Di corsa in montagna: A13 Alba da protagonista

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LASSU’ SULLE MONTAGNE Dopo la fatica i sorrisi della vittoria e la soddisfazione di essersi distinti in una competizione tutta in salita e non solo per la conformazione del terreno. Da sinistra Francesco Carofi glio, Ivano Roppoca, Antonio Bello, Silvana Serio, Luciano Schirinzi, Elio Settembrini

Taurisano. Si sono svolti lo scorso 17 settembre a Paluzza, località friulana della Val But, i campionati mondiali Master di corsa in montagna, specialità ricca di fascino e sacrificio, ai quali hanno preso parte quasi 1100 atleti provenienti da ogni parte del mondo.

E nell’atteso appuntamento mondiale, un posto di rilievo se lo è ritagliato il Gruppo podistico “13 Alba” di Taurisano, grazie alle ottime prestazioni fornite dai propri atleti. Infatti, nella patria di Emanuela Di Centa, campionessa mondiale di sci di fondo e presidente del comitato organizzatore, Ivano Roppoca, Luciano Schirinzi e Silvana Serio, tesserati di “A13 Alba” Taurisano, ognuno nella rispettiva categoria, hanno mantenuto il passo degli avversari riuscendo ad ergersi tra i protagonisti in assoluto della importante manifestazione.

Tutto si è svolto nello splendido scenario montuoso della Carnia, tra impervie salite e ripide discese, su un tracciato complessivo di 11 chilometri appesantito da un dislivello di 700 metri. Complessivamente sono stati sei gli atleti salentini impegnati in gara e, senza nulla togliere agli altri, la ribalta assoluta spetta di diritto alla tenace e sorprendente Silvana Serio, podista di Torre San Giovanni, da sempre tesserata dell’Associazione “A13 Alba” Taurisano, piazzatasi al nono posto nella categoria MF 45.

Da una valutazione generale emerge il particolare curioso che atleti provenienti dal pianeggiante Salento, siano stati in grado di ben figurare in una disciplina così lontana da quelle che sono le caratteristiche geografiche della regione di provenienza.

Ivano Roppoca, “braveheart” non per caso, ci spiega quale tecnica di allenamento è stata utilizzata per prepararsi e affrontare al meglio l’impegno agonistico: «Abbiamo utilizzato la zona tra il ponte Ciolo e Novaglie, dove, per le caratteristiche del territorio, c’è la possibilità di addentrarsi in difficoltà abbastanza accentuate. Nulla a che vedere con il percorso di Paluzza, ma ci è servito ugualmente per perfezionare la tecnica di corsa su un terreno difficoltoso e prendere confidenza con il saliscendi tipico del percorso che poi ci è toccato fare in sede di gara. Al di là di tutto, è stata un’esperienza entusiasmante non solo per i posti ma anche per aver potuto confrontarsi con tanti atleti, appartenenti a tantissime nazionalità».

In totale, la rappresentativa italiana ha conquistato sette medaglie d’oro, dieci d’argento e nove di bronzo.

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