per aver preso in mano gli abiti sporchi di polvere di mio padre», fa sapere da Bari Elda Notarpietro, la figlia di Fausto.

Ma il numero delle vittime va oltre il già di per sé drammatico, e lunghissimo, elenco fatto nel processo. «Posso dire con certezza che anche mio zio Alcibiade, pur facendo il sarto, i due suoi figli sono stati uccisi dall’amianto», ricorda Giovanni, l’altro figlio di Fausto, oggi lucido 78enne che vive nel milanese.

«Nessun risarcimento potrà ridarci indietro nostro padre e i  nostri parenti o restituire loro una vita decorosa dopo anni di lavoro”, afferma ancora il signor Giovanni nel ricordare con amarezza gli ultimi anni di sofferenza del padre nato a Casarano nel 1905 e morto nel 1987 per tumore polmonare ed asbestosi.

Che ai vertici della multinazionale ci fosse del dolo è confermato, indirettamente, dalle vacanze-premio in Riviera concesse “senza motivo apparente” agli operai. Sia Fausto Notarpietro che Antonio Melgiovanni erano molto legati a Casarano e vi facevano ritorno non appena possibile. «Una volta lo zio Fausto sorprese i suoi genitori facendo ritorno dal Piemonte addirittura in bicicletta» afferma da Casarano Luciana Notarpietro, figlia di Antonio (detto Uccio), il fratello di Fausto scomparso alcuni anni fa e titolare, in quegli anni, di uno storico salone da barba in piazza Diaz.

«La ditta premiò addirittura mio padre, nel 1966, per trenta anni di lodevole servizio ma oggi vedere quell’attestato mi fa solo rabbia», conclude il signor Giovanni.

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