Agricoltura, spazio a sperimentazione e diversificazione: l’incontro a Taviano

TAVIANO. Quale futuro per l’agricoltura nella fascia costiera jonica dopo la perdita dell’olivicoltura? Se ne è parlato in un convegno a Taviano, organizzato dall’associazione “Cambia-Menti”, che ha visto la presenza di alcuni ricercatori dell’Università del Salento. L’agronomo Fabio Ippolito ha esposto un progetto elaborato tra Università del Salento, Antonio Longo dello Studio Project in collaborazione con il comune di Gallipoli, che riguarda la possibilità di utilizzare le acque reflue affinate provenienti dal depuratore di Gallipoli ed attualmente sversate in mare per il 95%, per favorire la coltivazione irrigua di alcune specie alternative all’olivo, come fico, pero, cotogno, melograno, pistacchio e avocado. In sostanza il futuro dell’agricoltura dei nostri paesi potrebbe puntare su altre varietà colturali per diversificare.

Si è pure parlato di estirpazione e reimpianto: normativa, varietà consigliate, tecniche colturali, aree geografiche votate e risorse finanziarie disponibili nel Psr (Piano sistema Rurale) 2014-2020. L’ha fatto Pierpaolo Luca del Consorzio “Oro di Puglia” che ha cercato di fare chiarezza sui possibili reimpianti attingendo a misure di finanziamento all’interno del Piano Sistema Rurale. Infine Antonio Longo dello Studio Proiect ha dato conto di alcuni risultati ottenuti da prove sperimentali in un campo pilota di Neviano, messe in atto per il contenimento del batterio Xylella fastidiosa. “Nello specifico – ha sottolineato il professore Longo – l’utilizzo del rame chelato, iniettato nei vasi xillematici consente alla pianta di assorbire lo stesso elemento e di abbassare notevolmente la carica batterica con una ripresa vegetativa notevole della pianta stessa”.

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