L’Alba con Giuliano

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Sannicola. Alla fine era lui, Giuliano Sangiorgi, il carismatico cantante dei Negramaro, l’ospite d’onore dell’Alba a San Mauro. Gli organizzatori sono riusciti a tenere segreto il nome tanto atteso sino alle ore immediatamente precedenti l’evento per accrescere l’attesa tra i tanti che si sono arrampicati sino in cima alla collina dov’è collocata la chiesetta bizantina.

Al sorgere del nuovo giorno, tra il 3 ed il 4 agosto, San Mauro si è magicamente animata di note a cura del Locomotive Jazz Festival con la musica di Raffaele Casarano, Marco Bardoscia. Marcello Nisi, William Greco, Alessandro Monteduro e del Vertere String 4tet. Il pubblico si divideva tra chi ha fatto la “notte lunga” rimanendo in piedi sino all’alba, dopo aver passato la notte tra i locali della zona, e chi ha fatto la “levataccia” alle 4 del mattino per arrivare, fresco e riposato (si fa per dire)..

La chiesetta bizantina ha visto le invasioni barbariche e poi quelle saracene e gli invasori francesi e spagnoli, i veneziani della Serenissima e gli inglesi della Compagnia delle Indie. Poi, nel ‘900, sono arrivati nuovi vandali e nuovi barbari che hanno rubato i suoi affreschi con colla di coniglio e carta di giornale. Infine però sono arrivate le determinazioni e le attenzioni degli amministratori di Sannicola e più di qualcosa è cambiato.

Come questa magico appuntamento, prima impensabile e impraticabile, con la musica che attrae l’attenzione su questo luogo incantato e si affianca alle altre iniziative come l’acquisizione della zona da parte del Comune, il restauro conservativo della chiesetta e quello degli affreschi che partirà a breve.

«È nato tutto – commenta l’assessore alla Cultura Danilo Scorrano – da uno scambio di idee tra persone che si conoscono attraverso la musica, e dall’amore per un luogo e la voglia di condividere paesaggi, pietre orizzonti, sensazioni. prima Paolo Fresu, poi Daniele Di Bonaventura e Dudu Manhenga, oggi Giuliano Sangiorgi tutti artefici di un pensiero audace ed incosciente, chi l’avrebbe detto che a centinaia si sarebbero inerpicati alle quattro di mattina sulle rupi di San Mauro per incontrarsi intorno a note e suggestioni e non vedersi ma sentirsi uno accanto all’altro fino all’aurora».

Maria Cristina Talà

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