Accesso agli atti, l’opposizione dice no: «Regolamento troppo restrittivo»

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Parabita. Nelle ultime settimane, accanto ai problemi di ordinaria amministrazione che tengono impegnati assessori comunali e consiglieri, è emerso anche un nuovo motivo di scontro e polemiche tra la maggioranza di “Uniti per Servire” e le opposizioni di “Bene Comune” e “Parabita Domani”.

L’ultima occasione di malumori e persino di qualche diverbio è data dalla recente approvazione del regolamento che disciplina l’accesso agli atti amministrativi da parte dei consiglieri. Il dispositivo, infatti, è stato giudicato dall’opposizione, senza mezzi termini, “poco democratico”. la ragione di questo giudizio negativo sarebbe da ricercare, secondo il loro parere, nelle “diffuse limitazioni presenti nel dispositivo che finiscono per impedire il normale lavoro e di fatto ostacolano il compito di controllo demandato alle minoranze”.

“Bene Comune” e “Parabita Domani” sono andate giù duro, domandandosi in un comunicato stampa diffuso a firma comune: “Se essere in maggioranza vuol dire ritenersi al si sopra di tutto e di tutti, cosa si stiamo a fare noi? Se quel poco che la legge ci concede ci viene tolto dagli stessi colleghi di maggioranza, qual è la nostra funzione in consiglio comunale?”.
E la risposta da parte dell’Amministrazione comunale non si è fatta certo attendere. Per la maggioranza ha replicato il vicesindaco, Alberto Cacciatore.

«Il disciplinato è regolato dalla normativa vigente, basta poco infatti per accertarsi che si è operato nel miglior modo possibile – dice l’assessore, esponente cittadino dell’Udc – anzi, la stesura e l’approvazione di questo regolamento è piuttosto una vittoria in un mondo che necessita di regolamentazione, nel rispetto dei diritti delle parti coinvolte. Il mio augurio – conclude il vicesindaco – è che questa classe politica, tutta compresa, sappia dare riscontro del proprio operato all’intera comunità e non continuare a litigare per posizioni prese, di cui certamente il cittadino non può e non deve sentirsi gratificato».

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