Alberto vivrà nella sua casa

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Alliste. «Quando aprirà? Quando sarà pronta?». Con gli occhioni sgranati e lucidi dalla commozione, lo chiedevano loro, quei ragazzi diversamente abili che son stati protagonisti, il 17 ottobre scorso, della cerimonia di posa della prima pietra per la realizzazione della “Casa di Alberto”, le cui porte si apriranno a settembre 2013. Si tratta di una casa famiglia, una struttura residenziale, progetto della cooperativa sociale e centro d’assistenza diurno “Tuma”, cofinanziato dall’Ue con i programmi 2007-2012 per un importo di 413.783 euro. Il cantiere, su viale Salento ad Alliste, è stato aperto nell’aprile scorso (l’appalto è stato vinto dall’impresa “Rizzo Carmelo” di Alliste) e, pietra dopo pietra, lì sorgerà un edificio con 15 posti letto più uno per le emergenze, dotato di un Centro d’ascolto e un Centro informa handicap.

La “Casa di Alberto” garantirà assistenza diurna e notturna, tutte le attività educative, soprattutto assicurerà un futuro ai ragazzi che ne saranno ospiti. «Se il sogno si è realizzato – fa sapere il presidente della cooperativa, Silvana Marzo (nella foto con il sindaco e il parroco) – devo ringraziare tutti coloro che ci hanno creduto: i miei figli, gli operatori, l’intera comunità».

Ognuno di loro, come ha sottolineato anche don Franco Francioso (presente alla cerimonia, insieme al sindaco  Renna e ad alcuni assessori e consiglieri), rappresenta una “pietra viva” nella costruzione della struttura intitolata al figlio di Silvana Marzo, morto dopo sette anni di coma seguiti ad un incidente stradale.

RR

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