Seimila abitanti e cinque frantoi

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Alcuni prodotti del frantoio Biasco

Alliste. Alliste capitale dell’olio con ben cinque frantoi. Un numero niente male per un paese che conta poco più di seimila abitanti. Ma la crisi produttiva c’è, si sente, ed è innegabile: qualcuno accusa, addirittura, un calo del 60 per cento.

«Il prezzo dell’olio d’oliva extravergine è sceso ai minimi storici – fa sapere Rocco Biasco, titolare di uno degli oleifici – Siamo intorno ai 2,60 euro/kg». Una quotazione troppo bassa, che non permette di rientrare con i costi di produzione.

La manodopera è davvero cara, così c’è chi preferisce la produzione familiare. «D’altra parte – spiega Pasquale De Donatis della De.Ca srl – se non c’è un tornaconto non ci si sente stimolati».

E ai piccoli imprenditori non resta che produrre anche olio lampante «per fare cassa», come confessa Cosimo Adamo, socio dell’azienda agricola di famiglia. «Così facendo, però, s’innesca un circolo vizioso che va poi a nostro svantaggio – spiega Adamo – perché i grossisti comprano il nostro olio lampante e lo rivendono alle raffinerie che lo trasformano, per così dire, in quell’olio di oliva extravergine, in realtà di scarsa qualità, che affolla i banconi del supermercato, dove viene proposto ad un prezzo bassissimo».

Ma la colpa della crisi di chi è? C’è chi lamenta una mancanza di sostegno da parte della Regione e della legislazione comunitaria. Dall’altro lato, c’è chi preferisce lanciare una proposta concreta: «Una soluzione potrebbe essere l’installazione di una centrale a biomassa di un megawatt alimentata da olio lampante. Così l’olio del Salento potrebbe essere venduto a prezzo di mercato».

Nonostante tutto, si può dire che quest’annata sia andata meglio della precedente “infestata” dalla lebbra dell’olivo.

E di fronte alla crisi, ognuno sfodera le sue armi migliori. Il frantoio di Rita Mirelli vanta quattromila ulivi da cui, nel 2011, sono stati prodotti 350 quintali di olio per un totale di 100mila euro. A.f.r.o olearia ha prodotto, invece, 1800 quintali di olio. Coniuga innovazione e qualità il frantoio di Rocco Biasco, specializzato nella spremitura a freddo.

Il più giovane, nato nel 1996, è l’oleificio di Cosimo Adamo. Ma è anche il più premiato: non solo ha ricevuto un prestigioso riconoscimento da Slow Food, la più importante guida del settore, ma ora sarà anche fornitore di Eataly, una catena di punti vendita di prodotti di alta qualità.

Insomma, ognuno fa quel che può per tentare di mantenere in vita un Salento il cui nome, da sempre, è legato a quello delle sue campagne e dei prodotti agricoli. E in particolare all’olio ritenuto dalla sapienza popolare un toccasana in grado di guarire tanti malanni.

                                         RR

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