Alloggi a Gallipoli, in 230 aspettano

case popolari in degrado 3

GALLIPOLI. Non si arresta il dramma degli alloggi occupati abusivamente in terra gallipolina. Tra persone indigenti senza un tetto,  sgomberi forzati per gli abusivi già decretati su disposizione del Tribunale di Lecce, e situazioni ambigue con occupazioni anche di appartamenti popolari e locali comunali di chi non risulta un “legittimo” assegnatario.

I controlli incrociati avviati da diversi mesi dall’Istituto case popolari di Lecce, dal Comune per il tramite del comando di polizia municipale, e gli accertamenti dell’autorità giudiziaria, stanno cercando di rimettere ordine e ripristinare la legalità in una questione scabrosa. Anche per cercare di fare il punto della situazione e procedere con le eventuali assegnazioni regolari sulla scorta della nuova graduatoria degli aventi diritto (oltre 230 le richieste) stilata provvisoriamente alla fine dello scorso anno. Per il Comune anche l’occasione per liberare alcuni immobili di proprietà destinati ad opere di dismissione o riqualificazione, bloccate dalle occupazioni abusive.

Da prendere in considerazione anche gli aspetti umani che si nascondono dietro il problema casa. Un crocevia tra drammi familiari  e situazioni di indigenza reale, ma in taluni casi anche di sopraffazioni e abusi eccessivi. Sono almeno nove le recenti disposizioni emesse dal Tribunale di Lecce per lo sgombero di abitazioni o locali, anche comunali, nei quali risiedono famiglie e cittadini in forte difficoltà economica e sociale. Ma che per la legge non hanno alcun titolo per occupare quegli immobili.

Quattro di questi “sfratti” riguardano i locali dell’ex mercato rionale di viale Europa, dove un nuovo tentativo di sgombero è stato rinviato nei giorni scorsi per evitare problemi di ordine pubblico. E altri cinque sgomberi sono già stati notificati al Comune da parte dell’autorità giudiziaria e riguardano il complesso degli ex Cappuccini e alcuni alloggi popolari sparsi tra via Crotone, Corso Italia e via Carlo Massa.

L’opera di mediazione del Comune, dopo alcuni incontri con gli sfrattati, per il sostegno sociale per il pagamento degli affitti e la sistemazione in altri immobili per ora non ha sbloccato la situazione. C’è da aggiungere anche che alcuni alloggi di case popolari versano in condizioni difficili dal punto di vista della manutenzione e che qualche tempo fa ci sono state proteste degli inquilini e denunce della situazione da parte del direttivo cittadino di Sel.

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