Dopo le ultime pesanti intimidazioni via posta, il caso della giornalista minacciata torna in Regione

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Casarano – “Chiedo che venga discussa e approvata quanto prima, in Consiglio regionale, la mozione a supporto dell’attività di Marilù Mastrogiovanni (foto) depositata dal sottoscritto (assieme ai colleghi Barone, Cera e Liviano) nel maggio del 2017, che giace da più di un anno senza essere approvata. E chiedo al Presidente Michele Emiliano che venga data piena e celere attuazione alla legge regionale n. 12/2015 in materia di promozione della cultura della legalità, della memoria e dell’impegno, una disciplina fortemente voluta dal compianto Guglielmo Minervini nel corso del suo mandato da assessore nell’Amministrazione regionale guidata da Nichi Vendola, ma rimasta inspiegabilmente, fino a questo momento, solo sulla carta”: approda di nuovo in Regione l’ultima intimidazione di cui è stata vittima la giornalista e scrittrice Marilù Mastrogiovanni di Casarano, sotto protezione dallo scorso anno per analoghe vicende piuttosto recenti, la quale ha denunciato di aver ricevuto circa quattromila lettere per posta elettronica in cui “per la prima volta viene pronunciata la parola morte”, come la stessa destinataria ha raccontato. Le e mail sono state indirizzate al giornale che dirige ed a Mario Maffei, suo congiunto e collega. Poco tempo prima nel giardino di casa ignoti avevano scaricato sacchi di immondizia. Alcuni mesi fa il giornale segnalò un inquietante attacco di hacker informatici. Mastrogiovanni ha firmato da ultimo un servizio con Maria Grazia Mazzola per “Il Fatto quotidiano” intitolato “Sacra corona di Puglia, unita grazie al silenzio generale”.

L’attenzione su questo clima di pesante intimidazione nei confronti dei giornalisti pugliesi che si occupano delle oscure trame criminali-economiche che attanagliano la Puglia, è del consigliere regionale Mino Borraccino. A fianco della giornalista, direttrice del giornale on line “Il Tacco d’Italia”, si sono schierati L’Associazione della Stampa di Puglia e la Federazione della Stampa italiana e GiULiA Giornaliste, che hanno espresso “solidarietà e vicinanza alla collega Marilù Mastrogiovanni per le minacce subite. La giornalista focalizza principalmente fatti di mafia e Sacra corona unita e questioni ambientali.

“Rinnovando fiducia negli inquirenti che stanno indagando sul caso e ringraziando le forze dell’Ordine e il Prefetto di Lecce per le misure di controllo adottate a tutela della collega», il sindacato nazionale e regionale dei giornalisti ricorda che «da tempo la collega Mastrogiovanni subisce segnali di intimidazione per il suo lavoro, al punto da essere stata costretta a vivere per un lungo periodo sotto scorta e successivamente a trasferirsi con la propria famiglia da Casarano». Neanche questi “atti vili” impediranno alla giornalista “di continuare ad esercitare il sacrosanto diritto di cronaca”.

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