Gallipoli – Il Sindaco Stefano Minerva, reduce da una travagliata nascita di una nuova Giunta, ha dato appuntamento ai primi di settembre per il primo “di una lunga serie” di tavoli di confronto tra amministratori comunali e operatori dei vari settori dell’industria turistica gallipolina (che è anche tanta parte circostante, tra Alezio, Sannicola, Tuglie, Taviano, Matino eccetera). Ma c’è chi intanto – confortato appena dal grande afflusso delle settimane centrali di agosto – brucia le tappe in modo anche un po’ sbrigativo: da una  parte si vogliono salvare gli ultimi anni, quelli che hanno visto protagonisti diverse decine di migliaia di giovani, dall’altra c’è chi stigmatizza che quello è stato un turismo sregolato e fuori controllo. quindi da buttare e girare pagina.

Tra i modelli che si scomodano per tentare di dare un volto e dei connotati precisi a quello targato Gallipoli, c’è chi agli albori della scalata nella classifica della notorietà, della città era consapevole testimonial in anni di forte passione politica e di appartenenza partitica. Dai  “mitici” anni 60-70 del secolo scorso, di cui si è occupata Piazzasalento, agli anni ’90, quando i riflettori dei media nazionali erano puntati su due big della politica italiana che rispondono ai nomi di Rocco Buttiglione e Massimo D’Alema, il primo gallipolino di nascita, il secondo “deputato di Gallipoli” per antonomasia.  C’è chi ancora ricorda quell’8 agosto del 1994 quando due “post”, uno democristiano e l’altro comunista, tentarono in un ristorante sul mare nel centro storico (“Il Bastione” diventato noto anche per questo) un nuovo “compromesso storico” durato però più o meno quanto l’ultima neve di primavera. Da allora, sono cambiate molte cose nella politica italiana e Gallipoli è andata avanti per la sua strada grazie a grosse iniezioni promozionali regionali.

Chi ha ancora assidui rapporti con la città è stato Buttiglione. Lo si incontra sulla storica rotonda del Lido San Giovanni, dove si reca ogni estate assieme alla famiglia e alle sorelle già giornaliste di Rai1 e Canale5, Angela e Marina Buttiglione. “Non parliamo di politica però – premette subito – ormai ho scelto di chiudere con la politica attiva e poi mi sto pure disintossicando: ora insegno all’Università di Granada e sono consulente del Parlamento europeo”. Ribadisce subito che lui non solo è nato a Gallipoli  ma non ha mai reciso i rapporti con la città. “Né ho mai influenzato le scelte delle Amministrazioni sin qui succedutesi, per rispetto delle autonomie locali, ma, se richiesto, non mi sottraggo – aggiunge – né sono di quelli pregiudizialmente contrario ai giovani e alle loro esigenze (quelle lecite, ovviamente), ma occorre saper contemperare e far convivere assieme le diverse “anime” dei vacanzieri”.

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Buttiglione punta sull’assetto urbanistico “Intanto va rivisto l’assetto urbanistico della città – afferma l’ex parlamentare – migliorando i servizi esistenti e dotando Gallipoli dei servizi tuttora mancanti: quei binari, ad esempio, non più utilizzati da anni, che arrivano fin giù al porto, debbono essere tolti per migliorare la viabilità”. Tornando poi alla movida dei giovani, e alle problematiche sviluppatesi con la chiusura (temporanea in alcuni casi) del “Parco Gondar”, delle “Cave”, e del caso “Samsara”, Buttiglione invita gli amministratori comunali a individuare le strutture di intrattenimento lontano dall’abitato “con idonea viabilità”.

Si promuove la città, secondo la ricetta Buttiglione, anche col turismo culturale e religioso: ricordando poi di avere finanziato come ministro dei Beni culturali diversi restauri di chiese confraternali del centro storico, invita gli attuali governanti locali a investire anche in quel campo, visto che Gallipoli ne è un prezioso contenitore, tutto da ammirare. Anche all’imprenditoria locale ha da dire la sua Buttiglione, mettendola in guardia da invidie e autosufficienze: “Debbono saper fare sistema tra di loro dialogando con la Pubblica amministrazione per costruire un modello possibile di “città turistica”. Due-tre mosse insomma, non nuove ma con un loro fondamento logico che hanno numerosi sostenitori. Ma anche, con parole e nei fatti, oppositori.

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