Abbigliamento coop di 58 addetti chiude

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Matino. Chiude e manda in mobilità tutti i suoi 58 dipendenti l’azienda cooperativa d’abbigliamento e confezioni “Lavoro e servizi”. Per i lavoratori sono già state avviate le procedure di mobilità anche se con l’accordo solo di alcune sigle sindacali e, l’ovvia, protesta della Uilta Cisl rimasta esclusa. «La procedura avviata è illegittima», ha, infatti, affermato Franco Nastrini, segretario provinciale del sindacato escluso.

Intanto l’azienda ha comunicato ai suoi dipendenti l’avvenuta sottoscrizione del verbale di accordo con il sindacato insieme all’avvio delle procedure per la mobilità e la conseguente cessazione della sua attività. La mobilità non dovrebbe, tra l’altro, garantire più di tanto i lavoratori visto che, come segnalato dallo stesso Nastrini, “gli stipendi corrisposti, circa 4 euro l’ora, erano di gran lunga inferiori rispetto a quelli previsti dal contratto nazionale”. Il rischio è che l’indennità, rapportata a queste cifre, sia davvero molto bassa.

I problemi tra la “L&S” ed i lavoratori non nascono ora. Per undici di loro il Tribunale del lavoro aveva concesso il reintegro in azienda dopo un licenziamento “senza giusto motivo”. Le operaie, però, malgrado quanto deciso dal giudice, continuavano a segnalare “episodi di discriminazione”. Per nove lavoratrici la causa è ancora in corso. Arrivando a contare circa 70 dipendenti, la “Lavoro & Servizi” ha rappresentato una tra le maggiori realtà tessili dell’intero Salento che ora paga, come altre aziende, la crisi del settore. La Uilta Cisl, comunque, non si arrende ed intende portare la vertenza sul tavolo della Provincia per verificare il rispetto delle condizioni di mobilità.

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