Affari di mala: maxi sequestro da sei milioni di euro. A Gallipoli occhi puntati sul mercato del pesce

Gallipoli – Mafia e affari sporchi: almeno da sei milioni di euro. A tanto ammonta il maxi-sequestro condotto questa mattina dai carabinieri del Ros del Comando provinciale di Lecce, su richiesta della Direzione distrettuale antimafia. L’operazione “Labirinto” dello scorso 2 luglio, con i suoi 33 indagati, è giunta ora alla fase del sequestro preventivo per società, imprese e attività commerciali, immobili, veicoli e conti bancari. Attività “più che sospette”, molte delle quali utilizzate allo scopo di ripulire il denaro sporco ottenuto con altre attività illecite, dalla droga alle estorsioni. Traffico internazionale di armi e droga, estorsione e danneggiamento con l’aggravante del metodo mafioso sono le accuse rivolte, a vario titolo, agli indagati dell’operazione “Labirinto”.

L’asse Gallipoli – Monteroni Secondo gli inquirenti, le mani della Sacra corona unita, sull’asse Monteroni-Gallipoli, erano finite su di un considerevole numero di attività solo all’apparenza lecite e solo all’apparenza appartenenti a soggetti estranei al sodalizio. Le indagini hanno, invece, portato alla luce i nuovi assetti della Scu e soprattutto i rilevanti interessi economici gestiti dal clan Padovano, retto da Angelo Padovano e Roberto Parlangeli, almeno sino al loro arresto nel 2014 nell’operazione “Baia Verde”, nell’ambito dei quali si è delineata l’ascesa criminale di Davide Quintana, il 37enne imprenditore di Gallipoli, figura di spicco della mala locale capace di tessere rapporti con i capi dell’organizzazione.

Sequestro da sei milioni di euro I beni appena sequestrati sono, infatti, di Quintana, del 46enne Saulle Politi di Monteroni e del 54enne Fabio Rizzo di San Cesario, a conferma dello stretto legame tra due clan storici del Salento, quello dei Padovano di Gallipoli e dei Tornese di Monteroni. Gli accertamenti patrimoniali svolti nei loro confronti, e di altri soggetti indagati ad essi ritenuti vicini, hanno documentato la disponibilità diretta o indiretta di un considerevole patrimonio economico “non giustificato” dall’entità dei redditi dichiarati. Sarebbero stati, dunque, gli introiti delle attività illecite a permettere di fare affari, con gli occhi puntati sullo spaccio della droga nei lidi, alla gestione della “security” (guardie giurate) dei locali e alle slot machine. Il Tribunale di Lecce ha ora disposto il sequestro preventivo di beni, per un valore complessivo stimato in circa sei milioni di euro, su 14 società o imprese individuali (con relativo compendio aziendale), tre immobili, 14 veicoli e 38 rapporti finanziari e bancari attivi.

Davide Quintana e la “Ittica Gallipoli srl” In particolare, Davide Quintana ha subito il sequestro della “Ittica Gallipoli  s.r.l.s.” nonché di altre società a lui intestate o a lui riconducibili operanti nel settore immobiliare e della ristorazione, tra le quali la “Mr. Poldo soc. coop.” con sede sempre a Gallipoli, con il relativo complesso aziendale, comprensivo di immobili, autovetture e rapporti bancari (conti correnti, conti deposito, polizze assicurative).

Il mercato ittico sempre da affidare Le attenzioni degli inquirenti si sono concentrate in particolare sulla “Ittica”, ritenendo che la società fosse inserita in un “piano di spartizione del territorio” realizzato dai clan indagati. La “società a responsabilità limitata” gallipolina ha pure  svolto il ruolo di “garante” della “Gallipoli Fish srl” nel bando con il quale si è tentato, nei mesi scorsi, di assegnare la gestione del mercato ittico all’ingrosso della città (dopo altre due tentativi andati a vuoto): a bloccare l’offerta giunta dall’unica società partecipante è stata, però, l’interdittiva giunta Prefettura per la sussistenza di “elementi pregiudizievoli all’aggiudicazione dell’appalto”.

Gli altri beni sequestrati Politi è stato interessato, invece, per il sequestro di diverse società tra le quali la “Funny Slot srl” gestita dal fratello Francesco, presente a Trepuzzi, Carmiano e Monteroni, operante nel settore delle scommesse on line, giochi e sale slot, con il relativo complesso aziendale, comprensivo di immobili, autovetture e rapporti bancari (conti correnti, polizze assicurative, conti deposito). Sotto sequestro anche il bar “Caffè alla Romana” e l’impresa di commercio all’ingrosso di caffè “Politi Caffe’” di Monteroni di Lecce. A Rizzo è stato notificato il sequestro di diverse società a lui riconducibili operanti nel settore della distribuzione di carni e alimentari in genere, con il relativo complesso aziendale, comprensivo di autovetture e rapporti bancari (conti correnti, polizze assicurative), tra le quali la “Carni e più s.r.l.s.” con sede a Lizzanello e con un punto vendita presso un supermercato a San Pietro Vernotico.

 

Commenta la notizia!