Campo per braccianti di Nardò: i servizi trasporto e mensa ancora nodi da sciogliere. E i caporali ne approfittano

Nardò – Il servizio di trasporto dei braccianti dal campo di accoglienza fino al posto di lavoro (su questo aspetto si registra la mancata indicazione dei campi coltivati da parte delle aziende); il servizio mensa: sarà su questi due problemi da risolvere la prossima riunione in Prefettura sul caporalato. Il servizio mensa in particolare era uno dei nei rilevato già in precedenza dal sindacato Flai Cgil che oggi rileva ancora: “Ai lavoratori è fatto divieto di consumare pasti all’interno delle stanze loro assegnate eppure manca un servizio mensa adeguato e ciò scoraggia i migranti a fermarsi nel villaggio”. Nella Foresteria montata a fine agosto 2017 sono attualmente ospitati 50 lavoratori contrattualizzati e 67 iscritti alle liste dei Centri per l’impiego su circa 300 posti letto.

Questo pomeriggio in Prefettura si è tenuto il “Tavolo permanente” previsto dal Protocollo di intesa in materia di lavoro stagionale in agricoltura nei territori di Nardò e dei Comuni vicini, sottoscritto il 28 luglio 2017. All’incontro hanno partecipato il prefetto Claudio Palomba, il sindaco di Nardò Giuseppe Mellone, rappresentanti di Regione, Provincia, Asl, Spesal, Inps, Protezione civile, Cir, Caritas, associazioni del Terzo settore, organizzazioni datoriali e sindacali.

“La macchina organizzativa, nonostante gli incontri succedutisi fin da febbraio, alla fine non ha sortito effetti tempestivi sul piano dei servizi. La campagna delle angurie – ha rimarcato la segretaria provincia della Cgil, Valentina Fragassi – è in pieno svolgimento e volge quasi al termine e noi siamo ancora qui a ragionare delle condizioni di accesso al villaggio di accoglienza. Fermo restando il grande impegno della Prefettura, che ringraziamo per l’attività di coordinamento del tavolo, spiace constatare come i problemi del 2018 siano sostanzialmente identici a quelli del 2017: ossia l’assenza dei servizi di mensa, trasporto e mercato del lavoro; esattamente ciò su cui prospera il caporalato. Registriamo migliori condizioni di accoglienza, ma anche una gestione contorta e regolamentata in maniera a noi formalmente ancora sconosciuta; siamo ancora a ragionare di servizi relativi a mercato del lavoro, trasporti e mensa. Con parti datoriali e istituzioni vogliamo rafforzare il percorso segnato dalla legge sul caporalato (la 199/2016): per questo tavoli come quello prefettizio devono servire a fare dei passi in avanti».

Con un suo camper il sindacato è in giro da settimane per cui, con la responsabile Monica Accogli, ha un punto di osservazione privilegiato: “Grazie ad “Ancora in campo” abbiamo potuto incontrare decine di migranti a cui l’accesso al campo (riservato ai lavoratori contrattualizzati o iscritti alle liste dei Centri per l’impiego, ndr) è precluso. Vivono a ridosso del villaggio o in giacigli di fortuna. E abbiamo visto imprenditori che hanno reclutato lavoratori proprio tra i migranti esterni al campo di accoglienza. Per questo motivo auspichiamo un maggiore intervento dell’Ispettorato del Lavoro e delle forze dell’ordine». Apertura e disponibilità sono emerse dal Comune e dalla Prefettura circa la mensa e l’assegnazione di uno spazio ad associazioni e sindacati. “Dissentiamo dal primo cittadino quando dice che il villaggio di accoglienza va chiuso al 31 agosto: spesso la campagna di raccolta prosegue ben oltre – sottolineano i sindacalisti – arrivando fino ai primi di dicembre. Abbiamo il dovere di garantire condizioni di vita dignitose ai braccianti finché questi saranno impegnati nella raccolta».

 

 

 

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