Acqua per i campi

depuratore  e vora casarano (2)

CASARANO. Importante svolta per il depuratore consortile di Casarano i cui reflui potranno essere utilizzati per uso irriguo.  L’impianto di contrada Vora già dal 2010 produce acque depurate (da “tabella 4”, ovvero il massimo previsto dalla legge) e nei pressi già esiste un altro impianto per l’affinamento dei reflui di proprietà del Consorzio di bonifica “Ugento e Li Foggi”. Si tratta ora di realizzare un “by-pass” per escludere le vecchie condotte “non più funzionali” e collegare l’attuale vasca di aerazione alla vasca di rilancio delle acque pre-trattate fornite dell’ente Acquedotto pugliese Spa. Ottenute le  necessarie autorizzazioni degli Enti coinvolti, quella che per molti anni è stato un enorme problema per la città potrà trsformarsi in una risorsa.

La gara per l’appalto dei lavori (il progetto è di circa 194mila euro), prevista in un primo momento per il 18 settembre, è stata rinviata al 2 ottobre, alle ore 10, presso la sede del Consorzio di bonifica ad Ugento. Una volta a regime, lo stesso depuratore potrà essere al servizio anche delle vicine Matino e Parabita secondo quanto previsto dal “Piano regionale di tutela delle acque”, risolvendo l’altro problema dell’immissione dei reflui nella falda, pratica ormai “fuorilegge” a livello europeo.  Altro vantaggio non indifferente sarà quello di poter escludere, in maniera pressocchè totale, la possibilità che le acque (comunque depurate) possano raggiungere, attraverso i canali Raho e Samari, la costa sabbiosa del litorale di Gallipoli.

Il progetto del Consorzio “Ugento e Li Foggi” è stato adottato con delibera dell’ottobre del 2012 ed è ormai in fase esecutiva. Il depuratore di contrada Vora venne attivato nel 2010, dall’allora sindaco Ivan De Masi, dopo lavori avviati nel 2002 e costati circa 8 miliardi di vecchie lire.

Se fino a qualche anno fa percorrendo la strada provinciale per Taviano, soprattutto nei mesi invernali, occorreva prestare attenzione al frequente sversamento delle acque sulla carreggiata, con conseguenti problemi di viabilità e di carattere igienico-sanitario, a breve si spera che il completamento delle opere necessarie permetta di  giungere ad una soluzione da tutti auspicata. Verrebbe meno, inoltre, anche il divieto di estrazione delle acque (per qualsiasi uso) dai pozzi entro i 500 metri dai campi di spandimento oggi asciutti.

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