Alezio – Nessun passo in avanti nella questione “cava di argilla” in località Arpa, al confine con Matino e Parabita. Attesa e presidiata da associazioni e cittadini che hanno allestito un sit-in di protesta pacifica al di fuori del Municipio, la conferenza dei servizi dello scorso 19 giugno non si è tenuta a causa dell’indisponibilità del responsabile del procedimento. In attesa che venga convocata una nuova assemblea, cresce il dissenso verso il progetto avanzato dalla società “Geoambiente”, una società a responsabilità limitata di Cavallino, relativo all’apertura di una cava per l’estrazione di argilla, estesa 50mila mq e profonda 21 metri, a circa 1,5 km dall’abitato.

Percorre la strada del ‘no’ come i suoi predecessori, l’amministrazione neoeletta di “Grande Alezio”. “Siamo fermamente contro la realizzazione della cava e attiveremo tutte le procedure a supporto di tale azione – afferma il sindaco Andrea Barone -. Siamo vicini al comitato no cava che elogiamo per la sua determinazione e per l’azione consapevole e responsabile che sta portando avanti, con l’auspicio che per il bene di tutti si possa arrivare a un risultato positivo per il nostro territorio”. Da sempre schierato al fianco della protesta Marcello Seclì di italia Nostra, presente alla manifestazione. “Il progetto lanciato da Geomabiente non trova consenso della polazione e riscontro nei termini di un’economia che deve vertere sulla tutela delle risorse. Quella programmata – afferma Seclì – è un’opera devastante dal punto di vista ambientale e del consumo del suolo, in termini economici, agricoli e turistici, in un’area che dovrebbe venire sfruttata per 13 anni, andando a compromettere la sicurezza del suolo. Chiediamo che gli Enti tengano conto di queste istanze e che valutino le osservazioni prodotte, non scendendo a decisioni prese a tavolino.

Critico nei confronti del progetto avanzato da Geoambiente anche Cristian Casili, capogruppo in consiglio regionale del Movimento 5 Stelle. “Il progetto – con oggetto un tratto di grande pregio paesaggistico – potrebbe creare un’alterazione idrogeologica della falda acquifera sottostante”. Un problema che si sommerebbe “ai rischi per la salute delle persone e i possibili danni diretti e indiretti sulle attività agricole limitrofe”. Il progetto si abbatte su un territorio – secondo Casili – che si è visto privare di molti tratti identitari, “a causa dello sprawl urbanistico e di una cementificazione selvaggia e disordinata delle campagne”.

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Presente alla manifestazione di lunedì 19 anche Gallipoli Futura. “Lo scempio che si vuole realizzare che lambisce il territorio di Gallipoli ed una zona delicata dal punto di vista idrogeologico ed ambientale – fanno sapere – è quanto di più irresponsabile che si possa pensare e realizzare. Protestiamo contro questa classe dirigente e politica sorda alle esigenze della popolazione ed anche contro noi stessi, cittadini poco sensibili”. GF chiama in causa anche il Primo cittadino di Gallipoli, Stefano Minerva: “non possiamo non censurare il comportamento del Sindaco che, molto sensibile a dare pareri nettamente contrastanti come successo di recente per una conferenza dei servizi, non sente invece la necessità di esprimersi nel merito di un disastro ambientale che vede la vicina città di Alezio per ora penalizzata da un progetto che se realizzato penalizzerà anche Gallipoli”.

 

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