A “capo” di 600 imprese

di -
0 870

COPPIA AFFIATATA Antonio Provenzano col padre Elio: insieme si occupano delle tre imprese edili della famiglia, ma il più giovane sembra aver spiccato il volo verso ruoli di responsabilità a livello provinciale e regionale tra le piccole e medie imprese. «Nella Cna spingo soprattutto verso l’informazione degli iscritti e la formazione, decentrando il più possibile in provincia»

Alezio. Gallipoli croce e delizia di Alezio; edilizia al centro, ancora e sempre, ma anche energia e rifiuti; ricordo costamnte delle lezioni dei suoi maestri, suo nonno e suo padre: sembra non crederci ancora al fatto che oltre seicento artigiani della provincia di Lecce lo abbiano scelto come loro presidente in seno ad una delle più forti sezioni della Cna, Confederazione nazionale artigianato.

 

Poi lo ascolti e capisci che sarà stata la sua carica e la sua voglia di guardarsi intorno con attenzione a convincerli che era quello il loro uomo a quel posto. Antonio Provenzano è figlio d’arte: anche il padre Elio è stato un imprenditore edile e lo è ancora oggi che è in pensione.

Trentasette anni, sposato e due figli, è stato eletto alla carica presidenziale provinciale due anni fa esatti; ma fa parte anche direttivo della Cna a Casarano e del Consiglio regionale costruzioni della confederazione pugliese.
E’ presente pure nella Consulta delle costruzioni, un organismo di cui fanno parte anche Ance (associazione nazionale costruttoti edili), Confartigianato, Confindustria, gli Ordini professionali, i sindacati di categoria; l’organismo si occupa tra l’altro dei rapporti con le pubbliche amministrazioni, di assicurare una adeguata tutela dei soggetti rappresentati, di promuovere lo sviluppo del settore.

«Quando ho cominciato? A cinque anni», risponde sorridente. Poi chiarisce: «Già allora andavo sui cantieri con mio padre; il lavoro vero è arrivato a 14 anni, appena finita la terza media».
Poi non ha smesso più. Le aziende familiari ad Alezio, il suo paese, sono diventate tre: la storica Provenzano costruzioni del 1970; la Antonio provenzano del ‘97 e la Provenzano costruzioni srl di Elio e Antonio Provenzano del 2005. Sempre con l’inseparabile padre “che oggi gestisce la parte burocratica delle società, senza per questo trascurare di venire sui cantieri”.

«Ho preso tutto da lui, l’onestà, la voglia di andare avanti, di avere degli obiettivi. La differenza? Mah… forse lui ha più pazienza di me, ha l’arte di lasciar perdere. Ricordo spesso anche mio nonno Antonio, la sua forza, uno che è passato da tre guerre, ha fatto il partigiano, un comunista vero fino all’ultimo, che ha voluto decidere lui della sua vita».

Ricordi a parte, Antonio provenzano appare pronto a cogliere al volo le occasioni che questi tempi offrono: diversificare è la sua parola d’ordine: «L’edilizia resta il settore principale; però guardiamo anche alle nuove tecnologie, al settore energetico e dei rifiuti, in stretto rapporto con l’Università di lecce per la ricerca di nuovi materiali da impiegare in edilizia». E lì si torna, al primo amore, che risente degli influssi di Gallipoli: «La vicinanza ci ha aiutati quando lì i prezzi erano saliti alle stelle, oggi ci ferma perchè tra i 1.200 euro a mq ad Alezio ed i 1.500 a Gallipoli lo scarto è poco. Ma ci aiuterà domani se Gallipoli diventerà finalmente un vero centro turistico con il porto e tutto l’indotto di vip e grandi interessi che girano intorno».

Commenta la notizia!