Agosto dà lezioni di come non si fa. Caos unico, responsabilità plurime

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turisti nel centro storico

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GALLIPOLI. Quando il grosso dell’estate sembrava ormai passato, per fortuna senza grosse irreparabili conseguenze, è arrivata la convocazione d’urgenza in Prefettura. è stato così che quel 23 agosto ha fatto da detonatore ad una situazione agrodolce, in cui l’amaro è diventato poi predominante, tra ritardi incomprensibili, accordi fatti e stracciati, interventi frustrati e litigi, persino, tra Istituzioni. Con contorno di bagarre politica. Ma un dato ora sembra acquisito: le masse di turismo giovanile non sono facilmente gestibili da nesuna parte, a Gallipoli come a Rimini, a Riccione come in Versilia.

I PUGNI SUL TAVOLO Perché sbattere i pugni sul tavolo a Ferragosto ormai lontano? Se lo sono chiesto in tanti. Un vertice ai massimi livelli in Prefettura, con la presenza non casuale del procuratore distrettuale antimafia, Cataldo Motta, le forze di polizia, gli amministratori locali e i rappresentanti di lidi, discoteche e locali di intrattenimento: per fare che? «Per fare una valutazione su quello che sta accadendo dopo le sollecitazioni degli ultimi giorni – ha risposto ai giornalisti la prefetto Giuliana Perrotta – non per prevenire o prendere contromisure: quel lavoro lo abbiamo fatto a partire dalla fine della primavera scorsa». Allora qualcosa non deve aver funzionato a dovere, evidentemente, se il prefetto ha lasciato balenare il metodo-Porto Cesareo (con una serie di lidi chiusi ad inizio estate per violazioni di vario tipo) ed ha calcato la mano su forniture di alcolici a minorenni, numero di presenze di molto eccedente a quello fissato nelle autorizzazioni, al ruolo delle guardie giurate che avrebbero dovuto essere un argine allo spaccio di droghe e invece…, tanto da richiedere ai gestori l’elenco completo dei “buttafuori” impiegati nel servizio di sicurezza. Ma perché l’allarme è suonato solo a fine agosto? Il piano della “sicurezza partecipata”, in cui ognuno fa il proprio compito, ha retto fino a luglio: «Poi in agosto i cordoni sono stati allentati e i limiti sono stati superati: c’è stata una generalizzata illegalità da parte degli operatori dei mondo del divertimento». Ma non un locale è stato chiuso, né una autorizzazione sospesa.

PATTI FATTI E DISFATTI I risultati del maxivertice sono noti: niente più aperitivi pomeridiani iperalcolici (tipo quelli offerti a Riccione: otto bevute a 5 euro…), blocco delle feste danzanti notturne. «I lidi tornano a fare solo servizi balneari», annuncia soddisfatto il Sindaco Errico. Sarà stato il timore di interventi drastici a far dire ad Assobalneari e soci che andava bene così (“decisione doverosa perché gli imprenditori sono dalla parte dello Stato”, parole del presidente Mauro Della Valle). Peccato che lo stop agli happy hours è durato appena 48 ore. Assemblea il 26 agosto e i gestori dei lidi tornano sui loro passi, dopo averci ragionato su “a mente fredda”: utilizzando l’ordinanza regionale sugli orari per attività ludicoricreative, dalle 16 alle 20 tornano gli aperitivi perchè le spiagge senza di loro “perdono colori e umori”, diranno. Il Prefetto li richiama per spiegazioni e per ammonirli ancora una volta. Fatto sta che il “niente alcolici dopo le 18” pattuito in Prefettura è tornato in archivio, anche se dal Comune di Gallipoli ci si affanna a dire che non c’è stato “nessun passo indietro” e si restituiscono al mittente le accuse di “ambiguità e doppiezze”. «Solo lavorando insieme si potranno ottenere risultati; noi da soli con i nostri mezzi non ce la possiamo fare davanti ad un flusso così imponente», rimarca Errico.

PREFETTURA VERSUS COMUNE Avanti con la concertazione. C’è invece alta tensione. Il carico da undici lo mette Rai1: alcuni minuti di “Estate in diretta” del 26 agosto contengono un servizio dal titolo “Ma cosa succede a Gallipoli?”, dove si lancia  la risibile equazione aperitivo uguale stupro e si parla di “situazione non più sotto controllo”, alludendo ad un episodio di violenza sessuale che non troverà alcun riscontro. La mazzata è pesante e le polveri riprendono fuoco. Il Prefetto accusa il Sindaco di “troppa improvvisazione” e di “programmazione inadeguata”; il primo cittadino ribatte sciorinando i provvedimenti (tra cui l’assunzione di 17 vigili stagionali e servizi fino all’alba) e sottolineando “il numero irrisorio di forze dell’ordine”. I rinforzi richiesti non si sono visti. «Lo stesso Prefetto ci additò come esempio quando scoppiò il caso di Porto Cesareo…», ricorda Errico.

LA LEZIONE E LE PROMESSE Senza chiudere le porte al turismo giovanile, il Sindaco di Gallipoli annuncia a “Quotidiano”, a partire da settembre, il censimento delle case-vacanza col coinvolgimento di agenzie e privati: sarà guerra agli affitti abusivi. Poi la litoranea fino al canale dei Samari sarà chiusa al traffico, che sarà limitato alla Baia verde. Soprattutto, i lidi balneari torneranno, dopo diversi anni, ad essere lidi e basta; chi vorrà ballare andrà nelle discoteche. Il 2013 passa comunque in archivio come l’estate in cui almeno il problema dei decibel è stato contenuto: «Il bilancio complessivo è molto positivo, se si pensa alle difficoltà di tante altre località. Andrà meglio se daremo regole certe e tutti insieme le faremo rispettare». Parola di Sindaco, che non lo dice ma il riferimento non è solo alle responsabilità diversificate che non devono venire meno. C’è stato, durante tutta la stagione un filo nero, forte e ramificato, che rimanda alla malaeconomia. Il reperimento di parcheggi temporanei (primo atto comunale il 9 maggio), abortito misteriosamente la dice lunga; la chiusura di quelli autorizzati per mancanza dei requisiti antimafia ad opera della Prefettura è l’altro campanello d’allarme. Tra le cose che si sono viste, anche la bomba del 20 agosto ad una pescheria. C’è da tener presente anche questo.

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