Amianto e case popolari

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Le lastre di amianto a ridosso dell’abitato di Montegrappa

Tuglie. L’amianto deturpa la collina di Montegrappa. E’ di alcuni giorni fa la segnalazione di una discarica (ovviamente abusiva) che oltre ad accogliere rifiuti di ogni genere si va “impreziosendo” di alcune pericolose lastre d’amianto-cemento.

Accanto a materiale edile e ferroso, materassi e giocattoli, sulla collina di Tuglie qualcuno ha pensato bene di sistemare ben 17 laminati di amianto. Le lastre sono state, tra l’altro, sistemate con estrema cura, una sull’altra, a conferma che chi ha deciso di disfarsi del materiale tossico ha opertato in tutta tranquillità, forse ignaro dell’estrema pericolosità, per se e per gli altri, dell’operazione portata a termine

Ciò accade a ridosso della zona 167 del paese, ovvero a poco meno di un centinaio di metri dall’abitato. Il fatto ha allarmato non poco quanti risiedono a Montegrappa per la nota pericolosità delle fibre d’amianto, altamente cancerogene se liberate nell’ambiente.

A conferma di ciò la recente sentenza con la quale il tribunale di Torino ha condannato i titolari della multinazionale che a Casale Monferrato è stata ritenuta responsabile della morte di oltre 2mila vittime (non solo tra gli operai). Tra questi numerosi salentini ed alcuni originari di Casarano.

«L’abbandono delle lastre è avvenuto in una discarica a cielo aperto che cresce di giorno in giorno e nessuno, finora, ha sporto denuncia per fermare lo scarico dei rifiuti», afferma Luigi Mighali nel segnalare, insieme ad altri residenti, la situazione. Il pericolo è ancora maggiore perché in zona vi giocano anche i bambini che rischiano, per questo, di entrare in contatto con le fibre tossiche.

Sempre in tema ambientale, di recente il tribunale di Galatina ha assolto (“perché il fatto non sussiste”) tecnici ed imprenditori implicati nella vicenda dei lavori di bonifica e ripristino ambientale dell’ex discarica comunale in località Bellardino, sulla via per Collepasso. Secondo l’accusa (che aveva chiesto condanne tra i due e i tre mesi di reclusione) i lavori nell’ex discarica sarebbero proseguiti nonostante la sospensiva emessa nell’aprile del 2008 dal responsabile dell’ufficio tecnico comunale.

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