“Accoglienti” e violenti nove anni a due bulgari

piazza San VincenzoUGENTO. C’è una caratteristica comune nel fenomeno  dell’immigrazione: una catena di solidarietà tra chi proviene dal medesimo paese, sicché di solito chi è arrivato prima accoglie quanti hanno lasciato la medesima terra per affrontare  viaggi spesso senza alcuna prospettiva. Nei paesi di accoglienza, infatti, si formano le varie comunità che diventano punti di riferimento e di sostegno. Questo avviene di solito. Ma qualche volta le cose non vanno in questo modo. Lo hanno sperimentato a loro spese due giovani ragazzi bulgari (23 anni lui, 22 lei)  giunti a Ugento   lo scorso luglio. L’ “accoglienza” di una coppia di connazionali, anche loro giovani (26 anni lui e 27 lei), è diventata un vero e proprio incubo.

Arrivati a Ugento, i due ragazzi, infatti, erano stati rapinati e picchiati; la ragazza, incinta di 5 mesi rapita e portata via in provincia di Brindisi e costretta a prostituirsi. L’immediata denuncia ai carabinieri di Ugento permise di rintracciare la ragazza, di riportarla al marito e di arrestare i due aguzzini. I due sposi, sotto choc, ma per fortuna senza gravi conseguenze, furono ospitati in una comunità di accoglienza. Nei giorni scorsi l’epilogo della vicenda: per violenza sessuale, sequestro di persona, rapina, percosse, lesioni personali i due bulgari sono stati condannati  in primo grado a 9 anni di reclusione  dai giudici della seconda sezione penale. Intanto i due giovani sposi si sono allontanti dalla comunità in cui erano ospiti.

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