Ai domiciliari dopo l’accoltellamento della fidanzata. Migliorano le condizioni della ragazza

Morciano di Leuca – È agli arresti domiciliari il giovane Giorgio Vitali, reo confesso dell’accoltellamento della fidanzata 27enne Stefania De Marco di Tricase. Nel primo pomeriggio di oggi, il Giudice per le indagini preliminari ha convalidato l’arresto concedendo al 30enne di Castrignano del Capo un alleggerimento della custodia cautelare con i domiciliari, così come richiesto dal suo avvocato Paolo Pepe (di Salve). L’accusa a suo carico è sempre quella di “tentato omicidio”. Drammatica la ricostruzione della terribile serata di domenica fatta davanti al Gip Vincenzo Brancato: il giovane ha pianto per tutto il tempo nel raccontare come la gelosia lo abbia “accecato”. «Ho perso la testa, non ci ho capito niente ma la amo e voglio stare con lei», sarebbero state le parole pronunciate nel corso dell’udienza. Il Gip ha concesso i domiciliari alla luce di alcune valutazioni per cui il giovane, incensurato, avrebbe reso ampia confessione prima davanti carabinieri (nella notte dell’aggressione, seppur dopo aver tentato di resistere fornendo la versione di una caduta accidentale) e poi davanti allo stesso Gip (per il quale mancherebbero il pericolo di reiterazione del reato e quello di fuga).

Migliorano le condizioni della ragazza Migliorano, intanto, le condizioni della ragazza che pur rimanendo nel reparto di Rianimazione dell’ospedale “Panico” di Tricase, è ben vigile e stata rispondendo bene alle cure malgrado i vari colpi subiti, in gran parte alle spalle (pieno di lividi è, però, anche il volto). Motivi di gelosia alla base dell’aggressione, scatenatasi quando la ragazza (i due erano nell’abitazione del nonno di lei, a Morciano di Leuca) avrebbe chiesto un “periodo di riflessione” nella loro relazione.

Sui social le reazioni Si sprecano, intanto, commenti e giudizi sui social e nei paesi coinvolti dalla triste vicenda. Accanto ai tanti messaggi di solidarietà per Stefania e i suoi genitori, con l’augurio di tutti di poterla riabbracciare al più presto, ci sono i commenti (spesse volte tipici di Facebook) contro il ragazzo “mostro” (“meriti la condanna a morte” il meno cruento) e c’è anche chi, conoscendo da sempre quel ragazzo, non si capacita ancora di quanto successo in quella drammatica notte.

 

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