Nardò, troppe auto nel centro storico: diffide senza risposte. In arrivo le videocamere annunciate?

Nardò – “Benvenuti nel centro storico di Nardò, città d’arte”. Segue foto di piazza Pio XI e via Anime invase dalle automobili. È l’amara “cartolina” di un post pubblicato oggi su Facebook da Marcello Tarricone, giornalista e residente nel centro storico neretino. L’argomento, di cui si dibatte ormai da decenni, è la chiusura al traffico del centro storico. Cosa che avvenne nel 2015 grazie all’“eroico” primo passo compiuto dall’assessore comunale dell’epoca, Maurizio Leuzzi. Dal perimetro messo al riparo dalle auto son rimaste escluse però altre aree di prestigio della città vecchia e per questo su di esse è stato di fatto dirottato il traffico veicolare. È il caso di via Gaballone, via Anime e piazza Pio XI. Proprio quest’ultima ospita la Cattedrale, la Curia Vescovile e il Museo Diocesano. Si tratta di zone che a parte weekend e festivi, quando almeno “sulla carta” l’accesso alle auto è vietato, durante la settimana sono transito quotidiano per centinaia di veicoli. «Tutti sanno ma nessuno fa niente – scrive Tarricone – e conoscono bene il problema il sindaco Pippi Mellone, gli assessori Giulia Puglia, Mino Natalizio, Ettore Tollemeto, il comandante della Polizia locale, etc. etc.». Come avvenuto per piazza Salandra, l’obiettivo è la chiusura totale al traffico anche delle zone suddette, a tutela sia del patrimonio storico-architettonico che dell’incolumità dei passanti. «Nel luglio 2016 – ricorda Tarricone – oltre 30 cittadini residenti in via Anime e via Gaballone hanno inoltrato una diffida al Comune evidenziando problemi di sicurezza per i pedoni e di staticità degli edifici, oltre ai danni al basolato (quanti soldi buttati…), chiedendo l’immediata chiusura al traffico di piazza Pio XI, piazzetta Calvario e via Fratelli Gaballone. C’è poi il problema della fruibilità turistica, con la Cattedrale secondo attrattore per visite in Puglia negli Open Days 2016. Credo che ai cittadini che chiedono il rispetto dei propri diritti – conclude – vadano date risposte. Le chiacchiere, al di là del colore politico degli amministratori in carica, restano solo chiacchiere. A quella lettera-diffida comunque gli amministratori non hanno mai risposto».

Una riposta potrebbe arrivare – finalmente, direbbero i residenti interessati – a breve. Con il nuovo anno dovrebbero essere installate le video camere di cui si è parlato spesso. Si tratta di cinque impianti che agevolerebbero di molto l’individuazione (tramite la targa dell’automezzo) dei trasgressori finora “perdonati”.

 

Stefano Manca

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