Alla scuola media di Melissano “Merenda della solidarietà”

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merenda solidale

MELISSANO. «No, mamma. Oggi la merenda non mi serve. La compriamo direttamente a scuola». E così ben 16 classi della Secondaria di primo grado dell’Istituto comprensivo di Melissano, guidato dalla dirigente scolastica Paola Apollonio, hanno rinunciato alla tradizionale merendina da consumare durante la ricreazione per gustarsi delle ottime fette di pane e pomodoro e delle pucce prodotte con grano biologico.

L’iniziativa, che si ripete ormai da diversi anni, prende il nome di “Merenda della solidarietà” e si è svolta durante la mattinata del 7 novembre scorso. Ovviamente, i ragazzi delle medie hanno accolto il tutto con grande entusiasmo, acquistando il pane (al valore simbolico di un euro a fetta) al fine di raccogliere fondi per uno scopo importante e urgente. Se nelle scorse edizioni i proventi dei manicaretti preparati dalle mamme degli alunni erano stati devoluti ad associazioni attive nel campo della solidarietà e del volontariato (“Arcobaleno su Tanzania”, per esempio), quest’anno si è deciso, di comune accordo, di utilizzare il denaro raccolto dalla vendita del pane e pomodoro per contribuire alle spese necessarie per la realizzazione di alcuni lavori di manutenzione ordinaria che non possono essere rimandati. La somma raccolta, pari a circa 435 euro, è stata simbolicamente consegnata da una delegazione degli studenti al professore Flavio Vitali, principale organizzatore della manifestazione nonché produttore del grano biologico di tipo “Cappelli” con cui è stato elaborato il pane per la merenda solidale.

L’evento si è svolto in un clima di festa e di grande partecipazione, sia da parte dei docenti, che, soprattutto, da parte degli alunni che si sono sentiti chiamati in causa in prima persona, seppur con un piccolo gesto, per risolvere un problema esistente nella loro scuola. La “Merenda della solidarietà”, dato il gradimento raccolto in quest’occasione, sarà ripetuta prima della chiusura delle scuole per le vacanze natalizie. D’altronde, cosa c’è di più buono di una fetta di pane e pomodoro se alla bontà dell’alimento ci si aggiunge anche uno scopo nobile?

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