Mirella è sempre “viva”

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Il sarcofago

Taurisano. Il 4 ottobre ricorre il 12° anniversario della morte della serva di Dio Mirella Solidoro e il 5, alle 18.30, nella chiesa di  Santi Martiri G. Battista e Maria Goretti tutta la comunità di Taurisano, e non solo, la ricorderà nel corso di una messa celebrata da mons. Caliandro, vescovo di Nardò e Gallipoli, che conobbe Mirella quando era in vita e la incontrò per due volte.

Non ci sarebbe nemmeno bisogno di ricordare questa ricorrenza perché sembra che tutte le date, gli eventi che hanno interessato la vita di Mirella siano fissati nella memoria di quanti la seguono. Ora, forse più di quando era in vita. Ne sono testimonianza visibile il bianco sarcofago marmoreo, opera dello scultore Vito Minonne, che è letteralmente circondato da fiori freschi e piante, e il registro dei visitatori che dal primo luglio è custode di pensieri, ringraziamenti, preghiere.

A scorrere i pensieri, alcuni scritti con grafia incerta segno anche di particolare emozione, si entra in una dimensione diversa. Richieste di protezione per la famiglia, per i figli, ringraziamenti per il sostegno ricevuto, e, segno dei tempi, aiuto per trovare un lavoro. Il 13 luglio, giorno del compleanno di Mirella, non sono stati pochi quelli che hanno tracciato parole di augurio. Qualche prete, qualche seminarista, due donne che forse saranno state delle amiche ,che periodicamente intrattengono con Mirella un dialogo intenso come se andassero a trovare un’amica a cui raccontare le vicende di ogni giorno.

Non sempre è annotato il luogo di provenienza: si tratta di persone  dei  paesi vicini, ma anche di Milano, della Germania, della  Svizzera e del Brasile. Ce ne dà conferma il parroco, don Napoleone Di Seclì, il “custode” della memoria di Mirella.

Appena sarà pronta la biografia critica che il postulatore    della causa di canonizzazione, frate Aldo De Donno, sta preparando, si aprirà il processo nella cattedrale di Ugento. In attesa del miracolo. « Il miracolo? Li fa ogni giorno – dice don Napoleone – basta leggere il registro». Certo, a pensarci bene ,la fiducia, la serenità, la forza di andare avanti che traspaiono dai messaggi, con i tempi che corrono sono già un miracolo.

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