Alessano Molfetta, i due Consigli comunali uniti in nome di don Tonino Bello

Alessano – “Con questi luoghi don Tonino Bello ha stretto un patto d’amore”: seguendo questo forte e sempre attuale richiamo oggi si sono riuniti i Consigli comunali di Molfetta ed Alessano nella sala consiliare “Gianni Camicella” a Palazzo Giovene a Molfetta, in preparazione della vista di Papa Francesco fissata per il 20 aprile prossimo per il venticinquesimo anniversario del Dies Natalis di Don Tonino Bello. Alla riunione congiunta delle due assise consiliari, hanno partecipato per Alessano il Sindaco Francesca Torsello, il presidente del Consiglio comunale Giuseppe Rizzo, gli assessori ed i consiglieri comunali. Presenti all’evento monsignor Vito Angiuli, vescovo di UgentoS. Maria di Leuca e mons. Domenico Cornacchia, vescovo di Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi. Insieme agli omologhi del centro barese guidati dal Sindaco Tommaso Minervini, i rappresentanti alessanesi hanno sottoscritto un patto di gemellaggio “che rafforza i rapporti istituzionali e la condivisione dei principi della pace e della solidarietà, tanto auspicati dal compianto Vescovo di Molfetta”, come si legge in una nota congiunta.

“Molfetta e Alessano sono due comunità del Sud. Molta letteratura è stata costruita
sull’idea antica del Sud come terra di soggezione, di subalternità, di gattopardismo. E di povertà. Pertanto, troppo tempo ci siamo affannati a pianificare con particolate cura una sofisticata rimozione dei limiti e delle angosce del Mezzogiorno, per inseguire il paradigma dello sviluppo senza limiti, dell’appagamento degli appetiti individuali, della costruzione della società dell’usa e getta. Don Tonino, invece, ha fatto delle angustie del Sud un punto di osservazione privilegiato: è stato, in questo, il precursore del pensiero del Sud visto dal Sud e non pensato da altri. In questo risiede una delle radici più feconde della sua profezia”: questo l’incipit dell’intervento del Sindaco Torsello, che ha toccato alcuni punti del pensiero del vescovo di origini alessanesi, tra cui il senso della politica, più volte chiamata in causa: “E’ una delle forme più esigenti, più crocifisse e più organiche dell’esercizio della carità”. “Egli ci ricorda che il politico debba essere innanzitutto “un “un artista, un uomo di genio, una persona di fantasia”. Politica è – ha sottolineato il Sindaco di Alessano –  “arte nobile e difficile. Nobile, perché legata al mistico rigore di alte idealità… Nobile, perché ha come fine il riconoscimento della dignità della persona umana, nella sua dimensione individuale e comunitaria”. Sono pensieri che scuotono le coscienze di chi è chiamato alla responsabilità di governo delle comunità locali. A ciascuno di noi è affidata la missione di cambiare le cose, guai se non fosse così”.

 

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