Xylella, ora si parte

4fotoGALLIPOLI. Mercoledì 11 alle 15,30 nella sede del Dipartimento nazionale di Protezione civile; giovedì 12 in mattinata nella sede della Regione: questi gli ultimi passi per piano di contrasto al complesso del disseccamento rapido dell’ulivo, ad opera della Xylella sottospecie Pauca, e di funghi patogeni.
Si parte, dopo aver chiarito, da parte del commissario straordinario – il comandante della Forestale di Puglia, Giuseppe Silletti – due procedure che avevano sollevato, e a ragione, molte e documentate perplessità.

La prima riguarda gli espianti: nella fascia immediatamente a nord della zona infetta (che va da Nardò e Porto Cesareo sullo Jonio  alla zona a nord di Lecce, sull’Adriatico) verranno abbattuti solo gli alberi che risultassero infettati. La fascia citata è stata ampliata da uno a 15 chilometri, spostando ancora più su il cordone fitosanitario che potrebbe, alla fine, risultare meramente un segno grafico sulla cartina. Se non scappa nessun batterio e nessun insetto dal Salento. Come è purtroppo già avvenuto e registrato in quel di Oria (Brindisi), ad un passo da Manduria. Lì il focolaio è stato delimitato in 40 ettari e lì si procederà subito agli espianti degli ulivi (contati 4mila alberi) e di altre piante contagiate (oleandri, ciliegi, mandorli, susini, peschi i preferiti dal batterio che viene da lontano).

Il secondo punto allarmante riguarda l’uso dei fitofarmaci, l’altra voce del bilancio che può contare su 13 milioni 600mila euro. Il commissario Silletti si è impegnato con pubbliche dichiarazioni: «Non si tratta di pesticidi ma di insetticidi con un raggio di azione mirato», quindi non a tappeto come paventato da alcuni gruppi ambientalisti e non pesticidi, come pure c’è scritto nella determina del dirigente dell’Osservatorio fitosanitario della Regione del 6 febbraio scorso, numero 10. Nell’allegato tra le “sostanze attive che hanno efficacia nei confronti delle cicaline” c’è anche il famigerato Imidacloprid, che in quanto a grado di letalità sugli insetti vettori (le “sputacchine”) ha quattro stellette, il massimo tra le sette sostanze elencate, ma ha provati risvolti negativi anche sui terreni e sugli essere umani.

Il dottor Silletti ha anche specificato che non ci si allontanerà dagli insetticidi utilizzati normalmente contro la mosca olearia e infezioni simili. Ma la Regione Puglia ha già chiesto al Ministero la registrazione (per poterla poi utilizzare in questa battaglia) di una sostanza esclusivamente vegetale sperimentata in Francia e basata su oli essenziali di agrumi. A Bologna, inoltre, il laboratorio Bio eco active in collaborazione col Dipartimento di Chimica dell’Università felsinea ha in atto una sperimentazione con concimi naturali, risultati efficaci  in un’altra lotta che interessa il Veneto e il Piemonte, dove a morire per disseccamento sono da un paio di anni i kiwi.

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