Porto Cesareo – Torna l’estate piena e tornano subito alcuni “vizi” dei turisti che si cerca da tempo di correggere. Nelle spiagge di Porto Cesareo, rinomate in tutta Italia, sono ricomparsi gli ombrelloni che vengono piantata sulla sabbia nottetempo come “prenotazioni” per il mattino successivo. Pur essendo vietato dalle norme, c’è chi non si arrende alle regole. Come coloro che muovono massi e sabbia da una parte all’altra per i  propri bisogni, tipo un pic nic improvvisato o per legarci gli ombrelloni (foto) e poi li ricoprono con la sabbia, e chi infine, scambiandole per erbacce, non solo protesta col Comune per la mancata cura della spiaggia e delle dune, ma cerca di mettere mano per asportare invece specie vegetali tipiche della zona.

L’incuria che tale non era – tra via Tarantino e via Riccione – era invece finita subito sui media. C’era voluto l’intervento  di tre botanici di Unisalento – Pietro Medagli, Stefano Arzeni e Alessio Turco – a fermare lo sfalcio del cespuglio. “Al fine di non arrecare danni all’habitat naturale – invitano dal Comune – chiediamo la collaborazione delle persone: segnalateci ciò che a vostro parere sporca o danneggia il litorale e noi verificheremo ed interverremo”. Intanto ai botanici sono andati i ringraziamenti per la tempestività del’assessore all’Ambiente, Paola Cazzella.

Il cattivo costume dei massi ricoperti con sabbia ha invece messo fuori uso un automezzo della ditta concessionaria del servizio di pulizia anche della spiaggia, la Ecotecnica: il secondo in pochi giorni. Le pietre “colpevoli” sono utilizzate per ancorare gli ombrelloni e vengono conservate nascoste per poterle ritrovare la mattina dopo. Per evitare altri danni, la ditta ha proceduto le operazioni di pulizia manualmente.

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