«Ma gli organi donati non sono mai abbastanza»

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L’Associazione dei donatori di organi è attiva sul territorio fin dal 1983

Casarano.  La provincia di Lecce non è più ultima, in Italia, per numero di donazioni di organi. In un momento non semplice per la sanità salentina, il dato conforta l’impegno delle associazioni attive sul territorio che si impegnano per diffondere la cultura della donazione. «Di recente il Fazzi di Lecce ha fatto registrare buoni risultati così come, malgrado le difficoltà, anche il Ferrari» afferma dottor Giancarlo Negro, referente per i prelievi dell’ospedale casaranese.

La storia dei prelievi di organi al “Ferrari” parte nel 1999. Da allora si possono contare 12 interventi. Fondamentale è l’opera portata avanti sin dal 1983 dall’Aido “Domenico Cataldo” di Casarano. «Le liste d’attesa per i trapianti sono purtroppo sempre molto lunghe perché mancano le donazioni» afferma la dottoressa Carla Memmi, presidente dell’associazione di via Roma.

«In determinati frangenti la solidarietà non è facile né sorge spontanea ma esige conoscenza, sensibilità e presa di coscienza. Per noi fondamentale è divulgare la cultura della donazione per non lasciare spazio a pregiudizi o errate informazioni» afferma ancora la referente dell’Aido di Casarano.

Ad oggi il reparto di rianimazione del “Ferrari” continua a disporre ancora di soli quattro posti letto, con un posto aggiuntivo per le urgenze spesso non funzionante, mentre  non si hanno notizie in merito al previsto raddoppio dei posti letto con la nuova sala ancora vuota in attesa dell’espletamento del bando di gara (da 800 mila euro) che possa fornire le attrezzature necessarie. Altro problema per il Ferrari è la sempre ipotizzata, ma oramai esclusa, riapertura di Neurochirurgia, reparto funzionale nel ciclo degli espianti, che il piano di riordino regionale colloca, invece, a Tricase.

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