“Abbiamo resistito” dice Errico ma è polemica

Da destra il comandante dei carabinieri e il Sindaco in Comune

Da destra il comandante dei carabinieri e il Sindaco in Comune

GALLIPOLI. È stato “avvicinato” con le buone, intimidito più volte (come ha raccontato lui stesso); in un paio di occasioni avrebbe fornito informazioni su atti pubblici (secondo i vertici del clan). Ma il fatto che prima il procuratore distrettuale antimafia, Cataldo Motta, e poi il comandante dei carabinieri della Puglia,  generale di brigata Claudio Vincelli,  gli abbiano dato attestazioni pubbliche sull’atteggiamento fin qui tenuto, gli fanno dire che “in questa vicenda Comune e Amministrazione hanno tenuto la schiena, arginando l’ondata criminale”. Il Sindaco Francesco Errico, che ribadisce di aver resistito con tutto il governo cittadino alle forti pressioni, auspica che la sintonia Comune-Prefettura-Forze  di polizia possa svilupparsi in modo da garantire davvero una “estate sicura” anche a Gallipoli. Unica nota stonata la lite (non è la prima) tra Errico e il presidente di Assobalneari, Mauro Della Valle, secondo il quale “la mala cresce nei vuoti lasciati dalle istituzioni”.

Una dichiarazione che “fa specie, totalmente priva di fondamento” e che “definire infelice è dir poco”, è stata la replica del Sindaco. Ma non è mancato un attacco più squisitamente politico. A sferrarlo l’associazione “Gallipoli 2012″, all’opposizione in Consiglio comunale. Nel sollevare perplessità sull’appoggio elettorale che il gruppo finito in manette dice di aver dato al primo cittadino, l’associazione si chiede perché Errico non abbia parlato già l’anno scorso delle intimidazioni e perché gli incontri accertati non abbiamno avuto luogo in Comune anziché in altri luoghi. “Velenosi schizzi di fango” li definisce il Sindaco, che chiama “a testimoni” le autorità che si sono espresse sui fatti accertati.

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