Amanti di serie A e di serie B

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fernando d'aprileRaggiungere gli obiettivi prefissati è sempre appagante. E stimolante: spinge immediatamente il pensiero ancora più in là e poi, magari, ci si arriva pure. E’ bello leggere i dati che danno Gallipoli nel 2014 in testa alle mete per le vacanze rispetto all’intero Salento. Per il futuro imminente, gli operatori mostrano fieri i grappoli di prenotazioni per Pasqua e oltre.
Riviste patinate, spot di grandi gruppi industriali, media di ogni genere e Paese allargano l’obiettivo quando sentono il nome di questa capitale che – lo sanno bene loro – garantisce audience, nel bene e anche nel male. Italiani e stranieri la preferiscono e lo dicono con i fatti. Come è indubbio che il traino potente che rappresenta questo ormai famoso luogo può sprigionare (e già lo fa, in una certa misura) effetti benefici per tutto un territorio che gli sta intorno e che può trarre esempi di cose da emulare. E da evitare.

Non mancano infatti le voci che giustamente ammoniscono: siamo sulla cresta dell’onda ma stiamo attenti che non passi e ci lasci più indietro di dove stavamo. Approfittiamone. Di queste voci ne andrebbe colto lo spirito, al di là se indicano megaopere o se invitano a piccoli gesti per migliorare anche noi stessi. Prima o poi si deve diventare più civili, del resto. è anche una questione di orgoglio: non è che adesso francesi e inglesi ci tengono più di noi a Gallipoli, no? Non può essere. Non ci possiamo stare. Non sarebbe sopportabile: proprio noi amanti di serie B di questa terra…

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