Al lupo! Al lupo! Ma è un cane

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fernando d'aprile«Io un ragazzo di 21 anni non so se lo manderei in una discoteca di qui»: la frase di un alto funzionario della Prefettura ha suscitato brusii in sala al “Garibaldi” (si veda pag. 4) e tanti interrogativi.

Perché? Cosa è successo di tanto terribile nelle discoteche di Gallipoli e dintorni la scorsa estate? Ci è sfuggito qualcosa? La Prefettura sa cose e fatti che i più ignorano? Se sì, che vengano resi pubblici; se no, non si dia corda al sensazionalismo che prescinde dalla realtà. I media nazionali (evocati dallo stesso funzionario, come fonte dell’allarme) non ne sono certo scevri: c’è chi ha dedicato minuti in tv sull’assunto “Gallipoli, sballo e stupro”.

Sia chiaro: noi, come cittadini e come cronisti, non intendiamo nascondere nulla. C’è stata una vendita schifosa di superalcolici a ragazzini; altri, con qualche anno in più, hanno stravolto l’ordine pubblico notturno a Baia verde; in tanti hanno abbandonato per ogni dove scarti e rifiuti; le spiagge sono diventate camping fuorilegge; alcuni locali d’intrattenimento hanno utilizzato body guard non autorizzate.

Ma non c’è stato alcuno stupro, di cui si abbia contezza ufficiale (diverso il caso di San Cataldo di Lecce); nelle discoteche gallipoline tutto è andato come in tutte le altre discoteche nazionali; l’eccezionale flusso di gente, in gran parte under 30, ha sì creato problemi veri per un paio di settimane, ma senza drammi o peggio tragedie. Solo fortuna? Può darsi. Ma chi è qui sul posto, chi ha strumenti per osservare in diretta le cose, eviti di gridare al lupo quando si tratta di un cane. Da tenere – le regole! – al guinzaglio.

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